Cronologia dei media
Cronologia della radio e della televisione
Quinta parte L’era del triopolio e l’avvio della transizione dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi in rete
18. Dall’offerta lineare all’offerta ibrida di video servizi : le sfide fra editori e aggregatori di contenuti nella nuova grande tela crossmediale
negli anni della crisi dei media tradizionale e della Seconda Repubblica (2011-2013)
Crisi della seconda Repubblica e consolidamento del sistema televisivo bi piattaforma con offerte in chiaro e a pagamento
La ripresa economica si interrompe, infatti, nell'estate 2011, quando la situazione precipita, questa volta con intensità maggiore rispetto alla crisi del 2008. L'economia europea è di nuovo al punto di partenza, e in particolare in Italia nuove preoccupazioni assaltano la popolazione. Un esempio della gravità della situazione sono le vette raggiunte dallo spread, ovvero il differenziale tra i BTP italiani e i Bund tedeschi, che spesso supera i 500 punti base. La difficile situazione e il malcontento popolare spingono il governo di Silvio Berlusconi a gettare la spugna il 12 novembre 2011, data che segnerà l'allontanamento temporaneo di anno dalla scena politica di Silvio Berlusconi. Per far fronte ai problemi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina senatore a vita Mario Monti, che pochi giorni dopo viene nominato Presidente del Consiglio dei ministri e messo a capo di un governo tecnico col compito di stabilizzare l'economia, procedendo a riforme di stampo liberista e aumentando la pressione fiscale. Nonostante ciò la ricetta dell'austerità di bilancio voluta da Monti e dalle istituzioni europee si dimostra infruttuosa, registrando un fallimento nel tentativo di invertire la spirale economica negativa in cui il paese è bloccato (Insieme al resto dell'Eurozona). A seguito dell'abbandono della maggioranza da parte del PDL Monti si dimette il 21 dicembre 2012. Tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 si inizia a parlare di fine della "seconda Repubblica" e di inizio della "terza Repubblica".
Tra la fine del 2011 e l’inizio del nuovo anno le famiglie dotate di almeno un ricevitore digitale terrestre nella propria residenza principale hanno raggiunto circa 22,3 milioni, con una crescita di circa 600 mila unità rispetto al dato di ottobre. La penetrazione del digitale terrestre ha interessato, quindi, l’89,5% del totale delle famiglie italiane. In particolare, nel corso del 2011, il numero delle famiglie in possesso di un decoder o di un televisore integrato è incrementato di circa 2,8 milioni. L’aumento dei canali televisivi disponibili in ragione del passaggio al digitale, ma anche il progressivo affermarsi di nuove modalità di consumo del prodotto televisivo hanno ampliato le scelte del pubblico, maggiormente incline a ricercare contenuti più rispondenti al proprio specifico target di riferimento.
Il 2011 ha visto il lancio di nuovi canali nazionali gratuiti: in particolare, Mediaset ha affiancato a La5, indirizzato ad un pubblico femminile, il nuovo Mediaset Italia 2, canale tematico a target maschile e giovanile. Il palinsesto di Italia 2 è infatti composto da serie TV, film, cartoni animati ed eventi sportivi, oltre alla riproposizione di alcuni programmi TV di Italia 1, a cui la rete è affiliata, e possiede la particolarità di essere suddiviso in zone, ognuna a carattere tematico; tra di esse, degna di nota è la U Zone, realizzata dagli stessi telespettatori attraverso i loro video amatoriali. Da un punto di vista informativo, Mediaset ha lanciato il proprio canale all news, TgCom24, che si affianca a quello di RAI (RAINews 24) e, relativamente alla tv a pagamento, a quello di Sky (SkyTG24). Anche Discovery ha proposto sul digitale terrestre e sulla piattaforma satellitare di Sky un nuovo canale, denominato DMAX, caratterizzato da una programmazione dedicata al pubblico maschile costituita da docu-reality che trattano di motori, disastri, natura, crimini e lifestyle (c.d. factual entertainment). Tra i nuovi canali tematici gratuiti nazionali si segnala anche il lancio da parte del Gruppo L’Espresso di un nuovo canale di musica, Radio Capital Tivù: si amplia, in tal modo, l’offerta televisiva del gruppo che si compone anche del canale musicale Deejay Tv e di
Come già osservato, nel 2011, si è assistito ad una flessione più marcata dell’audience dei canali gratuiti generalisti, accompagnata da uno spostamento dell’utenza verso i canali tematici. Secondo i dati diffusi da Auditel, tra settembre e ottobre 2011, le 6 reti generaliste hanno perso in prima serata, rispetto allo stesso periodo del 2010, il 7,7% complessivo di share, pari a 2.371.000 telespettatori. La perdita più consistente ha riguardato le due ammiraglie della tv generalista: Rai 1 e Canale 5. Rai 1 è scesa ad uno share del 20% (solo nel 2006 era al 23%), Canale 5 nell’autunno 2011 addirittura sotto il 18%. Ma anche Italia 1, Rete 4 e Rai 2 hanno fatto segnare un calo tra il 4 e il 7%. Le uniche eccezioni sono state rappresentate, invece, da Rai 3 e La7. Il decremento di share è stato, come detto, in parte riassorbito dai nuovi canali dei due principali broadcaster. L’insieme dei canali Rai e Mediaset fruibili solo in digitale terrestre ha, infatti, incrementato l’ascolto delle due emittenti, rispettivamente, del 70% e del 118%. Nonostante questa crescita, sia Rai che Mediaset hanno registrato un incremento dell’ascolto medio inferiore a quello del totale TV e questo si è tradotto in una flessione dello share di gruppo.
Da un punto di vista delle risorse economiche, anche quest’anno il quadro competitivo che caratterizza la televisione tradizionale non ha subito mutamenti di rilievo, come si evince dalla Tabella successiva. L’affermazione di nuovi device e lo spostamento dell’audience verso canali maggiormente targettizzati, sebbene indici di un interessante mutamento del panorama generale del settore, non risultano tuttora elementi atti a determinare uno spostamento significativo delle posizioni dei due principali operatori, RAI e Mediaset, che continuano a detenere una quota di mercato superiore all’85%. Nella televisione gratuita la quota di mercato della RAI sale da 45,8% a 46,3%, quella di Mediaset scende da 42,3% a 41,5%, mentre il terzo polo di Telecom Italia Media sale da 2,6% a 2,9%, lasciando tutti gli altri operatori attestati al 9,3%
A fine 2011, la pay-tv risulta presente nel 37% del totale delle abitazioni televisive e nel 39% delle sole abitazioni digitali. La piattaforma satellitare continua ad essere la prima piattaforma di pay-tv, raggiungendo il 53% circa delle abitazioni pay, mentre il digitale terrestre si attesta sul 41%. Il restante 6% è raccolto dalle altre forme (IPTV, DVB-H, ecc.). La pay-tv si è confermata, per il 2011, la risorsa più dinamica del settore televisivo, avendo mantenuto, al contrario della pubblicità, un andamento positivo, con i ricavi in crescita anche grazie al contributo delle nuove piattaforme. Il 2011 ha visto Sky giungere al traguardo dei cinque milioni di famiglie abbonate, pari ad una platea di potenziali utenti che supera i 15 milioni. Di tali famiglie, il 67% vede i canali e i programmi della piattaforma in alta definizione e una su tre beneficia della tecnologia PVR (Personal Video Recorder) di MySkyHD. Nel 2011, Sky ha lanciatoSky Go, un nuovo servizio che permette la visione in streaming di circa 20 canali di sport, calcio, news e intrattenimento su iPad e altri tablet di nuova generazione. A fine anno, è nato Sky3D, il primo canale italiano interamente in 3D. Anche Mediaset Premium, grazie a una forte promozione delle proprie offerte e costi più contenuti, ha conquistato nuovi abbonati, e ha quindi conosciuto, nel 2011, una crescita sostenuta. Per quanto riguarda i dati di audience dei canali a pagamento, si è assistito alla conferma del primato del calcio (Premium Calcio e Sky Sport 1) e all’affermazione dell’informazione di Sky Tg 24 rispetto ai canali dedicati al cinema.
Il contesto competitivo che caratterizza il mercato della televisione a pagamento vede quindi, anche per il 2011, il netto successo dell’offerta disponibile sulla piattaforma satellitare, mentre l’alternativa più prossima è costituita dal digitale terrestre, che comincia a rappresentare un competitor di rilievo. Tecnologie alternative, quali il DVB-H e l’IPTV, non hanno invece ottenuto risultati apprezzabili e risultano diffuse presso una frangia di pubblico marginale. Come già anticipato, nel prossimo futuro potrebbero invece affermarsi offerte a pagamento di Smart tv connesse alla attesa diffusione delle connected tv, che potrebbero condurre il mercato verso un assetto maggiormente dinamico. Infatti il mercato continua ad essere caratterizzato dalla dominanza di Sky che, sebbene continui a veder ridotta la propria quota rispetto agli anni passati (nel 2009 era pari all’81,5% e nel 2010 al 79,2) mantiene tuttora una quota superiore al 75% per la preiosione il 77,4% del mercato pay. Nell’ultimo anno, però, l’offerta a pagamento di Mediaset sul digitale terrestre ha continuato a registrare una cresciuta ulteriore, conquistando oltre due punti salendo dal 15,1% al 17,4% delle risorse del mercato televisivo a pagamento, mentre altri operatori risultano in calo dal 3,7% al 3,2%
6 Settembre 2011 Parte il primo canale interamente in televisione tridimensionale Sky 3D. Lo stesso giorno la piattaforma lancia un nuovo canale Horror Channel.
7 settembre 2011 Esce Terraferma di Emanuele Crialese
8 settembre 2011: Il Consiglio dei Ministri vara due proposte di legge Costituzionale: una sull'introduzione del principio del pareggio del bilancio nella Costituzione e una sulla soppressione delle province.
9 settembre 2011 Riprendono sulla piattaforma Mediaset Premium le trasmissioni delle partite di calcio della Serie B trasmesse sui canali standard di Premium Calcio. Si tratta di anticipi e posticipi, e di tre partite al massimo il sabato pomeriggio garantendo tutti gli incontri di Torino, Bari e Sampdoria. Il pacchetto è gratuito per tutti i clienti che hanno il pacchetto Calcio attivo.
12 settembre 2011 La vita in diretta è condotta temporaneamente da Marco Liorni in attesa del ritorno di Lamberto Sposini
13 settembre 2011 Il Senato vota dopo la Camera il conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale tra la Procura della Repubblica di Milano e il Parlamento riguardanti il premier Silvio Berlusconi con 151 si 129 no.
14 settembre 2011 Dopo aver subito settimane di tensioni e di modifiche giorno dopo giorno, viene approvata la manovra del governo Berlusconi che contempla sacrifici per 54,2 miliardi di euro
15 settembre 2011 Dopo essere stato più volte modificato il Ministero dello Sviluppo Economico approva il decreto 15 settembre 2011 “Modifiche al calendario nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con relativo allegato 2”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 21 ottobre 2011.
17 settembre 2011 A seguito dell'entrata in vigore della Legge n. 148 del 14 settembre 2011, a decorrere dal 17 settembre 2011 l'aliquota ordinaria dell'Iva è da considerarsi modificata dal 20% al 21% con il conseguente adeguamento dei prezzi di listino Mediaset Premium del 1º luglio.
17-18 novembre 2011 L’esecutivo Monti ottiene la fiducia alla Camera con 556 voti favorevoli e soli 61 contrari e al Senato con 281 si e 25 no. Gliuunici a votare contro sono i gruppi parlamentari della Lega Nord
19 settembre 2011 Il Presidente del Consiglio presenzia all'udienza del cosiddetto "processo Mills" presso il Tribunale di Milano e annulla la sua partecipazione all'assemblea dell'ONU.
20 settembre 2011 L’Italia viene declassata dall’Agenzia di rating Standard & Poor da A+ ad A.
22 settembre 2011La Camera respinge l'autorizzazione ad eseguire misure cautelari nei confronti dell'on. Marco Mario Milanese del Pdl.
23 settembre 2011 Sky Italia ha ricevuto dalla Lega Nazionale Professionisti di Serie A la comunicazione dell’avvenuta aggiudicazione dei diritti tv relativi alla piattaforma satellitare per tutte le partite delle stagioni 2012/2013, 2013/2014 e 2014/2015 della massima serie. Tutte le 380 partite della massima serie saranno sempre disponibili in Alta Definizione, ma l’abbonato Sky potrà seguire i principali incontri anche con l’entusiasmante visione in 3D e, grazie al rivoluzionario servizio SKY GO, vedere la propria squadra del cuore in qualsiasi luogo. Una vera e propria rivoluzione che valorizzerà l’esperienza di visione sia sui grandi schermi sia sugli schermi più piccoli dei tablet di ultima generazione, garantendo al campionato italiano e a tutte le squadre che vi partecipano la più ampia copertura possibile.
27 settembre 2011 Antonio Di Bella torna Direttore di Rai Tre al posto di Paolo Ruffini(passato a La7). Marcello Masi, superato il limite di interim, è il nuovo direttore del Tg2. Gianni Scipione Rossi direttore di Rai Parlamento, condirettore Simonetta Faverio. Giorgio Giovannetti diventa condirettore di GR Parlamento, Gianfranco D’Anna condirettore del GR 3. Roberto Nepote direttore di Rai Gold
29 settembre 2011 La camera respinge con 315 no e 292 sì la sfiducia individuale nei confronti del Ministro per le Politiche agricole Francesco Saverio Romano, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
29 settembre 2011. Dopo 22 giornate e 469 tornate, si conclude l’asta per l’assegnazione delle frequenze mobili di quarta generazione (4G) che permettono applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata banda passante. Allo Stato andranno circa 4 miliardi di euro, un incasso che va oltre le aspettative della legge di stabilità, che prevedeva un introito di 2,4 miliardi di euro. Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati le diverse frequenze per un incasso totale di 3.945.295.100 euro poco meno di 1 miliardo per operatore. Queste, in particolare, le assegnazioni:Frequenza 800: si aggiudicano 2 blocchi a testa Vodafone, Telecom Italia e Wind. Frequenza 1.800 : si aggiudicano 1 blocco a testa Vodafone, Telecom, H3g. Frequenza 2.600: si aggiudica 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3 Vodafone. La banda 2.000 non è stata assegnata. Grazie a questi accordi, gli operatori potranno sviluppare la prossima generazione di servizi per la trasmissione di dati tramite tecnologia Long Term Evolution (Lte) che porterà ad un utilizzo di internet con velocità maggiori e una qualità più alta. Le frequenze devono essere liberate e rese disponibili agli operatori mobili dal primo gennaio 2013.
30 settembre 2011. Sky Italia raggiunge i 5 milioni di abbonati. E’ la quota massima raggiunta dalla piattaforma italiana che inizierà nei mesi successivi a subire una lieve erosione perdendo poche centinaia di miglia di abbonati
Ottobre 2011 Gli Stati Uniti tornano a flettere i muscoli dell’economia. Ma la ripresa sebbene iniziata nel 2010 continua a da vere il respiro corto con una crescita del PIL intorno al 2%
ottobre 2011 Negli scontri in Egitto tra forze di sicurezza e cristiani copti perdono la vita 24 persone.
4 ottobre 2011 Moody’s taglia il giudizio sul debito per l’Italia di tre livelli, da AA2 AD a2. Giudizio negativo anche da Fitch
5 ottobre 2011 Dopo lunga malattia muore all'età di 56 anni a Palo Alto in California Steve Jobs, co-fondatore della Apple Inc, primo grande capitano dell’industria dell’immateriale a causa di un arresto respiratorio dovuto ad un attacco cardiaco.
10 ottobre 2011 Paolo Ruffini diventa direttore de La Sette in sostituzione di Lillo Tombolini.
10 ottobre 2011 Alla Camera il governo è battuto per un voto sull'Articolo 1 del Rendiconto di bilancio 2010 con 290 sì e 290 no, anche a causa delle numerose assenze fra i banchi della maggioranza. L'opposizione chiede le dimissioni del Governo citando il caso del Governo Goria, dimissionario dopo la bocciatura del Rendiconto. I capigruppo della maggioranza Cicchitto (PdL),Reguzzoni (Lega) e Moffa (Pt) scrivono una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolineando che la bocciatura del Rendiconto rappresenta un "mero incidente parlamentare" respingendo le richieste di dimissioni del Governo provenienti dalle opposizioni e lamentando uno squilibrio tra maggioranza e opposizione nella composizione della Giunta per il Regolamento e un comportamento fazioso del Presidente della Camera Fini che aveva disposto un blocco dell'esame del disegno di legge nonostante non fosse stato bocciato nella sua interezza ma fosse stato respinto soltanto l'Articolo 1. Il Presidente della Repubblica rispondendo alla lettera ha invitato a non eccedere con la richiesta del voto di fiducia esprimendo fiducia nelle prerogative del Presidente della Camera convenendo in una ripresentazione del testo di bilancio dopo un chiarimento politico.
12 ottobre 2011 AGCOM pubblica Delibera n. 542/11/CONS modifica della delibera n. 423/11/cons recante piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle Regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche nonché della Provincia di Viterbo (Aree tecniche nn. 8, 9 E 10).
14 ottobre 2011 La Camera approva con 316 sì e 301 no la questione di fiducia posta dal Governo allo scopo di verificare la tenuta della maggioranza dopo l'incidente sul rendiconto. Nel medesimo giorno Giuseppe Galati (PdL) è nominato sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, i sottosegretari Catia Polidori e Aurelio Misiti sono promossi a viceministri dello Sviluppo Economico, con delega al Commercio Estero, e Infrastrutture e dei Trasporti, con delega alle Infrastrutture, e il sottosegretario Guido Viceconte viene trasferito dal Ministero dell'Istruzione a quello degli Affari Interni
15 ottobre 2011 Manifestazione mondiale degli Indignados. Roma viene messa a ferro e fuoco dai black bloc, 70 feriti.
19 ottobre 2011 In occasione del passaggio delle consegne alla guida della BCE tr Jean Claude Trichet e Mario Draghi emergono profonde divergenze fra Angela Markel ostile ad un intervento della Banca Centrale Europea a sostegno dei Paesi a rischio default e Nicolas Sarkozy favorevole a qualsiasi intervento della BCE per mettere in campo risorse finanziarie a sostegno dell’Euro.
20 ottobre 2011 In Libia dopo 8 mesi di guerra civile, viene ucciso Mu'ammar Gheddafi.
20 ottobre 2011 Malgrado il varo delle manovre estive da parte del Governo Berlusconi il divario fra i rendimenti dei BTP italiani e quelli dei Bund tedeschi rimane sopra qualsiasi livello di guardia. A tre giorni dal Consiglio Europeo l’Italia dopo la Grecia diventa il sorvegliato speciale. Dall’efficacia dei suoi impegni e delle sue misure anticrisi forse dipende la sopravvivenza stessa della crisi. Angela Merkel chiama Giorgio Napolitano: secondo il Wall Street Journal avrebbe chiesto “riforme più aggressive” dicendosi “preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte per farle”. Insomma lo scopo della telefonata sarebbe stato quello di chiedere la sostituzione di Berlusconi per salvare l’Euro. Secondo il Quirinale invece la conversazione “ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell’euro e in materia di riforme strutturali”. Secondo il Corriere della Sera è probabile che la Cancelliera senza interferire direttamente negli affari politici italiani abbia chiamato il Presidente della Repubblica “per capire quali fossero gli scenari più probabili in caso di paralisi del Governo Berlusconi che agli occhi degli europei mostra molti segnali di avaria”
23 ottobre 2011 Imbarazzo diplomatico in seguito alle risatine espresse nei confronti delle rassicurazioni ricevute da Berlusconi in conferenza stampa alla fine del summit di Francoforte da Angela Merkel e da Nicolas Sarkozy che pongono un ultimatum all’Italia chiuedendo a Berlusconi misure coraggiose entro tre giorni.
Berlusconi risponde ancora una volta insistendo sulla buona salute del Paese dove “i consumi non sono diminuiti i ristoranti e gli aerei sono pieni, i posti di vacanza sono iper prenotati”
26 ottobre 2011 Dopo pressanti richieste dell'Unione Europea, al termine di una lunga trattativa interna alla maggioranza, il presidente del Consiglio Berlusconi invia una lettera con la promessa delle misure da adottare, tra le quali l'innalzamento dell'eta pensionabile nel 2026 e una maggiore flessibilità in uscita nel mercato del lavoro. La lettera è fortemente criticata dalle opposizioni e dai sindacati.
31 ottobre 2011 La Terra raggiunge i sette miliardi di persone.
novembre 2011 In Egitto proseguono le violenze delle forze di sicurezza contro i manifestanti, che accusano i militari di voler mantenere il potere. Si dimette il Primo ministro Sharaf in seguito ai disordini. Iniziano le consultazioni parlamentari.
3 novembre 2011 In materia di tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettroniche l’Autorità riceve alcune richieste di informazione e chiarimenti da parte della Commissione europea. La Commissione ha preliminarmente osservato che il progetto di regolamento coincide chiaramente con il suo stesso obiettivo di limitare alla fonte la pirateria on-line e che, pertanto, seguirà con grande interesse lo sviluppo nazionale in tale settore. La Commissione non ha eccepito alcun rilievo in ordine alla sussistenza del potere in capo all’Autorità, in quanto autorità amministrativa, ad adottare alcuno dei provvedimenti previsti dalla direttiva sul commercio elettronico. A parte i rilievi di carattere prettamente formale, in ordine alle modalità di presentazione delle segnalazioni, o di tipo redazionale a fini di maggiore chiarezza, la Commissione ha concentrato i propri rilievi sul rispetto del principio di proporzionalità, con particolare riferimento alla tempistica e alle garanzie procedimentali dei soggetti a diverso titolo coinvolti nella procedura, sia quella individuale dinanzi al gestore del sito, sia quella amministrativa dinanzi all’Autorità, e del principio del paese di destinazione che è alla base delle direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE), sul diritto d’autore nella società dell’informazione (2001/29/CE), e della direttiva enforcement (2004/48/CE), con riguardo agli interventi nei confronti di siti esteri e in ordine al livello di coinvolgimento dei fornitori di servizi di accesso, e ha richiamato l’attenzione sul divieto di introdurre nuove eccezioni rispetto a quelle già contemplate dalle direttive sul diritto d’autore.
3 novembre 2011 AGCOM approva la delibera n. 564/11/CONS recante “Provvedimento a seguito della consultazione indetta con la delibera n. 427/11/CONS concernente l’art. 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS recante “ricognizione delle misure stabilite dalla delibera n. 136/05/CONS del 2 marzo 2005 recante “Interventi a tutela del pluralismo ai sensi della legge 3 maggio 2004, n. 112”. Con la citata delibera, l’Autorità ha confermato la valutazione effettuata nella delibera n. 70/11/CONS relativamente alla perdita di efficacia della misura di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), n. 1), della delibera n. 136/05/CONS a far data dal 14 dicembre 2010, alla luce della situazione a quel momento accertata in relazione allo sviluppo tecnologico intervenuto (art. 1); reso obbligatoria la suddivisione delle attività di raccolta pubblicitaria dei canali diffusi da R.T.I. consistente nella raccolta pubblicitaria delle offerte televisive in chiaro da parte di Publitalia e delle offerte televisive a pagamento da parte di Digitalia fino alla cessazione delle trasmissioni televisive analogiche (art. 2); revocato ex tunc l’articolo 1, comma 2, della delibera n. 70/11/CONS (art. 3).
3 - 4 novembre 2011 Il presidente del consiglio partecipa a Cannes al summit del G20. A seguito delle pressioni, registratesi durante gli incontri, per il rafforzamento della credibilità del paese, il governo italiano accetta che una delegazione del Fondo Monetario Internazionale monitori i progressi sulle riforme economiche e gli effetti di queste sui conti pubblici.
5 novembre 2011 In nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, vattene!” scrive in prima pagina il Financial Times rivolgendosi a Silvio Berlusconi
Il Presidente Napolitano avvia una fitta tela di incontri e di consultazioni informali con le forze politiche per cercare di trovare una via d’uscita alla crisi e alle ondate speculative che attanagliano l’Italia essendo ormai evidente a tutti maggioranza e opposizione la fine della parabola berlusconiana
7 novembre 2011 Il sottosegretario agli Affari Esteri Enzo Scotti si dimette e firma insieme a due deputati di Noi Sud una richiesta a Berlusconi di dimettersi per favorire la formazione di un governo di unità nazionale.
La crisi politica dei dieci giorni da Berlusconi a Monti
8 novembre 2011 Nuova votazione alla Camera sul Rendiconto Generale dello Stato 2010 bocciato un mese prima; l'opposizione non partecipa al voto allo scopo di garantire l'approvazione del provvedimento (che ha valore meramente formale), dimostrando nel contempo che il Governo non dispone dei 316 voti che gli garantirebbero la maggioranza.. La Camera approva con soli 308 voti a favore, nessun contrario e un astenuto. Berlusconi prende atto che non ha più una maggioranza assoluta ovvero 316 voti In seguito all'esito del voto, Berlusconi sale al Quirinale e, dopo un colloquio col Presidente della Repubblica, viene annunciato che Berlusconi si dimetterà dopo l'approvazione della legge di stabilità chiesta dall’Unione Europea. Nel frattempo lo spread tra BTP e Bund supera i livelli di guardia a 497 punti. Berlusconi annuncia che si dimetterà appena approvata la legge di stabilità
9 novembre 2011 Arrivano a Roma gli ispettori dell’Unione Europea e della Banca Centralòe Europea per esaminare i conti pubblici. Il Cavaliere si arrende mentre lo spread tra i tassi sui BTP decennali emessi dal Governo italiano e quelli dei Bund tedeschi aumenta fino a toccare il record di 575 punti base, con i tassi d'interesse superiori al 7%.
9 novembre 2011 Napolitano imprime un’accelerazione alla soluzione della crisi nominando Mario Monti Senatore a vita “che ha illustrato la patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”. La giornata in borsa era stata drammatica con lo spread finire a 533 punti. La nomina viene largamente interpretata come un segnale alle forze politiche e ai mercati finanziari internazionali
10 novembre 2011 Napolitano convoca Monti al Quirinale. Lo spread scende a 511 punti.
11 novembre 2011 Lo spread scende a 453 punti
12 novembre 2011 La Camera approva i disegni di legge, già approvati dal Senato, contenenti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), il lancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014; dopodiché, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni
In seguito alla perdita di alcuni deputati del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi dopo aver convalidato il maxi-emendamento alla legge sulla stabilità approvata con 380 si, sale al Quirinale e conferma quanto previsto quattro giorni prima, ossia che, privo di una maggioranza in Parlamento, si trova costretto a confermare l’impegno preso l’8 novembre di rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri. Subito dopo Napolitano convoca i presidenti delle Camere e del Senato Fini e Schifani
13 novembre 2011. Il presidente della Repubblica avvia le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e le forze politiche e in serata affida l'incarico al professor Mario Monti, che accetta come da prassi con riserva e apre la fase di consultazioni con i gruppi parlamentari, le parti sociali, gli enti locali e con lo stesso presidente della Repubblica Napolitano prende l’impegno di tentare la formazione di un nuovo governo evitando in questo modo le elezioni anticipate e la conseguente paralisi istituzionale di tre-quattro mesi. Napolitano vuole rassicurare l’Europa e il mondo attraverso un intenso lavoro di sorveglianza e di mediazione interna. In serata incarica il senatore a vita Mario Monti.
14 novembre 2011 Monti puntualizza che l’orizzonte operativo del suo governo è da oggi alla fine della legislatura prevista nella primavera 2013. In borsa lo spread sale a 492 punti.
14 novembre 2011 Per la prima volta dalla sua fondazione nel 1945, la Lega Araba sospende la Siria dalle attività dell'organizzazione. Il paese mediorientale ne fu uno dei fondatori. È il risultato per l'alto numero di vittime per le sommosse popolari in Siria iniziate il 15 marzo e che provocano quasi 5 mila morti
14 novembre 2011 Per la prima volta dalla sua fondazione nel 1945, la Lega Araba sospende la Siria dalle attività dell'organizzazione. Il paese mediorientale ne fu uno dei fondatori. È il risultato per l'alto numero di vittime per le sommosse popolari in Siria iniziate il 15 marzo e che provocano quasi 5 mila morti
15 novembre 2011 Dopo l’esclusione di un ingresso dei segretari di partito, anche Letta e Amato vengono esclusi dalla compagine ministeriale. Lo spread sale a 526 punti.
16 novembre 2011 Monti scioglie la riserva e propone al Colle la lista dei ministri per la nomina in leggero ritardo rispetto a quanto previsto, dichiarando di aver deciso di non includere personalità politiche nella lista, per non suscitare conflittualità tra i partiti, di opposto orientamento politico, che si sono impegnati a votare la fiducia al nuovo Governo. Il governo Monti presta quindi giuramento nella mani del Capo dello Stato presso il Quirinale. I ministri della Difesa Di Paola e degli Esteri, Terzi di Sant'Agata, momentaneamente all'estero, giureranno nei giorni successivi, appena rientrati in Italia. Si insedia il governo Monti alla guida di un governo tecnico appoggiato da una larga maggioranza in Parlamento – PdL, PD e Terzo Polo - Il Presidente mantiene l’interim dell’Economia, mentre Corrado Passera diventa Ministro dello Sviluppo Economico.
In serata avviene il passaggio di consegne con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. . Lo spread rimane quasi invariato a 519 punti
17 novembre 2011 Disertori dell'esercito siriano attaccano la sede del Partito Baath nella provincia di Idlib (che inizialmente doveva essere una base militare di Damasco), de-facto dando inizio alla guerra civile in Siria
17 novembre 2011 Con delibera n. 598/11/CONS, l’Autorità avvia la fase istruttoria del procedimento per l’individuazione delle piattaforme emergenti, ai fini della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi ai sensi dell’art. 14, del d.lgs. 9 gennaio 2008, n. 9 e dell’art. 10 del regolamento adottato con delibera n. 307/08/CONS. Puntualizzati i parametri valutativi, l’Autorità ha, in tale sede, svolto l’analisi con riguardo alla televisione digitale terrestre, alla televisione satellitare, alla televisione su rete IP (IPTV), alla televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA), alla televisione via rete DVB-H e alla web-tv, nonché alla televisione analogica terrestre e alla televisione via cavo, e tra esse aveva individuato come piattaforme emergenti la televisione su rete IP, la televisione via rete mobile e la televisione via rete DVB-H.
Con il sostegno di PDL PD FLI UDC API e IDV il Governo Monti ottiene la fiducia al Senato e l’indomani alla Camera dei Deputati “Se sia la fine della Seconda Repubblica resta ancora impossibile dirlo, certo cala il sipario su una stagione” – osservano Colarizi e Gervasoni
17 novembre 2011 Il premier Mario Monti si reca al Senato per la discussione del programma di governo e ottiene la fiducia con 281 voti a favore e 25 contrari su 306 votanti, maggioranza mai registrata al Senato in un voto di fiducia a un Governo.
18 novembre 2011 Anche la Camera, dopo la discussione del programma di governo, vota la fiducia, con 556 voti favorevoli e 61 contrari su 617 votanti, maggioranza mai registrata alla Camera in un voto di fiducia a un Governo
18 novembre 2011 Esce Scialla (stai sereno) di Francesco Bruni
20 novembre 2011 9 Alle elezioni politiche anticipate per la X Legislatura in Spagna i socialisti del PSOE dopo l’annunciato ritiro del premier José Luis Rodriguez Zapatero sono nettamente sconfitti creando un’ennesima alternanza politica nel Regno a favore dei popolari di Mariano Rayoy che ottengono il 44,63% dei voti, conquistando 186 seggi ben trentasei in più rispetto al 2008 distanziando di sedici punti i socialisti del PSOE di Alfredo Pérez Rubalcaba sprofondati al 28,76% e 110 seggi, che ne perdono 59. Risalgono invece all’estrema sinistra Izquerdia Unida che con il 6,92% conquista 11 seggi guadagnandone nove, al centro Unión Progreso y Democracia (UPyD) che con il 4,70% sale a 5 seggi guadagnandone quattro e in Catalogna i nazionalisti di Convergencia i Uniò, che con il 4,17% conquistano ben 16 seggi, guadagnandone sei mentre Amaiur una nuova coalizione politica basca della sinistra abertzale conquista ben 7 seggi precedendo i nazionalisti baschi Partido Nacionalista Vasco (EAJ/PNV) scesi a 5 seggi e Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) stazionaria a 3 seggi.
22 novembre 2011 Esplodono nuovi gravi incidenti in Egitto che portano alle dimissioni del governo di Essaùm Charaf. Il Consiglio Supremo delle forze armate incarica di formare una nuova compagine governativa un politico della vecchia nomenclatura, Kamal al-Ganzouri accreditato di personale onestà, comunque legato tuttavia al deposto regime di Mubarak di cui era stato primo ministro dal 1996 al 1999. Rimarrà in carica sino al 26 giugno 2012
24 novembre 2011 A Strasburgo incontro trilaterale tra il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, per analizzare la situazione dei mercati in Europa.
25 novembre 2011 Il Consiglio dei Ministri conferisce ai ministri senza portafoglio Piero Gnudi e Dino Piero Giarda rispettivamente le deleghe agli Affari Regionali e all'Attuazione del Programma di Governo.
28 novembre 2011 Vengono assegnati gli incarichi di viceministri e sottosegretari. Filippo Patroni Griffi viene inoltre nominato ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione.
29 novembre 2011 A Palazzo Chigi, giurano i viceministri e i sottosegretari; al Quirinale giura invece Filippo Patroni Griffi. La Presidenza del Consiglio comunica che il viceministro Vittorio Grilli è permanentemente invitato a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri.
29 novembre 2011 Ore 20.30. Parte TgCom24, il canale all news di Mediaset
30 novembre 2011 Si concluderà il processo di switch over in Francia
30 novembre 2011 Sì unanime della Camera in prima lettura al ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione approvato con 464 sì, nessun contrario e 6 astenuti. Il testo era già stato approvato unanimemente dal Senato con 255 sì nessun contrario e 14 astenuti. Il gruppo di Coesione Nazionale annuncia l'astensione dei suoi senatori che in Senato vale come voto contrario.
dicembre 2011 Entra in carica in Egitto il nuovo governo di unità nazionale guidato dal primo ministro Kamal al-Ganzouri.
4 dicembre 2011 Viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale.
6 dicembre 2011 Il Governo Monti approva il Decreto Legge n. 201. cd Salva-Italia. il governo monti presenta la manovra economica, Fra le misure più importanti della manovra economica la riforma delle pensioni. si passa dal retributivo al contributivo; l’aumento dell'iva. il 2% per le aliquote del 10 e 21% a partire dal secondo trimestre 2012; il taglio alle province; sgravi fiscali per le imprese; ma anche imposte sul lusso e tagli alla politica.. Il Decreto Legge all’Art. 21 il Decreto attribuisce all’Autorità i poteri di regolazione, vigilanza e tutela degli utenti sui servizi postali, precedentemente affidati all’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale, al fine di avere un regolatore indipendente, strutturalmente e funzionalmente separato dall’incumbent (attualmente controllato totalmente dal Ministero dell’economia) . Il compito attribuito all’Autorità è impegnativo: garantire la transizione del settore postale verso una completa liberalizzazione e una progressiva apertura alla concorrenza, obiettivi questi indicati dal quadro normativo comunitario e nazionale (da ultimo, la direttiva n. 2008/6/CE, cd. Terza Direttiva Postale137, recepita a livello nazionale attraverso le modifiche apportate al decreto legislativo n. 261/1999, di seguito Decreto servizi postali).
12 dicembre 2011 AGCOM approva Delibera n. 677/11/CONS avvio del procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 e la verifica dell’osservanza del limite del 20% di cui all’art. 43, comma 9, del TUSMAR Alla luce della disposizione sopra richiamata, l’Autorità dovrà pertanto verificare che nessun soggetto, direttamente o attraverso soggetti controllati o collegati, consegua ricavi superiori al 20% dei ricavi complessivi del SIC
13 dicembre 2011 Dopo mesi di duri scontri in senso al sindacato con la FIOM contraria, CGIL CISL e UIL firmano l’accordo con la Fiat di Marchionne che introduce maggiore flessibilità nell’orario e nei turni di lavoro. In caso contrario la produzione di auto sarebbe stata dislocata in paesi in cui il costo della forza lavoro era più conveniente Per gli 86mila dipendenti del gruppo Fiat dal 1° gennaio 2012 ci sarà un nuovo contratto collettivo specifico di primo livello
Ancora una volta il governo si defila e l’opposizione si spacca trasversalmente tra sostenitori della linea Marchionne e chi si schiera invece con la federazione dei metalmeccanici della CGIL guidata da Landini. L’afasia dell’esecutivo sul caso Fiat, emersa sin dall’estate 2010, conferma l’impressione di un Cavaliere ormai definitivamente perduto dietro i suoi problemi, cioè la persecuzione dei giudici, i processi in Tv, le intercettazioni telefoniche
14 dicembre 2011 Il CdA Rai destituisce Augusto Minzolini dalla direzione del TG1 nominando ad interim Alberto Maccari
14 dicembre 2011 Le emittenti televisive commerciali spagnole Antena 3 e laSexta raggiungono un accordo per una fusione in virtù della quale la società Gestora de Inversiones Audiovisuales La Sexta confluisce nel Grupo Antena 3 (rinominato dal 6 marzo 2013 Atresmedia Corporación) in cambio del 7% del capitale della nuova società risultante dalla fusione. Il processo di fusione verrà autorizzato dalla Comisión Nacional de la Competencia solo il 13 luglio 2012
15 dicembre 2011 Si unanime in seconda lettura Senato al ddl contenente il pareggio di bilancio in Costituzione
16 dicembre 2011 La Camera approva la manovra economica del governo, su cui era stata posta la questione di fiducia: i sì sono stati 402, 75 i no, 22 gli astenuti. Nella circostanza, oltre alla Lega Nord, sono passati all'opposizione anche l'Italia dei Valori (tranne Renato Cambursano che ha dato la sua approvazione), la SVP e Noi Sud. Tra le file del PdL hanno votato in dissenso con il loro partito Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio. Non hanno invece votato la manovra del governo, in quanto assenti, 66 deputati del PdL, 10 di FLI, 6 (uno in missione) del PD, uno (un altro in missione) dell'UdC, 10 di Popolo e Territorio e 22 del Gruppo Misto (componente Forza del Sud con 3 deputati presenti su 8, componente Api con 4 deputati presenti su 6, componente Liberali per l'Italia-PLI con 2 deputati su 5, componente Mpa con 2 deputati su 4, componente Fareitalia con 3 su 4, componente PRI con 2 deputati su 3, componente LD con 2 deputati su 3, componente Noi Sud con un deputato su 3, componente Svp con nessun deputato su 2 e Misto, non iscritti a nessuna componente con 2 deputati su 5). L'astensione è stata annunciata dal deputato dell'Union Valdotaine e dal gruppo di Popolo e Territorio che si è diviso con i deputati Francesco Saverio Romano, Vincenzo Taddei e Roberto Marmo a favore della fiducia, Domenico Scilipoti e Andrea Orsini contrari mentre i restanti 9 presenti si sono astenuti
20 dicembre 2011 Rilevazione radiofonia. L’esigenza di identificare un modello unitario, relativo sia alla metodologia, sia alla governance, volto a superare le divergenze residuali tra le posizioni dei diversi operatori, induce l’Autorità a emanare la delibera n. 320/11/CSP del 20 dicembre 2011, recante “Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico”. Con tale provvedimento, nel quale sono stati formulati gli indirizzi operativi per l’organizzazione dell’attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, l’Autorità si è riservata di adottare la definitiva organizzazione dell’attività di rilevazione all’esito sia della predetta consultazione, sia dei lavori del tavolo tecnico appositamente costituito.
21 dicembre 2011 Si concludono regolarmente le operazioni di transizione al digitale nelle aree in Italia previste per lo switch off per il 2011. Sono circa 49 milioni gli italiani che alla fine del 2011 ricevono il segnale televisivo digitale terrestre. Entro il 30 giugno 2012 tutta l’Italia sarà all digital Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha firmato i decreti ministeriali che fissano le date per il passaggio alla tv digitale terrestre nel 2012. In attuazione del calendario nazionale, è stata prevista la seguente tempistica per le regioni ancora da digitalizzare: Abruzzo e Molise (inclusa la provincia di Foggia) dal 7 maggio al 23 maggio; Basilicata, Puglia (incluse le province di Cosenza e Crotone) dal 24 maggio al 8 giugno; Sicilia e Calabria: dal 11 giugno al 30 giugno 2012.
21 dicembre 2011 In Spagna a un mese dal suo trionfo elettorale, il leader del Partido Popular Mariano Rajoy diventa il sesto Presidente del governo spagnolo dopo la morte di Franco, il quarto della stagione democratica dopo la transizione. Il Primo Governo Rajoy Prima Vicepresidente e portavoce del Governo Spagnolo è sempre una donna María Soraya Sáenz de Santamaría Antón. Ministro degli esteri diventa José Manuel García-Margallo y Marfil. Ministro dell’educazione, della cultura e dello sport diventa José Ignacio Wert Ortega rimarrà in carica sino al…
21 dicembre 2011 Nel suo primo Consiglio dei Ministri Mariano Rajoy decide una drastica riduzione delle sovvenzioni accordate alla Corporación RTVE scese da 547,59 milioni di euro per il 2011 a 342,74 milioni di euro per il 2012 inaugurando un periodo di forte incertezza economica per il servizio pubblico spagnolo
22 dicembre 2011 Il Governo Monti riesce a far approvare in via definitiva la manovra economica del governo, sempre tramite ricorso al voto di fiducia. Il Senato approva la legge di conversione del decreto Salva Italia con 257 voti favorevoli, 41 contrari e nessun astenuto. Votano contro i 25 senatori della Lega Nord, i 12 dell'Italia dei Valori, i 2 senatori della SVP presenti in aula, il senatore dell'Union Valdôtaine e il senatore del PdL Esteban Juan Caselli in dissenso con il suo partito
In materia di cessione di impianti radiotelevisivi la legge di conversione del decreto ‘Salva Italia’ prevede un’importante novità: all’art. 27 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, si aggiunge il seguente comma 7 bis: “La cessione anche di un singolo impianto radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti relativi ai trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi del presente articolo, posti in essere dagli operatori del settore prima della data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sono in ogni caso validi e non rettificabili ai fini tributari”. Tale norma pone fine alla problematica della qualificazione giuridica dei contratti di cessione di impianti con i relativi diritti di uso delle frequenze di trasmissione (se cioè fossero qualificabili come cessione di impianti ovvero come cessioni di azienda o ramo di azienda). Il sopracitato art. 7 bis chiarisce, infatti, che la cessione di uno o più impianti che non ha per oggetto solo le attrezzature (e che quindi comprende anche il diritto di uso delle frequenze di trasmissione) si considera sempre cessione di ramo di azienda (e conseguentemente tale cessione sotto il profilo fiscale sarà soggetta all’imposta di registro e non all’imposta IVA). La norma chiarisce anche che tutti i trasferimenti di impianti e di rami di azienda posti in essere prima dell’entrata in vigore della norma stessa sono validi così come sono stati posti in essere e non sono quindi contestabili e rettificabili dalla Agenzia delle Entrate ai fini fiscali. In questo modo dovrebbero quindi concludersi anche tutti i contenziosi pendenti con l’Agenzia delle Entrate sul punto.
Il Governo Monti dimezza i componenti delle Autorità. La legge ‘Salva Italia’ contiene, all’art. 23, una norma per la riduzione dei costi di funzionamento delle autorità indipendenti, (tra le quali è compresa anche l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni). In base a tale norma, il Consiglio dell’Agcom, a partire dalla prossima consiliatura (essendo l’attuale in scadenza nel primo semestre del 2012) verrà ridotto da nove a cinque membri, compreso il Presidente. Conseguentemente, si deve ritenere che il numero dei componenti della Commissione per le infrastrutture e le reti e quello dei componenti della Commissione per i servizi e i prodotti verrà ridotto da cinque a tre componenti per ciascuna delle due commissioni, compreso il Presidente. Infine, la legge ‘Salva Italia’ prevede la soppressione dell’Agenzia per la regolamentazione del settore postale, le cui competenze passeranno alla Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
23 dicembre 2011 Dividendo digitale: il Governo francese incassa 3,5 miliardi di euro dalla seconda tornata di assegnazione delle frequenze per i nuovi servizi internet mobile: per la banda 800 Mhz, gli operatori hanno speso 2,64 miliardi di euro, contro gli attesi 1,8 miliardi. Free non ottiene frequenze. Lo Stato francese ha incassato 3,575 miliardi di euro dall’asta del dividendo digitale, circa 1 miliardo in più di quanto atteso. Il ministro dell’industria Eric Besson ha parlato di “successo integrale” dell’asta, che in Francia è stata suddivisa in due tornate: la prima, che ha portato all’assegnazione della banda 2,6 GHz, è stata chiusa a settembre con un introito di 936 milioni di euro (contro i 700 previsti dal Governo). La seconda, per le frequenze a 800 Mhz, è stata chiusa ieri e ha fruttato 2,64 miliardi di euro, contro gli attesi 1,8 miliardi. Le frequenze sono state divise in 4 blocchi per far sì che ciascun operatore ne potesse avere una parte. A sorpresa, però, Free non ha ottenuto frequenze in questa seconda parte dell’asta, non avendo i mezzi finanziari per acquistare un blocco da 10Mhz. L’operatore, che lancerà i propri servizi mobili a gennaio, non disporrà dunque di una rete 4G in tutto il Paese. Fortunatamente, però, l’Arcep aveva disposto che se un operatore non avesse ottenuto frequenze avrebbe disposto del diritto di roaming sulla rete del concorrente che avesse ottenuto due blocchi. Free avrà dunque il diritto di utilizzare la rete 4G di SFR, il solo ad aver avuto due blocchi di 5Mhz ciascuno. Riguardo il montante pagato da ciascun operatore, SFR ha staccato l’assegno più consistente: 1,065 miliardi di euro per due lotti da 5 MHz. Orange, che conta più di 26 milioni di utenti, ha pagato 891 milioni di euro per ottenere 10Mhz di frequenze, portando a casa il blocco di migliore qualità. Bouygues Telecom è stato quello che ha speso di meno: ‘soltanto’ 683 milioni per 10Mhz, ossia 380 milioni meno di SFR. L’asta delle frequenze, che sono un patrimonio pubblico, permetterà agli operatori di offrire servizi internet mobile di migliore qualità, a una velocità di almeno 60Mbps. Da qui a 15 anni, gli operatori dovranno coprire con le loro reti LTE il 99,6% della popolazione.
24 dicembre 2011 Circa 110 mila persone scendono in piazza a Mosca per manifestare contro il primo ministro Vladimir Putin e i brogli alle ultime elezioni.
31 dicembre 2011 Termina la missione della NATO in Iraq, come annunciato dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen.
31 dicembre 2011 Audimovie. AGCOM include la società Audimovie che svolge con regolarità indagini campionarie sulla fruizione del mezzo cinematografico, tra i soggetti realizzatori di indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione sottoposti alla propria vigilanza. Il mezzo cinematografico, infatti, è nel tempo divenuto un efficace veicolo di messaggi pubblicitari, oggetto di investimenti che non si limitano alla mera produzione dell’opera, ma che mirano a più ampie strategie editoriali e commerciali segnate dalla cross-medialità. Audimovie rileva regolarmente i dati sulle presenze nelle sale cinematografiche e quelli relativi ai profili socio-demografici degli spettatori. Le informazioni sono utilizzate per la pianificazione pubblicitaria tenendo conto degli esercizi frequentati dai soggetti del panel e dei film da loro visti. Per la misurazione quantitativa, Audimovie si affida ai dati prodotti da Cinetel, istituto specializzato nella stima del numero di presenze per schermo cinematografico. La raccolta riguarda più di 3.000 sale e oltre 1.000 complessi cinematografici distribuiti in circa 500 città italiane. Il panel adottato da Audimovie è rappresentativo dell’universo famiglie italiane, ed è costituito da 4.000 famiglie per un totale di circa 10.000 individui. L’indagine continuativa fornisce le informazioni relative ai profili dell’utenza del cinema su base mensile, rilevando il totale dei visitatori del cinema e, tra questi, gli utenti che hanno assistito a un film nelle sale appartenenti ai circuiti di diffusione pubblicitaria delle concessionarie attualmente aderenti ad Audimovie: Sipra, Opus e Moviemedia.
31 dicembre 2011 Lorenza Lei in un’intervista al Corriere della Sera a otto mesi dal suo insediamento annuncia che la Rai dopo cinque esercizi di perdite avrebbe raggiunto il pareggio di esercizio grazie ad una prima manovra di 60 milioni varata nel mese di maggio. Complessivamente la Rai avrebbe tagliato negli ultimi quattro esercizi 2008-2011 costi esterni per 250 milioni di euro. Il nuovo piano di tagli di 85 milioni di euro per il 2012 avvia un triennio di necessario risanamento strutturale dei costi dell’azienda, gravato dai costi di grandi eventi sportivi. Sul piano organizzativo razionalizzazione delle testate con l’accorpamento di Rai News 24, Televideo e la parte giornalistica di Rai Italia. Il nuovo canale all news – privo peraltro degli 800 giornalisti della Testata Giornalistica Regionale che rimane fuori dall’accorpamento – “offrirà informazione continua regionale, nazionale e internazionale e sarà di supporto agli approfondimenti giornalistici delle singole testate e dei canali”. “L’azienda continuerà ad accompagnare il cambiamento del Paese mutando la narrativa televisiva: nei linguaggi, nei toni e nei contenuti. Per l’estero la nostra missione è raccontare un Paese pieno di gente che lavora, studia, si impegna, rischia in prima persona, superando gli stereotipi”. “Con la costituzione della direzione intrattenimento abbiamo posto le premesse per la realizzazione di un nuovo modello editoriale e produttivo” con prime serate che puntano “a slot di un’ora-settanta minuti… a vantaggio dei canali, che ritroveranno seconde e terze serate. Basta con gli studi sontuosi: pensiamo a collegamenti esterni per raccontare l’Italia ed aprire finestre sul mondo”
31 dicembre 2011 Dai dati sulla programmazione nel 2011 dei generi predefiniti dal contratto di servizio emerge che Il genere a cui le reti generaliste riservano più ampio spazio è l’informazione (27,02% sul totale della programmazione), mentre l’offerta specializzata risulta particolarmente ricca di “Programmi e rubriche di promozione culturale” (24,43% sul totale della programmazione). In effetti la quota di programmi Rai di Informazione e approfondimento generale è stata del 27,02 sulle tre reti generaliste e del 6,09& sui canali specializzati; quella di Programmi e rubriche di servizio del 10,54% sulle tre reti generaliste e di solo lo 0,06% sui canali specializzati; quella dei programmi e rubriche di promozione culturale del 9,77% sui canali generalisti e del 24,43% su quelli specializzati; quella dell’ Informazione e programmi sportivi del 4,56% sui tre canali generalisti e del 19,45% su quelli specializzati; quella dei Programmi per minori dell’ 8,83% sui canali generalisti e del 18,74% su quelli specializzati; mentre la quota di Produzioni audiovisive italiane ed europee È stata dell’11,84% sui tre canali generalisti e del 16,92% su quelli specializzati. Complessivamente la quota dei sei generi predefiniti dal contratto di servizio è stata del 72,56% sui tre canali generalisti e dell’85,69% su quelli specializzati.
Quanto ai dati di traffico e offerta multimediale trasmessi dalla Rai all’Autorità (art. 11, comma 3) risulta che nel 2011 il portale Rai ha raggiunto 1.508 milioni di pagine viste, con medie mensili pari a 8,1 milioni di utenti unici (10% di crescita sul 2010), e 125,7 milioni di pagine viste (10% di crescita sul 2010) L’informativa sui dati traffico trasmessa da Rai all’Autorità contiene anche una dettagliata illustrazione dell’offerta editoriale web. Gli interventi più innovativi condotti in tale ambito nel corso del 2011 hanno riguardato l’accesso all’offerta multimediale degli utenti con disabilità sensoriale uditiva, (art. 13, comma 3), il lancio delle prime applicazioni Rai su Mobile e Tablet, la sperimentazione di offerte editoriali dedicate alle Smart tv e alle piattaforme MHP (Multimedia Home Platform), l’arricchimento e la riorganizzazione della Area Junior (dedicata ai minori), la presenza su YouTube e il presidio sui social network.
31 dicembre 2011 Effetto Mentana su La Sette: il TG raddoppia gli ascolti conquistando quasi 5 punti di share (dal 5% al 9,6%) a scapito del TG1 (23,6%) e del TG5 (20,1%)
31 dicembre 2011 Scade il vincolo che impedisce a Sky Italia di trasmettere via digitale terrestre. Torna di nuovo la pressione degli attori internazionali contro l’assegnazione in regime di beauty contest delle sei frequenze dividendo digitale interno che si intreccia con l’assegnazione dei canali da 61 a 69 (dividendo digitale esterno) e gestori di servizi mobili di nuova generazione.
31 dicembre 2011 Nel 2011 il digitale terrestre è cresciuto di 11 punti. L’Osservatorio dello Studio Frasi rileva come la trasformazione da analogico a digitale sia avvenuta sostanzialmente in soli due anni. A fine 2008 la televisione era seguita in modalità digitale terrestre per appena il 4,9% del tempo complessivo, a fine 2011 siamo al 70%. Il 2009 è stato l’anno del convincimento che la vecchia TV sarebbe davvero diventata digitale, il 2010 quello del sorpasso sull’analogico, il 2011 quello del consolidamento, l’anno in cui tutte le regioni, anche quelle non ancora passate attraverso lo switch-off, hanno notevolmente incrementato l’utilizzo della televisione digitale terrestre.
31 dicembre 2011 Secondo IT Media Nel 2011, pur risentendo della crisi, l'industria televisiva dell’Europa occidentale è comunque riuscita a raggiungere 94,3 miliardi di euro, crescendo di un +2,7% su base annua, che seppur ampiamente inferiore al +5,6% nel 2010, rappresenta pur sempre un risultato incoraggiante, date le premesse. La pubblicità risente più delle altre risorse della crisi, chiudendo con un dato negativo (-1%) a cui però fa riscontro un +5,7% di tutti i ricavi provenienti direttamente dall’utente finale. Questi sono dominati ancora dagli abbonamenti, anche se nuovi nodelli di business e nuove modalità di fruizione spingono verso una maggiore personalizzazione dell’offerta, quali ad esempio il Video on Demand. In particolare nel mondo della pay-TV, saturato il mercato di chi accede a questa tipologia di servizi destinata agli alto spendenti, la politica degli operatori consolidati è di incrementare i ricavi per abbonato attraverso l’ampliamento dei servizi anche su nuove piattaforme e device (vedi Sky Go) e di fidelizzare ancor più i propri abbonati per ridurre il tasso di abbandono (churn). Questo stato di cose produce tendenze eterogenee, perché in questo settore entrano nuovi attori e nuove modalità di offerta si affermano (pacchetti a pagamento “light”, servizi di intrattenimento di prossima generazione, come stanno facendo ad esempio Virgin Media e Netflix in UK). La TV ad alta definizione ha dato un grosso contributo al successo delle offerte digitali in chiaro e a pagamento. Nel 2011 sono più di 500 canali HD di diverso genere in Europa. Oltre la metà sono simulcast di canali SD esistenti. Sport e film sono i generi più popolari, rispettivamente il 18% e il 19% dei canali HD. Tra i driver dell’HD è la crescente diffusione di apparati (TV e STB) che incorporano questa funzionalità a costi sempre minori. É prevedibile una seconda ondata di switch-over dopo il 2016, quando l’HD diventerà la nuova “standard definition”
31 dicembre 2011 Il 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazione dei social media, in cui tutte le informazioni condivise online sono diventate più grandi della somma delle parti, creando un nuovo strato di intelligenza a cui tutti possono attingere: inserzionisti e…hacker primi fra tutti. Condividere opinioni, foto, video o aggiornare il proprio stato non è più soltanto un’operazione autonoma ma un’attività integrata in altre cose e per consigliare un contenuto non c’è più bisogno di collegarsi a Facebook perché sono sempre più numerosi i siti che sono connessi all’Open Graph del social network e consentono di cliccare ‘mi piace’ direttamente dalla pagina dell’articolo. Anche Google ha lanciato un servizio simile, così che i contenuti consigliati dagli amici appaiono più in alto nei risultati di ricerca: archiviato il fallimentare progetto Buzz, la società ha lanciato nel 2011 Google+, un servizio che integra la condivisione di informazioni in molti dei servizi di Google. I dati generati da queste condivisioni, nel frattempo, hanno contribuito a creare nuovi business model, semplificando il lavoro degli inserzionisti che vogliono offrire pubblicità mirate sul gusto e sulle abitudini degli utenti. Nuovi modelli che hanno anche contribuito anche a mettere il turbo alle strategie pubblicitarie di Facebook, la cui la cui quotazione in borsa delle azioni IPO sarà uno degli avvenimenti del 2012 dopo un 2011 di quotazioni in chiaroscuro. Il 2011 ha visto infatti l’ingresso in Borsa di molte web company più o meno emergenti – Zynga, Groupon, Pandora, Zillow, Linked In e Renren per citare le più famose – il cui andamento, però, conferma un certo scetticismo circa la reale sostenibilità del livello di crescita di queste aziende. il 2011 è stato anche l’anno del connubio social network-politica: da strumenti di comunicazione ‘ciarliera’ i social media sono diventati amplificatori del dissenso di una generazione di ‘protester’ – e portabandiera della libertà di espressione contro i regimi autoritari.
31 dicembre 2011 L’anno delle commemorazioni del Cento cinquantenario dell’Unità d’Italia si conclude con la dura manovra finanziaria varata dal governo Monti con riforma delle pensioni, tagli di spesa pubblica e forti aumenti di benzina e bollette energetiche in un quadro di persistente crisi politica europea dell’Euro e di scontro all’interno dell’asse franco tedesco sul ruolo della Banca Centrale Europea fra chi come Sarkozy spinge affinché metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare la moneta unica saltando i vincoli previsti dalla Statuto e la cancelliera tedesca Merkel che respinge duramente l’idea di fare della Banca Centrale una sorta di bancomat per ripianare le allegre gestioni dei paesi che rischiano la bancarotta a cominciare dalla Grecia e dall’Italia. In questo contesto la classe politica italiana sembra di nuovo subire passivamente come i partiti della prima repubblica al momento dello scoppio di Tangentopoli la crisi italiana che da economica diventa inevitabilmente anche politica. Lo testimonia anche l’atteggiamento di scarsa attenzione nei confronti delle grandi manovre nel mondo delle comunicazioni: da quella sulle frequenze al varo delle misure di austerità per la Rai e alla voci di dimagrimento di Mediaset con la possibile cessione di Endemol e di quote della consociata Telecinco. Mentre non si capisce che intenzioni abbia il gruppo Telecom nei confronti de La Sette uscita molto rafforzata sia in termini di ascolti sia soprattutto di credibilità grazie al telegiornale di Enrico Mentana e alla nuova programmazione affidata a Paolo Ruffini. L’obiettivo è vendere un’azienda più solida o costruire attorno a La Sette e a MTV Italia un quarto polo televisivo?
31 dicembre 2011 Continua nel 2011 la crescita degli schermi digitali in Europa, stimati in circa 18.500, con un incremento del 79% rispetto alla fine dell’anno precedente, quando erano 10.338. Con oltre il 50% degli schermi totali passati alle nuove tecnologie, l’Europa ha ormai raggiunto il “tipping point”, il giro di boa nel processo di digitalizzazione.
31 dicembre 2011 Nel secondo trimestre dell’esercizio 2011-2012 crescono di 23 mila unità gli abbonati alla prima pay tv italiana. Sky Italia chiude l’anno con 5 milioni e 30 mila abbonati e un risultato operativo di 6 milioni di dollari a fronte di perdite di 12 milioni di dollari nell’esercizio precedente. Anche Sky Deutschland è in crescita superando i 3 milioni di abbonati pur rimanendo in perdita. Il pareggio d’esercizio è previsto per il 2013.
31 dicembre 2011 Sorpasso del satellite in Germania Secondo i dati di Astra SES in Germania cresce di 1 milione la penetrazione della ricezione diretta da satellite stimata in 17,5 milioni di famiglie televisive che avrebbe superato quella del cavo, che sarebbe scesa a 17,3 milioni a causa anche delle difficoltà di riconversione al digitale dei circuiti. Delle famiglie DTH solo 1,8 milioni sarebbero quelle dotate ancora di ricevitore per segnali analogici (erano ancora 3 milioni alla fine del 2010). Anche la ricezione digitale terrestre risulterebbe in calo (- 180 mila famiglie) a 1,8 milioni mentre in crescita a 1,3 milioni (+ 330 mila) la tv su rete adsl. Complessivamente il 90% delle famiglie televisive sarebbero passate al digitale
31 dicembre 2011 Nel 2011, i ricavi degli operatori di telecomunicazioni sono cresciuti complessivamente del 7% a quota 1,9 trilioni di dollari da 1,8 trilioni del 2010. La crescita deriva dal recupero registrato sia sul versante del fisso che su quello del mobile, cresciuti rispettivamente del 3% e del 10%. La crescita più forte, tuttavia, è da ascrivere ai paesi BRIC (Brasile Russia India e Cina) (+14%), mentre i risultati più deboli sono quelli registrati in Europa e ex Russia (+3%). Complessivamente gli investimenti industriali sono cresciuti del 9% a 306 miliardi dollari. Tra i primi 10 operatori in termini di investimenti industriali ci sono due operatori americani (AT&T, Verizon), i tre principali operatori cinesi, il giapponese NTT DoCoMo e 4 operatori europei (Deutsche Telekom, Telefonica, Vodafone e France Telecom). I primi 20 operatori nella classifica capex 2011 hanno generato poco meno del 60% dei ricavi e degli investimenti industriali. Meno brillanti i risultati nel Vecchio Continente come emerge da un rapporto ETNO – IDATE: nel 2011 il fatturato complessivo del settore delle telecomunicazioni in Europa è diminuito per il terzo anno consecutivo, attestandosi a 274,7 miliardi di euro. Inoltre, sempre nel 2011, la quota del mercato globale delle telecomunicazioni in mano all’Europa è scesa dal 31 al 25%. Si stima che nel 2012 il decremento del fatturato del settore sarà pari al 3%, a fronte di una crescita del 3% negli Stati Uniti. In particolare, come indicato nella relazione del 2012 dell’AGCOM, il calo dei ricavi sembra rappresentare un trend strutturale, che interessa sia i servizi fissi sia quelli mobili, e che deriva soprattutto dalla rapida diffusione dei servizi VoIP. Dal 2006, i ricavi della telefonia fissa sono diminuiti del 30%. Questo trend negativo non viene completamente compensato né dai servizi mobili, colpiti dalla caduta dei ricavi voce, né dalle entrate provenienti dai servizi a banda larga.
31 dicembre 2011 . Il mercato dei video online OTT rimane ancora geograficamente molto concentrato: sono gli Stati Uniti a fare da padroni, dal momento che possono vantare un sistema di produzione forte e aperto alla sperimentazione di format e di nuove strategie di story-telling, rese possibili soprattutto grazie all’uniformità linguistica del mercato. Gli USA attualmente raccolgono oltre il 75% delle revenues complessive e la loro posizione di vantaggio è destinata a mantenersi anche nel medio termine, visto che – secondo Informa Telecoms & Media – nei prossimi 5 anni essi raccoglieranno ancora il 60% delle risorse totali. Questo predominio geografico è strettamente legato alla forte concentrazione del mercato dell’OTT TV, che per il momento è sotto il controllo di pochi player, per lo più grandi Internet e Media companies americane, come Netflix, YouTube, Apple e Hulu. Netflix e YouTube, in particolare, sono le star del momento. Nonostante adottino modelli di business diametralmente opposti, in termini di fatturato i due player si rincorrono. Se Netflix nel 2011 ha incassato 3,2 miliardi di dollari dagli abbonamenti degli utenti, YouTube, la piattaforma acquistata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari ha realizzato una crescita significativa rispetto al 2010, riuscendo bel 2011 a guadagnare dall’advertising intorno a 2,4 miliardi di dollari. Secondo alcuni analisti genererà 3,6 miliardi di dollari di ricavi nel 2012.
Il Mercato italiano delle comunicazioni elettroniche alla fine del 2011. Reti:
31 dicembre 2011 Il mercato italiano delle telecomunicazioni come sottolineato dalla Relazione annuale AGCOM è stato caratterizzato nel 2011, da una contrazione sia nel mercato fisso che in quello mobile, evidenziando come sia proseguita la contrazione dei ricavi lordi conseguiti dagli operatori di telecomunicazione - a 40,59 miliardi di euro (-3,7% a fronte del -3,4% del 2010) - con la rete fissa che registra una contrazione superiore a quella rilevata per la rete mobile. Il mercato italiano delle telecomunicazione ha conosciuto un decremento del 2,6% della spesa dell’utenza residenziale e affari Rete fissa e mobile scesa da 32,56 miliardi nel 2010 a 31,72 miliardi di euro nel 2011 (di cui 14,78 miliardi per servizi da rete fissa e 16,94 miliardi da rete mobile. Leader delle telecomunicazioni rimane Telecom Italia con una quota di mercato scesa dal 48,6% al 47,4%, seguito dal Gruppo Vodafone in leggera crescita dal 21,3% al 22,0% alla stregua del terzo attore Wind salito dal 13,8% al 14,4%. In calo o stazionari gli altri attori, Fastweb scesa dal 5,1% al 4,9%, H3G dal 4,2% al 4,1%, BT Italia fermo al 2,7%, mentre gli altri raccolgono complessiva,mente solo il 4,5%
L'incidenza del settore sul PIL è scesa dal 2,71% al 2,57%, negli investimenti è diminuita dal 4,16% al 3,98% e nella spesa delle famiglie è passata dal 2,31% al 2,21%. Tendenze che si osservano ormai da qualche anno e che vengono accentuate dal deterioramento del quadro macroeconomico e da elementi quali la riduzione della spesa di famiglie e imprese in servizi di telecomunicazione; la costante riduzione dei prezzi dei servizi; la contrazione dell’11,7% nel numero di minuti consumati (mentre il traffico voce originato dalle reti mobili è cresciuto di un ulteriore 10%). Tra gli altri elementi la diffusione dei servizi broadband su rete fissa e mobile che ha prodotto una ulteriore crescita degli introiti derivanti da servizi dati; l’ulteriore crescita del comparto della telefonia mobile virtuale, ma con segnali di saturazione del mercati; l’erosione della quota di mercato complessiva di Telecom Italia.. In Europa, i ricavi per il 2011 del settore tlc sono stimati in 301,4 miliardi di euro con una perdita rispetto al 2010 dello 0,8% legata soprattutto alla riduzione dei ricavi del segmento della telefonia fissa pari al 7,6%. “Lo stesso aumento dei ricavi della telefonia mobile (0,9%) e del comparto dati (2,6%) – stimati, rispettivamente, in 161 miliardi di euro e 71 miliardi di euro – deve essere ponderato, considerando che in termini percentuali si tratta di un incremento più contenuto rispetto agli anni precedenti”, spiega l’Agcom. Il numero di utenti abbonati a servizi è pari a 1.504 milioni (circa 30 milioni in più rispetto al 2010). Di questi gli abbonati a servizi dati a banda larga e ultra larga sono 213 milioni (+3,6%), il numero di SIM attive è 1.031 milioni (aumento del 3,5%), le utenze di telefonia fissa 260 milioni (in diminuzione del 4,7%).
Banda larga in Italia La crescita della banda larga è proseguita ma a un ritmo molto più rallentato con un incremento di solo 380 mila unità, attestandosi a 13,5 milioni di utenze collegate alla fine del 2011 (erano 12,1 milioni nel 2009 e 13,1 milioni nel 2010). La diffusione della larga banda sul territorio nazionale registra ritardi rispetto agli altri paesi europei, in parte dovuti a fattori infrastrutturali, come ad esempio la mancanza di un rete “cable”. Alla fine del 2011 la penetrazione della larga banda su rete fissa raggiungeva poco piu del 22% degli italiani, contro una media europea di quasi il 28% su cui incidono positivamente i valori conseguiti in Francia (23,2 milioni di utenti pari al 35,7% degli utenti, Germania con 27,3 milioni pari al 33,4% e Regno Unito con 19,8 milioni di utenti pari al 31,7%. Con solo 13,4 milioni di utenti collegati a reti a banda larga pari al 22,2% l’Italia rimane di oltre 5 punti percentuali sotto la media dell’Unione europea dove la penetrazione della banda larga interessa il 27,8% degli utenti
Il Mercato italiano delle comunicazioni elettroniche alla fine del 2011: contenuti e servizi veicolati
Nel 2011, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi derivanti da offerte a pagamento) ha fatto registrare, in termini nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%, che equivale a una contrazione in termini reali di oltre due punti percentuali), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet 2.0. Il 2011 ha visto, quindi, l’affermarsi di forme di accesso alla rete e di fruizione dei contenuti on line non più legate strettamente al computer, ma fruibili attraverso device di maggiore appeal per il pubblico italiano, come gli smartphone, i tablet e le connected tv
Un primo dato interessante è rappresentato dal fatto che, mentre taluni mezzi hanno seguito un’evoluzione discontinua e fortemente influenzata dalla congiuntura economica, alcuni mercati sono cresciuti progressivamente e altri, infine, hanno visto un costante arretramento delle proprie posizioni.
La televisione gratuita è un esempio emblematico di andamento congiunturale, poiché, sebbene abbia continuato negli anni a rappresentare il mezzo in grado di attrarre più risorse economiche, ha fortemente risentito della crisi del 2009, ed ha conosciuto, come gli altri mezzi, una ripresa nel 2010, per poi subire ancora la flessione generale del 2011, dovuta principalmente alla drastica diminuzione degli investimenti pubblicitari
Diversamente, la televisione a pagamento ha mostrato un andamento costantemente crescente negli anni, a dimostrazione dell’interesse sempre più marcato del pubblico verso una programmazione fortemente targettizzata e di particolare appeal. Infatti, nell’ultimo anno la componente televisiva tradizionale, legata al palinsesto generalista, ha cominciato a mostrare una certa sofferenza in termini di ascolti, mentre hanno registrato un maggiore dinamismo i nuovi canali tematici diffusi sul digitale terrestre. Tale tendenza va letta unitamente al crescente successo di nuove forme di fruizione dei contenuti televisivi, che dimostrano l’esigenza sempre più avvertita dell’utente di contenuti più personalizzati e consumabili quando e dove si vuole.
A ulteriore riprova della rilevata complementarietà tra televisione (in particolare quella in chiaro) e radio, si evidenzia come quest’ultimo mezzo abbia presentato negli anni il medesimo andamento della televisione gratuita, cavalcando il trend positivo del 2008 e del 2010, ma perdendo risorse negli anni caratterizzati da una congiuntura negativa, come il 2009 e, in misura minore, il 2011.
Editoria quotidiana e periodica. Mentre per la stampa periodica possono valere le medesime considerazioni testé svolte per la radio, la stampa quotidiana è apparsa in costante declino dal 2008 ad oggi. Tale declino è risultato sempre più evidente nel 2011, anno in cui la stampa tradizionale ha subito un’ulteriore forte contrazione sia in termini di copie vendute che di ricavi pubblicitari. Sul fronte dell’editoria quotidiana, le aziende hanno visto una riduzione cospicua del proprio margine operativo lordo. La flessione degli introiti pubblicitari ha inciso significativamente sui ricavi dell’editoria quotidiana, mentre, nonostante il calo nella diffusione del prodotto, i ricavi da vendita di copie hanno tenuto grazie agli aumenti di prezzo intervenuti nel biennio 2010-2011. Al contrario, i lettori di quotidiani e periodici su internet, nelle relative applicazioni fisse e mobili (pc, smartphone, tablet), sono risultati in forte crescita, a dimostrazione del perdurante interesse del pubblico per l’informazione, la cultura, l’intrattenimento e la lettura.
Proprio internet appare il mezzo che, negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le maggiori potenzialità (cfr. par. 2.2.4). Come già osservato, a fronte di un calo consistente della carta stampata in termini di copie vendute, i lettori mostrano una marcata affezione per la fruizione on line delle medesime testate, inducendo gli editori a rimeditare le proprie politiche di business, offrendo il medesimo prodotto sui nuovi media digitali. Allo stesso modo, a fronte di una cospicua riduzione della raccolta pubblicitaria sui diversi mezzi, la raccolta pubblicitaria on line ha presentato, anche nell’ultimo anno, un trend fortemente positivo. Anche l’offerta di servizi media audiovisivi su web (SMA) sta conoscendo una decisa proliferazione, mentre continua il successo dei video, che risultano in crescita già da qualche anno.
A fronte del diverso andamento tra mezzi tradizionali e nuovi media, il peso dei due ambiti rimane ancora assai diseguale. Emerge, infatti, come le risorse attratte dai nuovi media (circa 10% nel 2011), seppur in costante crescita, risultino ancora fortemente sproporzionate rispetto al peso dei mezzi tradizionali (90%)
L’AGCOM osserva come “i media costituiscono mercati distinti, ma collegati fra di loro, e presentano una struttura a due versanti. Nel primo versante, i consumatori soddisfano, attraverso il mezzo di comunicazione (televisione, stampa, radio, internet etc.) le proprie esigenze di informazione, comunicazione e intrattenimento. Nel secondo, gli inserzionisti di pubblicità domandano spazi pubblicitari all’editore del mezzo di comunicazione per promuovere i propri prodotti ai consumatori finali in cambio di un numero di contatti pubblicitari realizzati dal mezzo stesso. In questo senso, gli editori dei vari mezzi di comunicazione rappresentano delle piattaforme che mettono in comunicazione i due versanti dei mercati dei media, consumatori, da un lato, inserzionisti, dall’altro.”
Televisione. Nel mercato televisivo si conferma il "triopolio" Mediaset/Sky Italia/Rai, che continuano a detenere oltre il 90% delle risorse complessive del settore scese complessivamente da 9,024 nel 2010 a 8,894 miliardi di euro nel 2011. In valori assoluti le tre emittenti registrano una flessione dei ricavi su base annua principalmente imputabile alla contrazione dei ricavi pubblicitari, con Mediaset (in calo da 2,433 a 2,348 miliardi per la pubblicità e in crescita da 458 a 516 milioni per le risorse pay) e Rai (in calo da 946 a 891 milioni per la pubblicità ma in crescita con il canone da 1,586 a 1,607 miliardi) che guadagnano peso sul totale rispetto a Sky.in leggero calo, che vede le proprie risorse pubblicitarie scendere da 268 a 244 milioni e le risorse pay da 2,437 a 2,412 miliardi
In controtendenza, unica azienda a registrare una crescita dei ricavi pubblicitari da 154 a 160 milioni nel 2011 è Telecom Italia Media controllata di Telecom Italia in fase di vendita. In termini di variazioni percentuali Mediaset registra nel 2011 una flessione dello 0,9% dei ricavi televisivi (-3,5% dei ricavi pubblicitari, +12,7% da offerte pay), al primo posto con un'incidenza del 32,2% sul totale delle risorse televisive. Sky Italia fa segnare una contrazione dell'1,8% dei ricavi (-9% pubblicità, -1% offerte pay), al secondo posto con un'incidenza del 29,9% sul totale. Rai presenta un calo dell'1,3% dei ricavi (+1,4% canone, -5,9% pubblicità), attestandosi al terzo posto con un'incidenza del 28,5% sul totale. TI Media, grazie alla performance di La7, vede nel 2011 una crescita del 4,1% dei ricavi pubblicitari televisivi, ma rimane con un'incidenza dell'1,8% sul totale. Tutti gli altri operatori di televisione in chiaro e a pagamento registrano un calo del 3,8% dei ricavi e detengono una fetta della torta dei ricavi pari al 7,6%..e presentano quote individuali tendenzialmente in calo e largamente inferiori a quella del quarto gruppo televisivo italiano.
Nel quinquennio 2007 2001 i dati elaborato da Mediobanca evidenziano come la raccolta pubblicitaria di Mediaset scende da 3,846 miliardi di euro nel 2007 a 3,39 miliardi nel 2008, 2,885 miliardi nel 2009, prima di risalire a 3,242 miliardi nel 2010 e 3,301 miliardi nel 2011. Quella della Rai da 1,235 miliardi di euro nel 2007 a 1,188 miliardi nel 2008, 988 milioni nel 2009, prima di risalire anch’essa a 1,029 miliardi nel 2010 ma calare vistosamente a 965 milioni nel 2011. La pubblicità raccolta da Sky Italia sale da 181 milioni dieuro nel 2007 a 220 milioni nel 2008, 221 milioni nel 2009 e 272 milioni nel 2010 prima di scendere a 262 milioni nel 2011. Quella infine reccolta sulle reti di Telecom Italia Media scende da 239 milioni nel 2007 a 184 milioni nel 2008 e 185 milioni nel 2009, prima di risalire leggermente a 195 milioni nel 2010 e 194 milioni nel 2011.
Televisione. Ascolti. Anche nel 2011, nonostante la flessione dell’audience che ha interessato le emittenti generaliste, l’analisi dinamica dei dati di ascolto – basata sullo share nel giorno medio – mostra come le posizioni degli operatori storicisiano tuttora caratterizzate da una incontrastata predominanza. In particolare, rispetto al 2010, RAI continua a superare il 40%, nonostante la perdita di un punto percentuale, mentre Mediaset ha registrato un decremento del 2%, attestandosi sul 35,3%. Tale perdita è da ascriversi principalmente alla flessione dei sei canali generalisti delle due emittenti (RAI 1, RAI 2, RAI 3, Rete 4, Canale 5 e Italia 1), il cui share medio giornaliero è passato dal 73% del 2010 al 67% del 2011. Questa perdita, di quasi 6 punti percentuali, è stata solo in parte recuperata attraverso la crescita della quota di ascolto realizzata da Rai e Mediaset attraverso i rispettivi canali tematici (superiore all’8% nel 2011, con un incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore dell’anno precedente). I due operatori raggiungono quindi, tuttora, il 75,5% dell’audience.
Rispetto agli operatori storici, il percorso delle altre emittenti terrestri appare in ascesa, registrando, nell’ultimo anno, un incremento dell’1% e passando quindi dall’11,3% del 2010 al 12,4% del 2011. In particolare, La7 ha incrementato in un anno la propria quota di ascolti dal 3,07% al 3,87%, mentre la rimanente crescita è stata dettata dall’affermazione di alcuni canali tematici in chiaro. Allo stesso modo, le emittenti satellitari hanno proseguito la propria ascesa, soprattutto grazie all’offerta sempre più articolata della piattaforma Sky, conquistando nell’ultimo anno un risultato tanto più significativo se rapportato alla flessione delle principali emittenti terrestri.
Nel 2011, gli ascolti dei canali del bouquet a pagamento di Sky (comprensivi dei canali di Fox) sono passati, infatti, dal 4,9% al 5,2%, mentre il satellite, complessivamente considerato, ha raggiunto quasi il 12% dell’audience share media. Su questo fronte, si segnala anche la lenta crescita della piattaforma satellitare gratuita Tivusat, nata con lo scopo di raggiungere le aeree non coperte dal digitale terrestre, che sta conquistando la propria fetta di mercato. Pertanto, dal punto di vista dell’audience, emerge, da un lato, una certa inerzia nelle posizioni degli operatori (con i primi due che ancora detengono tre quarti degli ascolti, ed i primi quattro circa l’85%), dall’altro lato, un declino dei canali generalisti a fronte della decisa affermazione dei canali tematici, evidenziando un interesse degli spettatori per programmi maggiormente rispondenti al proprio target di riferimento
Radiofonia Il mercato radiofonico, anche in rapporto agli altri mezzi di comunicazione, si caratterizza per una preponderante ricezione in mobilità; tale fenomeno influisce direttamente sulle modalità di fruizione e quindi sui picchi di ascolto della radio nel corso della giornata, che si concentrano nelle fasce orarie del c.d. drive time (7-10 e 16-21) e, di conseguenza, condizionano la programmazione editoriale delle emittenti. In questo senso, l’ascolto radiofonico tende a seguire quello televisivo perché effettuato in momenti e luoghi (soprattutto in mobilità o in ufficio) in cui la visione televisiva è impossibilitata. In quanto tale, la radio rappresenta, tradizionalmente, un mezzo complementare a quello televisivo, sia dal lato utenti, sia sul versante degli inserzionisti. Ciò spiega anche l’esistenza di un certo grado di integrazione dell’offerta, con la presenza di player nazionali attivi sia nella radio che nella televisione (RAI, Fininvest, Gruppo Editoriale L’Espresso). Nell’ultimo anno, il mezzo radiofonico ha conosciuto una forte declinazione sui media digitali – web, televisione e mobile – risultando, in Europa, il paese in cui l’uso del web per ascoltare o scaricare contenuti radiofonici e musicali è maggiormente diffuso, come anche l’ascolto in mobilità attraverso i cellulari. L’emittenza radiofonica sta quindi sperimentando uno sviluppo in chiave multimediale sia con la costruzione di canali televisivi veri e propri, sia attraverso l’uso sempre più frequente di video anche sulle piattaforme on line.
Offerta radiofonica. Il panorama dell’offerta radiofonica nazionale risulta tuttora caratterizzato in modo preponderante dalla presenza di grandi gruppi multimediali attivi anche nel versante della raccolta pubblicitaria: a) Gruppo Finelco (partecipazione di RCS Mediagroup) con Radio 105, Rmc Radio Montecarlo E Virgin Radio; b) Gruppo Editoriale L’Espresso con Radio Capital, Radio Deejay E M2o; c) Monradio (Mondadori/Fininvest) con Radio R 101); d) Il Sole 24 Ore con Radio 24, unitamente alla RAI Radiotelevisione Italiana con Radiouno; Radiodue; Radiotre; Isoradio Notturno Italiano e Gr Parlamento. Nel settore radiofonico risultano anche presenti alcuni operatori commerciali indipendenti (come RTL 102,500 hit Radio, Radio Dimensione Suono e Gruppo Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss), ed emittenti non commerciali che coprono un particolare segmento di ascolto (Associazione Radio Maria e Radio Radicale). A livello locale, si segnala l’esistenza di una moltitudine di realtà che coprono bacini di utenza più o meno vasti, conquistando quote di ascolto talvolta significative.
Mercato radiofonico. Nel 2011, il mezzo radiofonico ha conosciuto, in particolare nel primo trimestre, una decisa contrazione dei ricavi pubblicitari. L’andamento registrato non solo è apparso in controtendenza rispetto alle performance del mezzo degli ultimi anni, ma ha coinvolto la radio anche in maniera superiore rispetto all’andamento complessivo del settore. Infatti, se si procede ad un’analisi dinamica del valore del mercato negli ultimi sei anni precedenti il 2011, si osserva che, i ricavi da pubblicità dal 2005 al 2008 hanno sempre registrato un andamento positivo, mentre nel 2009 si è assistito ad una lieve contrazione. Infatti, i ricavi derivanti dalla raccolta sono cresciuti dal 2005 al 2008 del 34,4%, mentre tra il 2008 e il 2009, gli stessi si sono ridotti del 3,4%. Nel 2010, il fatturato pubblicitario ha invece conosciuto nuovamente un andamento positivo, con un incremento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Nel corso del 2011 invece, il valore della pubblicità radiofonica si è ridotto di oltre il 6%.In particolare, la ripartizione delle risorse vede una variazione poco significativa dei ricavi derivanti dal canone saliti al 14,2% (+1,4%), a fronte della forte riduzione del fatturato pubblicitario (-6,6%), che continua comunque a rappresentare di gran lunga la principale risorsa del settore (79,1%). Complessivamente il mercato radiofonico si è quindi contratto di oltre il 5%. I primi cinque operatori detengono complessivamente oltre la metà delle risorse totali. Tuttavia la struttura del mercato radiofonico si presenta sostanzialmente concorrenziale. Il principale operatore è la RAI che raccoglie, grazie in particolare al finanziamento delle attività di servizio pubblico tramite canone, il 22% circa delle risorse pubblicitarie, seguono il Gruppo L’Espresso, con una quota di mercato di poco inferiore al 13% e il Gruppo Finelco con il 10,4%. Le emittenti radiofoniche indipendenti, RTL e RDS, detengono invece una quota pari a circa il 7%. Vi sono poi altri operatori come Mondadori e il Sole 24 Ore che presentano quote marginali, al di sotto del 5%, cui si affiancano altri soggetti a carattere prevalentemente locale che raccolgono oltre un terzo delle risorse (34,6%). Quanto sinora considerato mostra che l’attuale condizione economica del settore si caratterizza per una vivace concorrenza tra i vari player.
Mercato pubblicitario. Il vistoso calo pubblicitario in televisione e sui media tradizionali è compensato dalla forte crescita della pubblicità in rete. Complessivamente le risorse pubblicitarie italiane scendono da 9,873 miliardi dieuro nel 2010 a 9,669 miliardi di euro nel 2011 (-2,1%) In Italia, il settore della pubblicità nazionale on-line ha largamente superato, in valore, il miliardo di euro, rappresentando al momento il secondo mezzo pubblicitario, dopo la televisione. Ciò che lo distingue è però il diverso sentiero evolutivo, che nell’ultimo anno ha registrato una crescita del 30%, tasso inimmaginabile, in questa fase di stagnazione, per tutti gli altri mercati pubblicitari. Se aggiungiamo anche la pubblicità on line raccolta in ambito locale il mercato pubblicitario in rete è salito da 1,.177,29 miliardi raccolti nel 2010 a 1.578,4 raccolti nel 2011 con un incremento del 34,1% e una quota di mercato del 16,3 seconda sola alla televisione.
La Televisione rimane il primo mezzo pubblicitario con risorse in calo da 4.282,36 miliardi nel 2010 a 4.102,70 miliardi nel 2011 (-4,2%) con una quota del 42,4%. Segue l’Editoria quotidiana a e periodica in calo complessivamente da 2.762,68 miliardi nel 2010 a 2.670,07 nel 2011 (-3,4%), con una quota complessiva del 27,6% (nel suo seno la stampa quotidiana, scesa da 1.410,80 miliardi a 1.353,06 miliardi (-4,1%) al terzo posto come quota di mercato con il 14,0% cala più vistosamente dell’editoria periodica scesa da 1.351,88 miliardi a 1.317,01 miliardi (-2,6%), al quarto posto con una quota di mercato del 13,6%. Precede la pubblicità radiofonica, scesa da 598 a 559 milioni di euro (-6,6%) al quinto posto con il 5,8%, la pubblicità esterna scesa da 481 a 423 milioni di euro (-12,0%) al sesto posto con una quota di mercato del 4,4%, davanti all’editoria annuaristica quasi dimezzata da 502 a 276 milioni ( -45,0%) e una quota di mercato del 2,9% che precede solo la pubblicità nelle sale cinematografiche scesa da 68 a 58 milioni di euro ( -14,0%)e una quota pari a solo lo 0,6% del mercato pubblicitario.
Il mercato pubblicitario italiano si suddivide fra gruppo Fininvest (Mediaset s.p.a. Publitalia ’80 s.p.a. Digitalia’08 s.r.l. Mediamond s.p.a. (50%) Arnoldo Mondadori Mondadori pubblicità s.p.a. Editore s.p.a. Mediamond s.p.a. (50%)) Rai Radiotelevisione Italiana s.p.a (attraverso Sipra s.p.a.), Seat Pagine Gialle (Seat Pagine Gialle s.p.a. Seat Pagine Gialle s.p.a), Gruppo Editoriale Gruppo L’Espresso s.p.a (attraverso Editoriale A. Manzoni & C s.p.a. L’Espresso). RCS Mediagroup (RCS Mediagroup s.p.a. RCS Pubblicità s.p.a.), Google (attraverso Google Italy s.r.l. Google Italy s.r.l.), News Corporation (attraverso SKY Italia s.r.l. Sky Italia s.r.l. Fox International Channel Italy s.r.l.), Telecom Italia (attraverso Telecom Italia s.p.a. Matrix s.p.a. Telecom Italia Media s.p.a. MTV Pubblicità s.r.l.), Confindustria (attraverso Il sole 24 ore s.p.a. Il sole 24 ore s.p.a.), gruppo Caltagirone (attraverso Caltagirone s.p.a. Piemme s.p.a. Advance Publication Condénast Condénast Pubblicità), gruppo Fiat / Itedi Italiana (attraverso Editrice la Stampa s.p.a. Publikompass s.p.a. Edizioni Publikompass s.p.a), e gruppo Monti Riffeser Monrif (attraverso Monrif s.p.a. Società Pubblicità editoriale s.p.a) Hearst Commnication (attraverso Hachétte Rusconi s.p.a. Hachette Rusconi Pubblicità s.p.a), Finelco (attraverso Gruppo Finelco s.p.a. Gruppo Finelco s.p.a.), Cairo Communication (attraverso Cairo Communication s.p.a. Cairo Communication s.p.a. Cairo Pubblicità s.p.a.), Class Editori (Class Editori s.p.a. Class Pubblicità s.p.a. Classpi Class Pubblicità s.p.a.) e Microsoft (attraverso Microsoft s.r.l. Microsoft Adv).
Editoria. Nel 2011, i ricavi complessivi del settore ammontano a circa 6,7 miliardi di euro, mostrando una contrazione rispetto all’anno precedente, che ha riguardato sia l’editoria quotidiana (-1,9%), sia quella periodica (-4%). A fronte di tali contrazioni, l’editoria elettronica ha compensato parzialmente con un incremento del 24% rispetto al valore assoluto, di poco superiore a 400 milioni di euro, registrato nel 2010. Il dato maggiormente indicativo delle trasformazioni avvenute nell’intero settore editoriale è stato rappresentato dall’arretramento dell’incidenza dell’editoria quotidiana prevalentemente a favore dell’editoria elettronica. Infatti, l’editoria quotidiana ha subito una rilevante migrazione dei lettori verso la versione digitale dei prodotti stessi, rispetto all’editoria periodica, soprattutto quando quest’ultima risponde a bisogni diversi da quelli informativi, e quindi conserva maggiormente l’appeal della versione cartacea (per grafica, patinatura, ecc.).La perdurante riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita di prodotti editoriali cartacei è stata parzialmente frenata attraverso l’aumento dei prezzi, in particolare dei quotidiani e, nonostante questo, ha registrato un decremento, seppur ridotto (-1,4%).
L’andamento dei prezzi dei quotidiani fino ai primi anni duemila si è stabilmente mantenuto alquanto al di sotto dell’indice generale dei prezzi al consumo, per poi aumentare, in linea con l’indice generale, fino al 2009, anno in cui i prezzi stessi hanno iniziato a crescere in misura decisa oltre l’indice stesso. L’andamento dell’indice dei prezzi dei periodici, invece, è stato sempre abbastanza in linea con l’andamento generale dei prezzi al consumo, anche se, fino agli anni duemila, si è mantenuto leggermente al di sopra a tale livello, mentre, nell’ultimo decennio, si è attestato generalmente al di sotto di esso. È da rilevare che l’impennata dei prezzi dei quotidiani è coincisa con la grave crisi del mercato pubblicitario registrata proprio nel 2009. Questo andamento è stato il riflesso della strategia perseguita dagli editori che, nel corso della crisi del mercato pubblicitario, hanno reagito riducendo i prezzi di vendita dei propri spazi pubblicitari, e aumentando, come detto, i prezzi di vendita dei prodotti al pubblico.
Da alcune analisi effettuate dall’Autorità è emerso che il costo medio delle inserzioni nel settore editoriale si è ridotto considerevolmente, in particolare negli ultimi anni del decennio, anche se, anche sotto questo profilo, è bene distinguere tra editoria quotidiana e periodica. Dal 2000 al 2010 i quotidiani hanno presentato un declino costante dei costi medi per mille contatti (CPM), pari a quasi il 50% nell’intero decennio, con una riduzione superiore al 20% solo nell’ultimo triennio. Diverso è l’andamento del CPM per i periodici che ha visto un’evoluzione altalenante: in crescita fino al 2008 e in drastica contrazione nell’ultimo triennio, con una riduzione pari a circa il 30%.. Tali marcate riduzioni si sono riflesse sulla dinamica negativa dei corrispondenti ricavi pubblicitari. Gli introiti derivanti dalla pubblicità hanno continuato, infatti, a presentare un andamento negativo (-1,3%; nonostante l’incremento superiore al 20% della componente on line), comportando un’ulteriore traslazione delle fonti di finanziamento del settore editoriale dal versante degli inserzionisti (ricavi pubblicitari) al versante degli utenti (ricavi da vendita di copie). Come rilevato, infatti, gli editori hanno cercato di mantenere inalterati i propri ricavi aumentando il prezzo sul versante degli utenti (lettori), con effetti sulla già ridotta diffusione, in una fase di crisi generale e in un Paese già caratterizzato da una scarsa propensione alla lettura, aggravando di conseguenza l’andamento persistentemente negativo delle vendite medie per i quotidiani. Il mix di prezzi elevati e in crescita sul versante editoriale e di prezzi bassi e calanti su quello pubblicitario ha pertanto prodotto effetti negativi, sia sulla diffusione dei quotidiani in Italia (avvantaggiando l’affermazione di mezzi quali la televisione commerciale, prima, e, più recentemente, internet), sia sui ricavi degli editori medesimi
Se analizziamo l’andamento del settore editoriale nel suo complesso e la ripartizione dei ricavi dei principali gruppi operanti, comprensivo dell’editoria quotidiana, periodica ed elettronica., osserviamo al primo posto RCS Mediagroup con una quota di mercato in leggero calo dal 12,8% al 12,7%. Al secondo posto il gruppo L’Espresso in crescita dal 11,2% al 11,5%. Al terzo Arnoldo Mondatori in lieve calo dal 7,3% al 7,2%. Seguono Il Sole 24 ore in crescita di mezzo punto dal 4,3% al 4,8%, il gruppo Caltagirone in calo dal 3,5% al 3,3%, il gruppo Monrif stabile al 2,9%, il gruppo Condé Nast in lieve crescita dal 2,6% al 2,7%, il gruppo Hearst Magazines Italia stabile al 1,6% e il gruppo Cairo in crescita dal 1,4% al 1,6%. I primi nove gruppi complessivamente raccolgono solo il 48,2% di un mercato in grande sommovimento
La galassia Internet. Particolare riguardo ad internet, è da rilevare che, secondo i dati Audiweb, l’accesso ad internet continua a mostrare tassi di crescita costanti con un incremento del 6,9% rispetto all’anno precedente: crescono i collegamenti da casa (+8%), ma soprattutto quelli da altri luoghi, e in particolare, i collegamenti in mobilità (+55,4%). Parallelamente, gli utenti attivi nel mese di febbraio 2012 sono pari a 27,7 milioni di utenti con una crescita del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mantenendo una certa differenziazione di genere (55% uomini, 45% donne). L’audience on line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi che hanno consultato in media 166 pagine per persona, collegati per 1 ora e 26 minuti. Nel giorno medio sono on line principalmente le fasce dei 35-54enni (6,6 milioni) seguiti dai 25-34enni (2,6 milioni).
È da rilevare che, osservando i dati sull’uso del mezzo nelle diverse fasce orarie del giorno medio, oltre a emergere una costante attività durante tutta la giornata, si evidenzia un picco dell’audience tra le ore 18 e le 21, con 7,5 milioni di utenti on line, che scende poi a 5,5 milioni di utenti tra le 21 e mezzanotte, fascia oraria in cui si registra una maggiore attività on line, sia in termini di tempo speso (36 minuti), che di pagine viste per persona (68). In aggiunta a ciò, le categorie di siti più visitati sono i motori di ricerca, i social network e i portali, mentre quelle con maggiore crescita sono: i video/film, le informazioni turistiche e di viaggio, i siti di coupon e sconti, e il meteo.
La lettura complessiva di questi dati sembra confermare che per lo più l’utilizzo di internet si concentra nella funzione di ricerca, di scambio di informazioni e di comunicazione attraverso i social network e di intrattenimento; basso, invece, è l’utilizzo di internet per funzioni produttive. Il commercio elettronico è poco sviluppato, poco diffuso l’e-banking, e le piccole e medie imprese italiane (ovvero la parte preponderante del sistema produttivo nazionale) utilizzano scarsamente internet per l’e-commerce o per la fatturazione elettronica. Ancora più rilevanti sono alcune peculiarità nelle modalità di accesso e nella fruizione dei media digitali e di internet in particolare. Infatti, nonostante l’Italia presenti ancora uno dei tassi di penetrazione più bassi tra i paesi avanzati, è uno dei mercati con la maggior penetrazione degli smartphone ed è tra i primi paesi al mondo come diffusione dei social media. Si stima che quasi dieci milioni di individui abbiano accesso ad internet da un dispositivo mobile (cellulare/smartphone/tablet) e le attività effettuate attraverso tali strumenti sono: navigare su internet, inviare/ricevere email, consultare motori di ricerca e accedere ai social network.
I social network sono costituiti da realtà diverse. Esistono quelli generalisti come Facebook, utilizzati per la condivisione di informazioni, tematici come MySpace che permettono un approfondimento collettivo più verticale e specializzato, social network come Twitter che consentono un facile e continuo aggiornamento delle informazioni o, infine, quelli basati sulla localizzazione geosatellitare, come Foursquare.La diffusione dei social network in generale e di Facebook in particolare sta caratterizzando la più recente evoluzione del web, comportando modifiche nei comportamenti, anche sociali e politici88, con evidenti ripercussioni anche sul versante pubblicitario. È un fenomeno globale, visto che i social network interessano la maggioranza degli internauti in ogni nazione e impegnano la maggior parte del tempo speso da essi on line. Peraltro, tale fenomeno risulta in rapida e continua crescita con forti influenze, ad esempio, sulle decisioni di acquisto dei consumatori.
Anche in Italia il fenomeno assume la stessa rilevanza, nonostante la ridotta estensione dell’accesso ad internet. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un social network tra quelli più noti (Facebook, Twitter, Messenger, fino a Skype). Si tratta di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9 milioni del 2009. Sempre nel nostro Paese, gli utenti spendono circa un terzo (pari al 31%) del proprio tempo on line visitando i social network. Crescono a doppia cifra le categorie e i luoghi dedicati alle social community, all’intrattenimento e a tutte le realtà fondate sul terreno della collettività e della condivisione. Anche l’informazione si estende creando “luoghi” di condivisione on line, trasformando il modo di concepire, diffondere e consumare le notizie, sia sotto il profilo giornalistico-editoriale sia nel campo della comunicazione pubblicitaria.
Proprio l’analisi dell’evoluzione delle differenti tipologie di servizi web dà conto ella rapidità dell’evoluzione in atto. A titolo esemplificativo, seppure i blog sono stati la prima espressione del desiderio di comunicare degli internauti e sono stati spesso associati alla dimensione sociale e alle prime manifestazioni di social network, sono stati oramai da questi ultimi completamente superati. Nel 2011, la penetrazione dei social media in Italia è pari all’86% degli utenti web e, mentre il 78% dei navigatori si informa on line (20,7 milioni di utenti), l’87% (23 milioni di utenti) utilizza internet per intrattenimento.L’evoluzione cui si assiste implica l’affermarsi prevalentemente delle società nate nel web, anche se operatori provenienti da altri settori consolidano le proprie posizioni. Come gli altri mezzi di comunicazione, internet rappresenta un ambito di mercato a due versanti e, data la complessità del settore, è bene soffermarsi su entrambi i lati del mercati.
Il versante degli utenti Nell’ultimo decennio – anni che alcuni hanno definito “rivoluzionari” per tutto l’universo dei media e per l’uso che gli individui ne fanno nella loro vita quotidiana – si è assistito ad un incremento generalizzato dell’utilizzazione di tutti i media oggi a disposizione delle persone93. Tendenzialmente, rispetto a dieci anni fa, oggi più persone fanno uso – peraltro più frequente – di un maggior numero di media. Nel 2006, solo il 29% della popolazione italiana aveva confidenza con le tecnologie informatiche e telematiche, mentre nel 2011 tale quota sfiora il 50%. In via preliminare, come evidenziato già nell’analisi dei mercati rilevanti del SIC, sul versante degli utenti, tra internet e le altre piattaforme di comunicazione non si riscontra un fenomeno di sostituibilità. Internet è un nuovo media contraddistinto da una specifica tipologia di utenza. La sua affermazione presso il pubblico ha ovviamente profondi riflessi anche sull’utilizzo degli altri mezzi di comunicazione di massa, così come è storicamente avvenuto per tutti i media (ad esempio, la diffusione della televisione produsse significativi effetti sul consumo radiofonico). Più che un fenomeno di sostituibilità tra prodotti (legato a variazioni nei prezzi relativi), è in atto un graduale processo di parziale sostituzione degli altri media (al momento dell’editoria cartacea in particolare) con internet, tipico delle fasi di sviluppo di un nuovo mezzo di comunicazione di massa.
A partire dalla metà del decennio scorso si è assistito alla crescita repentina degli utenti digitali, avvenuta prevalentemente a discapito dei lettori (scesi nel 2011 al 23,3%), mentre la quota degli utenti audiovisivi è rimasta praticamente stabile (il 28,7% nel 2011). Anche la fruizione televisiva ha però subito delle modifiche, indirizzandosi in una certa misura verso una personalizzazione dei palinsesti. Ma il settore più interessato dall’avvento delle nuove tecnologie è senz’altro la stampa, in particolare quella quotidiana. Gli altri media, che consentono anche una fruizione contemporanea, come la radio e la televisione, hanno avvertito meno la “rivoluzione del web”.
È da considerare d’altro canto, che internet è una piattaforma su cui convergono tutti i media e le interazioni sono inevitabili. Gli utenti hanno scoperto nuove forme di fruizione dei mezzi classici, non solo leggendo le notizie on line, ma anche “rivedendo” i contenuti televisivi o scoprendo nuovi contenuti. Il IX Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, segnala che, indipendentemente dall’uso del televisore, il 12,3% della popolazione attinge ai siti internet delle emittenti televisive per seguire i programmi prescelti, superando il vincolo del palinsesto, il 22,7% utilizza You-Tube, e il 17,5% segue programmi scaricati tramite il web da altre persone. In aggiunta a ciò, si evidenzia la nascita di nuovi prodotti, specifici del web(quali ad esempio le webseries) e nuovi formati, con linguaggi più diretti, prodotti anche da non professionisti, caratterizzati da una fruizione completamente diversa, che coniugano il contenuto con l’interattività propria di internet, e fanno leva sulle potenzialità della community. Tale evidenza rafforza ancora una volta la considerazione che internet rappresenta un ambito a parte rispetto agli altri media. Anche allorché vengono utilizzati dati, informazioni e contenuti dei media tradizionali, le modalità di fruizione e la gestione dell’offerta assumono caratteristiche peculiari della rete, che spesso sfuggono agli editori classici.
Nonostante gli operatori provenienti dai media tradizionali stiano cercando di adattarsi al nuovo mondo della comunicazione, si evidenzia però che, nei primi siti per utenti unici, non rientrano quelli provenienti dall’editoria classica, ma tali posizioni sono appannaggio di motori di ricerca, social network, e portali con un’evidente ascesa dei secondi. In particolare, si segnala il consolidamento di Facebook come secondo sito per utenti unici (dopo Google, con una penetrazione superiore al 90%) e con il 78% degli utenti attivi (21,5 milioni di utenti) che lo utilizza, con un tempo speso medio mensile per persona superiore a 8 ore, di gran lunga maggiore al consumo medio di qualunque altro sito. Analizzando, d’altronde, la capacità di attrarre audience delle società che operano sul web, tale evoluzione risulta confermata
A fronte di una percentuale dio utenti attivi pari al 50,7% della popolazione, i primi 15 siti sul web in termini di audience (febbraio 2012) sono: Google leader assoluto con il 46,7% della popolazione italiana, Facebook al secondo posto con il 39,4%, YouTube al terzo posto con il 32,9 %, MSN/WindowsLive/Bing al quarto posto con 29,2%, Virgilio al quinto con il 27,0%, Libero al sesto con il 25,9%, Microsoft al settimo con il 25,7%, Yahoo! All’ottavo con il 13.7%, Wikipedia al nonbo con il 24,5%, Blogger al decimo con il 20,2%, Leonardo.it è all’undicesimo posto con il 17,6%, La Repubblica al dodicesimo con il 17,2%, il Corriere della Sera al tredicesimo con il 15,8%, Skype al quattordicesimo con il 15,3%, eBay al quindicesimo con 15,0%.
In termini di audience Fonte: Audiweb le prime dieci società sul web sono: Google, Facebook, Microsoft, Telecom Italia, Libero Network, Yahoo, Wikimedia Foundation, Banzai, RCS MediaGroup e Gruppo Espresso. Sotto il profilo della valenza informativa della rete, si evidenzia una maggiore attenzione degli editori classici verso le nuove tecnologie digitali e le nuove modalità di fruizione dell’informazione. Al riguardo, nel corso dell’ultimo anno, editori ed emittenti hanno cominciato a proporre nuovi servizi e prodotti, inclusi alcuni specifici per tablet e altri dispositivi mobili. Questa maggiore attenzione alle tecnologie digitali da parte degli editori si riflette, come visto, in particolare nel paragrafo precedente, in una crescita in termini di audience. Considerando i soli siti di editori che provengono dalle aree tradizionali della comunicazione, si rileva che, nonostante non siano tra i primi siti più visitati, registrano, in generale, un’evoluzione positiva . Nella classifica degli operatori dei media classici (febbraio 2012) dopo i siti dei due principali quotidiani nazionali, troviamo SeatPG Directories Online con una penetrazione dell’11,9% , TGCOM24 (11,2%), Rai (9,5%), Quotidiano.net (8,6%), La Gazzetta dello Sport (7,4%), Il Sole 24 ORE (7,3%), La Stampa.it (6,9%), ANSA (6,5%), Donna Moderna (6,5%), SKY.it (6,4%), VideoMediaset (5,9%), Mediaset.it (4,9%) e Quotidiani Espresso (4,1%)
Verso la formazione di un ecosistema digitale.
Il contesto dei primi anni Dieci del Ventunesimo secolo vede le imprese di telecomunicazione alle prese con gli investimenti e l’offensiva delle piattaforma Over The top OTT. Nella Rete si vanno formando nuovi mercati quali il cloud e lo stoccaggio dati, su cui si stanno orientando gli investimenti dei colossi dell’ecosistema digitale (Apple, Google, Amazon e Facebook).
L’AGCOM nella sua Relazione annuale, l’ultima presentata da Corrado Calabrò,, riassume bene le macrotendenze in atto nel settore delle comunicazioni elettroniche con la formazione di un nuovo ecosistema digitale: “L’evoluzione del settore delle comunicazioni negli ultimi anni mostra una sempre più accentuata dinamica di convergenza tecnologica e di mercato tra l’industria delle telecomunicazioni e quella dei media. Seppur ancora distinti sotto diversi profili, i mercati dei media e delle telecomunicazioni appaiono infatti attraversati da forti spinte all’integrazione, che incidono sulla catena del valore dell’intero settore delle comunicazioni. Questo va progressivamente assumendo i contorni di un ecosistema digitale sempre più complesso e articolato di relazioni e scambi tra operatori di reti e fornitori di servizi e contenuti audiovisivi, in cui si affermano nuovi attori economici, come le internet company globali, le c.d. Over The Top” che evidenzia altresì come il perdurante declino che caratterizza nell’Unione europea il settore delle telecomunicazioni, che registra complessivamente una crescita negativa pari a -1,9%, si giustifica anche per il fatto che il valore tende a spostarsi verso servizi internet a valore aggiunto – in particolare, quelli funzionali allo sviluppo del modello “mobile everywhere” che presuppone reti 4G come LTE, servizi in modalità cloud e stoccaggio di big data – e “le imprese europee mostrano difficoltà ad affermarsi in questi mercati emergenti, su cui si stanno invece maggiormente orientando gli investimenti dei nuovi colossi dell’ecosistema digitale (tra cui Apple, Google, Amazon, Microsoft e Facebook)”. Nel nuovo e complesso ecosistema digitale, sottolinea l’Autorità, “si assiste al dispiegamento di un processo virtuoso connettività-contenuti: la produzione di nuovi contenuti promuove l’installazione di reti di nuova generazione e, in termini generali, ne giustifica la realizzazione sotto il profilo economico, tecnico e sociale. La maggiore disponibilità di capacità resa disponibile dall’installazione di reti a banda larga e ultra larga in postazione fissa e in mobilità (soprattutto l’avvento delle reti LTE), a sua volta, favorisce la fruizione dei contenuti multimediali. La produzione di apparati hardware e software con prestazioni e funzionalità sempre più avanzate accompagna il processo in esame”.
Queste trasformazioni consentiranno incrementi di efficienza, ma al tempo stesso “l’ampliamento del settore, in termini di ricavi e di volumi, unitamente al fatto che i diversi comparti – telecomunicazioni, televisione e media, internet – mostrano una sempre maggiore correlazione, impongono un processo di riallocazione delle risorse economiche all’interno dell’ecosistema digitale”. Se infatti i consumatori hanno a diposizione più contenuti e più servizi digitali, e le imprese di telecomunicazione possono arricchire il portafogli di servizi offerti agli utenti finali in virtù dell’ampliamento del perimetro delle attività consentito dall’ecosistema digitale, è vero altresì che le telco sostengono maggiori costi per la manutenzione e l’upgrade delle infrastrutture rese necessarie dalla crescita dei volumi di traffico derivanti dagli incrementi registrati nella domanda di connettività. Allo stesso modo, i broadcaster, gli editori televisivi, del cinema e della carta stampata, nonché gli autori di opere creative grazie all’evoluzione digitale hanno a disposizione nuovi mezzi per raggiungere gli utenti, ma – sottolinea la relazione - “la digitalizzazione dei contenuti riserva loro alcuni rischi, in quanto l’offerta di video, dati e audio cresce a dismisura, anche in virtù dei bassi costi di produzione (e riproduzione) dei contenuti, mettendo in discussione le posizioni pre-costituite”. Il trinomio Telco vs OTT vs broadcaster spiega ancora l’Autorità, “comporta l’esigenza di nuovi modelli di business, in grado di creare valore intorno alla fornitura di accesso a internet e di assicurareadeguata remunerazione agli operatori infrastrutturati in corrispondenza di incrementi nei volumi di traffico generati”. “In analogia, i broadcaster e, più in generale, il comparto editoriale necessita di adattarsi al nuovo contesto concorrenziale, contraddistinto da una pluralità di piattaforme trasmissive”.
Perché un simile scenario prenda forma è, tuttavia, necessaria “un’accurata azione regolamentare al fine di promuovere l’innovazione nei servizi e contenuti, e l’ammodernamento delle dotazioni infrastrutturali, che rappresentano un elemento chiave per lo sviluppo di una domanda interna di servizi digitali”. Altrettanto importante è l’azione del policy maker – e in particolare dei regolatori del settore – di provvedere “all’imposizione di dettagliate regole tecniche, laddove necessarie, improntate sempre alla promozione di una crescita efficiente dell’ecosistema digitale, con una costante attenzione all’impatto della regolazione sugli utenti e sulle imprese”. “Possibili soluzioni – sottolinea la relazione - sono rinvenibili nell’evoluzione dei modelli tariffari, nell’innovazione connessa alla possibilità di differenziazione nei livelli prestazionali e, non ultima, nella possibilità di addivenire ad accordi commerciali con i nuovi attori dell’ecosistema digitale, nel rispetto dei principi di concorrenza e tutela dei consumatori che sottendono all’idea di un internet aperto e neutrale”.
La Relazione Agcom 2011 dedica grande spazio a connected Tv e OTT sottolineando come il mercato mediatico sia sempre più proiettato verso il web, e come sia pertanto necessario assicurare agli utenti al contempo banda sufficiente e contenuti appetibili Solo cos l’Italia potrà sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed economico. Nella Relazione si illustra dettagliatamente l’evoluzione del mercato dei media, osservando i cambiamenti avvenuti nella fruizione dei contenuti a seguito della più alta diffusione della banda larga e di dispositivi web-based. La domanda di contenuti e servizi, sottolinea l’Autorità, ha orientato le strategie aziendali dei diversi attori coinvolti nella catena del valore, tra cui, non ultimo, lo stesso consumatore, che diviene, allo stesso tempo, fruitore e produttore di contenuti. Essenziale il passaggio nel quale l’Autorità sottolinea l’importanza dell’investimento nell’economia digitale per la crescita economica del sistema Paese, “poiché lo stimolo all’innovazione crea posti di lavoro, generando un circuito benefico che unisce produzione di nuovo reddito e crescita democratica del Paese”. Sul punto, l’Agcom ricorda di aver inviato una segnalazione al Governo e al Parlamento, nel gennaio 2012, nella quale si propone l’adozione di un’Agenda digitale, che l’Italia ahimè ancora attende, in grado di governare la modernizzazione del Paese per mezzo della costruzione di reti NGN e la diffusione dei servizi digitali. In una Relazione che affronta il tema dei contenuti digitali, non poteva mancare il riferimento, anche se en passant, al download illegale e alla tutela del diritto d’autore online, dove l’Agcom di Calabrò ha pesantemente mancato, non riuscendo ad approvare il Regolamento antipirateria e facendo finire l’Italia nella Watch List degli USA, insieme a Cina, Svizzera, Russia e Ucraina, come si evidenzia nel documento presentato ieri al Congresso americano. In tema di tutela dei contenuti digitali, nella Relazione si ricorda solo che nel luglio del 2011 l’Autorità ha approvato uno schema di regolamento, oggetto di audizione parlamentare del Presidente dell’Autorità dinanzi alle commissioni VII e VIII del Senato. Uno schema che è rimasto lettera morta.
Per quanto riguarda, poi, il settore complessivo dei media (comprensivo sia della pubblicità sia dei ricavi derivanti da offerte a pagamento) s’è registrata, in termini nominali, una sostanziale stabilità (+0,5%), dopo la contrazione registrata nel 2009 (-6%) e la ripresa del 2010 (+5%). Questo dato rappresenta il risultato di due dinamiche opposte: da un lato, i media tradizionali (televisione tradizionale, stampa e radio) hanno registrato un calo, dall’altro si è assistito alla crescita dei nuovi media digitali, in particolare legati al mondo internet 2.0. Proprio internet, ribadisce l’Agcom nella Relazione, appare il mezzo che, negli anni, ha conquistato un peso sempre maggiore sul totale delle risorse, in linea con il processo di progressiva digitalizzazione che ha caratterizzato il nostro Paese nel più recente passato, confermandosi il mezzo al quale sono connesse le maggiori potenzialità. Anche se, il piccolo schermo si conferma ancora il mezzo di fruizione dei contenuti audiovisivi con la maggiore penetrazione tra le famiglie. Dal punto di vista tecnologico, il miglioramento delle performance delle reti broadband residenziali, unitamente alla diffusione di connected device, ha favorito la progressiva integrazione della televisione tradizionale con internet, dando vita ad un sistema intermedio tra IPTV e Web TV, in cui i servizi di accesso a contenuti sono erogati agli utenti dotati di connessioni a banda larga da service provider che operano spesso indipendentemente dai provider dei servizi a larga banda. Tale sistema, meglio noto come OTT, consente quindi di associare alle trasmissioni televisive tradizionali, legate a un palinsesto predefinito, una vasta gamma di servizi e contenuti provenienti da internet, fruibili anytime e anywhere attraverso lo schermo televisivo grazie a dispositivi web-based. A fine 2011, risultano in crescita le famiglie italiane dotate di connected Tv, così come aumenta l’interesse verso una maggiore personalizzazione e flessibilità del consumo dei servizi audiovisivi che spinge gli attori del mercato a proporre nuove offerte di smart TV e catch-up TV. I broadcaster, in particolare, ambiscono a orientare le proprie offerte verso modelli pay, vincendo la diffidenza dei fornitori di contenuti pregiati a rendere disponibili contenuti ad alto valore su internet. Allo stesso modo, gli operatori multi-play mirano a sfruttare il legame tra broadband e televisione incoraggiando i clienti ad abbonarsi a pacchetti in bundle.
Si pone, dunque, l’esigenza per l’Italia di sfruttare le occasioni dettate dal progresso tecnologico ed economico, favorendo lo sviluppo di nuove forme di fruizione di contenuti audiovisivi.Fondamentale anche per allargare la platea degli operatori, la gamma dei servizi, in chiaro e a pagamento, con evidenti ricadute sugli assetti concorrenziali e sul pluralismo dell’informazione. Allo stesso modo, precisa l’Agcom, si afferma la necessità di contrastare gli elementi ostativi a tale processo, fra i quali, prima di tutto, la disponibilità di banda sufficiente per una fruizione dei servizi priva di interruzioni e, inoltre, la necessità di disporre di contenuti appetibili per gli utenti, vincendo le resistenze dei detentori degli stessi alla diffusione sulla rete. Infatti, da questo punto di vista, si segnala il ritardo dell’Italia rispetto ad altri Paesi nello sviluppo di un mercato di contenuti online, che rischia di penalizzare ulteriormente la tuttora limitata crescita delle offerte in rete. Dal punto di vista normativo, la legge di stabilità 2011, ha stabilito che le frequenze nella banda da 790 MHz a 862 MHz (canali 61-69 UHF) sono destinate alla banda larga mobile a partire dal 1° gennaio 2013. Di conseguenza, 9 canali vengono così sottratti al servizio di radiodiffusione televisiva e vanno a costituire il cosiddetto dividendo esterno.
In questo contesto nel 2012 il governo Monti interviene cancellando il beauty contest per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale . Il quadro normativo ha subito una recente modifica ad opera del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, come convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3 quinquies, nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, ha configurato una nuova distribuzione del dividendo digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno (WRC-2012).In accordo con tali previsioni, infatti, parte dello spettro televisivo potrà essere destinato – a partire dal 2016 – alle telecomunicazioni mobili, in analogia con quanto già avvenuto per la banda a 800 MHz. Proprio tali prospettive, unitamente al contesto critico della finanza pubblica del Paese, hanno indotto il Governo a una rivalutazione sul valore economico che l’uso di tali frequenze può produrre, introducendo così l’assegnazione del dividendo digitale a titolo oneroso. In particolare, la legge ha previsto che la nuova gara, destinata a sostituire il beauty contest, avvenga entro 120 giorni dall’approvazione della legge stessa, sulla base delle procedure che verranno stabilite dall’Autorità – sentiti i competenti uffici della Commissione europea – secondo i seguenti criteri direttivi: a) assegnazione delle frequenze sulla base di differenti lotti mediante il criterio dell’offerta economica più elevata, assicurando la separazione verticale tra fornitori di programmi e operatori di rete e consentendo l’accesso ai primi a condizioni eque e non discriminatorie, in base ai criteri fissati dall’Autorità; b) composizione di ciascun lotto in base al grado di copertura, tenendo conto della possibilità di consentire la realizzazione di reti per macro aree di diffusione, l’uso flessibile ed efficiente dello spettro e l’innovazione tecnologica; c) modulazione della durata dei diritti d’uso di ciascun lotto tale da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze agli usi stabiliti dalla Commissione europea in tema di disciplina dello spettro radio. Il nuovo quadro normativo – che ha modificato alcuni passaggi della delibera n. 181/09/CONS non compatibili con la disciplina così introdotta – ha inoltre previsto la messa in campo delle azioni utili a garantire un’effettiva innovazione tecnologica dell’uso televisivo mediante la promozione degli standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 e, a tal fine, ha introdotto alcune scadenze relative alla vendita degli apparati di ricezione televisiva: dal 1° gennaio 2013 ai distributori di apparecchiature al dettaglio sul territorio nazionale non si richiede la presenza di un sintonizzatore analogico, mentre a partire dal 1° gennaio 2015 gli apparati televisivi prodotti devono obbligatoriamente integrare un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi televisivi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4; infine dal 1° luglio 2015 non potranno essere commercializzati apparati privi di tali caratteristiche. Il panorama in itinere vede, pertanto, da un lato soluzioni che consentono alla televisione digitale terrestre – destinata a sostituire, con la conclusione dello switch-off a giugno 2012, la televisione analogica su tutto il territorio nazionale – di offrire una vasta gamma di offerte televisive in alta definizione (HD) e in 3D e una più ampia competizione tra diverse modalità di fruizione dei servizi televisivi (satellite, terrestre, IPTV, web ecc.), oltre ad un più ampio grado di pluralismo; dall’altro, l’incremento di servizi banda larga sulle frequenze LTE e LTE-advanced, che garantirà un uso sempre più efficiente delle risorse spettrali, in linea con gli orientamenti europei.
2012
Nel 2012 scoppia la primavera russa: a Mosca migliaia di persone scendono in piazza pèer protestare contro il rientro di Putin al Cremlino per il suo terzo mandato. Mille arresti ù
Il 2012 è stato l’anno di completamento della conversione al digitale terrestre in Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia. Ma permangono drammatici problemi di illuminazione del territorio
A partire da quest'anno il servizio pubblico francese beneficerà di solo contributo pubblico rinunciando a qualsiasi forma di raccolta pubblicitaria
Al centro dell’attenzione di quest’anno vi è sicuramente l’HTML5, il nuovo set di standard che contribuirà a rendere i siti web più veloci ed eleganti, e il cloud computing. Nel 2012, inoltre, il dibattito si concentra anche sui potenziali effetti catastrofici di una cyber guerra: un attacco, o una serie di attacchi, volti a colpire il web e tutte le informazioni – commerciali, governative, private – veicolate online.
Ma il fatto più significativo è che a 10 anni dallo scoppio della bolla nel 2001, nuove web company tentano la via della quotazione in borsa delle loro azioni. La più attesa è la quotazione di Facebook, ma un’altra dozzina di società (Yelp, Glam Media, Vkontakte.ru) partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari. A 10 anni dallo scoppio della bolla delle dot.com, le web company ritentano la via della Borsa.
Dopo le IPO del 2011 (Zynga,Groupon, Pandora, Zillow, LinkedIn e Renren), il 2012 sarà caratterizzato dall’attesa per lo sbarco in Borsa di Facebook, che potrebbe portare la valorizzazione del servizio a circa 100 miliardi di dollari. L’IPO di Facebook, così come previsto dalla legge americana, dovrebbe avvenire al più tardi entro la fine del primo trimestre. La rete sociale – che rivendica orma più di 800 milioni di utenti in tutto il mondo – avrà chiuso per quella data l’esercizio fiscale 2011 nel corso del quale è stata raggiunta la soglia dei 500 investitori.
Dalla quotazione, la società di Mark Zuckerberg spera di raccogliere 10 miliardi di dollari. Facebook sarà comunque in buona compagnia: un’altra dozzina di società – tra cui Yelp, Glam Media e il social network russo Vkontakte.ru – partiranno all’assalto del Nasdaq e, secondo i calcoli di Bloomberg, il settore dovrebbe raccogliere almeno 11 miliardi di dollari. Un record che riporta alla mente i fasti del 1999, al picco del boom della net economy.
Le valorizzazioni, tuttavia, potrebbero essere contenute, visto l’andamento delle quotazioni di alcune star del web nel 2011. Le performance più deludenti sono state quelle di Renren: il social network meglio noto come il ‘Facebook cinese’ era partito all’assalto di Wall Street con una valorizzazione di 5 miliardi di dollari, ma la sua capitalizzazione a fine 2011 si attestava intorno a 1,3 miliardi di dollari. Una performance che stride coi risultati di un altro social network, LinkedIn, le cui azioni, introdotte a 45 dollari, sono balzate fino a 122 dollari nel primo giorno di quotazione per poi attestarsi su una media di 62 dollari, in rialzo di circa il 50% rispetto all’introduzione. Valorizzato a circa 14,7 miliardi di dollari, Groupon, il sito che offre sconti e promozioni sugli acquisti di gruppo, aveva rivisto al ribasso le sue ambizioni prima di quotarsi.
Dopo una previsione di valorizzazione tra 25 e 30 miliardi, il prezzo delle azioni è stato fissato a 20 dollari, per una valorizzazione di poco inferiore ai 13 miliardi di dollari. L’IPO di Groupon resta comunque la più importante dopo quella di Google nel 2004. Il re dei motori di ricerca aveva raccolto 1,7 miliardi di dollari per una valorizzazione di 23 miliardi di dollari. Un record che potrebbe essere presto polverizzato da Facebook, che ha iniziato ad accelerare lo sviluppo dei servizi pubblicitari per incrementare i ricavi in vista dell’IPO.
Secondo la società eMarker, il fatturato di Facebook dovrebbe superare i 4 miliardi di dollari nel 2011 e crescere del 50-60% nel 2012. Ma Facebook ha anche altre carte da giocare sul fronte dell’innovazione tecnologica: con oltre 800 milioni di membri, connessi mediamente ad altre 130 persone, il servizio gestisce in tempo reale un numero di azioni che non smette di crescere. Non potendo continuare ad aggiungere server all’infinito per funzionare correttamente, Facebook sta lavorando alacremente al miglioramento delle formule matematiche che fanno ‘girare’ il sito, ponendo le basi di un vantaggio tecnologico che i rivali faranno fatica a recuperare.
Nel nuovo ecosistema digitale la BBC è all’avanguardia e il successo del suo sistema interattivo costringe le diverse piattaforme a pagamento concorrenti a stringere un accordo con il servizio pubblico di sua maestà L’iPlayer si confermarà nel 2012 il servizio di OTT TV più popolare sul mercato inglese, con 199 milioni di visite nel solo mese di settembre, in aumento dell’8% rispetto ad agosto. Secondo dati ComScore, all’inizio del 2012, l’offerta di video online della BBC, con una media di 7,5 milioni di utenti unici mensili, è tra le più visitate dagli utenti, preceduta soltanto dalle piattaforme di YouTube, Vevo e Facebook. La strategia di apertura adottata dall’emittente pubblica risponde alle esigenze di massimizzare l’universalità del servizio, che di fatto è pagato da tutti i cittadini inglesi attraverso il canone, ma si rivela premiante anche secondo logiche prettamente economiche. La BBC è, infatti, uno dei pochi broadcaster europei che riesce a piazzare la sua offerta online nelle top 5 dei siti più visitati, garantendo una piattaforma ricca per contenuti, ben organizzata, ma soprattutto aperta alla sperimentazione di prodotti web native, spesso sotto forma di spin-off dei programmi televisivi.
2012
Gennaio-marzo 2012 La banda 800 MHz verrà probabilmente assegnata nel Regno Unito tramite asta, insieme alla banda 2.600 MHz, nei primi mesi del 2012. L’allocazione è stata anticipata da una consultazione sui criteri e le modalità di tale operazione svoltasi ad inizio 2011. Il Piano iniziale, stabilito nel 2003 dal Governo e dalle successive consultazioni condotte dall’Autorità Ofcom nell’ambito del c.d. Digital Dividend Review, ipotizza un Dividendo Digitale - al completamento dello switch-off del 2012 - di complessivi 112 MHz (i canali 63-68, 31-35, 37 e 39-40), ovvero il 30% circa del totale delle frequenze liberate (il restante 70% è pre-allocato al broadcasting radio-TV). Prendendo atto della necessità di un più efficace coordinamento con altri Paesi europei, che nel frattempo avevano stabilito di liberare l’intera banda 800 MHz (i canali 61-69), Ofcom ha perciò deciso di allineare il Regno Unito al resto dell’Europa. Rispetto al piano iniziale, dunque, il Regno Unito ha scelto di liberare anche i canali 61-62 (prima riservati a trasmissioni TDT, che verranno trasferite verso altre frequenze) e il canale 69. Secondo l’Autorità,l’impatto di tale operazione - che coinvolge circa la metà dei trasmettitori TDT in UK – risulta comunque contenuto, quantificabile in circa 90-200 milioni di sterline
10 gennaio 2012 In Francia il Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA) ha informato che sono state depositate 31 domande per partecipare alla gara di assegnazione di sei canali in alta definizione su digitale terrestre DVB-T2 .L’Autorità francese ha precisato che la selezione avverrà nel mese di marzo e le licenze verranno assegnate prima di maggio. A sorpresa Canal+ non ha presentato la propria candidatura, come anche il gruppo Trace. Per contro, i broadcaster TF1, M6 e NRJ, finora molto discreti, hanno dichiarato ufficialmente di aver presentato domanda per i nuovi canali.
10 gennaio 2012 Si dimette il primo esponente del governo: il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Carlo Malinconico rassegna le dimissioni dopo soli 42 giorni di mandato in seguito a uno scandalo che lo vedrebbe coinvolto per alcune vacanze che gli sarebbero state pagate nel 2007 e nel 2008 dall'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli
11 gennaio 2012 Viene pubblicata la Comunicazione dell’11 gennaio 2012 della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni “Un quadro coerente per rafforzare la fiducia nel mercato unico digitale del commercio elettronico e dei servizi on-line”– COM(2011) 942 finale
13 gennaio 2012 Standard & Poor's declassa il rating della Francia ad AA- e dell'Italia a BBB+, oltre che quello della Spagna, del Portogallo e dell'Austria
13 gennaio 2012 La nave Costa Concordia del gruppo Costa Crociere naufraga a 500 metri al largo dell'Isola del Giglio. L'incidente ha provocato 30 morti e 2 dispersi. A bordo c'erano circa 4300 persone di cui più o meno mille membri dell'equipaggio.
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17 gennaio 2012 La Camera approva la prima risoluzione unitaria di maggioranza firmata da Pdl-Pd-Udc-Fli-Api dopo la relazione annuale del Ministro della Giustizia Paola Severino sullo stato della giustizia in Italia. Il testo è stato approvato con 424 sì, 58 no e 45 astenuti mentre sono state respinte le risoluzioni separate di Lega, IdV e Radicali. Lo stesso giorno la Lega presenta una mozione di sfiducia individuale al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per "manifesta incapacità di creare sviluppo nel nostro paese".
18 gennaio 2012 L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UIT ratifica lo standard IMT-Advanced come standard per le comunicazioni mobili di quarta generazione inglobando anche le tecnologie LTE-Advanced e Wireless MAN-Advanced. IMT-Advanced promette velocità 10 volte superiori all’LTE e al Wimax. IMT-Advanced renderà gli smartphone 500 volte più veloci di adesso. Sarà, insomma, come disporre di una connessione in fibra ottica per il telefonino. In questo modo per scaricare, ad esempio, un episodio del telefilm preferito sullo smartphone (45 minuti) ci vorrebbe non più di 20 secondi, 90 secondi se si tratta di un contenuto in alta definizione. Per scaricare un album si impiegherebbe meno di un minuto. Ma non si tratta solo di una questione di velocità: il miglioramento riguarda anche l’utilizzo delle risorse di spettro e delle stazioni base e permetterà agli operatori mobili di rispondere alla forte crescita del traffico dati attesa per i prossimi anni.
20 gennaio 2012 Il Ministro Corrado Passera dopo aver valutato la situazione insieme all’Agcom e agli organismi europei decide di sospendere il beauty contest e prendersi 90 giorni di tempo per decidere le modalità dell’asta competitiva, con la quale verranno assegnate le frequenze tv. La decisione è stata presa in virtù delle mutate condizioni di mercato e delle tecnologie che avevano dato vita al beauty contest e anche perché non è pensabile, di fronte ai sacrifici richiesti agli italiani, che un bene di Stato possa esser concesso gratuitamente
20 gennaio 2012 Viene approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge contenente misure volte a liberalizzare vari settori economici. Lo stesso giorno, in aggiunta a quelle già conferitegli, vengono assegnate al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Peluffo le deleghe in materia di editoria, diritto d'autore e attuazione delle relative politiche, deleghe precedentemente attribuite a Carlo Malinconico. Viene inoltre nominata portavoce del Presidente e del Governo la dottoressa Elisabetta Olivi.
21 gennaio 2012 La Commissione elettorale egiziana rende noti i risultati complessivi delle elezioni parlamentari dell’Assemblea del Popolo in Egitto, che si sono svolte in tre turni dalla fine di novembre 2011 all’11 gennaio 2012. La legge elettorale per l’Assemblea del Popolo (Maglis al-Shabab, o Camera Bassa) prevede l’assegnazione di due terzi dei seggi con il sistema di lista, su base proporzionale, e un terzo con collegi uninominali. Con una partecipazione al voto del 54% vince il braccio politico dei Fratelli musulmani, Libertà e Giustizia conquista complessivamente 235 seggi e il 47% delle preferenze per la Camera Bassa egiziana, che conta 498 seggi. Il partito salafita Al Nour, invece, ottiene il 24% dei seggi della Camera Bassa (120 rappresentanti eletti tra proporzionale e uninominale), mentre il partito liberale Al Wafd il 7%. Il restante 22% delle preferenze va a una decina di altri partiti tra cui spicca il Blocco egiziano (di orientamento liberale), le cui liste eleggono 33 rappresentanti. Complessivamente dunque i partiti di ispirazione islamista (più moderata quella dei Fratelli Musulmani, più estremista quella di Al Nour) dominano la Camera Bassa con il 72 per cento dei voti.
22 gennaio 2012 In Croazia si tiene il referendum popolare sull'adesione del paese all'Unione europea. Con un'affluenza del 33,8% degli aventi diritto, il Sì ha vinto sul No con il 67,7%.
25 gennaio 2012. Al Senato il premier Monti riferisce sulla politica europea che il Governo intende adottare a livello comunitario. Viene inoltre approvato un emendamento della Lega (con parere favorevole del Governo) alla mozione di maggioranza unitaria in riferimento alle radici giudaico-cristiane che vede il voto favorevole di PdL-UdC-Fli-Api-Mpa-CN mentre la contrarietà di Pd e IdV. Spazio inoltre alla richiesta di impegno al Governo per la formazione di un'agenzia di rating europea, sull'introduzione della Tobin Tax - si pone anche l'accento sulla necessità di convincere la Gran Bretagna -, la messa a punto di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, come gli eurobond. Infine, una sollecitazione a lavorare in Ue per una nuova prospettiva federalista «che superi il metodo troppo intergovernativo oggi dominante».
27 gennaio 2012 Istituzione da parte del Governo Monti di una Cabina di regia per l’Agenda Digitale. Il Decreto Legge sulle semplificazioni prevede, tra le altre cose, una serie di azioni per imprimere un’accelerazione all’Agenda digitale italiana. Innanzitutto l’avvio di una ‘cabina di regia’, istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e il ministro dell'Economia e delle finanze. La cabina di regia coordinerà gli interventi pubblici di parte di regioni, province autonome ed enti locali perseguendo l’obiettivo prioritario della “modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi”. Nel Dl vengono inoltre specificati gli obiettivi dell’Agenda digitale italiana. Tra questi, la “realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle comunità intelligenti (smart communities), finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura”. Sempre nell’Agenda digitale rientra la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso la promozione del paradigma dei dati aperti (open data), al fine di creare strumenti e servizi innovativi e il potenziamento dei servizi di eGovernment, con l’obiettivo di “favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica e per realizzare un’amministrazione aperta e trasparente”. Il Governo si impegna quindi a promuovere la diffusione del cloud computing per le attività e i servizi delle pubbliche amministrazioni e a utilizzare acquisti pubblici innovativi e appalti pre-commerciali per stimolare la domanda di beni e servizi innovativi basati su tecnologie digitali. Grande importanza è riservata anche alla diffusione di internet negli spazi pubblici (scuole, università, spazi urbani e locali pubblici in genere) e agli investimenti nelle tecnologie digitali per il sistema scolastico e universitario. Riguardo l’Università, il Dl prevede l’adozione di procedure di iscrizione “esclusivamente per via telematica” e la realizzazione, a opera del MIUR, “di un portale unico, almeno in italiano e in inglese, tale da consentire l’iscrizione a tutte le università e il reperimento di ogni dato utile per l’effettuazione della scelta da parte degli studenti”. Il programma e la tempistica delle attività necessarie ai fini dell’attuazione dell’agenda digitale italiana, saranno emanati entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto.
29 gennaio - 6 febbraio e 14 febbraio - 22 febbraio 2012 Si svolgono in due turni le elezioni del Consiglio della Shura la Camera alta egiziana dove il partito della Libertà risulta vincitore conquistando da solo anche in questo caso dopo aver vinto quelle alla Camera Bassa, la maggioranza relativa con ben 105 seggi mentre il movimento salafita Al Nour da solo ottiene 45 seggi precedendo Il partito liberale laico Wafd che conquista 14 seggi mentre la coalizione laica del blocco egiziano conquista 8 seggi.
31 gennaio 2012Si spacca nuovamente il CdA Rai dopo una riunione fiume in cui viene dato il via libera alla nomina di Alberto Maccari alla guida del Tg1 e a quella di Alessandro Casarin alla Tgr. Entrambe le nomine, fortemente caldeggiate dal direttore generale Lorenza Lei, sono passate per cinque voti (Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla) a quattro (il presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis). In seguito alla riunione il Consigliere Rizzo Nervo rassegna le dimissioni
Febbraio 2012 In Italia Sky HD inizia a trasmetere altri 12 canali in alta definizione Fox Life HD, Real Time HD, Extreme Sports Channel HD, ESPN America HD, Discovery Science HD,Discovery Travel & Living HD, History HD, Nat Geo Wild HD, Nat Geo Adventure HD, Gambero Rosso Channel HD, Disney Channel HD, MTV Live HD portando l’offerta complessivama HD a 52 canali
1-28 febbraio 2012 Secondo i dati Audiweb, nel mese di febbraio 2012, risultano 27,7 milioni gli italiani con età compresa tra i 2 e i 74 anni che si sono collegati a internet almeno una volta. Essi rappresentano il 50,7% della popolazione, con una crescita del 9,2% in un anno. L’audience on-line nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni, un milione di utenti attivi in più rispetto a quelli registrati lo stesso periodo dello scorso anno. La stima della fruizione dei media on-line è fornita regolarmente dalla società Audiweb attraverso un “Sistema integrato” capace di misurare la navigazione in rete effettuata da personal computer presenti nelle abitazioni, negli uffici e in altri luoghi pubblici come per esempio biblioteche, internet point e dispositivi mobili. Tali rilevazioni svolte sul panel dei navigatori vengono regolarmente integrate con i dati censuari rilevati sui siti editoriali censiti da Audiweb, tramite feedback tecnici verso i web server di sistemi browser-based.
2 febbraio 2012 La Camera approva la Legge Comunitaria 2011. Approvato anche l'emendamento della Lega Nord a scrutinio segreto sulla responsabilità civile dei magistrati nonostante parere negativo del Governo. Un ulteriore contestato emendamento leghista alla Comunitaria che contiene alcune previsioni ricalcate sul cosiddetto "Stop Online Piracy Act" (SOPA) che avrebbe imposto maggiori oneri e responsabilità sui provider Internet, caricandoli di doveri di rimozione a semplice richiesta dei sedicenti titolari di diritti lesi, è respinto con voto contrario di tutti i gruppi eccetto la Lega.
12 febbraio 1912 L’Unione Europea approva il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia di 130 miliardi di Euro. I negoziati con Atene sono drammatici. Viene raggiunto un accordo con i creditori per la ristrutturazione del debito (default guidato) ma il governo greco cade
14 febbraio 2012 Frequenze la banda 700 MHz non verrà destinata alla banda larga, almeno per il momento Nella riunione di oggi il capo dipartimento delle comunicazioni Roberto Sambuco ha smentito categoricamente che a Ginevra il governo italiano chiederà di attribuire i canali 50-60 UHF ai servizi broadband.
15 febbraio 2012 Sì definitivo della Camera al ddl Severino sul sovraffollamento delle carceri con 385 sì 105 no e 26 astensioni. Per la prima volta le opposizioni riescono a superare quota 100 deputati grazie ai deputati di partiti della maggioranza che si sono espressi in contrasto con i loro gruppi votando con i deputati della Lega Nord, dell'Italia dei Valori, di Noi Sud e della Svp. Hanno negato il loro sì all'approvazione finale del ddl gli 11 deputati del Pdl, i 6 di Popolo e Territorio e i 2 di Fareitalia che sulla fiducia si erano astenuti aggiungendosi ai loro colleghi che avevano già detto no al Governo.
15 febbraio 2012 La pirateria comincia a colpire anche il nascente mercato degli ebook. Grazie a una vasta operazione internazionale, a cui ha preso parte anche l’Associazione Italiana Editori (AIE) non è più possibile scaricare libri digitali pirata dal sito Library.nu e dal suo servizio di sharehosting ifile.it. Un’operazione congiunta per rimuovere una delle maggiori biblioteche illegali online, con oltre 400mila ebook – di cui 4mila italiani - per il download immediato, gratuito e anonimo, e con un ritorno per i titolari dei siti di circa 8milioni di euro grazie alla pubblicità e alla vendita di account a livello premium. Il decreto ingiuntivo notificato ai proprietari dei due siti ha determinato la dismissione delle attività.
15 febbraio 2012 Apertura di frequenze radio per la banda larga mobile. Il Parlamento europeo approva un accordo con i governi nazionali sul modo migliore per riallocare le frequenze dello spettro radio - liberate dal passaggio dalla televisione analogica a quella digitale - per nuovi usi, quali i servizi senza fili a banda larga per la telefonia mobile. Tutto ciò consentirà di gestire la crescita esponenziale nell'uso dei servizi a banda larga senza fili. "La prima politica europea in materia di spettro radio permetterà all'Unione di riconquistare la leadership mondiale nella comunicazione senza fili. Ottimizzerà l'uso delle frequenze a vantaggio di tutti gli utenti di smartphone e altre piattaforme digitali mobili. Il Programma in materia di spettro radio è parte integrante della creazione di un mercato digitale unico europeo ", ha dichiarato il relatore Gunnar Hökmark (PPE, SE). L'assegnazione delle frequenze radio spetta alle autorità nazionali e non all'UE, ma le regole su come suddividere lo spettro tra i fornitori di Internet e gli utenti devono essere concordate a livello europeo.
Fine della TV analogica: entro il 2013 ingresso della banda larga senza fili Sulla base dell'accordo, la banda a 800 MHz, attualmente utilizzata per la televisione, dovrebbero essere liberata in tutti gli Stati membri dell'UE per i servizi senza fili a banda larga, dal 1° gennaio 2013. Ciò contribuirà a creare un mercato paneuropeo delle telecomunicazioni, dove i nuovi servizi saranno in grado di creare opportunità e crescita per i 500 milioni di consumatori europei. Più spazio per il traffico dati mobile entro il 2015. Su richiesta del Parlamento, entro il 2015, dovrebbero essere assegnati al traffico dati mobile almeno 1200 MHz, afferma la normativa già approvata dai governi nazionali. Inoltre, la Commissione dovrebbe valutare, entro il 1° gennaio 2015, se vi sia la necessità di armonizzare le bande di frequenze supplementari per gestire la crescita del traffico dati senza fili
15 febbraio 2012 Due fucilieri della Marina Militare uccidono dei pescatori indiani. I militari sostengono di averli scambiati per pirati. Sfiorato l'incidente diplomatico.
16 febbraio 2012 Eutelsat porta l’arte nei cinema europei. Migliaia di appassionati d’arte di tutta Europa potranno assistere a “Leonardo Live”, una presentazione via satellite in HD della mostra “Leonardo da Vinci: un pittore alla Corte di Milano”. Quest’evento d’eccezione è frutto di una collaborazione tra Eutelsat Communications, operatore satellitare leader europeo, la società BY Experience, distributore newyorkese e PhilGrabskyFilms. Il programma di 100 minuti, filmato alla vigilia dell’apertura, verrà trasmesso da Eutelsat nei cinema, in simultanea in tutta Europa. La visita della mostra alla National Gallery permetterà ai telespettatori di scoprire la più grande collezione di quadri di Leonardo da Vinci mai riunita in un’unica collezione. L’evento è ancor più eccezionale se si considera che molti di questi capolavori pervenuti fino ai giorni nostri sono troppo fragili per essere trasportati, e che la mostra non sarà trasferita in alcun altro luogo. La visita sarà commentata dallo storico d’arte e conduttore televisivo britannico Tim Marlow. Il segnale in hd verrà ritrasmesso dal satellite Atlantic Bird 3 di Eutelsat – che già trasmette il segnale a oltre 600 sale in Europa – e distribuito ai cinema di Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svizzera. Leonardo Live è un ulteriore esempio di come i satelliti possano permettere al pubblico di partecipare ai grandi eventi culturali grazie alla trasmissione in alta definizione sugli schermi dei cinema. Negli ultimi quattro anni Eutelsat ha collaborato con numerose società, tra cui BY Experience, Gaumont-Pathé e Open Sky, per garantire in Europa la diffusione in diretta di opere presentate al Metropolitan di New York e di balletti del teatro Bolshoi di Mosca e dell’Opera Garnier di Parigi.
16 febbraio 2012 Dichiarazione e Raccomandazione del Consiglio d’Europa sui Media di Servizio Pubblico CM/Rec (2012). Il Consiglio d’Europa esorta i suoi paesi membri a rafforzare l’indipendenza editoriale e operativa delle emittenti pubbliche e degli altri media di servizio pubblico. Il Comitato dei Ministri dell’Organizzazione ha adottato una Dichiarazione e una Raccomandazione che invitano gli Stati membri a modernizzare il quadro di governance dei media di servizio pubblico e ad adattarlo al mondo della moderna comunicazione, in cui le relazioni con il pubblico sono basate su trasparenza, apertura e dialogo. Secondo la Raccomandazione, alcuni media devono completare la loro transizione e passare dallo status di servizi di radiodiffusione di Stato, strettamente legati ai governi e controllati da questi ultimi, a quello di veri media di servizio pubblico. La Raccomandazione propone delle linee direttrici che gli organismi di servizio pubblico potrebbero applicare per modernizzare il loro sistema di governance: indipendenza, assunzione di responsabilità, gestione efficiente, capacità di risposta e responsabilità deontologica, trasparenza e apertura. Il Consiglio d’Europa sostiene il servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva in quanto parte integrante di uno spazio mediatico dinamico in una democrazia, al pari dei media commerciali e dei media comunitari. Nel 2011, il Consiglio d’Europa ha firmato un memorandum d’intesa con l’Unione europea di radiotelevisione al fine di rafforzare la cooperazione tra le due organizzazioni. La proposta del Consiglio d'Europa è passare dalla televisione di Stato alla televisione pubblica per poter garantire la trasparenza. Oppure ripensare il ruolo del servizio pubblico come servizio universale, oppure, come terza via, attribuire il ruolo ad un solo soggetto che sia veicolatore di contenuti di servizio pubblico
16 febbraio 2012 Si insedia in Francia una Commissione sulla televisione connessa che permette all’utente di navigare sul web dal proprio televisore, consultare servizi annessi (meteo, programmi Tv …) grazie ai widgets che appaiono sullo schermo, accedere ai social network o ai servizi di video on-demand (VOD). Secondo il Presidente del CSA Michjel Boyon “ è un rischio” e la ragione sta nel fatto che “contribuisce alla frammentazione dell’audience” e “non contribuisce al finanziamento della creazione". L’istituzione di questa Commissione mette probabilmente la Francia al primo posto rispetto a tutti i Paesi europei e quasi certamente a quelli del mondo intero”, ha commentato con soddisfazione il presidente del CSA Michel Boyon. Sarà presieduta da Emmanuel Gabla e prevedrà cinque focus group: “Economia e concorrenza”, “Finanziamento della creazione”, “Protezione delle minoranze”, “Nuovi format pubblicitari” e “Sfide tecnologiche”. A luglio e ottobre si riunirà in seduta plenaria, successivamente una volta ogni tre mesi. Questa Commissione mira a raccogliere una vasta rappresentanza delle parti interessate, che decideranno a quali gruppi di lavoro partecipare. Ci saranno, tra gli altri, i broadcaster (Canal+, TF1, Arte, Bolloré, Groupe NRJ...), le associazioni dei consumatori (UFC-Que Choisir), Médiamétrie, l’Istituto nazionale dell’audiovisivo, la Società degli autori, compositori ed editori di musica (Sacem), l’Antitrust, operatori tlc, via cavo e l’industria (Syndicat des Industries des Matériels audiovisuels électriques).
16 febbraio 2012 Gli Stati Uniti mettono all’asta le frequenze radio pubbliche, utilizzate per canali televisivi, per creare reti wireless. Operazione con la quale il Congresso punta a raccogliere 25 miliardi di dollari. Le reti wireless serviranno a velocizzare le connessioni di smartphone, tablet e altri dispositivi mobile.
17 febbraio 2012 La Corte di Giustizia dell’Unione Europea dice No ai filtri sui social network. I social network non possono essere costretti a predisporre sistemi di filtraggio, riguardanti tutti i propri utenti, per prevenire la pirateria di opere audio-video. La Corte stabilisce con la sentenza che il gestore di un social network, come Facebook o Twitter, “non può essere costretto a predisporre un sistema di filtraggio generale, riguardante tutti i suoi utenti, per prevenire l’utilizzo illecito di opere musicali e audiovisive”. Secondo la Corte una simile imposizione non rispetterebbe il divieto di imporre a detto gestore un obbligo generale di sorveglianza, né l’esigenza di garantire il giusto equilibrio tra la tutela del diritto d’autore, da un lato, e la libertà d’impresa, il diritto alla protezione dei dati personali e la libertà di ricevere o comunicare informazioni, dall’altro.
17-23 febbraio 2012 Secondo dividendo digitale. La Conferenza mondiale sulle Radiocomunicazioni WRC 2012 ha trovato un accordo che autorizza i Paesi sottoscrittori ad assegnare un secondo dividendo digitale, ovvero una parte della banda a 700Mhz, attualmente utilizzata per servizi televisivi, agli operatori di telecomunicazione.
18 febbraio 2012 Ad un anno dalle proprie dimissioni, Papa Benedetto XVI crea 22 nuovi cardinali durante il suo quarto concistoro.
19 febbraio 2012 Svolta epocale per il futuro della Tv su internet. A partire da questa settimana Netflix e Hulu iniziano a lanciare le prime serie televisive in esclusiva per il web. Si tratta di una mossa tattica da parte delle due compagnie, che offrono un abbonamento per vedere film e documentari in streaming, che temono un possibile blocco del mercato degli show televisivi. Distribuendo serie nate per la rete e non presenti in televisione, le due società sperano di aumentare il numero di clienti disposti a pagare circa 10 dollari al mese (9,99 per Netflix, 7,99 per Hulu) per vedere film e serie tv online.
22 febbraio 2012. Agcom delibera n. 93/12/cons Piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre delle regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia (aree tecniche nn. 11, 14 e 15 )
22 febbraio 2012 La Comunidad Autónoma De Cataluña vara la Ley 2/2012, de 22 de febrero, de modificación de varias leyes en materia audiovisual. In particolare modifica la Legge 2 del 4 maggio 2000 - relativa al Consejo del Audiovisual de Cataluña, relativamente alla sua composizione e alla durata del mandato dei propri membri – e la Legge 11 dell’11 ottobre 2007, relativa alla governance della Corporación Catalana de Medios Audiovisuales
22 febbraio 2012 Il Parlamento francese ha definitivamente adottato la legge sulla digitalizzazione delle opere indisponibili del XX secolo, che consente di comprare anche su internet i libri ormai introvabili nelle biblioteche. Le nuove disposizioni mirano a rendere accessibile in formato digitale tutta la produzione letteraria del secolo scorso, ormai fuori dal commercio, che però non è ancora di dominio pubblico perché non sono passati 70 anni dalla morte degli autori. La legge prevede che la Biblioteca nazionale francese raccolga in una banca dati pubblica tutte queste opere, il cui sfruttamento sarà gestito dalla Società di raccolta e distribuzione dei diritti (Société de perception et de répartition des droits - SRPD), che garantirà, in modo equo, il giusto compenso agli editori e autori. “Attraverso questo testo ambizioso, dimostriamo che la diffusione delle opere su internet può farsi senza violare il diritto d’autore e senza contraffazione”, ha commentato con soddisfazione il Ministro della Cultura, Frédéric Mitterrand.
23 febbraio 2012 Ottava fiducia del Governo alla Camera sul ddl Milleproroghe 2012 con modifiche per l'approvazione definitiva in legge. Il testo è approvato definitivamente con 336 si 61 no e 13 astenuti (tutti deputati PdL). Tornano ad accordare la fiducia dopo essersi astenuti nell'ultimo voto Popolo e Territorio e Radicali del Pd facendo incrementare i voti a favore dell'esecutivo.
23 febbraio 2012. Nuova interfaccia faccia per i decoder My Sky HD consente anche la ricezione di contenuti broadband trasformando Sky in una piattaforma ibrida capace di connettersi alla banda larga, ricevere il segnale satellitare e, grazie alla Digital Key, di accedere anche all’offerta gratuita del digitale terrestre. Tante le novità introdotte dal nuovo sistema operativo di My Sky HD: una nuova interfaccia in Alta Definizione completamente ridisegnata nella grafica e nelle funzionalità, con una “mini-tv” integrata per non interrompere la visione dei programmi durante la navigazione. Ma anche un “motore di ricerca” esteso a tutta l’offerta e ai servizi Sky, con comandi semplificati e funzioni di ricerca più articolate; un comando “collega-serie” intuitivo ed immediato, per registrare dal primo all’ultimo episodio le proprie serie tv preferite; servizi interattivi che sfruttano al meglio le potenzialità dell’Alta Definizione. Inoltre il servizio “Parental control” è ancora più vicino alle esigenze dei genitori che, in qualsiasi momento, sono nelle condizioni di decidere ciò che i propri figli possono o non possono vedere. Il nuovo software, inoltre, attiva la porta Ethernet del decoder My Sky HD, predisponendolo alla ricezione di contenuti broadband e anticipando quindi le future modalità di fruizione che permetteranno all’utente di scegliere con sempre maggiore libertà cosa vedere e quando vederlo.
27 febbraio 2012 Google punta alle licenze USA della Tv via cavo. Parte la sfida a Time Warner Cable e Comcast. Entro pochi mesi il lancio dei primi servizi pay-tv in Kansas e Missouri. Dopo un inizio non proprio brillante e un passaggio intermedio di ridefinizione, la Google TV 2.0 sembra pronta per un lancio sul mercato americano più deciso e promettente. I miglioramenti apportati al sistema operativo Android (3.1) e l'accesso application market hanno consentito a Montain View di offrire al consumatore una televisione interattiva più funzionale ed adatta all’ambiente domestico in via di digitalizzazione. Il motore di ricerca più popolare al mondo continua a investire risorse sulla sua piattaforma televisiva e punta sui servizi di video online e pay-tv via cavo. Secondo quanto riportato da Hollywood Reporter, Google sta cercando di espandere il suo mercato nelle regioni occidentali degli Stati Uniti, con nuovi canali a pagamento, mentre è di qualche settimana fa l’annuncio della Sony Corporation di portare la Google Tv in Canada entro l’estate del 2012. La tv via cavo è ancora la piattaforma a pagamento più seguita negli USA e Google ha intenzione di posizionarsi anche su questo mercato. “Presto la Google TV sarà accessibile in Kansas e Missouri a partire dall’area di Kansas City – hanno affermato Carlos Kirjner e Craig Moffett, due analisti di Sanfrod C. Bernestein – e degli accordi con grandi fornitori di contenuti e servizi sono già in corso”. Per il Wall Street Journal, entro due mesi la Google TV sarà già operativa.
1 marzo 2012 Passa al Senato con voto di fiducia il DDL sulle liberalizzazioni con 237 si 33 no e 2 astenuti. Tra le misure più importanti il pagamento dell'IMU sulle attività commerciali della Chiesa, la nascita della nuova Autorità di regolazione dei trasporti che si occuperà di metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni e la separazione tra Eni e Snam Rete Gas. Per protesta contro un emendamento PD che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito l'intero comitato di presidenza dell'Associazione bancaria italiana si dimette.
1º marzo 2012 La Serbia ottiene lo status di paese candidato per diventare membro dell'Unione europea. Con questa risoluzione a favore di Belgrado, solo Albania, Bosnia Erzegovina e Kosovo sono gli ultimi stati dei Balcani Occidentali a restare fuori dallo status di paese candidato.
2 marzo 2012 Salta il beauty contest Viene approvato il decreto-legge, n. 16, poi convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, il cui articolo 3- quinquies, nell’introdurre misure urgenti per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, configura una nuova distribuzione del dividendo digitale che avverrà con un’asta che sostituirà il beauty contest, ridefinendo il quadro in coerenza con il nuovo scenario che si aprirà a seguito del riassetto e della razionalizzazione dell’uso delle frequenze prefigurati nella Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni di Ginevra del febbraio del corrente anno (WRC-2012).
4 marzo 2012 Vladimir Putin viene rieletto Presidente in Russia.
8 marzo 2012 Piattaforme emergenti All’esito della fase istruttoria, il quadro complessivamente emerso presenta secondo AGCOM importanti novità che hanno portato a confermare la valutazione già espressa nella delibera n. 665/09/CONS per la televisione digitale terrestre e satellitare e a ritenere che, allo stato attuale, non possano più essere considerate come emergenti le piattaforme trasmissive della TV su IP (nella quale sono state fatte rientrare l’IPTV, la webtv e l’OTT-TV), della televisione via rete mobile (GSM/GPRS/UMTS/HSDPA/LTE) e della televisione via rete DVB-H, valutazione che è stata sottoposta a consultazione pubblica con delibera n. 103/12/CONS dell’8 marzo 2012.
13 marzo 2012 Dopo 244 anni dalla sua prima pubblicazione, l'Enciclopedia Britannica sarà disponibile solo online.
15 marzo 2012 La delibera n. 131/12/CONS del 15 marzo 2012, recante “Approvazione definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro” conclude il processo di revisione, integrazione e aggiornamento della delibera n. 8/99 del 9 marzo 1999, iniziato con la consultazione pubblica indetta con delibera n. 302/10/CONS del 24 giugno 2010, alla luce del disposto dell’articolo 32-ter del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, introdotto dal decreto legislativo n. 44/2010, di recepimento dell’art. 14 della direttiva sui servizi di media audiovisivi 2007/65/CE, ora 2010/13/UE. Tale articolo 32-ter attribuisce all’Autorità il compito di compilare una lista degli eventi, nazionali e non, considerati di particolare rilevanza per la società di cui è assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro, determinando altresì se le trasmissioni televisive di tali eventi debbano essere in diretta o in differita, in forma integrale ovvero parziale. La ratio del citato articolo è che sia garantita a una parte consistente del pubblico italiano la visione degli eventi di particolare rilevanza su canali televisivi gratuiti accessibili alla maggior parte della popolazione, senza costi supplementari per l’acquisto di impianti tecnici. In tal modo è impedita la trasmissione solo in forma codificata degli eventi inseriti nella lista e la conseguente frustrazione della finalità della norma. Per esser considerato “di particolare rilevanza per la società” un evento deve rispondere ad almeno due dei seguenti quattro criteri individuati dalla Commissione europea a) l’evento e i suoi esiti godono di risonanza speciale e generalizzata in Italia e interessano anche altre persone oltre a quelle che normalmente seguono il tipo di evento in questione; b) l’evento gode da parte della popolazione di un riconoscimento generalizzato, riveste una particolare importanza culturale ed è un catalizzatore dell’identità culturale italiana; c) l’evento coinvolge la squadra nazionale di una determinata disciplina sportiva in un torneo internazionale di grande rilievo; d) l’evento è stato tradizionalmente trasmesso sulla televisione non a pagamento e ha raccolto un ampio pubblico di telespettatori in Italia. Considerata la derivazione comunitaria delle misure che gli Stati membri pongono in essere per dare attuazione alla materia in questione, le liste nazionali, una volta approvate nel contenuto, devono essere sottoposte alla valutazione del Comitato di contatto presso la Commissione europea, che riunisce nel suo consesso rappresentanti di tutti gli Stati membri per le materie coperte dalla citata direttiva e che ha tre mesi di tempo decorrenti dalla notifica del provvedimento per esprimere il proprio parere sulla compatibilità con il diritto dell’Unione europea delle misure adottate dagli Stati membri. A tale verifica di compatibilità col diritto comunitario è altresì subordinata l’opponibilità delle liste nazionali alle emittenti stabilite in altri Stati membri. Il Consiglio dell’Autorità ha definitivamente adottato le misure sottoposte alla Commissione europea con la delibera n. 131/12/CONS, recante “Approvazione definitiva della lista degli eventi di grande rilevanza di cui è assicurata la trasmissione su palinsesti in chiaro”, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1° settembre 2012. la cui entrata in vigore è prevista per il 1° settembre 2012.
15 marzo 2012 Il Consiglio dell’Autorità approva la delibera n. 130/12/CONS pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 86 del 12 aprile 2012. Avvio di una indagine conoscitiva propedeutica alla definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. I quesiti proposti nell’indagine riguardano, in particolare, i mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in generale, alla programmazione televisiva. Il termine per far pervenire le informazioni da parte dei soggetti interessati è stato fissato in 30 giorni decorrenti dalla pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale.
23 marzo 2012 Il Consiglio dei Ministri approva salvo intese dopo numerosi tavoli di incontro con le parti sociali il disegno di legge contenente la riforma del mercato del lavoro. Tra le novità introdotte ci sono nuovi ammortizzatori sociali, la valorizzazione dell'apprendistato e alcune misure mirate all'occupazione giovanile. Duramente criticata la proposta di modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che in caso di licenziamento per motivi economici prevede per il lavoratore esclusivamente la possibilità di indennizzo, senza possibilità di reintegro. Il 5 aprile il Governo annulla la modifica come chiesto espressamente da CGIL, CISL, UGL e dal Partito Democratico.
28 marzo 2012 Scade il Consiglio di amministrazione Rai dopo aver approvato il bilancio
31 marzo 2012 Nel Regno Unito cresce rapidamente la diffusione delle piattaforme OTT TV a pagamento: LoveFilm ha conquistato 2,5 milioni di utenti mentre Netflix ne ha 1,2 milioni. Sono ormai a tutti gli effetti concorrenti di BSkyB, la piattaforma leader con 6,7 milioni
2 aprile 2012 Da settembre Sony commercializzerà in Francia Google Tv’, ovvero due dispositivi dotati di sistema operativo Android Il primo si presenta come un semplice decoder Google Box’ e sarà venduto a 200 euro il secondo integrerà in più un lettore Blu-ray al prezzo di 300 euro. E’ la prima volta che la soluzione di Google, lanciata a ottobre 2010 negli USA e rivisitata lo scorso anno, sarà disponibile anche in Francia. Dovrebbe essere lanciata pure in diversi Paesi dell’Europa occidentale, come Regno Unito , Germania o Spagna. I due decoder daranno accesso, attraverso il bottone menu dell’apposito telecomando, a ‘Google Play Store’, la nuova piattaforma di Google che raggruppa tutte le offerte di contenuti del gigante di internet. In primo luogo una serie di applicazioni concepite appunto per la televisione.
3 aprile 2012 Tv ibrida: Eutelsat lancia in Germania i primi servizi con standard HbbTV KabelKiosk Choice basato sullo standard HbbTV, che consente di mettere insieme la ricezione dei canali televisivi tradizionali e l’accesso a un’offerta arricchita di servizi e contenuti online porterà nelle case con Tv via cavo la Tv tradizionale e i contenuti web-based. Il lancio di questo nuovo servizio è una tappa fondamentale nello sviluppo della piattaforma KabelKiosk, il cui ruolo fino a oggi è stato quello di aggregare un’offerta attrattiva di programmi Tv per alimentare le reti indipendenti via cavo e via Adsl in Germania. KabelKiosk Choice rappresenta oggi per gli operatori di rete, i broadcaster e i fornitori di contenuti tedeschi, uno spazio privilegiato che consente di accrescere il parco clienti e generare nuove entrate con offerte più ricche da fruire sulla connected Tv. KabelKiosk Choice include servizi di video-on demand, catch-up TV, accesso ai portali di notizie e informazioni locali. Gli utenti accedono attraverso un set-top box o una Tv connessa che supporta lo standard HbbTV. La società è già al lavoro per offrire anche una soluzione che consentirà di portare il servizio su tablet e smartphone. KabelKiosk Choice verrà commercializzato in modalità white label, permettendo così ai player di offrire il servizio col proprio marchio. Questi possono anche confezionare una propria offerta con notizie locali, feeds RSS, video e promozioni. Grazie a un Content Management System integrato, i player potranno facilmente aggiornare i contenuti e le applicazioni. Partner storico dei broadcaster di Tv lineare, oggi Eutelksat ha l’ambizione di giocare, attraverso la convergenza tra Tv tradizionale e contenuti distribuiti online, il ruolo di catalizzare che ha avuto fin dall’arrivo della Tv digitale”.“Il servizio KabelKiosk Choice è il primo di una nuova generazione di soluzioni ibride che svilupperemo su tutti i nostri mercati per offrire a broadcaster, fornitori di contenuti e operatori di rete nuovi spazi che associano il satellite e le reti terrestri e consentiranno di far aumentare la loro audience”.
3 aprile 2012 Secondo il Wall Street Journal Google si prepara a lanciare sul mercato prima dell’estate un proprio tablet (prodotto da terzi). Il dispositivo dovrebbe essere venduto esclusivamente su internet, in modo da poter avviare una strategia aggressiva sul versante del prezzo, che dovrebbe essere inferiore ai 200 dollari. Google potrebbe così entrare in diretta concorrenza con l’iPad di Apple e con il Kindle Fire di Amazon, venduto a 199 dollari. Questa operazione è volta a promuovere il sistema operativo di Google, Android, che ha ancora difficoltà a competere con Apple nelle vendite di tablet. Google procede anche con la propria strategia per il mercato degli smartphone, dove ha lanciato la propria gamma di telefonini, ‘Nexus’.
3 aprile 2012 Mediaset cede la propria quota nella società olandese di forma televisivi Endemol acquisita nel 2007. L'incasso per la quota, inserita nel bilancio 2011 tra i titoli disponibili per la vendita, dovrebbe essere pari a circa 72 milioni di euro.
4 aprile 2012 DAB sperimentale nella Provincia di Trento. Sulla base della disponibilità di risorse destinate al servizio di radiodiffusione radiofonica in tecnica digitale dalla Conferenza di Ginevra 2006, unitamente alla valutazione delle frequenze utilizzabili in banda III-VHF, a seguito dell’avvenuta conversione del sistema televisivo in tecnica digitale, AGCOM approva delibera n. 180/12/cons “Piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per il Servizio radiofonico digitale nella regione del Trentino Alto Adige. Progetto pilota nella provincia autonoma di Trento”
5 aprile 2012 Travolto dagli scandali che colpiscono il figlio Renzo Rosy Mauro e il cosiddetto Cerchio Magico, Umberto Bossi rassegna le dimissioni da segretario nazionale della Lega Nord. Al posto di Bossi un triumvirato, composto da Roberto Maroni, Manuela Dal Lago e Roberto Calderoli, che guideranno la Lega fino al prossimo congresso
16 aprile 2012 Il Governo Monti approva il disegno di legge contenente la riforma del catasto, interventi sui rapporti tra fisco e contribuente e la revisione della tassazione in funzione della crescita
17 aprile 2012 Un emendamento approvato al Senato sostituisce il Beauty Contest con una gara per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digital e Rai, Mediaset e H3G potranno usare le frequenze DVB-H, acquistate per i servizi di Tv mobile, per la trasmissione di programmi televisivi su digitale terrestre in DVB-T. Ma rimane il limite antitrust di 5 multiplex per ogni soggetto e il principio della separazione societaria. su proposta del Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, ha approvato la presentazione di un emendamento parlamentare al decreto di semplificazione fiscale contenente le misure per l’annullamento della procedura di gara per l'assegnazione gratuita delle frequenze derivanti dal cosiddetto dividendo digitale. Con questa decisione - che tiene conto di diversi Ordini del giorno approvati dalla Camera e del mutato contesto economico-sociale rispetto a quando il beauty contest era stato avviato - il governo intende valorizzare economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre al consolidamento dell'industria televisiva e allo sviluppo del comparto TLC. Si pongono così anche le basi, si legge nel comunicato stampa, per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta contro l’Italia e si creano le condizioni per aumentare ulteriormente il pluralismo, la trasparenza e l'apertura del mercato. Nella relazione tecnica all’emendamento si legge che la norma che introduce l’asta per le frequenze tv è “idonea ad assicurare l’acquisizione di un introito per il pubblico erario al momento non compiutamente quantificabile e comunque molto rilevante”. “Ulteriori prevedibili nuove o maggiori entrate - prosegue la relazione tecnica all’emendamento del governo sulle frequenze tv - potranno derivare dalle successive procedure di gara riguardanti le frequenze che saranno destinate ad usi di telecomunicazione e dal previsto riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive”. Non sono previsti oneri nuovi per la gestione della gara e anche per “gli indennizzi” previsti per i partecipanti alla procedura di gara prima sospesa e poi annullata le risorse saranno recuperate dagli introiti della stessa gara. I singoli lotti messi a gara saranno composti da reti di più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione. Alcune di queste frequenze, posizionate sopra la banda 700, saranno assegnate per un periodo di tempo più limitato in quanto, coerentemente con le future decisioni comunitarie, potranno essere destinate a servizi diversi da quelli televisivi e dunque riassegnate, tramite ulteriori aste, a operatori TLC. I lotti di frequenze saranno assegnati tramite aste a titolo oneroso. Il bando della prima asta sarà emanato dal MiSE entro i prossimi 120 giorni e sarà basato su regole stilate dall’Agcom, sentiti i competenti uffici della Commissione Ue. Con questo sistema di assegnazione, lo spettro nazionale sarà maggiormente valorizzato e sfruttato in maniera più efficace, consentendo l'adozione delle più avanzate tecnologie trasmissive presenti sul mercato. Le regole della gara dovranno, quindi, essere elaborate dall’Agcom, sentiti i competenti Uffici della UE e attenendosi ai seguenti criteri e principi direttivi:
• Aggiudicazione all’offerta economica più elevata, anche mediante rilanci competitivi;
• Partecipazione alla gara riservata agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete, che dovranno consentire l’accesso ai fornitori di programmi a condizioni eque e non discriminatorie. In questo modo sarà più facile e meno oneroso accedere al mercato televisivo;
• Fissazione dei criteri e delle priorità per favorire i fornitori di programmi nuovi entranti e l’innovazione tecnologica;
• Composizione ottimale dei diversi lotti messi a gara e modulazione della durata dei diritti d’uso delle singole frequenze, così da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze secondo la disciplina dello spettro radio stabilita dalla Commissione europea e dagli organismi internazionali competenti, con particolare riguardo agli obiettivi della agenda digitale nazionale ed europea.
L’Autorità e il Ministero dovranno adottare ogni azione utile a garantire la concorrenza, l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio, in riferimento anche agli indirizzi dettati dalla Conferenza mondiale di Ginevra 2012 e dall’Unione Europea nell’ambito degli obbiettivi dell’agenda digitale. In questo modo il sistema trasmissivo nazionale potrà rispondere efficacemente ai crescenti bisogni di banda larga e di comunicazione tramite la rete. Si prevede entro la fine del 2012 il riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive, che saranno progressivamente applicati per favorire l’ottimale utilizzo delle frequenze. Vengono previste misure atte a favorire l’introduzione di nuovi standard televisivi DVB-T2, MPEG4 e successive evoluzioni, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità e la qualità della trasmissione televisiva. Per questo motivo, a partire dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter essere commercializzate. Gli standard DVB-T2 e MPEG-4 necessitano inoltre di un numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una quantità più ampia e avanzata di contenuti. Sono abrogati gli attuali riferimenti di legge alle parti della delibera n. 181/09 dell’Autorità incompatibili con la nuova disciplina, fermi restando i limiti di concentrazione previsti dalla medesima direttiva per ciascun operatore. Di conseguenza viene annullato il bando che ha indetto la gara beauty contest, rinviando a un decreto interministeriale la definizione dei criteri e delle modalità per l’attribuzione di un indennizzo ai partecipanti.
20 aprile 2012 Il governo Rajoy approva il Real Decreto-ley 15/2012, de 20 de abril, de modificación del régimen de administración de la Corporación RTVE, previsto en la Ley 17/2006, de 5 de junio che modifica le modalità di elezione del presidente che in seconda votazione può essere scelto dal Parlamento con maggioranza semplice.
Il provvedimento prevede anche la riduzione del numero dei membri del Consiglio di Amministrazione che possono essere eletti dai soli membri della maggioranza governativa: in questo modo il PSOE rimane fuori dal CdA e viene ridotta la presenza dei sindacati
22 Aprile - 6 maggio 2012 Decima elezione presidenziale in Francia. Il socialista Francois Hollande leggermente in testa già al primo turno, sconfigge al secondo turno con il 51,62% il presidente uscente il gollista Nicolas Sarkozy. Notevole l’affermazione di Marine Le Pen figlia del leader storico del Front National Jean Marie Le Pen che conquista il 17,9% distanziando largamente il leader del Front de Gauche Jean Luc Mélenchon, fermo all11,10%. Deludente il risultato del centrista del Movimento Democratico Francois Bayrou in calo al 9,13%. In forte calo il candidato dei verdi Eva Joly (2,31%), il moderato Nicolas Dupont Aignan (1,79%) e i due candidati trotzkisti Philippe Poutou (1,15%) e Nathalie Arthaud (0,56%) e il moderato Jacques Cheminade (0,25%)
26 aprile 2012 Viene approvata la legge 44 recante: «Disposizioni urgenti in materia di
semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento.». All’Art. 3-quinquies “Misure urgenti per l'uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio ed in materia di contributi per l'utilizzo delle frequenze televisive” prescrive che “A partire dal 1° gennaio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi
radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4. A partire dal 1° luglio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell'ambito
dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). A detta di numerosi esperti l’obbligo della codifica Mpeg4 a partire dal gennaio 2015 non permette di ottimizzare l’efficienza delle reti e, dunque, di avviare una seria transizione del digitale terrestre verso l’HD e di quello satellitare verso l’UHD.
2 maggio 2012 Una versione de L'urlo di Edvard Munch realizzata in pastello viene venduta all'asta a New York per la cifra di 120 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record mondiale per un'opera d'arte venduta all'asta
6 maggio 2012 Elezioni anticipate in Grecia (completare)
L’intermezzo dalla seconda alla terza Repubblica. La crisi della televisione commerciale, l’egemonia di Murdoch e la Rai dei banchieri (2012)
Dalla tv domestica familiare al nomadismo mediatico personalizzato
La terza crisi delle risorse audiovisive a partire dal 2008-2009 negli ultimi vent’anni , dopo quella della guerra del Golfo all’inizio degli anni Novanta e quella della bolla speculativa d’inizio millennio, segna la fine di un ciclo, quella strutturale delle risorse e delle fonti tradizionali dei media che contribuiscono peraltro ad assorbire ancora la maggior parte del tempo degli utenti: libri, carta stampata quotidiana e periodica, radio e televisione in chiaro. Resiste solo ma con netto rallentamento la televisione a pagamento. Il canone subisce meno la crisi, la pubblicità è quella che la subisce maggiormente, rallenta il pagamento spontaneo. Tutto ciò rende il sistema dei media tradizionali molto vulnerabile.
Si è aperto un nuovo ciclo sebbene generi ancora pochissime risorse, inaugura la stagione dei nuovi media con al centro la fruizione in rete attraverso Internet con contenuti fruibili ovunque in qualsiasi momento e su una molteplicità di nuovi terminali fissi e mobili. Ma anche attraverso una miriade di applicazioni disponibili sui media nomadi (smartphone, tablet) che nei mercati più avanzati sembrano intaccare decisamente il consumo televisivo e persino quello tradizionale sul web. Dopo aver surclassato la navigazione internet da Pc, l’uso delle app mobili comincia a minacciare anche la Tv. Lo dice la società di analisi Flurry, secondo cui gli americani trascorrono 127 minuti al giorno sulle app dei loro dispositivi mobili, rispetto ai 94 minuti di un anno fa. Allo stesso tempo, la navigazione web da desktop è scesa del 2,4% da 72 a 70 minuti. I consumatori Usa, insomma, passano sulle app il doppio del tempo trascorso a navigare il web. Una passione, quella per le app, che inizia a intaccare anche quella per la Tv: secondo l’analisi di Flurry sui dati del Bureau of Labor Statistics, infatti, l’americano medio trascorre davanti alla Tv 168 minuti al giorno. Tra le app più utilizzate vi sono i giochi, ma con una quota di mercato leggermente inferiore rispetto allo scorso anno. Crescono invece le app di intrattenimento e quelle di utilità, che guadagnano terreno anche sui social network. Nel 2011, i giochi catalizzavano il 50% del tempo trascorso sulle mobile app mentre i social network stavano al 30%. In un anno la percentuale dei giochi è scesa al 43% e quella dei social network al 26%.
La tv generalista diventa sempre meno interessante per gli inserzionisti potendo gli utenti evitare di fruire della pubblicità attraverso appositi dispositivi nel proprio televisore. La raccolta pubblicitaria tradizionale sulle televisioni è del resto minacciata da nuove modalità di finanziamento quali Il product placement che consente di promuovere il prodotto inserendolo nella narrativa di una fiction o di un prodotto televisivo o le branded tv series, ovvero da imprese che producono fiction seriale e la offrono gratuitamente ai broadcaster. Il messaggio pubblicitario su media lineari interessa sempre di meno. Quello su media interattivi attraverso Internet invece consente di acquistare subito un prodotto appena pubblicizzato attraverso il commercio elettronico.
Anche la pay tv in Italia ha raggiunto la situazione di maturità e non avrà più margini di espansione come quelli avvenuti nell’ultimo decennio. L’accesso a servizi a richiesta con pagamento a consumo è infatti molto più flessibile rispetto a pagamenti rigidi ad offerte lineari. Prova ne sia il successo di Netflix, pioniere dei servizi di video on-demand in streaming, che nel 2012 ha acquistato i diritti esclusivi per trasmettere i film Disney. Una decisione che ha messo in stato d’allarme il mercato dell’audiovisivo statunitense. La maggiore preoccupazione viene canale a pagamento Starz, che negli Usa detiene i diritti per i film Disney (tra cui i film di animazione della Pixar e immagini dei super eroi Marvel), sino al 2016. A partire dal 2016, infatti, Netflix offrirà, per tre anni, ai propri abbonati, in esclusiva, i film di Disney, Pixar e Marvel, dopo solo 7-9 mesi la loro uscita al cinema, anche prima dei canali premium. Il servizio sarà disponibile su diverse piattaforme: tv, pc, tablet, smartphone. E’ la prima volta che uno studios del calibro di Disney volta le spalle ai canali premium come HBO (Time Warner) o Starz (Liberty Media Corp). Un’ulteriore conferma che ormai gli investimenti vanno in direzione del consumo di contenuti on-demand. Un trend che inquieta i canali televisivi a pagamento.
L’incognita maggiore appare legata alla tassazione dei profitti raccolti dai grandi aggregatori di contenuti. I 500 milioni di euro che secondo stime sarebbero stati raccolti nel2012 sul mercato italiano verranno fatturati in Irlanda e come tali escono dal sistema italiano creando un’ulteriore incognita. Creare nuovi contenuti più adatti ad internet assicurando che essi possano creare ricchezza e quindi anche ridistribuzione attraverso l’imposizione fiscale nei mercati in cui essi vengono fruiti diventa la missione che si apre. I nuovi legami sociali sui media partecipativi (social network) aprono un campo inedito per il mercato editoriale dei contenuti
Come emerge dal rapporto 2012 di It Media “Il panorama audiovisivo è in trasformazione, in seguito alla concorrenza derivante dai nuovi operatori Over-the-Top come Netflix, che nel 2012 ha proseguito la propria espansione internazionale lanciando i propri servizi in Regno Unito e Irlanda. Le offerte OTT come quelle di LoveFilm (di Amazon), Blinkbox (di Tesco) o YouView (il servizio di connected TV capeggiato da BBC), solo per limitarsi al mercato inglese, pongono grandi sfide agli operatori TV tradizionali, che sono indotti ad entrare nel mercato online. Per citare qualche caso: Sky Now TV, Iplayer, Premium Play, Sky on Demand. Le iniziative hanno natura difensiva, ma possono contribuire a costruire un servizio più ampio, migliore e completo ai propri abbonati, che in tal modo superano la tentazione di disdire l’abbonamento (cord-cutting). L’ingresso nel segmento OTT permette a broadcaster e operatori pay-TV di valorizzare i servizi esistenti fornendo nuovi modi per accedere ai contenuti, accrescendo la gamma dell’offerta ed estendendo la propria influenza sui nuovi media, oltre che generare nuove fonti di ricavi. Nei 5 maggiori Paesi il 48% dei consumatori dichiara di aver visto un film o uno spettacolo TV via internet. Il PC è il terminale preferito per lo streaming video (68%), seguito da connected TV e lettori Blu-ray connessi (20%). Per questo motivo gli operatori TV guardano agli schermi secondari come smartphone e specialmente tablet, per consolidare il rapporto con gli spettatori e migliorare il loro coinvolgimento nell’esperienza televisiva. Essi cercano inoltre un posizionamento tra i business model emergenti in seguito alla diffusione di tali dispositivi. Gli schermi secondari offrono un elevato grado di personalizzazione, attivando contatti e raccomandazioni su programmi e contenuti. Per gli operatori TV rappresentano un’opportunità per nuove fonti di ricavo (pay o pubblicità) e per ampliare il concetto di prime time. Si passa molto più tempo a guardare la TV di quanto si passi online (4 ore contro 15 min al giorno). Ma l’esplosione dei social media e la rapida adozione di dispositivi connessi minacciano la capacità dei broadcaster di trattenere e coinvolgere gli spettatori. Il tempo trascorso su Facebook non è necessariamente sottratto alla TV. Ma sempre più consumatori, mentre guardano lo schermo TV, si concentrano su dispositivi portatili (smartphone, tablets ..). La misurazione di queste attività parallele nella rilevazione degli ascolti rischia di essere dirompente per broadcaster e inserzionisti. I consumatori usano dispositivi diversi per esigenze diverse: smart TV per la catch-up TV, smartphone e tablet per attività svolte individualmente, come social media. Ma lo sviluppo di app “Social” per schermi secondari – es. Zeebox – che aumentano il coinvolgimento degli spettatori TV potrebbe cambiare in futuro le abitudini degli utenti. L’uso simultaneo di più schermi crea opportunità per tutti gli operatori: sfruttando il successo dei social media e dei dispositivi secondari connessi, si creano esperienze che migliorano, più che distogliere, la visione TV. Se non è più un segreto che l’online sta cambiando la TV, è ancor vero che la fruizione della TV tradizionale ricoprirà ancora un ruolo importante. Il futuro della TV è dunque interattivo e Internet sta spingendo le vecchie piattaforme televisive ad adeguarsi. In definitiva, secondo quanto emerge dal rapporto ITMedia Consulting, la televisione continua ad essere attraente e centrale nell’utilizzo del tempo libero e nelle preferenze dei consumatori ma non è più monolitica e portatrice di modelli unici e consolidati (broadcasting). Personalizzazione, immediatezza e ubiquità sono le condizioni che garantiranno alla TV di continuare a essere attraente e competitiva nell’accesso privilegiato alle informazioni e nell’utilizzo del tempo libero.
6-7 Maggio 2012 Si svolge il primo turno delle elezioni amministrative in Italia. Segnano la crescita della frammentazione del sistema politico con un tracollo del PDL (precipitato al 11,58%) e della Lega (2,71%), un drastico ridimensionamento del Terzo Polo e una tenuta del PD (che da solo conquista il 16,29%). Cresce il malcontento con l’astensione, l’affermazione a sinistra di candidati dissidenti come Leoluca Orlando a Palermo il vendoliano Marco Doria a Genova che sfiorano la vittoria al primo turno con il 47,42% e il 48,31%)), il leghista maroniano Flavio Tosi a Verona (eletto al primo turno con il 57,35%) e l’affermazione del Movimento 5 stelle, terzo partito con il 6,9%, davanti a UDC (4,96%), Italia dei Valori(4,47%), Sinistra Ecologia e Libertà (3,07%) e Lega (2,71%), Movimento per le Autonomie (2,13%), Futuro e Libertà per l’Italia (1,89%), Federazione della Sinistra (1,2%), Alleanza per l’Italia (0,83%), Partito Socialista Italiano (0,80%), Alleanza di Centro (0,47%), La Destra (0,42%) e Federazione dei Verdi (0,27%). Complessivamente la voce altri (liste civiche, liste dei candidati a sindaco apparentate ai tre principali schieramenti, liste dissidenti e altre formazioni minori) rappresentano ben il 42% dei voti espressi.
7 Maggio 2012 Per uniformare la pianificazione di dettaglio delle risorse da destinare alle emittenti locali nelle aree già transitate al digitale prima del 2011 ai dettami della normativa sopra evidenziata AGCOM approva Delibera n. 265/12/cons Revisione del piano di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre nelle regioni Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio e Campania, aree transitate al digitale prima dell’anno 2011
9 maggio 2012 Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal DDL "salva Italia" Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col parlamento Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA. L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista e editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese.
11 maggio 2012 Il Consiglio dei Ministri approva il DDL sull'editoria.
15 maggio 2012 Si dimette dal Governo il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Andrea Zoppini indagato dalla Procura di Verbania per frode fiscale e dichiarazione fraudolenta che avrebbe fornito il suo aiuto ad alcuni imprenditori del novarese per realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Zoppini è stato il secondo esponente a dimettersi dal Governo dopo l'ex Sottosegretario all'Editoria Carlo Malinconico.
16 maggio 2012 Il Consiglio dei Ministri vara la nuova riforma di riordino della Protezione Civile.
16 maggio 2012 Si insedia in Francia il primo governo di Jean Marc Ayrault in seguiito alla vittoria di Francosi Hollande alle elezioni Presidenziali. Ministro degli esteri diventa Laurent Fabius. Ministro delle Fiannze, dell’ecomnomia e del commercio estero Pierre Moscovici. Ministro dell’interno Manuel Valls. Ministro della cultura e della comunicazione Aurélie Filippetti. Rimarrà in carica sino al 18 giugno 2012
20- 21 maggio 2012 Al ballottaggio delle elezioni amministrative Il PD conquista numerosi comuni strappando al centrodestra fra le altre le città di Como e Monza. La legga perde sette comuni su sette. Il Centrosinistra batte il centrodestra quindici a sei. Sebbene al primo turno largamente distanziato dal rappresentante del PD fermo al 19,5% contro il 39,2% il candidato del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti conquista a sorpresa il municipio di Parma con oltre il 60% dei voti.
22 maggio 2012 Nuovo ingresso nel Governo: il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) Gianni De Gennaro è nominato nuovo Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai Servizi Segreti e alla sicurezza della Repubblica. Il nuovo direttore del DIS che succede a De Gennaro sarà l'ambasciatore Giampiero Massolo, già Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri
23 maggio 2012 Il Consiglio dei Ministri approva il DDL sugli esodati che riguarderebbe secondo i tecnici del Ministero del Lavoro 65 mila persona mentre secondo precedenti stime dell'INPS il numero sarebbe stato pari a 130 mila persone. Il Ministro Fornero ribadisce che nonostante gli sforzi del Governo la copertura non potrà essere per tutti.
23-24 maggio - 16-17 giugno 2012 Si svolgono le elezioni presidenziali egiziane. Nell’occasione i militari annunciano la fine dello stato di emergenza in vigore dal 1981, dopo la morte di Sadat. In testa sin dal primo turno con il 24,74% il candidato del Partito della Libertà e della Giustizia espressione della Fratellanza Musulmana Mohammed Morsi vince il ballottaggio sconfiggendo di misura con il 51, 87% l’ultimo primo ministro di Mubarak Ahmed Chafiq che conquista il 23,66% e il 48,27%. Sono rimasti esclusi dal ballottaggio Abdel Moneim Abou El-Fotouh, fermo al 17,47%, Amr Moussa, all’11,13%e altri otto candidati minori
24 maggio 2012 Il Consiglio dei Ministri approva il ddl di revisione del Patto di bilancio europeo.
30 maggio 2012 A seguito del terremoto dell'Emilia del 20 e 29 maggio il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge che istituisce lo stato di emergenza, il rinvio a settembre dei versamenti fiscali, l'aumento di 2 centesimi di euro dell'accisa sulla benzina, la deroga al patto di stabilità per i comuni interessati. Viene inoltre previsto che siano devoluti in favore delle popolazioni colpite i ricavi del taglio del 50% ai rimborsi dei partiti. Commissario del Governo delegato alla ricostruzione viene nominato Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna.
Giugno 2012 Nasce Chili Tv dda uno spin off di FASTWEB nel Giugno 2012 dopo aver sviluppato la prima piattaforma IPTV al mondo ed una grande passione per l’innovazione è la prima azienda italiana a fornire servizi video OTT configurandosi come uno dei principali player nel mercato della distribuzione digitale di film e contenuti e come un partner tecnologico altamente specializzato nello sviluppo e nella gestione di piattaforme audio video CHILI è controllata dai manager fondatori. Partecipano al capitale Fastweb e Antares Private Equity la holding di Stefano Romiti, Guido Vesin e Mario Bongiorni. CHILI è Socio Sostenitore di FAPAV la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali allo scopo di proteggere la Proprietà Intellettuale, il Diritto d’Autore ed i diritti connessi e quindi per contrastare tutte le forme di illecita duplicazione di opere cinematografiche e audiovisive, con finalità di tutela dei propri Associati e dell’intero settore audiovisivo. CHILI è disponibile su Smart TV, Smart Blu-Ray, Smart Home Theatre, Smartkey TV, PC, Mac, Tablet, Smartphone e Kindle Fire e Fire HD
2 giugno 2012 Mubarak viene condannato all’ergastolo per complicità nell'uccisione di dimostranti nelle manifestazioni di inizio 2011.
6 giugno 2012 Il Parlamento nomina i quattro commissari dell’Autorità Garante per le Comunicazioni: sono Maurizio Decina (pd) Antonio Martusciello (pdl), antonio posteraro (udc) e Antonio Preto (pdl). Due giorni dopo il presidente del consiglio Monti indica l’economista bocconiano Angelo Marcello Cardani come presidente
8 giugno 2012 A sorpresa il Presidente del Consiglio Monti indica la vice direttore della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola come Presidente del CdA Rai in sostituzione di Paolo Garimberti. Rappresentante indicato dal Tesoro è l’economista delle finanze Marco Pinto. Come DG Monti propone il banchiere Luigi Gubitosi già manager di Bank of America Merril Lynch. Formalmente dovrebbe essere designato dal CdA di concerto con l’azionista, ovvero con il Tesoro. L’obiettivo di Monti è varare una riforma della governance del servizio pubblico.
10 – 17 giugno 2012 In Francia si svolgono le elezioni per la Quattordicesima Legislatura della Quinta Repubblica . Vincono i socialisti che con il 29,35% al primo turno conquistano 302 seggi all’Assemblea Nazionale precedendo l’Union pour un mouvement populaire (UMP) che con il 27,12% al primo turno ne conquistano 203. Terza forza politica rimane il Front National di Marine de Pen con il 13,5% al primo turno ma che riesce a conquistare solo due seggi in ballottaggio. Quarta forza il Front de Gauche che fuori dalla Maggioranza presidenziale, con il 6,91% al primo turno riesce a conquistare 10 seggi nei ballottaggi mentre in seno alla maggioranza presidenziale Europe Ecologie Les Verts che con il 5,46% conquista 18 seggi, il Partito Radicale di sinistra conquista 13 seggi e candidati indipendenti di sinistra ne conquistano 23 portando la maggioranza presidenziale a 356 seggi. Nella coalizione della destra parlamentare a fianco dell’UMP entrano 16 indipendenti di destra, 13 candidati del Movimento del Nuovo Centro, 6 can didati del Partito Radicale e 2 esponenti dell’Alleanza Centrista. Mentre al di fuori della coalizione entrano 2 candidati del Centro della Francia e 2 regionalisti.
12 giugno 2012. A seguito delle turbolenze sui mercati finanziari che riaccendono l'attacco speculativo nei confronti dell'Italia nonostante la decisione dell'Unione europea di stanziare 100 miliardi di euro per superare la crisi delle banche spagnole, il premier Monti decide di incontrare i tre leader della maggioranza Alfano (PdL), Bersani (Pd) e Casini (UdC) che confermano pieno sostegno al governo ricevendo dal premier l'invito ad accelerare le riforme. A seguito delle polemiche scaturite dalla pubblicazione su alcuni organi di stampa di un rapporto dell'INPS contenente valutazioni relative al numero dei lavoratori esodati dopo la riforma pensionistica del dicembre 2011 difformi da quanto previsto dal decreto di copertura del governo, l'opposizione presenta una mozione di sfiducia individuale nei confronti del Ministro del Lavoro Elsa Fornero.
21 giugno 2012 In seguito alle elezioni legislative confermato primo ministro, si insedia il secondo governo di Jean Marc Ayrault. Rimarrà in carica sino al 31 marzo 2014
23 giugno 2012 Con delibera n. 353/11/CONS, l’Autorità ha adottato il nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale, che disciplina l’attività di fornitura di servizi di media audiovisivi lineari, ivi inclusa la diffusione di contenuti radiofonici digitali, di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato e di operatore di rete, su frequenze televisive terrestri in tecnica digitale..Il nuovo regolamento ha sostituito il precedente regolamento (di cui alla delibera n. 435/01/CONS) con una nuova disciplina che ha tenuto conto delle modificazioni normative intervenute in materia di radiodiffusione televisiva terrestre e della regolamentazione medio tempore adottata dall’Autorità in tale materia.
L’allegato A del nuovo regolamento (art. 1) ha allineato le definizioni a quanto previsto dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che, nel recepire la direttiva 2007/65/CE, ha introdotto, tra l’altro, nuove definizioni per caratterizzare l’attività di fornitura di programmi audiovisivi. In merito alle autorizzazioni per la fornitura di servizi di media audiovisivi (artt. 3-7), in un’ottica di proporzionalità e neutralità tecnologica, è stato precisato che i requisiti di capitale sociale e numero dei dipendenti occupati previsti ai fini del rilascio dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti mutuati dal regime televisivo analogico, trovano applicazione fino alla data stabilita dalla legge per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica.
Anche le disposizioni concernenti gli obblighi di programmazione (artt. 8-14), cui sono sottoposti i soggetti titolari di autorizzazione (registro programmi, responsabilità e rettifica, pubblicità, sponsorizzazioni e televendite e promozione della produzione audiovisiva europea) sono stati allineati alla nuova disciplina introdotta dal Testo unico. Con riferimento all’attività di operatore di rete televisiva (artt. 16-21) è stato specificato che tale attività, in ambito nazionale e locale, è soggetta ad autorizzazione generale, mentre il diritto d’uso di frequenze digitali terrestri è conseguito dai soggetti autorizzati con distinto provvedimento dal Ministero dello sviluppo economico.
Sono stati altresì specificati gli obblighi cui sono tenuti i predetti operatori, di seguito sintetizzati:
a) rispetto degli obblighi stabiliti dall’articolo 42, comma 1, del Testo unico;
b) rispetto delle norme tecniche di emissione vigenti, adottando standard trasmissivi compatibili con le norme previste all’Allegato A della delibera dell’Autorità n.216/00/CONS, come modificata, e osservando gli obblighi in tema di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre stabiliti dalla legge e dalla delibera n. 366/10/CONS;
c) rispetto delle normative sanitarie, ambientali, urbanistiche e di assetto territoriale per l’installazione delle infrastrutture e delle apparecchiature, nonché le disposizioni relative alla condivisione o alla messa a disposizione degli impianti e dei siti;
d) obbligo di assicurare la sicurezza del funzionamento della rete, il mantenimento della sua integrità, la qualità del segnale irradiato, l’adeguata copertura del bacino assegnato, comunque non inferiore all’80% della popolazione del bacino stesso da raggiungere nell’arco di cinque anni dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze;
e) ai fini dell’uso efficiente dello spettro radio, obbligo di trasportare su ciascuna rete nazionale o locale DVB-T, almeno sei programmi o palinsesti diffusi in tecnica standard definition (SD) ovvero almeno tre programmi o palinsesti diffusi in tecnica high definition (HD), ovvero ancora, in caso di diffusione mista SD ed HD, almeno quattro programmi televisivi di cui uno diffuso in HD. Nel numero di programmi di cui alla presente lettera sono compresi i programmi simulcast analogico/digitale e i programmi HD simulcast dei programmi SD, nonché i programmi differiti dello stesso palinsesto.Tali configurazioni trovano applicazione decorsi sei mesi dalla data di definitiva cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. L’operatore di rete in ambito locale, in particolare, fermo il rispetto della quota di riserva di capacità trasmissiva stabilita dall’articolo 8, comma 2, del Testo unico a favore dei soggetti autorizzati a fornire contenuti televisivi in ambito locale e degli obblighi di must carry previsti dal Regolamento, può fornire servizi di trasmissione e diffusione a fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale nel rispetto delle seguenti condizioni:
f) la capacità trasmissiva offerta non può superare quella necessaria a trasportare due programmi nazionali per ciascun multiplex, salva la compatibilità con gli obblighi di must carry dal regolamento;
g) la capacità trasmissiva non può essere offerta a fornitori di contenuti nazionali controllati da o collegati con gli operatori di rete televisiva nazionale. Inoltre la capacità trasmissiva utilizzata per il trasporto del contenuto nazionale deve consentire una copertura di almeno il 50% della popolazione nazionale nel periodo di switch-over e una copertura di almeno l’80% della popolazione nazionale alla data dello switch-off nazionale, da conseguire mediante forme di consorzio o intese da parte di operatori di rete in ambito locale.
È stato altresì specificato che ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito nazionale trasportati da operatori di rete locali spettano le numerazioni dei canali a diffusione nazionale previste dal Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre di cui all’allegato A della citata delibera n. 366/10/CONS secondo i generi di programmazione ivi previsti.
Con riferimento al regime contributivo, è stato altresì stabilito che, fino alla fine dell’anno di definitiva cessazione delle trasmissioni analogiche su tutto il territorio nazionale, continui ad applicarsi il vigente regime di contribuzione ai soggetti operanti su frequenze televisive terrestri anche in tecnica digitale. Allo scadere di tale periodo i contributi per i diritti d’uso delle frequenze saranno determinati secondo il regime di contribuzione previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche, assicurando almeno la compatibilità con gli attuali introiti statali.
Con riferimento alle norme in materia di tutela del pluralismo e concorrenza e non discriminazione (artt. 24-25), il Regolamento ha allineato i criteri alle disposizioni del Testo unico e stabilito che, ai fini della verifica d’ufficio del rispetto dei limiti alle autorizzazioni alla fornitura dei programmi televisivi nazionali e locali, comunque entro il 30 ottobre di ciascun anno, i soggetti autorizzati alla fornitura di programmi televisivi nazionali e locali comunicano entro il 30 giugno di ciascun anno all’Autorità il numero dei programmi autorizzati alla diffusione secondo il modello allegato al Regolamento
27 -28 giugno 2012 La Commissione Trasporti della Camera dà il via libera, con 36 voti favorevoli, tre contrari e un astenuto, alla nomina di Angelo Marcello Cardani alla presidenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nel suo settennato alla guida dell’Autorità, Cardani sarà affiancato dai 4 consiglieri espressi da Montecitorio e da Palazzo Madama: Maurizio Dècina, Antonio Martusciello, Francesco Posteraro e Antonio Preto.
28 giugno 2012 Viene approvato il Decreto Legislativo 28 giugno 2012, n. 120, Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attivita' televisive (GU n.176 del 30-7-2012 ), in vigore dal 31 luglio
29 giugno 2012 Inizio dei negoziati per l'adesione del Montenegro all'Unione europea.
29 giugno 2012 In Spagna in sostituzione di Alberto Oliart Saussol, Leopoldo González Echenique diventa presidente della Corporación RTVE. In carica
30 giugno 2012 Dichiarato ufficialmente vincitore delle elezioni presidenziali il 24 giugno, il leader del Partito della Libertà e Giustizia espressione della Fratellanza Musulmana Muhammad Mursī Īsā al-Ayyāṭ inizia il suo mandato come Presidente dell’Egitto. Rimarrà in carica sino al 3 luglio 20°13 quando verrà deposto da un colpo di stato organizzato dal Consiglio supremo delle forze armate
30 giugno 2012 A questa data la forza-lavoro del Gruppo Rai è di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse a tempo determinato, per un totale di oltre 13 mila dipendenti. Secondo i dati di Mediobanca, aggiornati a fine 2011, in forza alla Rai, alla fine del 2011, c’erano 11.378 lavoratori, più dei 10.830 totalizzati da Mediaset (6.126), Sky Italia (3.995) e Ti Media (709) messe insieme. Numeri che, come abbiamo visto dall’ultima semestrale, sono lievitati. Nel 2011, sottolinea ancora Mediobanca, il costo del lavoro ha rappresentato il 35,6% del fatturato contro il 13,4% di Mediaset, il 7,3% di Sky e il 25,7% di Ti Media. Nonostante 1.689 milioni di euro di canone, i ricavi della Rai nel 2011 si sono fermati a 2,89 miliardi di euro, ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky Italia. Nel quinquennio 2007-2011 tra le fonti di ricavo della Rai l’unica ad aumentare è il canone, con introiti saliti del 7,8%, mentre la pubblicità è scesa del -21,9% (da 1,23 miliardi a 965 milioni) e gli altri ricavi del 30,9% (da 350 a 242 milioni). I ricavi della televisione pubblica sono così scesi dell’8,1%, contro un aumento del 4,3% di quelli di Mediaset e del 15% di Sky Italia. Per la sola La7 i ricavi sono aumentati del 44,8% (-9,2% per tutto il gruppo Ti Media). Il primo semestre 2012 della Rai, chiuso con una perdita di 129 milioni, ripropone la stessa situazione: i dipendenti sono saliti dell’1,7% a 11.569 unità mentre il fatturato è sceso del 7,1% a 1.433 milioni. Il quadro è comunque difficile per tutti: l’utile di Mediaset si è ridotto da 163 a 43 milioni e i ricavi sono scesi del 10,7%, mentre per La7 il contenimento del calo del fatturato (-1,4%), non ha impedito una perdita di 37 milioni.
30 giugno 2012 Banda larga: Italia al 26° posto Con 22,1 linee a banda larga fissa e 34,6 mobili ogni 100 abitanti, scivoliamo indietro nella classifica OCSE. Paghiamo, principalmente, la totale assenza di tecnologie alternative al DSL, quali il cavo e la fibra, che sono invece molto diffuse in altri paesi, come gli Usa, la Corea e il Giappone che infatti primeggiano. Nello specifico, in fatto di banda larga fissa l’Italia risulta al settimo posto per quanto riguarda il numero complessivo di abbonamenti: se ne contano nel nostro paese 13,4 milioni, contro gli 88,5 mln degli Usa, 35 mln del Giappone, 27 mln della Germania, 23 mln della Francia, 21 mln del Regno Unito e 18 milioni della Corea. Scivoliamo però al 26esimo posto quando si tratta della diffusione delle connessioni broadband ogni 100 abitanti: la quota è di 22,1 linee a banda larga ogni 100 abitanti, contro 41,6 della Svizzera e i 39,4 dei Paesi Bassi. La media Ocse è di 26 linee ogni 100 abitanti. Le linee sono per il 99,5% basate sulla tecnologia DSL: in Corea, ad esempio, 21,6 su 100 sono in fibra, 10 sono via cavo e solo 4,5 DSL. In Giappone 17,7 sono in fibra e 4,9 via cavo. Nei Paesi Bassi 17,5 linee sono via cavo e così 15,7 in Belgio e 17,9 in Canada. Riguardo invece la banda larga mobile, se ne contano complessivamente nel nostro paese 34,6 ogni 100 abitanti, per un totale di 20,99 milioni di connessioni dati. Complessivamente, in tutti i 34 paesi OCSE, la banda larga mobile conta 700 milioni di utenti, per una crescita del 18% nei 12 mesi a giugno 2012. Un dato che riflette il crescente successo di tablet e smartphone. La penetrazione si attesta quindi a 56,6 abbonamenti ogni 100 abitanti. Corea (104,2) e Svezia (101,8) sono gli unici due paesi in cui gli abbonamenti alla banda larga mobile superano il numero di abitanti.
30 giugno 2012 Nel primo semestre 2012 sotto gestione popolare TVE sino ad allora leader negli ascolti , scende dal 14,7% all’11,5% di share, preceduta da Telecinco e da Antena Tres
30 giugno 2012 Le persone connesse a Internet nel mondo sono stimate da Internet World Stats in 2.4 miliardi. Di esse 1,08 miliardi si trovano in Asia con un indice di penetrazione del 27,5%, 519 milioni sono in Europa con un indice di penetrazione del 63,2%, 274 milioni in Nordamerica con un indice di penetrazione del 78,6%, 255 milioni in Sudamerica con un indice di penetrazione del 42,9%, 167 milioni in Africa con un indice del 15,6%, 90 milioni in Medio Oriente con un indice del 40,2% e 24 milioni in Oceania con un indice del 67,6%. In Italia sono 28,5 milioni con un indice di penetrazione del 62,8% contro una media UE del 76,8%
Luglio 2012 In Egitto la Corte Suprema annulla le elezioni parlamentari vinte dai Fratelli musulmani e il Consiglio supremo delle forze armate scioglie l'assemblea. Il Presidente Morsi revoca l'ordine di scioglimento.
1 luglio 2012 Roberto Maroni diventa segretario federale della Lega Nord. Maroni rinnova l'assetto organizzativo nominando tre vicesegretari: il bergamasco Giacomo Stucchi vicesegretario responsabile dell'Ufficio politico e degli undici dipartimenti e due consulte, il trevigiano Federico Caner vicesegretario federale vicario con la delega a costruire la scuola di formazione del partito e la piemontese Elena Maccanti vicesegretario coordinatrice degli enti locali; inoltre Roberto Calderoli diventa il responsabile federale organizzativo del territorio. Il simbolo del partito viene modificato, in quanto scompare la parola Bossi e viene sostituita con Padania
1º luglio 2012 La piattaforma digitale terrestre Mediaset Premium modifica i propri pacchetti: il pacchetto Premium “Cinema, Serie e Doc” viene separato in: pacchetto “Cinema” e in “pacchetto Serie & Doc”: "Serie & Doc", il servizio "Premium Play" e l'opzione "Full HD" sono sempre compresi; l'opzione Decoder Premium HD è compresa nella combinazione "Serie & Doc, Play, Full HD" + "Cinema" e nella combinazione con tutti i pacchetti.
1 luglio 2012 Secondo quanto previsto dal contratto di servizio all’art. 36, “le trattative per la stipulazione del Contratto relativo al triennio 2013-2015” debbono essere avviate dalle parti entro il 1° luglio 2012. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali.
4 luglio 2012 La mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Fornero è respinta dal parlamento.
4 luglio 2012. Data storica per la televisione. L’Italia è tutta digitale. Viene completato il passaggio alle trasmissioni in tecnica digitale terrestre Finiscono le trasmissioni analogiche: con lo spegnimento del ripetitore di Monte Pellegrino a Palermo in Sicilia – ultima regione in calendario. Dopo lo spegnimento nei mesi precedenti in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria per un totale di 13,5 milioni di abitanti interessati nel 2012 e di 5222 impianti - si conclude la transizione verso la digitalizzazione del Paese iniziata in Sardegna nel luglio del 2008. Il passaggio al digitale terrestre è avvenuto in otto anni nel pieno rispetto delle tempistiche europee e ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, 10 emittenti nazionali e oltre 550 locali (che trasmettevano in analogico), per un totale di 24.200 impianti di trasmissione, attraverso i quali la quasi totalità dei cittadini italiani può usufruire del nuovo segnale. Nelle zone d’ombra i telespettatori possono contare sul segnale satellitare. TivùSat, per esempio, è la risposta a questi problemi tecnici, poiché è complementare al digitale terrestre. Con essa, infatti, la televisione gratuita arriva in quelle aree orograficamente più difficili, offrendo a tutti una ulteriore possibilità di scelta. TivùSat ha raggiunto un risultato molto importante con il suo milione e mezzo di smart card attive grazie a scelte concrete, capaci di rispondere alle necessità degli editori e alle esigenze degli utenti.
5 luglio 2012 Dopo giornate di polemiche si completa il quadro del Consiglio di Amministrazione della Rai Via libera in commissione di Vigilanza Rai al rinnovo. dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di competenza parlamentare. Gli eletti sono Antonio Verro, Antonio Pilati, Maria Luisa Todini, Guglielmo Rositani (5 voti da Pdl e Lega), Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi (5 voti da Pd), Rodolfo De Laurentiis (5 voti dal Terzo Polo)
5 luglio 2012 Muore Massimo Fichera, già collaboratore di Adriano Olivetti poi segretario generale della Fondazione Olivetti, primo direttore di Rai Due dopo la riforma poi vice direttore generale Rai, Vice Presidente UER infine fondatore e primo Presidente di Euronews dal 1992 al 1996
5 luglio 2012 Lancio della piattaforma YouView nel Regno Unito, joint-venture fra BBC ITV Channel 4 Channel 5 e gli operatori BT TalkTalk e Argiva, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra. Servizio senza abbonamento di connessione a Internet, fornisce un centinaio di canali televisivi e radiofonici digitali, catch-up tv degli ultimi sette giorni e programmi a richiesta in modalità VOD dai cataloghi di BBCITV Channel 4 e Channel 5.
6 luglio 2012 Vengono nominati due nuovi Sottosegretari alla Giustizia: Antonino Gullo e Sabato Malinconico.
6 luglio 2012 L’Assemblea degli azionisti della Rai nomina il nuovo Consiglio di Amministrazione della Tv pubblica. Ne fanno parte, informa una nota, Gherardo Colombo, Rodolfo De Laurentiis, Antonio Pilati, Guglielmo Rositani, Benedetta Tobagi, Maria Luisa Todini Antonio Verro, eletti dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza, Marco Pinto e Anna Maria Tarantola designati, come prevede la legge, dall’azionista di maggioranza, vale a dire il Ministero dell’Economia. Lo stesso dicastero ha indicato la Tarantola, vicedirettore della Banca d'Italia, per la nomina a presidente dell’azienda che dovrà essere sottoposta al parere vincolante della Vigilanza stessa (occorre la maggioranza dei due terzi dei sì, ovvero 27 voti su 40). A questo punto il nuovo Cda designerà alla direzione generale Luigi Gubitosi, comunque già candidato dal premier Mario Monti, che formalmente dovrà avere il parere positivo proprio del ministero dell’Economia.
7 luglio 2012 Il nuovo CdA nomina Anna Maria Tarantola Presidente con sette voti e un astenuto, il Consigliere Pdl Antonio Verro. La Tarantola ha preferito non essere presente alla riunione per “garbo istituzionale e per rispetto verso il consiglio d’amministrazione, per lasciare allo stesso la libertà di votarla come presidente”. L’astensione al voto di Verro si spiega con gli scontri in atto sui nuovi poteri da assegnare al presidente che il Pdl ritiene illegittimi. La richiesta del premier Mario Monti, che ha indicato l'ex vicedirettore di Banca d'Italia, è di assegnarle poteri di firma sulle spese fino a 10 milioni di euro, quando oggi il tetto arriva a 2,5 milioni e la competenza fino a questa cifra è attualmente del solo direttore generale, che poi per anche un solo euro in più deve richiedere il parere del Cda; autonomia anche sulle nomine dei direttori, ad esclusione di quelli editoriali (in buona sostanza i direttori di reti generaliste) e di testate. Si profilerebbe, quindi, una vera e propria ‘rivoluzione’ nella filiera decisionale, con poteri del presidente accresciuti, cui si deve aggiungere il ruolo preminente del nuovo direttore generale, che il governo ha indicato nella persona di Luigi Gubitosi.
11 luglio 2012 Assegnati i diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive digitali terrestri: La durata dei diritti d’uso è di 20 anni, in modo da consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Il Ministero dello Sviluppo economico ha inviato ai broadcaster nazionali e alle Tv locali i provvedimenti relativi all’assegnazione dei diritti d'uso definitivi delle frequenze televisive. Tale procedura, prevista dalla legge 220/10 e dal decreto legge 34/11, introduce l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il territorio nazionale. Alle emittenti nazionali sono state rilasciate complessivamente 19 frequenze (16 in DVBT: 4 a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia Media e 5 ad altri soggetti; 3 in DVBH) coerentemente alla pianificazione concordata in sede comunitaria e attuata con la delibera Agcom 181/09 Cons. A questa prima tranche si aggiungeranno altre 6 frequenze, che saranno assegnate secondo la gara a offerta economica recentemente stabilita dal Governo, per la quale l’Agcom entro agosto dovrà emanare il disciplinare. Il Ministero spiega in una nota che la durata prevista dei diritti d’uso, analogamente a quanto previsto da altri settori delle tlc, è di 20 anni, così come consentito dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e dal regolamento Agcom 353/11/CONS, secondo cui il periodo di rilascio dev'essere adeguato per consentire l'ammortamento degli investimenti necessari per la valorizzazione delle infrastrutture che operano su tali frequenze. Lo Stato potrà comunque apporre limitazioni, condizioni e obblighi sulle frequenze date in uso, anche in seguito a disposizioni comunitarie che dovessero essere emanate in materia, a deliberazioni adottate dall’Autorità nonché ad atti e provvedimenti emanati dal Ministero dello Sviluppo economico. Per tale ragione, nello stesso provvedimento è previsto che il diritto d’uso possa esercitarsi su frequenze diverse da quelle assegnate, che consentano un'eguale capacità trasmissiva.
11 luglio 2012 Monti lascia l'incarico di Ministro dell'Economia e delle Finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli, sino a quel momento Viceministro.
12 luglio 2012 Anna Maria Tarantola è ufficialmente il nuovo presidente Rai. L’ex vicedirettore di Banca d'Italia ha ottenuto in Vigilanza 31 voti favorevoli su 40 componenti della Commissione e nessun contrario, una scheda nulla e due bianche. I parlamentari dell'Idv e della Lega non hanno preso parte alla seduta. Il quorum richiesto era di 27 sì, i due terzi della commissione. Alla notizia è scattato l'applauso del presidente della Camera Gianfranco Fini. Da oggi la Rai e il servizio pubblico sono una realtà diversa', ha immediatamente commentato il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, aggiungendo: “Ma per legittimare ogni aspetto strutturale della nuova governance potrebbe occorrere una seconda fase, quando la Vigilanza sarà tenuta a proseguire il proprio compito istituzionale indirizzando l'iter del processo rifondativo”. Ora resta il passaggio formale della presa d’atto nel Cda di Viale Mazzini, che dovrà poi procedere alla nomina del nuovo direttore generale, che il Ministero dell’Economia ha indicato in Luigi Gubitosi.
17 luglio 2012 Via libera dal Cda Rai alla nomina di Luigi Gubitosi alla direzione generale della Tv pubblica. La nomina, all’unanimità, è stata formalizzata con il passaggio nell’assemblea degli azionisti, per poi tornare nuovamente in Cda per il voto definitivo. Luigi Gubitosi, 51 anni, origini napoletane, nel corso della sua carriera professionale è passato per alcune delle più grandi compagnie internazionali, tra le quali Fiat e Wind, dove è stato direttore finanziario e poi amministratore delegato. Nel novembre 2011 è stato designato country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia, ruolo che ricopre in maniera ufficiale dal primo dicembre 2011. Gubitosi Insegna finanza aziendale internazionale presso l'Università Luiss Guido Carli.
19 luglio 2012 Il Cda RAI vota sì ai nuovi poteri per presidente e direttore generale. Si astiene in parte il Pdl. Maggiore potere di spesa e nomine dell’area corporate. Quelle editoriali restano in mano al Cda. Intesa anche sul contratto per Gubitosi. Accordo raggiunto in Cda Rai sulle deleghe al neopresidente Anna Maria Tarantola, che ne aumentano di fatto i poteri in termini di gestione della spesa della Tv pubblica. Hanno votato a favore sei consiglieri, inclusa Luisa Todini eletta in quota Pdl, mentre si sono astenuti Antonio Verro, Antonio Pilati e Guglielmo Rositani. Il Cda, spiega una nota di Viale Mazzini, ha votato per parti separate le deleghe concernenti i limiti di spesa (contratti fino a 10 milioni di euro rispetto agli attuali 2,5 milioni) e quelle riguardanti le nomine dei dirigenti di primo e secondo livello dell’area corporate. Restano escluse dai poteri del presidente quelle editoriali. La Tarantola non ha preso parte alla votazione. Riguardo al contratto da 650 mila euro per il nuovo direttore generale Luigi Gubitosi, sul quale ieri s’è registrato il forte dissenso del Pdl ma anche del rappresentante della Corte dei Conti e diversi esponenti politici anche di area Pd, si sarebbe deciso di portare a 400 mila euro la parte fissa e a 250 mila euro l'indennità di funzione. L'ipotesi iniziale, comunicata ieri dal presidente, era di una parte fissa di 500 mila euro e di un'indennità di 150 mila. Lo avrebbe comunicato, secondo quanto si apprende da fonti interne, il presidente all'inizio del consiglio, spiegando di aver raggiunto un'intesa con il direttore generale. Il contratto resterà comunque a tempo indeterminato.
24 luglio 2012 Dopo un’estate ad alta tensione il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi annuncia che “la BCE è pronta a fare qualsiasi cosa per salvare l’Euro”.IU mercati allentano la presa sull’Italia: è la svolta
24 luglio 2012 Hecham Qandil viene nominato Primo ministro egiziano al posto del governo di unità nazionale di Kamal al-Ganzouri. Formerà il 1 agosto il proprio esecutivo che rimarrà in carica sino al 3 luglio 2013
25 luglio 2012 Il Consiglio AGCOM approva la Delibera n. 317/12/cons “Proroga dei termini del procedimento per la valutazione delle dimensioni economiche del sistema integrato delle comunicazioni (sic) per l’anno 2010 avviato con delibera n. 677/11/cons”. Con riferimento ai singoli mercati che compongono il Sistema integrato delle comunicazioni, l’Autorità ha provveduto a individuarli e analizzarli con delibera n. 555/10/CONS, nell’ambito della quale l’applicazione di una rigorosa metodologia basata su consolidati strumenti antitrust e di tutela del pluralismo dell’informazione per l’analisi della sostituibilità fra i diversi mezzi di comunicazione, nonché la considerazione della più recente giurisprudenza, hanno consentito di identificare i seguenti mercati rilevanti:a) televisione in chiaro; b) televisione a pagamento; c) radio; d) quotidiani; e) periodici. Inoltre, in considerazione della particolare rilevanza di internet relativamente alla garanzia del pluralismo dei mezzi di comunicazione, l’Autorità ha ritenuto necessario, nelle proprie conclusioni, sollecitare un intervento del legislatore volto a ridefinire le aree economiche rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, includendo appunto il web nella sua interezza ed escludendo invece mercati non pertinenti (quali l’annuaristica e il below the line).
25-26 luglio 2012 All’indomani dall’incontro fra gli azionisti di Antena 3 e quelli de La Sexta convocato dopo l’autorizzazione alla fusione fra i due gruppi televisivi da parte della Comisión Nacional de la Competencia, a sorpresa i dirigenti di quest’ultima annunciano la loro intenzione di rinunciare al processo di fusione
27 luglio - 12 agosto 2012 Si svolgono i trentesimi Giochi olimpici. La città scelta per ospitare l'evento è per la terza volta Londra.
Agosto 2012 Mediaset Premium stipula un accordo con Sky Italia: Sky Italia permette anche a Mediaset Premium di trasmettere le partite di champions, in cambio riceve parte della library che Mediaset Premium fino ad allora deteneva in esclusiva.
1 agosto 2012 Viene approvata in Spagna la Ley 6/2012, de 1 de agosto, de modificación de la Ley 7/2010, de 31 de marzo, General de la Comunicación Audiovisual, para flexibilizar los modos de gestión de los servicios públicos de comunicación audiovisual autonómicos. Il provvedimento consente ai Governi delle Comunità Autonome di privatizzare o appaltare in outsourcing i canali dei servizi pubblici autonomicos
2 agosto 2012 Il presidente egiziano Morsi nomina come Primo Ministro Hecham Qandil. Il nuovo premier egiziano forma un governo composto di tecnocrati, islamisti e membri del vecchio governo, escludendo le forze laiche e liberali. Combattenti islamici attaccano un avamposto militare nel Sinai, uccidendo 16 soldati. Morsi allontana il Ministro della Difesa e il Capo di Stato maggiore, in più impedisce ai militari di intervenire su legislazione e nuova Costituzione. Il governo di Quandil rimarrà in carica sino al colpo di stato del 3 luglio 2013
10 agosto 2012 Muore Carlo Rampaldi il mago degli effetti speciali a Hollywood
24 agosto 2012 Il Consiglio dei Ministri del governo spagnolo annuncia di voler addolcire le condizioni fiscali imposte dalla Comisión Nacional de la Competencia per la fusione fra Antena 3 e La Sexta, equiparandole a quelle sostenute due anni prima da Telecinco e Cuatro, riaprendo in questo modo le porte verso l’integrazione fra i due gruppi televisivi.
25 agosto 2012 Muore Neil Armstrong, primo astronauta americano ad aver messo il piede sulla luna il 21 luglio 1969 durante la missione dell’Apollo 11.
31 agosto 2012 Muore Carlo Maria Martini arcivescovo emerito di Milano
4 Settembre 2012 A seguito delle sentenze del Consiglio di Stato depositate lo scorso 31 agosto l’Agcom dovrà rivedere tutto il Piano di numerazione automatica dei canali (LCN - Logical Channel Number).
5 settembre 2012 Il Cda della Rai approva i criteri di designazione dei consiglieri di amministrazione delle società del gruppo: i dirigenti devono essere tutti interni tranne motivate eccezioni. In ogni caso, comunque, la maggioranza deve essere composta da interni. Luigi Gubitosi è il nuovo presidente di Sipra mentre l’amministratore delegato è Lorenza Lei. L'uscita di scena di Aldo Reali sarebbe legata ai risultati negativi registrati da Sipra. La raccolta della Rai è, infatti, scesa del 19,6% nel primo semestre di quest'anno contro il -11,2% di Mediaset (mercato TV -10%), nonostante il vertice Rai con direttore generale proprio Lorenza Lei ha avviato a una robusta manovra correttiva per tenere fermo l'obiettivo del pareggio o dell'utile di bilancio. Rispetto ai 950 milioni della prima riprevisione del bilancio 2012, attualmente la concessionaria ha comunicato all'azienda una chiusura d'anno compresa in una forbice tra 830 e 870 milioni. A questo va aggiunto la perdita di grosse quote di mercato, a vantaggio di Mediaset e Sky, nonostante il successo di ascolto delle reti Rai. Nel Consiglio di Sipra, su richiesta di Gubitosi, sono entrati i tre direttori di rete: Mauro Mazza di Rai1, Pasquale D’Alessandro di Rai2 e Antonio Di Bella di Rai3. Il loro impegno nella concessionaria della raccolta pubblicitaria non è, infatti, incompatibile con l’attuale ruolo di responsabili delle reti. Il Cda ha anche accolto l'indicazione di Gubitosi di nominare consiglieri di Rai Way, oltre a sé stesso, Luca Balestrieri, Stefano Ciccotti, Luigi Rocchi e Roberto Sergio. Quest’ultimo, attuale presidente Sipra, è il nuovo presidente di Rai Way, mentre Ciccotti è amministratore delegato e Aldo Mancino, il nuovo direttore generale. Nomine di grande importanza queste anche in vista del fondamentale ruolo che giocherà Rai Way nell’asta delle frequenze Tv. Cambio di guardia anche per Rai Fiction. Il Cda ha votato all’unanimità per dare la presidenza all’attuale capostruttura Eleonora Andreatta, con grande soddisfazione dell’Associazione Produttori Televisivi (APT).
6 settembre 2012 La BCE annuncia il piano Antispread
11 settembre 2012 Attentato al consolato statunitense di Bengasi nel quale perde la vita l'ambasciatore americano in Libia Chris Stevens.
11 settembre 2012 Pubblicata la bozza finale del Decreto Digitalia. con le misure del Governo per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda digitale italiana ed europea. Tra i passaggi di maggiore rilievo nella bozza del Decreto ci sono temi caldi per le imprese: disegno di legge annuale per l’incentivo dei servizi digitali, open data e riuso, smart cities, semplificazioni per start-up, agevolazioni per chi avvia attività di e-commerce, pagamenti elettronici e Mobile, Piano Nazionale Banda Larga. Sparito invece il comma che consentiva di creare un’hotspot Wi-Fi con la sempliceautocertificazione, promuovendone la diffusione Numeroseleperplessità espresse dagli operatori soprattutto per il Piano Banda Larga il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013, un plafond che appare insufficiente a raggiungere gli obiettivi prefissati. Sarà infatti necessario investire pesantemente nella realizzazione delle infrastrutture necessarie a combattere il digital divide che ancora attanaglia il nostro Paese.Perplessità anche sull’Agenzia per l’Italia Digitale, istituita da poco con lo scopo di far confluire in un’unica Istituzione funzioni che finora venivano svolte da Enti separati. L’obiettivo dell’Agenzia è di accelerare la realizzazione della Agenda digitale Italiana, coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie e assicurare l’interoperabilità tra i sistemi informatici della PA come richiesto dall’UE, nei confronti della quale l’Agenzia svolgerà il ruolo di interlocutore privilegiato per l’Italia.
17 settembre 2012 George Entwistle è nominato direttore generale. Rimarrà in carica meno di due mesi sino al 10 novembre 2012
18 settembre 2012 A dieci giorni dall’inizio del processo di vendita di Telecom Italia Media, dopo le smentite di un interessamento da parte di Mediaset e da parte di Sky Italia, anche il gruppo L?Espresso smentisce voci di alleanze strategiche con Rupert Murdoch in vista dell’avvio del processo di gara in sostituzione del beauty contest per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale L’Espresso definisce, inoltre, “infondate e strumentali le contestazioni mosse in particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo italiano”.. “ In realtà, come riconosciuto anche dall’Agcom nel ‘Procedimento per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato delle comunicazioni’”, rileva il comunicato, “il Gruppo L’Espresso, in particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno) e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata”.
19 settembre 2010 Rai, Cda approva semestrale. Perdite per 129 mln di euro: pesano crisi pubblicitaria e costi elevati dei diritti sportivi. La Rai stima una perdita a fine anno di circa 200 milioni di euro. Costo del lavoro più 2,5 mln di euro. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato all’unanimità la relazione semestrale sui conti dell’azienda, presentata dal direttore generale Luigi Gubitosi. In un contesto di mercato sempre più competitivo, la Rai, come si legge nella nota di Viale Mazzini, “mantiene la sua posizione di centralità e di leadership del mercato radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva progressivamente più segmentata”. Nel primo semestre del 2012, il Gruppo conserva la leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di share), sia nell’intera giornata (40,3% di share). In evidenza la semifinale degli Europei 2012 tra Italia e Germania con 23,2 milioni di ascoltatori (circa 80% di share) e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa il 48% di share). L’azienda spiega anche che il deterioramento del quadro macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi dei diritti dei grandi eventi sportivi - tipicamente elevati nei cosiddetti anni pari - hanno impattato negativamente sui risultati economici e finanziari del Gruppo. Rai ha, infatti, chiuso il primo semestre 2012 con una perdita pari a 129 milioni di euro, in peggioramento di circa 178 milioni di euro rispetto al risultato consuntivato nello stesso periodo del 2011. I ricavi del primo semestre del Gruppo Rai ammontano a 1.433 milioni di euro in diminuzione di 110 milioni rispetto al 2011; il trend negativo è principalmente caratterizzato dalla riduzione del fatturato pubblicitario (pari a 435 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 72 milioni di euro rispetto al 2011.
26 settembre 2012 A fronte del quadro desolante la Presidente della Rai Anna Maria Tarantola dichiara la necessità per il servizio pubblico di ‘Riguadagnare la fiducia dei telespettatori, adeguandoci all’era di internet’
27 settembre 2012 Vendita Telecom Italia Media. Tre offerte non vincolanti sarebbero state presentate il 24 settembre 2012 per l'acquisto della controllata TI Media, da Clessidra, Discovery Channel e dal gruppo telefonico 3 Italia. In vendita ci sono le Tv, La7 e MTV, e i tre multiplex. Stando alle ultime indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset. Si suppone che in un secondo momento all’operatore tlc si accosterà un altro investitore interessato alle tv, forse Cairo Communications. Ricordiamo che 3 Italia possiede già un multiplex per la trasmissione in DVB-H a cui però, stando all’ultima normativa, può cambiare la destinazione d’uso. Se la richiesta gli venisse accordata, con quelli di TI Media, salirebbe a quattro mux per trasmettere in DVB-T. In ogni caso, sempre secondo indiscrezioni, pare che tutte e tre le società abbiano chiesto ai due advisor, Mediobanca e Citigroup, di rivedere il contratto con la concessionaria Cairo, che raccoglie la pubblicità per La7, che scade addirittura nel 2019 e prevede condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo di Urbano Cairo
30 settembre 2012 News Corp chiude il primo trimestre dell’anno fiscale con ricavi per 8,94 miliardi di dollari, in aumento del 2%, e un utile netto di 2,23 miliardi di dollari. I dati sono superiori alle attese degli analisti. La società guidata da Rupert Murdoch archivia il periodo luglio-settembre con un utile netto di 2,23 miliardi di dollari, il triplo rispetto ai 738 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi sono saliti del 2% a 8,14 miliardi di dollari. Sky Italia dal canto suo chiude il primo trimestre fiscale con un utile operativo di 23 milioni di dollari, in calo rispetto ai 119 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Una flessione dovuta, spiega la casa madre News Corp, ai maggiori costi di programmazione, relativi in particolare alle Olimpiadi di Londra (circa 70 milioni di dollari per i diritti tv), e al rafforzamento del dollaro.
30 settembre 2012 Mediaset subisce più di altri la forte crisi economica che riguarda tutto il mercato italiano. Nei primi 9 mesi del 2012 ha registrato una perdita storica pari a 45,9 milioni di euro (88 milioni solo nel terzo trimestre) a causa del netto calo dei ricavi pubblicitari
Ottobre 2012 L’UER Unione Europea di Radiodifussione lancia Vision 2020 il progetto strategico affinché i media di servizio pubblico continuino ad essere in armonia con una società in rete. Il Documento continee dieci raccomandazioni:
1) migliorare la comprensione del proprio pubblico Creare una relazione reciprocamente da e verso il proprio pubblico e concepire un’offerta mediatica più personalizzata richiede una conoscenza molto approfondita della propria platea.
2) Rafforzare il dialogo e la diversità Se vogliamo che il nostro pubblico dialoghi con noi, dobbiamo saper dialogare con il noistro pubblico, il che presuppone una strategia basata sulla diversità intesa in senso lato (età, sesso, origine sociale, culturale, etnica, religione, stile di vita ecc.) e su nuovi strumenti di comunicazione
3) Fissare priorità di spesa del vostro budget Occorre continuamente migliorare e sviluppare i nostri programmi e i nostri servizi, tanto dal punto di vista della qualità che da quello della diversità, dell'interazione, della personalizzazione e del contesto, tenendo anche conto delle pressioni di bilancio
4) Essere la fonte di informazione più pertinente ed affidabile Praticare un giornalismo di alto livello che sconvolga le agende prefabbricate (attraverso notiziari, magazine, documentari, informazioni per i consumatori, ecc) dovrebbe sistematicamente essere la nostra principale attività
5) Richiamare l’attenzione del pubblico giovanile I giovani, che costituiscono una parte relativamente debole della nostra platea, meritano un’attenzione strategica particolare non foss’altro che per soddisfare fedelmente la nostra missione. Concepire inoltre programmi rivolti ad una platea maggiormente dotata di terminali connessi alla rete, ci consentirà di inserirci più rapidamente nel mondo in rete. Senza dimenticarci che i giovani costituiscono il nostro futuro
6) Responsabilizzare, salvaguardare e condividere In una società connessa, i Media di Servizio Pubblico hanno enormi opportunità in materia di creazione di valore aggiunto e di efficacia e resa per la società. Solo innovando potremo ridefinire la nozione di servizio pubblico da applicare ai Media di Servzio Pubblico
7) Accelerare l’innovazione e lo sviluppo Occorre adattare le nostre infrastrutture e il nostro ambiente mediatico attraverso un’opera di pionieri in materia di innovazione fondata sul valore dei nostri programmi e contenuti
8) Salvaguardare la nostra visibilità Mantenere la nostra copertura universale: le nostre principali reti lineari devono rimanere accessibili per tutti gratuitamente e ricevibili ovunque e il nostro compito è di perseguire il nostro pubblico su tutte le piattaforme dove siano visibili i servizi e risultino di facile reperimento
9) Trasformare la cultura e lo stile di guida delle nostre imprese. Solo attraverso una progressiva ma radicale trasformazione dell’organizzazione e della cultura dei Media di Servizio Pubblico, riusciremo a diventare organismi fondati sulle nuove reti
10) Difendere la causa dei Media di Servizio Pubblico L'evoluzione della nostra concezione delle relazioni che uniscono governo, mercato e società, ha un impatto su qualsiasi organismo pubblico, ivi compresi i Media di Servizio Pubblico, i cui responsabili devono riuscire ad adattare la propria legittimità al nuovo contesto in fase di nascita
Ottobre 2012 Per la piattaforma Mediaset Premium si aggiunge una nuova opzione di ricarica, denominata "Prima serata". Con questa opzione chiunque può acquistare i diritti di visione di un canale premium (non è necessario essere abbonati, basta solo avere una tessera Premium) per un'intera serata (dalle 21:15 fino alle 23:59). Si possono acquistare le prime serate solo dei canali facenti parte del pacchetto Cinema o Serietv&Doc.
Ottobre 2012 L’iPlayer, la piattaforma di catch-up tv della BBC, è di ormai disponibile all’interno di tutte le principali offerte di OTT TV del mercato britannico. Dopo gli accordi raggiunti con ITV e Channel 5, adesso i contenuti online della tv di servizio pubblico sono accessibili anche dai decoder Sky Plus, che ha una base abbonati di 6,7 milioni di utenti.
L’accordo tra l’emittente di servizio pubblico e la principale tv a pagamento inglese segnala la forte necessità per i broadcaster, a prescindere dalla propria natura editoriale e dal modello di business adottato, di stringere sinergie sul mercato dei contenuti digitali, che stanno rivoluzionando sia l’intera filiera tradizionale della televisione, sia quella di Internet.
1 ottobre 2012 Viene resa effettiva la fusione attraverso l’assorbimento de La Sexta da parte di Antena 3 con il trasferimento al centro di trasmissione di Antena 3 di San Sebastián de los Reyes delle emittenti laSexta, Xplora, laSexta3 e laSexta HD. In questo modo laSexta è completamente integrata al sistema di produzione, gestione commerciale e dei contenuti della nuova entità derivante dalla fusione dei due gruppi televisivi Atresmedia.
3 ottobre 2012 Presentato il X Rapporto Censis UCSI sui consumi mediatici nel 2012, da cui risulta premiata l’integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la tv. Si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. E queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. La chiave del successo è l’integrazione dei vecchi media nell’ambiente di Internet. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l’ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano all’intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Non si ferma l’emorragia di lettori della carta stampata. I quotidiani registrano un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa, oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1% di contatti in più (20,3% di utenza). La free press perde l’11,8% di lettori (25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di utenza), -6,5% l’editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all’anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli ebook. E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.
3 ottobre 2012 Il magazine Exposure manda in onda un’inchiesta sul lato oscuro di uno dei principali presentata tori della BBC The Other Side of Jimmy Saville rivelando abusi sessuali commessi su minori
9 ottobre 2010 YouTube continua nella propria missione: ampliare gli investimenti per la produzione di contenuti originali. La più famosa piattaforma al mondo di video-sharing, controllata da Google, ha annunciato di aver chiuso le trattative per pagare, in anticipo, i produttori di video in Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti nel tentativo di creare 60 canali ‘originali’, che si andranno ad aggiungere ai 100 canali americani lanciati nell’ottobre 2011. Per quanto riguarda la Francia, YouTube ha annunciato oggi il lancio di 13 canali televisivi, con contenuti originali per settori quali cultura, salute, commedia, attualità e società. Produttori come Endemol France, Groupe Aufeminin, Euronews, Capa Prod o Lagardère Active nei prossimi giorni metteranno online questi 13 canali tematici gratuiti, che vanno dall’entertainment alla salute, passando per la famiglia, la cultura e la cucina.
11 ottobre 2012 Il ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri si propone di modificare il Titolo V della Parte II della Costituzione. Questo avviene a distanza di più di dieci anni dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 che, come noto, ha radicalmente trasformato l’impianto originario della Costituzione del 1948, nel senso di una valorizzazione costituzionale delle autonomie territoriali sulla scia dell’importante decentramento amministrativo realizzato nella medesima legislatura, con le cosiddetta leggi Bassanini. Questa volta la direzione appare nel senso di una limitazione dell’autonomia regionale e di un recupero di potere da parte dello Stato centrale. L’obiettivo primario perseguito, e dichiarato dal Governo, con la sua iniziativa è quello di ridurre le inefficienze del sistema dovute a sovrapposizione e intrecci di competenze. La riarticolazione delle competenze rappresenta, nelle intenzioni, lo strumento con cui mettere sotto controllo la spesa regionale. Gli interventi, estesi ora anche alle Regioni speciali, sono volti a garantire “l’unità giuridica ed economica della Repubblica”.
Come sottolineato da un costituzionalista “È la prima volta, nella lunga evoluzione del regionalismo italiano, che si assiste a un significativo passo indietro”. “Nell’ambito dei principi fondamentali dello Stato, le Regioni e le autonomie locali devono, infatti, poter contribuire alla diffusione della banda larga oggi e di quella superlarga domani. Questo peraltro è già avvenuto, in alcune realtà, attraverso la posa di fibra ottica spenta, accordi regionali o locali con operatori, creazione di distretti tecnologici per le imprese regionali. È assolutamente necessario non ostacolare questi progetti ma semmai coordinarli al fine di evitare duplicazioni e sprechi”
11 ottobre 2012 Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT-ITU), telecomunicazioni e banda larga sono sempre più accessibili e diffusi, ma l’Italia scivola al 29° posto nella classifica basata sull’indice IDI (ICT Development Index) che misura il livello di accesso, utilizzo e competenze ICT – secondo la quale l’economia più avanzata è la Corea del Sud seguita da Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia. L’adozione delle tecnologie dell’Informazione e della comunicazione continua a crescere nel mondo, spinta da un costante calo dei prezzi telefonici e della banda larga. 2,3 miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, sono connesse a internet, in aumento rispetto allo scorso anno dell’11%, mentre il numero di connessioni mobili è cresciuto lo scorso anno di 600 milioni, per raggiungere quota 6 miliardi, ossia l’86% della popolazione.
23-25 ottobre 2012 Silvio Berlusconi dichiara in un video di voler rinunciare a ricandidarsi come leader del centro destra e lancia le primarie del Popolo della Libertà.
26 ottobre 2012 L'ex premier italiano Silvio Berlusconi viene condannato a 4 anni di carcere (di cui tre condonati) per il processo per frode fiscale sull'acquisizione dei diritti del gruppo Mediaset essendo considerato “delinquente naturale” e reagisce minacciando di far cadere il governo Monti.
26 ottobre 2012 Si dimette il Consiglio Regionale della Lombardia e, contemporaneamente viene avviato dopo le dimissioni del Presidente della Giunta Polverini il processo di rinnovo elettorale del Consiglio Regionale del Lazio.
La rinuncia e la condanna di Berlusconi segnano un’ulteriore tappa dello sfaldamento della seconda repubblica a sei mesi dalla scadenza della legislatura. L’affermazione di Beppe Grillo alle regionali siciliane apre una lunga campagna elettorale dall’esito molto incerto
27 ottobre 2012 Il leader di Al-Qaida, Ayman al-Zawahiri, invita i musulmani a sequestrare gli occidentali in un video postato sui siti islamici, allo scopo di "liberare i nostri uomini loro prigionieri".
28 ottobre 2012 Alle elezioni regionali siciliane con la più bassa affluenza (sotto il 47,5%). Vince l’alleanza di centro-sinistra guidata da Rosario Crocetta che raccoglie poco meno del 30,5% conquistando complessivamente 30 seggi (14 il PD, 11 l’UDC e 5 la lista Crocetta) Tiene il PDL di Alfano che con circa il 25,7% e 20 seggi (di cui 12 al PDL, 4 alla lista Musumeci Presidente, 4 a Cantiere Popolare e 1 al listino Musumeci) blocca l’emorragia del centrodestra ma con un candidato de La Destra Nello Musumeci, disturbato peraltro da Forza Sud del dissidente Miccichè sostenuto dagli autonomisti del governatore uscente Lombardo che raccoglie oltre il 15,4% e 15 seggi (di cui 10 al Partito dei Siciliani MPA e 5 a Grande Sud Miccichè). Significativa l’affermazione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che con il suo candidato Giancarlo Cancelleri conquista poco meno del 18,2% con 15 seggi. Delude la lista della sinistra radicale di Giovanna Marano che conquista solo il 6%. Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica dell’isola con il 14,88%. Precede il PD sceso al 13,43%, il PDL naufragato al 12,91 % ormai tallonato dall’UDC fermo al 10,84% e dal Partito dei Siciliani al 9,53% e dalle liste dei candidati governatori Crocetta Presidente 6,17%), Grande Sud (6,02%), da Cantiere Popolare 5,85%) e Musumeci Presidente (5,60%). Fuori dal Parlamento perché sotto la soglia di sbarramento del 5% oltre a SEL (con un magro, 3,06%) e Italia dei Valori (3,53%) anche Futuro e Libertà per l’Italia (ferma al 4,38%) e altre liste minori (Forconi, Alleanza di Centro, Rivoluzione Siciliana, Unione Democratica per i Consumatori, Sturzo Presidente, Partito Comunista dei Lavoratori). Il Presidente Crocetta dispone solo di una maggioranza relativa a Palazzo dei Normanni.
29 ottobre 2012 Anche nel Regno Unito finiscono le trasmissioni televisive analogiche. Si conclude il processo di switch over nel Regno Unito. Nell’occasione cessa il primo servizio di teletext della BBC con il sistema Ceefax.
31 ottobre 2012 Il Governo Monti in Italia approva il "riordino delle Province", che a partire dal 2014 scenderanno da 86 a 51. Tra gli accorpamenti più discussi, Livorno con Pisa, Chieti con Pescara e Avellino con Benevento. Le Giunte Provinciali invece spariranno già dal gennaio 2013.
31 ottobre- 1 novembre 2012 Sky Italia lancia Sky Arte HD, il primo canale italiano interamente dedicato all’argomento nei suoi molteplici aspetti - dalla letteratura alla fotografia, passando per i festival, la musica, le arti digitali, la grafica, il design e naturalmente la pittura e la scultura, dando grande visibilità alle straordinarie risorse culturali del Paese e ai suoi nuovi talenti, proponendosi come vetrina per il patrimonio artistico e culturale italiano. Nel 500esimo anniversario dell’inaugurazione della Cappella Sistina; avvenuta il 31 ottobre 1512, quando Giulio II svelava la volta del Giudizio Universale, il canale apre le trasmissioni con una speciale docu-fiction: “Michelangelo - Il cuore e la pietra”, produzione originale, interpretata da Rutger Hauer, nella quale gli spettatori possono vedere per la prima volta le immagini dei bozzetti preparatori della Cappella Sistina. Il nuovo canale vuole raccontare le migliori espressioni artistiche in tutti gli ambiti con un focus sul design e sull’arte contemporanea, due settori d’eccellenza per la creatività italiana nel mondo. In palinsesto reportage, magazine, rubriche e programmi di edutainment e infotainment, ma anche reality a tema arte e ritratti inediti dei protagonisti. Sky Arte HD nasce, quindi, per proporsi come un interlocutore privilegiato, per gli artisti, le istituzioni e le grandi manifestazioni culturali che vogliano dare visibilità, anche internazionale, al loro operato. Tra gli obiettivi c’é infatti la distribuzione internazionale dei programmi principali, in partnership con i principali canali dedicati all’arte di tutto il mondo. La scelta di puntare, anche in questo caso, sull’eccellenza delle produzioni originali italiane rappresenta un’ulteriore scommessa sulla professionalità di tanti giovani talenti, a cui verrà offerta la possibilità di sperimentare nuovi format e nuovi linguaggi. Sky Arte HD sarà anche una nuova occasione per ‘fare sistema’, creare sinergie e stringere partnership con istituzioni pubbliche locali e nazionali, investitori e soggetti culturali per favorire lo sviluppo di un settore che ha grandi potenzialità e che può dare un contributo alla ripresa economica del paese.
31 ottobre 2012 Viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello e le Città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione. La riforma sarà in vigore a decorrere dal 1º gennaio 2014, anche se numerosi ricorsi presso la giustizia amministrativa sono stati presentati da diverse Regioni.
31 ottobre 2012 Lancio in 11 città del Regno Unito del servizio di telefonia mobile di quarta generazione in banda 1800 MHz da parte dell’operatore EE detenuto da France Télécom e Deutsche Telekom. Prevede di coprire il 98% del territorio entro la fine del 2014
Novembre 2012 La disoccupazione negli Stati Uniti scende sotto la soglia dell’8%. E’ uno dei segnali di ripresa che spingono il Presidente Obama verso il suo secondo mandato
Novembre 2012 Il Presidente egiziano Morsi emette un decreto che impedisce alla magistratura di contestare le sue decisioni, ma rinuncia dopo le proteste popolari.
6 novembre 2012 Si svolgono le cinquantasettesime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il presidente uscente il democratico afroamericano Barack Obama si conferma alla Casa Bianca con il 51% dei consensi conquistando 332 mandati dai grandi elettori, sconfiggendo il candidato repubblicano Mitt Romney, che, con il 47,3%, conquista 206 mandati. E’ il terzo Democratico in 72 anni a riuscire nella rielezione (dopo Roosevelt, e Clinton nel 1996).
8 novembre 2012 La Commissione europea pubblica i risultati dello studio Broadband Coverage in Europe che misura i progressi compiuti dagli Stati membri in termini di copertura a banda larga e dal quale si evince che la copertura HSPA ha raggiunto in Europa il 95%, superando quindi il DSL (92%) e con una diffusione superiore a quella di tutte le tecnologie broadband standard messe insieme. LTE, invece, è ancora fermo a meno del 9%. Due degli obiettivi chiave dell’Agenda digitale europea prevedono la copertura di tutti i cittadini con connessioni a banda larga basic entro il 2013 e con velocità di almeno 30 Mbps entro il 2020. Dai dati emerge che l’infrastruttura broadband italiana basic è più avanti della media europea per quanto riguarda la copertura totale standard (al 98,5%) e l’HSPA (95,5%). Superiore alla media anche la copertura standard nelle aree rurali all’89% contro una media Ue del 78%. Leggermente inferiore alla media, invece, la copertura HSPA nelle aree rurali (76,4%) “L’Italia – rileva lo studio – ha una copertura standard alta e uniforme: nelle due città più densamente popolate, Milano e Napoli, la copertura è al 100%. Nelle altre aree è almeno al 96%”. A livello europeo, la banda larga ‘basic’ ha raggiunto oltre 200 milioni di abitazioni, pari al 95,7% del totale. In questo quadro il ministro Passera ha affermato oggi in Parlamento che il Governo ha “trovato 150 milioni di euro di fondi pubblici che pensiamo di triplicare con l’aiuto degli enti locali e dei privati”.L’obiettivo è di arrivare a una copertura totale del territorio nazionale entro il 2013. Con il decreto Crescita 2.0, il Governo Monti aveva già provveduto a stanziare delle risorse per l’azzeramento del digital divide: nello specifico, si tratta di 150 milioni per portare la banda larga in aree a fallimento di mercato nel Centro Nord (es. comunità montane e piccoli comuni) in una logica di attivazione di maggiori risorse regionali e private, che vanno ad aggiungersi ai 600 milioni di euro già disponibili per portare la banda larga e ultralarga nel Mezzogiorno, per un totale di 750 milioni di euro. Sono state altresì introdotte una serie di misure volte ad agevolare la diffusione della banda ultra larga semplificando gli adempimenti normativi (esenzione dalla tassa per l'occupazione del suolo e del sottosuolo per gli scavi per la posa di fibra ottica)
9 novembre 2012 Secondo indiscrezioni, i vertici di Viale Mazzini starebbero valutando col governo la possibilità di trasformare l’abbonamento in una tassa da pagare con la dichiarazione dei redditi. Il canone Rai potrebbe presto diventare una tassa che sarebbe prelevata direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, come già avviene per tante altre voci, come rifiuti o servizi pubblici. Stando ad alcune indiscrezioni, infatti, il Governo e il presidente della Tv pubblica, Anna Maria Tarantola, col direttore generale Luigi Gubitosi, sarebbero già al lavoro su questa proposta. In termine tecnico è quello di “fiscalità generale” ed è l’operazione che si effettua quando un costo per lo Stato viene fatto pagare all’universo dei contribuenti. In altre parole, si tratterebbe di trasformare l’abbonamento Rai, in una tassa da cui nessuno potrà sfuggire. Una dei nodi cruciali della Rai è, infatti, proprio l’evasione del canone che ogni anno determina un ammanco d’introiti per 500 milioni di euro. Questo va ad aggiungersi ad altre criticità per la Tv pubblica, come il peggioramento dei conti, lo sbilancio tra ricavi e costi; la contrazione della raccolta pubblicitaria; l’andamento del costo del lavoro; gli esborsi per le consulenze esterne. Dall’ultima semestrale è emerso un quadro scoraggiante: perdite per 129 milioni di euro, che per fine anno arriveranno a circa 200 milioni. Il canone, unica fonte stabilmente in crescita rispetto alle altre entrate, ormai rappresenta più del 55% dell’intero ammontare dei ricavi della Rai.
10 novembre 2012 Tempesta alla BBC dopo la messa in onda del servizio nel quale si accusava di pedofilia Lord McAlpine, noto esponente tory dell’era Thatcher, sulla base di fatti rivelatisi infondati e che hanno determinato una serie di dimissioni a catena. George Entwistle rassegna le dimissioni da Direttore Generale della BBC sostituito temporaneamente da Tim Davie.
12 novembre 2012 Dopo le dimissioni del Direttore Generale anche Iain Overton- direttore del no-profit Bureau of Investigative Journalism che ha coprodotto il servizio incriminato rassegna le dimissioni, seguito da altri due dirigenti della BBC, la responsabile del settore news, Helen Boaden, e il suo viceStephen Mitchell.
La fondazione che governa l’ente, vincitore di diversi premi per il suo giornalismo di qualità, ha annunciato che è in corso “un’indagine per stabilire il ruolo avuto dal Bureau in questa storia”. Intanto, diversi parlamentari di Westminster, sia conservatori che laburisti, hanno criticato la decisione di riconoscere al dimissionario direttore generale della BBC, George Entwistle, un’indennità di buonuscita pari a un anno di salario, ovvero 450.000 sterline, nonostante abbia ricoperto l’incarico per soli 54 giorni. Una decisione giudicata “inappropriata” e “non giustificabile”. La BBC ha fatto sapere che si è trattato di una decisione presa con totale consenso e che riflette anche il fatto che Entwistle “continuerà ad aiutare la BBC, in particolare rispetto alle ragioni interne in corso”. Ma le parole usate dal presidente della BCC, Lord Patten, non lasciano adito a dubbi di sorta: Entwistle ha pagato per quel “giornalismo scadente, inaccettabile”.
13 novembre 2012 Lettera della Commissione Europea all’Agcom in cui sono state raccolte le “prime osservazioni” sulla nuova gara, così come previsto dal decreto legge. L’Unione Europea chiede all’Agcom più spazio per i new entrant Bruxelles avrebbe richiesto di allungare il periodo di assegnazione delle frequenze rispetto ai cinque anni previsti, per permettere il recupero degli investimenti dei nuovi entranti, per i quali la Commissione “ha sempre sostenuto che l’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre deve rappresentare un’opportunità”, ovvero favorirendo l’ingresso in questo settore di “nuovi operatori e piccole emittenti”. In questo senso, al fine di evitare che il prezzo dell’asta funzioni da "disincentivo" per la partecipazione di nuovi operatori, il Commissario alla concorrenza Almunia avrebbe chiesto tra le altre cose anche di fissare un valore minimo per la gara. Al di là delle norme, gli ultimi sviluppi della procedura per l’assegnazione delle frequenze per il digitale terreste, ha rilevato il portavoce di Almunia, sono oggetto di un “attento monitoraggio” nel quadro della procedura d’infrazione aperta su questo fronte da Bruxelles nel 2006, per l’insufficienza di spazio riservato ai nuovi entranti con il passaggio dal sistema analogico a quello digitale, e mai chiusa. "L'Agcom – hanno scritto Almunia e il Commissario Neelie Kroes nel parere inviato al presidente dell’Autorità Angelo Cardani - è obbligata a rispettare" la legge, ma l'Autorità può "disapplicare le norme nazionali contrarie a quelle europee". In altre parole, i due Commissari hanno ricordato che l’Agcom, dopo essersi consultata con la Ue, può riscrivere i criteri approvati dal governo col decreto dello scorso aprile con cui veniva cancellata la precedente assegnazione in beauty contest. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dino Piero Giarda, che ha ricordato che le regole e le procedure per l'avvio della gara vanno stabilite, come previsto dalla legge, dall'Agcom. Solo dopo la pubblicazione del regolamento dell'Autorità, la gara potrà essere indetta dal Ministero dello sviluppo economico. La stessa Agcom ha già avviato il provvedimento della definizione delle regole d'asta, inviando successivamente al MISE una lettera in cui comunicava l'iter del procedimento. Giarda ha puntualizzato che “Il procedimento per la definizione delle regole di gara propedeutico all'avvio dell'asta, infatti, è composto da fasi intermedie, i cui tempi non sono comprimibili ed in alcuni casi non sono direttamente imputabili all'azione dell'Autorità o del Ministero dello sviluppo economico. Ciò in quanto vengono chiamati in causa organismi terzi - nel caso specifico, è prevista dalla legge l'interlocuzione con gli uffici della Commissione europea - e perché necessita di tempi consoni alle procedure amministrative, quali la consultazione pubblica, così come previsto dalla legge n. 44 del 2012 di conversione del decreto-legge”. Per Giarda, l'Agcom, considerando che la stessa procedura di gara è funzionale alla possibile risoluzione della procedura d'infrazione avviata dalla Commissione contro l’Italia, ha ritenuto opportuno acquisire l'orientamento della Commissione attraverso due diverse fase interlocutorie: la prima, durante l'elaborazione dello schema di provvedimento da sottoporre a consultazione pubblica; la seconda, nella fase di adozione del provvedimento finale. “I contatti con la Commissione Ue nella fase di predisposizione dello schema di provvedimento – ha spiegato ancora Giarda - sono da considerarsi come atti interni funzionali a una decisione che compete solo all'Agcom, di cui si conosceranno gli esiti solo nel momento della pubblicizzazione”. La decisione, ha puntualizzato il Ministro, sarà, inoltre, sottoposta a consultazione pubblica e ciò consentirà di valutarne gli effetti ad ampio raggio, inclusi gli aspetti riguardanti i proventi dell'asta e l'eventualità di utilizzarli per riequilibrare distorsioni nel mercato televisivo.
14 novembre 2012 La BBC celebra i primi novant’anni di trasmissioni radiofoniche
15 novembre 2012 l’Agcom ha approvato, con due astensioni (quelle dei consiglieri nominati dal centrodestra), lo schema di provvedimento che accoglie le richieste della Ue Il disciplinare di gara per le frequenze del digitale terrestre, con le modifiche apportate accogliendo i rilievi mossi dalla Commissione Ue, è stato sottoposto dall’Agcom a consultazione pubblica per 30 giorni. Sei i multiplex messi all’asta: tre del sottoinsieme U (lotti U1, U2, U3), quelle più pregiate, con un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata, per consentirne l’uso agli operatori tlc, così come stabilito anche in sede ITU; tre del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3), di qualità inferiore e non in grado di trasmettere in tutte le regioni, destinati alla sola TV per 20 anni. I tre mux di tipo U, che sono quelli a cui si riferisce Passera, dovranno, quindi, essere restituiti, inderogabilmente, al 31 dicembre 2017. Ovviamente in base al regolamento, la base d'asta per i mux di tipo U si abbasserà notevolmente, visto l'obbligo a restituirle tra 5 anni. Impensabile, quindi, che possano ancora valere le precedenti stime. Mediobanca parlava addirittura di un bene stimabile in 1-1,2 miliardi di euro. Ma, come ha fatto notare Passera, produrranno grosse entrate una volta che saranno riconvertite per i servizi LTE. L’Autorità ha specificato che “solo per i tre lotti L è prevista una riserva per particolari categorie di soggetti (nuovi entranti e piccoli operatori)” e che “alla gara per i lotti U possano partecipare tutti gli operatori considerato che, al momento, nessuno ha raggiunto il cap di 5 multiplex DVB-T”. Rai e Mediaset, infatti, posseggono quattro multiplex per il digitale terrestre e un multiplex per altre trasmissioni (Rai per il DVB-T2 e Mediaset DVB-H). Secondo quanto previsto dallo schema di regolamento, ora pubblicato sul sito dell’Agcom, i due broadcaster potranno partecipare alla gara, ma, per farlo, non potranno chiedere di trasformare in canali digitali le altre tecnologie già acquisite. L’Autorità ha poi deciso, in linea con la legge 44 del 2012 - che ha dato avvio alla procedura di gara -, di riservare un diverso trattamento alle frequenze della banda 700 MHz, destinate in futuro all’LTE, tutto questo, anche per un uso efficiente delle risorse frequenziali. Sei i multiplex messi all’asta: tre del sottoinsieme U (lotti U1, U2, U3), quelle più pregiate, con un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata, per consentirne l’uso agli operatori tlc, così come stabilito anche in sede ITU; tre del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3), di qualità inferiore e non in grado di trasmettere in tutte le regioni, destinati alla sola TV per 20 anni. I tre mux di tipo U dovranno, quindi, essere restituiti, inderogabilmente, al 31 dicembre 2017.
17 novembre 2012 Andrea Riccardi e Luca Cordero di Montezemolo lanciano il Manifesto per la Terza Repubblica invitando il Presidente del Consiglio Monti a scendere in campo per guidare un’alleanza trasversale ponendola al centro dello scacchiere politico italiano
19 novembre 2012 Scade la seconda fase di presentazione delle offerte non vincolanti per la vendita di Telecom Italia Media. in corsa ci sono Clessidra, Discovery Channel e 3 Italia. tando alle indiscrezioni, la società americana di John Malone, Discovery Channel, già presente sul mercato italiano con 5 canali, vorrebbe acquistare solo le due emittenti Tv – La7 e MTV - per 100 milioni di euro, al netto dai debiti. Clessidra ha offerto 380 milioni per l’intero pacchetto, tv e mux, sempre senza debiti. 3 Italia, controllata dalla società di Hong Kong H3G, avrebbe messo sul piatto 320 milioni di euro, per entrambi gli asset.
22 novembre 2012 Morsi promulga una Dichiarazione costituzionale che gli consente di legiferare per decreto e di annullare decisioni giudiziarie già in corso. Morsi si attribuisce con decreto amplissimi poteri anche nel campo del potere giudiziario. Il fine ufficiale del raìs sarebbe quello di rendere non impugnabili i suoi decreti presidenziali per mettere al riparo da ogni pretestuoso intoppo il lavoro dell'Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova Costituzione. Riprendono le contestazioni contro Morsi e qualcuno lo paragona a Mubarak
22 novembre 2012 Il Ministro alla Cultura, Lorenzo Ornaghi, ha confermato il proprio ‘convinto sostegno’ alle iniziative del governo francese, anche in sede europea, a tutela del diritto d’autore, attraverso una nuova normativa, che tenga conto dell’utilizzo crescente delle nuove tecnologie. Il riconoscimento agli editori di uno specifico diritto d’autore connesso alle attività d’indicizzazione effettuate dai motori di ricerca è, infatti, un problema urgente, comune a Germani a Francia e Italia. Entro fine mese, se Google non riuscirà a trovare l’accordo con gli editori (il governo francese ha anche nominato un mediatore ndr) a gennaio verrà approvata nell’Esagono una legge per far pagare a Big G una sorta di diritto d’autore ai giornali per i contenuti che indicizza sul suo motore di ricerca. Questa iniziativa legislativa fa seguito a quella in Germania, dove a fine novembre il Parlamento voterà sulla proposta di legge che prevede di far pagare ai motori di ricerca una tassa sui contenuti indicizzati
22 novembre 2012 Tony Hall è designato come Direttore-Generale dellka BBC. Entrerà in carica a partire da marzo 2013
25 novembre 2012 Alla vigilia della Conferenza di Dubai Il Presidente Esecutivo di Telecom Italia Franco Bernabè denuncia lo strapotere delle piattaforme Over the Top come Google, Facebook Twitter e My Space che da sole capitalizzano il doppio di tutte le maggiori società di telecomunicazioni nel mondo beneficiando di due vantaggi indiscutibili: da un lato non investono in infrastrutture e forniscono per l’appunto servizi “sopra la Rete”, dall’altro godono negli Stati Uniti di leggi sulla privacy meno restrittive di quelle a cui sono sottoposti in Europa gli operatori di servizi di telecomunicazioni
25 novembre 2012. Primo turno delle primarie del Partito Democratico. Lo sfidante Matteo Renzi costringe al ballottaggio il segretario del partito Pier Luigi Bersani raccogliendo consensi soprattutto nel centro nord e in particolare nelle regioni rosse.
26 novembre 2012 Roberto Viola, Vice Direttore generale della DG Connect, Direzione Generale Communications Networks, Content and Technology della Commissione Europea annuncia la preparazione di un Libro Verde: "Ci stiamo domandando innanzitutto che cosa crea un ecosistema europeo di successo, consapevoli che i nostri prodotti arrivano in larga misura dagli Stati Uniti. La creazione di valore è un aspetto molto importante della riflessione che stiamo per lanciare. Poi ci sono i temi della protezione del valore in un sistema interconnesso, il copyright, il pluralismo, la protezione dei minori e, naturalmente, uno sforzo grande l’Europa lo sta facendo sull’accesso e sulla banda larga".
28 novembre 2012-Accordo tra Sky Italia e Samsung: Sky Italia e Samsung Electronics Italia annunciano che Sky Go – il servizio scelto da oltre 1,1 milioni di famiglie abbonate che porta la tv fuori casa e consente agli abbonati della pay-tv di accedere gratuitamente sul proprio smartphone a un’ampia selezione di canali della piattaforma – è ora disponibile anche sui dispositivi Samsung Galaxy SII, Galaxy SIII, Galaxy Note e Galaxy Note II
28 novembre 2012 Duello Bersani Renzi in uno speciale di Rai Uno e del TG1 moderato da Monica Maggioni alla vigilia del secondo turno. per il ballottaggio delle primarie del centrosinistra si è aggiudicato la serata auditel conquistando l’attenzione di ben 6 milioni e mezzo di telespettatori pari al 22.85% di share.
29 novembre 2012 Il Consiglio AGCOM approva la Delibera n. 587/12/CONS) Approvazione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo ai sensi dell'articolo 45, comma 4, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. (Triennio 2013-2015)
29 novembre 2012 Il Consiglio di Amministrazione della Rai approva le proposte del direttore generale Luigi Gubitosi relativamente alle nomine alla direzione delle tre principali Reti. Il cattolico Giancarlo Leone è il nuovo direttore di Rai Uno al posto di Mauro Mazza. Angelo Teodoli, esponente laico del centrodestra è il nuovo direttore di Rai Due al posto di Pasquale D’Alessandro. Infine Andrea Vianello, vicino al centrosinistra è il nuovo direttore di Rai 3 subentrato ad Antonio Di Bella. Marcello Ciannamea è il nuovo Direttore dei Palinsesti. Il cattolico Mario Orfeo è indicato come nuovo Direttore del TG1 al posto di Alberto Maccari
29 novembre 2012 La Palestina diventa Stato osservatore non membro delle Nazioni Unite con 138 voti favorevoli, 41 astenuti e 9 contrari.
30 novembre 2012 Secondo dati forniti da Eutelsat in collaborazione con Ipsos, in Italia a fin2 novembre 2012 una famiglia su tre a novembre 2012 riceve la televisione in diffusione diretta via satellite. Su 24,7 milioni di famiglie televisive ben 8,2 milioni sarebbero dotate di un impianto di ricezione diretta via satellite, 16 milioni continuano a ricevere i programmi in radiodiffusione terrestre e solo 250 mila attraverso piattaforma IPTV. Dei 7,3 milioni collegati alla flotta Hot Bird a 13 gradi est, 4,86 milioni sarebbero abbonate a Sky Italia di cui ¾ all’offerta in alta definizione, mentre 1,5 milioni ricevono via satellite l’offerta in chiaro attraverso la piattaforma TVSAT già disponibile sulle reti digitali terrestri.
30 novembre 2012 Il numero di abbonati alla piattaforma Sky Italia cala a 4,86 milioni, gli utili scendono a 23 milioni di dollari, in questo caso pesa soprattutto la forte spesa Olimpiadi (70 milioni di dollari)
Dicembre 2012 In Egitto la nuova Assemblea costituente, con maggioranza islamica, approva la bozza della nuova Costituzione, che aumenta il ruolo dell'Islam e limita la libertà di parola e di riunione. Un referendum approva la nuova Costituzione: proteste dell'opposizione laica, dei cristiani e delle associazioni femminili.
2 dicembre 2012 Secondo turno delle primarie del centro sinistra dopo numerose polemiche su chi è ammesso al voto: Pier Luigi Bersani sarà il candidato della coalizione di centrosinistra alle elezioni politiche del 2013. Sconfigge nettamente lo sfidante Matteo Renzi, beneficiando largamente del sostegno degli altri candidati sconfitti al primo turno. Decisivo il riporto dei voti raccolti dall’esponente di Sinistra e Libertà Nicky Vendola
3-14 dicembre 2012 Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali (WCIT-12) a Dubai per rivedere le Regole Internazionali sulle Telecomunicazioni Ha aperto i battenti oggi a Dubai la Conferenza Mondiale sulle telecomunicazioni (WCIT-12) nell’ambito della quale per 11 giorni i 193 paesi membri dell’ITU (l’agenzia ONU che si occupa di telecomunicazioni) rinegozieranno – per la prima volta dal 1988 – il Trattato che regola il settore a livello mondiale.
Quando le regole internazionali sulle telecomunicazioni (ITRs) sono state ratificate 24 anni fa, internet e gli smartphone praticamente non esistevano e le comunicazioni erano soltanto vocali. Appare dunque inevitabile aggiornare le regole per adattarle al nuovo contesto tecnologico. Sullo sfondo del Summit si sta giocando una battaglia (a colpi di lobby) che – usando lo schermo della libertà della rete – nasconde motivazioni anche economiche con l’obiettivo di mantenere inalterato l’attuale modello di gestione di internet, favorevole solo alle web company americane che coi loro contenuti hanno invaso le reti senza investire nella loro realizzazione. Un modello operativo che può portare solo al degrado dell’infrastruttura Secondo l’invito del rappresentante italiano Giancarlo Innocenzi Botti la UN Broadband Commission istituita nel maggio 2010 su iniziativa congiunta dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) e dell’UNESCO, allo scopo di promuovere lo sviluppo della banda larga potrebbe assumere un ruolo di mediazione nell’acceso dibattito che ne è scaturito. “Sul tema ITR – ha dichiarato - si è aperto uno scontro molto duro tra lobby, che sta crescendo ogni giorno di più. Il dibattito si gioca tra la proposta ETNO (ovvero i principali operatori Tlc europei) da una parte e dall’altra i cosiddetti Over-the-Top (Google, Apple, Amazon, Netflix, Facebook ecc.) aziende tutte americane e tutte responsabili di una insostenibile occupazione di banda senza alcuna contropartita economica, accanto alle quali si sono schierati gli Stati Uniti con uno spiegamento di forze imponente” con una campagna lobbistica centrata essenzialmente sulla necessità di non toccare internet perché in tal caso si farebbe il gioco dei paesi antidemocratici e si minerebbe il principio della libertà di rete e della libertà d’espressione. Come è noto ETNO, l’associazione dei principali operatori di telecomunicazioni europei, ha proposto di risolvere l’uso predatorio della rete da parte dei queste web company:. ETNO propone una soluzione basata su accordi commerciali tra le parti, per assicurare un’offerta basata sul principio della Quality of Service, una soluzione che può interessare e convenire a tutte le parti in causa, comprese le web company e gli stessi consumatori, assicurando un uso della banda ottimizzato.
4 dicembre 2021 Da oggi è operativo il Consiglio dell’Organo di Vigilanza sulla parità di accesso alla rete di Telecom Italia” presieduto da Antonio Sassano
4 dicembre 2012Google attacca il WCIT12, che si propone di aggiornare le regole internazionali sulle telecomunicazioni (ITRs). Google non ci sta e accelera con la sua campagna ‘Take Action’, dando alla sua protesta, in modo del tutto fazioso, la connotazione di una battaglia a difesa della libertà della rete Sull’apposita pagina web, alla quale si accede dalla homepage del motore di ricerca, c’è scritto in evidenza “Un mondo libero e aperto dipende da una Rete libera e aperta. I governi, da soli, non dovrebbero decidere del futuro di Internet a porte chiuse. I miliardi di persone in tutto il mondo che utilizzano Internet devono poter far sentire la propria voce“.Big G arriva addirittura a parlare di minacce per la libertà, di atteggiamenti di censura. La volontà dell’ITU di riformare la governance d’internet e favore di un’organizzazione multilaterale, appare a Mountain View come un ‘progetto pericoloso’. Il tutto mentre uno dei suoi più grandi competitor, Microsoft, l’accusa di ‘manipolare’ i risultati del motore di ricerca. Un’accusa non del tutto nuova, visto che proprio dal sospetto che Big G modifichi le query a favore dei proprio servizi è partita l’indagine delle Autorità antitrust USA e Ue. Ma questa volta Microsoft aggiunge che l’algoritmo è ‘ritoccato’ per mettere ai primi posti della ricerca gli annunci a pagamento. Il gruppo di Redmond, in vista dell’imminente chiusura del dossier da parte della Federal Trade Commission, fa di più e lancia un video-denuncia molto chiaro: “Google vi frega” (Been Scroogled? We want to know.) In altre parola, chi porta denaro alle casse di Google ottiene posizioni vantaggiose nei risultati di ricerca, piazzandosi nelle prime posizioni.Del resto, che le query fossero influenzati dall’intervento umano, non è un mistero. In questi giorni, poi, Google ha pubblicato anche un documento, 160 pagine, con una lista d’istruzioni fornite ai dipendenti per affinare i risultati di ricerca. Pare che la società abbia assunto 1.500 tecnici per perfezionale l’eSearch. Microsoft invita, quindi, gli utenti a non farsi ‘irretire’, proprio in questo periodo per il quale si prevede un boom dei servizi eCommerce per le compere natalizie, e a usare il proprio motore di ricerca, Bing.
5 dicembre 2012 Non riceve il sostegno sperato la proposta, avanzata ieri da Usa e Canada al WCIT-12, volta a limitare le regole ITU ai soli operatori telefonici, lasciando fuori dalla loro portata le web company come Google, Facebook o Amazon. La proposta sottoposta dagli Usa al WCIT-12 è un testo di appena tre pagine ma da cui emerge la chiara volontà degli Usa – che rappresentano appena l’11% degli utenti internet mondiali – di imporre la propria posizione (e quella delle sue web company) al resto del mondo: “Internet si è evoluto per operare in un ambiente separato e distinto che va al di là del campo di applicazione o del mandato delle ITRs o dell’ITU”, si legge nella proposta, che prosegue sottolineando come i gruppi che hanno finora alimentato lo sviluppo di internet – l’Internet Engineering Task Force (IETF), il World Wide Web Consortium (W3C), il Regional Internet Registries (RIRs) e l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) – “sono in grado più dell’ITU di rispondere con la velocità e la flessibilità richiesta in questo ambiente in rapida evoluzione”. La proposta conclude con l’affermazione che “gli Stati Uniti si oppongono all’aggiunta di disposizioni alle ITRs che potrebbero essere interpretate per restringere le scelte a disposizione dei governi nella regolamentazione dei loro sistemi nazionali di telecomunicazione”. “Vogliamo assicurarci che (la revisione del Trattato) resti rigorosamente concentrata sul settore telecom”, ha quindi affermato l’ambasciatore Usa Terry Kramer. Il rappresentante Usa sperava in una rapida approvazione della richiesta americana. Ma così non è andata. Intanto in parlamento l’opposizione repubblicana accusa Obama di ipocrisia: non è corretto propugnare la libertà del web a livello mondiale e poi sostenerne la regolamentazione sul mercato domestico: sostiene Greg Walden – presidente della sottocommissione sulle comunicazioni e le tecnologie della Camera – punta il dito contro le regole della FCC sulla neutralità della rete. Sarebbero, dice, “un esempio della regolamentazione invasiva del governo su internet”. Le regole richiedono ai fornitori di servizi internet di offrire accesso a tutti i siti allo stesso modo. Nell’ottica delle politiche Usa sulla banda larga, improntate alla massima deregulation, i detrattori delle regole sulla net neutrality ritengono che queste norme siano un ostacolo inutile al business, mentre i loro sostenitori le considerano essenziali per un internet aperto ed egualitario. Nel mirino di Walden anche un provvedimento – in corso di elaborazione – sulla cybersicurezza, che ostacolerebbe la capacità degli Usa di criticare i paesi che cercano di controllare internet. Il provvedimento incoraggerebbe gli operatori che gestiscono infrastrutture critiche di soddisfare standard minimi di sicurezza.
6 dicembre 2012 In seguito all’annuncio dopo vari tira e molla di ennesima discesa in campo di Berlusconi il Pdl minaccia la crisi al governo Monti L’Agenda digitale passa in Senato, ma lo strappo del Pdl apre il caso. Il Decreto vittima dei giochi politici Il Pdl si astiene da voto di fiducia e il Pd si dice già pronto per le elezioni. Che fine farà il Decreto Crescita 2.0 di cui tutti avevano chiesto l’approvazione urgente per il rilancio dell’economia digitale del nostro Paese? Con 127 voti favorevoli, 17 contrari e 23 astensioni, passa in Senato il Decreto Sviluppo bis. Accolto, quindi, il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 3533 di conversione del decreto-legge n. 179, (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), in scadenza il 18 dicembre, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo attende adesso il via libera dalla Camera, ma se questi sono i presupposti, la strada si presenta già in salita. Il Pdl ha, infatti, deciso di non partecipare al voto, pur garantendo il numero legale, “per esprimere nelle forme regolamentari consentite il passaggio del nostro gruppo a una posizione di astensione nei confronti del Governo".
6 dicembre 2012 Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia dà parere favorevole allo scorporo della Rete che potrebbe essere ceduta ad una società con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti
6 dicembre 2012 Rapporto Censis, italiani meno teledipendenti e più social. Il 42% è su Facebook Palinsesti su misura costruiti online. La penetrazione internet si attesta al 62,1%.
Gli italiani, meno teledipendenti, più digitali, ma senza stampa. E’ quanto emerge dalla 46a edizione del Rapporto Censis sui più significativi fenomeni socio-economici del Paese, presentato oggi a Roma. Nella parte relativa a media e comunicazione, si rileva che la televisione ha un pubblico che coincide con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011), con aggiustamenti che dipendono dalla progressiva sostituzione del segnale analogico con quello digitale, dal successo consolidato delle tv satellitari (+1,6%), dalla maggiore diffusione della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Sono cambiati e aumentati i modi per guardare la tv. Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi dai siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti d’informazione o intrattenimento su misura. Queste percentuali aumentano nel segmento di popolazione più giovane, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6% tra gli internauti 14-29enni.
Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: la ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7%). Ma cresce la radio via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%). I cellulari (utilizzati dall’81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani di 14-29 anni (54,8%). E questi ultimi utilizzano il tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%).
La penetrazione di Internet ha guadagnato 9 punti percentuali nell’ultimo anno e oggi l’utenza si attesta al 62,1% degli italiani (erano il 27,8% solo dieci anni fa, nel 2002). Il dato sale nettamente nel caso dei giovani (90,8%), delle persone più istruite, diplomate o laureate (84,1%), e dei residenti delle grandi città, con più di 500.000 abitanti (74,4%). E continua la forte diffusione dei social network. E’ iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet, che corrispondono al 41,3% dell’intera popolazione e al 79,7% dei giovani. YouTube arriva a un’utenza del 61,7% delle persone con accesso a Internet (pari al 38,3% della popolazione complessiva).
Al tempo stesso, prosegue l’emorragia di lettori della carta stampata: i lettori di quotidiani (-2,3% tra il 2011 e il 2012), che erano il 67% degli italiani cinque anni fa, sono diventati oggi solo il 45,5%. Al contrario, i quotidiani online contano il 2,1% di lettori in più rispetto allo scorso anno, arrivando a un’utenza del 20,3%. Perdono lettori anche la free press, che si attesta al 25,7% di utenza (-11,8%), i settimanali (-1%) e l’editoria libraria (-6,5%). E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.
Il decollo dell’app economy. Tra gennaio e giugno del 2012 il traffico dati registrato sulle schede sim è cresciuto del 12,3% confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Le sim in uso che hanno effettuato traffico dati sono state 21 milioni. E il volume di traffico che in media si può attribuire a ogni singola sim ha registrato un incremento del 21% rispetto al primo semestre del 2011. Negli ultimi dodici mesi il 37,5% dei possessori di mobile device ha scaricato applicazioni gratuite o a pagamento: il 16,4% frequentemente, il 21% qualche volta. In cima alla classifica delle app più scaricate ci sono i giochi (ricercati dal 63,8% di chi ha scaricato applicazioni), poi il meteo (33,3%) e le informazioni stradali (32,5%), con un utilizzo prevalente da parte del pubblico maschile (40,6%) rispetto a quello femminile (21,5%). A seguire, il 27,4% degli utenti mobile che hanno scaricato applicazioni si è orientato su app che portano i social network sul display, il 23,8% app multimediali, il 23,2% app per telefonate e messaggistica istantanea via Internet, il 25,8% app per le news.
Oggi meno di un italiano su due (il 49,7% della popolazione) legge almeno un libro l’anno, con un calo rispetto all’anno precedente del 6,5%. I lettori forti, che leggono almeno dieci libri l’anno, erano nel 2007 il 25,6%, ma nel 2012 sono scesi al 13,5%. I lettori occasionali, che leggono al massimo due libri l’anno, erano l’11,2% nel 2007 e sono vertiginosamente saliti al 41,1% nel 2012. C’è stato un incremento degli eBook letti dell’1% rispetto al 2011, ma sono pochi 2,7 lettori di eBook ogni 100 abitanti. Aumenta, però, il numero di libri digitali immessi sul mercato dalle case editrici: 37.662 titoli a settembre del 2012. Il 37% delle novità italiane viene pubblicato anche in versione elettronica. Oggi si presenta una nuova sfida editoriale: il self publishing. Nel 2011 sono stati rilasciati 1.924 codici Isbn direttamente ad autori per auto-pubblicazioni. Si stimano in circa 40.000 i titoli auto-pubblicati attualmente in catalogo, pari a circa il 5% dei titoli in commercio.
Il 51,2% degli utenti dei social network pubblica informazioni personali, la stessa percentuale vi diffonde fotografie e video propri, il 30,7% comunica le attività che svolge durante la giornata, il 10,7% consente la geolocalizzazione della posizione, il 7,1% pubblica informazioni e fotografie di altri (amici e familiari) e il 7% pubblica notizie sulla propria vita sentimentale. L’esplosione dei social media ha avuto come effetto la moltiplicazione delle informazioni personali in rete. Complessivamente, il 75,4% di chi accede a Internet ritiene che esista il rischio che la propria privacy possa essere violata sul web: il 45,3% teme la pubblicazione da parte di chiunque contenuti e immagini che li riguardano, il 23,5% la registrazione da parte dei motori di ricerca dei propri percorsi di navigazione, il 21,4% l’utilizzo dei propri dati a scopi commerciali, il 14,7% la registrazione della posizione. Il 54,3% degli italiani pensa che sia necessario tutelare maggiormente la privacy per mezzo di una normativa più severa che preveda sanzioni e la rimozione dei contenuti sgraditi, ma il 29,3% crede che ormai sia impossibile garantire la privacy perché in rete non si distingue più tra pubblico e privato, l’8,9% ritiene che sia inutile perché con l’avvento dei social network la privacy non è più un valore e che la condivisione delle informazioni in rete dia maggiori benefici, il 7,6% che non si corrono rischi e che le attuali regole sono sufficienti. C’è poi la questione del ‘diritto all’oblio’ in rete. Il 74,3% degli italiani è convinto che ognuno ha il diritto di essere dimenticato e che le informazioni personali sul nostro passato, se negative o imbarazzanti, dovrebbero poter essere eliminate dal web.
Nel primo semestre del 2012 gli investimenti pubblicitari si sono ridotti nel complesso del 9,7%. Internet è l’unico mezzo a registrare una variazione positiva: +11,2%. Il successo è dovuto alla pubblicità ‘fai da te’ sul web, on-demand, cioè la possibilità per l’utente di interrogare la rete prima di effettuare un acquisto. Il 37,1% degli italiani che hanno accesso a Internet ha l’abitudine di visitare il sito dell’azienda produttrice o venditrice, il 19% chiede consigli nei forum online, il 13,4% cerca le offerte sui siti di vendita online come eBay e il 10,9% sui portali di acquisto collettivo come Groupon, l’11,2% cerca recensioni su YouTube, il 10,5% scambia informazioni attraverso i social network. Negli ultimi dodici mesi il 24% degli italiani ha acquistato un prodotto o un servizio grazie alla segnalazione pubblicitaria vista in televisione, ma al secondo posto per capacità di influenza viene Internet (13,6%), prima di giornali (11,9%), riviste (9,9%) e radio (6,2%). Le famiglie italiane si dichiarano parzialmente soddisfatte del parental control, anche se una significativa percentuale (il 54,5%) puntualizza che il filtro tecnologico in tv a protezione dei minori potrebbe essere efficace, ma bisognerebbe migliorarlo.
6 dicembre 2012 Dopo settimane di tensioni con il governo Monti, il PdL lascia la maggioranza e si astiene sul voto al Senato del DL Sviluppo e alla Camera del DL sulle spese di regioni ed enti locali.
6-7 dicembre 2012 Dopo l’ennesimo colpo di scena e la rinuncia alle primarie per il PDL, Silvio Berlusconi annuncia la sua candidatura a Palazzo Chigi. E’ la quinta volta che il cavaliere scende in campo per le elezioni politiche
8 dicembre 2012 In seguito alle dichiarazioni del segretario del PDL Alfano che annuncia il ritiro del sostegno del suo partito al governo, in serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Monti annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.
8 dicembre 2012 Luigi Zingales, Michele Boldrin, Sandro Brusco e altri intellettuali come Alessandro De Nicola, Carlo Stagnaro e il giornalista Oscar Giannino promuovono Fare per Fermare il Declino, movimento politico di ispirazione liberale e liberista, sebbene esterno e critico verso il centrodestra italiano.
9 dicembre 2012 Morsi per rispondere ai contestatori annuncia che intende sottoporre a referendum il progetto di nuova Costituzione
12 dicembre 2012 Cinque nuove emittenti in chiaro si aggiungono alle attuali 19 tv in chiaro e 9 televisioni a pagamento nel panorama della televisione digitale terrestre francese: Chérie HD promossa dal gruppo NRJ per un pubblico femminile, Equipe 21 di informazione sportiva, numéro 23 dedicata alle diversità, RMC Découverte di documentari del gruppo NexRadio Tv, la rete semigeneralista per le famiglie 6ter del gruppo Métropole 6 e la rete di cinema e fiction del gruppo TF1 HD1. Conseguenza le rete mini pay dei bouquet a pagamento per differenziarsi sono costrette ad offrire sempre più contenuti premium o come avvenuto con Disney Channel a passare in chiaro
15 dicembre 2012 Il referendum sul progetto di nuova Costituzione voluto da Morsi si svolge in dieci governatorati egiziani fra i quali quello de Il Cairo. Mohamed Morsi e i suoi fautori vincono la consultazione che secondo l’opposizione laica, di sinistra e liberale, approva un testo che apre la strada ad alcune interpretazioni rigoriste dell'islam offrendo scarse garanzie per talune libertà Nella capitale e ad Alessandria scoppiano tumulti fra sostenitori ed avversari del nuovo Presidente egiziano
17 dicembre 2012 Il Commissario Kroes presenta la Digital Agenda: Il nuovo Piano Ue sull’economia digitale si concentra su aumento degli investimenti; miglioramento del livello di competenze digitali; innovazione nel settore pubblico; riforma quadro sul diritto d’autore; cybersicurezza e cloud computing. “L‘economia digitale cresce sette volte più veloce del resto dell’economia, ma il suo potenziale è attualmente ostacolato da un quadro politico frammentario”. Per far fronte a questa situazione, a seguito di un approfondito riesame della Digital Agenda For Europe del 2010, la Ue ha adottato oggi una nuova strategia che identifica 7 priorità per l’economia e la società digitale. Una strategia che, se adeguatamente implementata, aumenterebbe il PIL europeo del 5%, ossia 1.500 euro a persona, nel corso dei prossimi 8 anni grazie al conseguente aumento degli investimenti in ICT; al miglioramento del livello di competenze digitali dei lavoratori; all’innovazione nel settore pubblico; alla riforma delle condizioni generali dell’economia fondata su internet. Una riforma che potrebbe inoltre contribuire a creare 1,2 milioni di posti di lavoro, grazie alla sola realizzazione delle nuove infrastrutture, e – sul lungo periodo, considerando l’economia nel suo complesso – creare 3,8 milioni di nuovi impieghi. Per il Commissario Kroes, “Il 2013 sarà l’anno più impegnativo per l’Agenda digitale”, che però si conferma come una strategia irrinunciabile per il rilancio dell’Europa. Essenziale, dunque, “dare priorità all’aumento degli investimenti” nel settore. La nuova strategia presentata mira al rafforzamento della leadership europea del digitale e al completamento, entro il 2015, del mercato unico digitale. Per quanto riguarda nello specifico la situazione italiana, il Bel Paese risulta indietro rispetto alla media Ue sia per quanto riguarda la diffusione di internet e della banda larga che per la diffusione del commercio elettronico: solo il 15% della popolazione fa acquisti online, un aumento solo dell’1% rispetto al 2010. Nel 2011 solo il 3,9% delle imprese ha venduto online. Quasi fanalino di coda (in penultima posizione) anche riguardo i servizi di eGovernment usati dai cittadini (22%) e in terzultima posizione per quanto riguarda l’uso da parte delle imprese, sceso dall’84% del 2010 al 76%.
Le sette priorità dell’Agenda Digitale sono le seguenti:
• Creazione di un nuovo ambiente regolamentare stabile per le reti a banda larga così da aumentare gli investimenti privati nelle reti fisse e mobili. Per il 2013 sono previste nel complesso 10 misure che comprenderanno: raccomandazioni sull’accesso non discriminatorio alle reti e un nuovo metodo di calcolo dei costi per l’accesso all’ingrosso alle reti a banda larga; neutralità della rete; servizio universale e meccanismi per ridurre i costi di ingegneria civile legati alla realizzazione delle reti. Queste misure saranno fondate sulle nuove linee guida sugli aiuti di Stato e sui prestiti proposti nell’ambito della strategia Connecting Europe Facility:
• Creazione di nuove infrastrutture digitali grazie al piano Connecting Europe Facility: col sostegno del Consiglio, la commissione accelererà la messa in opera di servizi digitali (firma elettronica, mobilità delle imprese, giustizia online, sanità elettronica e piattaforme digitali per la cultura come Europeana). Solo grazie agli appalti pubblici elettronici (eProcurement) si potranno risparmiare 100 miliardi di euro l’anno, mentre grazie ai servizi di eGovernment i costi amministrativi potranno essere ridotti del 15-20%;
• Lancio di una Grande Coalizione sulle competenze e l’occupazione digitali per far sì che ci siano abbastanza lavoratori specializzati da soddisfare la richiesta del settore ICT da qui al 2015. A tal fine, la Commissione coordinerà le azioni del settore pubblico e di quello privato per aumentare il numero di stage per la formazione informatica, intensificare il legame tra scuola e mondo del lavoro e promuovere la certificazione delle competenze per favorire la mobilità professionale. Previsto anche un piano per sostenere le startup innovative:
• Più attenzione alla cybersicurezza per valorizzare la libertà e la privacy degli utenti online: la Commissione presenterà una strategia e una proposta di direttiva per stabilire un livello minimo comune di preparazione su scala nazionale che includa una piattaforma online per prevenire e contrastare eventuali attacchi informatici e obblighi di informazione sugli incidenti. Solo così si potrà stimolare un mercato europeo per la sicurezza e la produzione di sistemi che rispettino la privacy fin dalla loro progettazione (privacy-by-design);
• Aggiornamento del quadro regolatorio sul diritto d’autore, dalla cui modernizzazione dipende anche la realizzazione di un vero mercato unico. La Commissione cercherà di proporsi come mediatore tra le parti per risolvere le questioni più pressanti inerenti al diritto d’autore continuando a lavorare alla revisione del quadro normativo per poi decidere nel 2014 sull’opportunità di presentare o meno le proposte di riforma che emergeranno da questo riesame:
• Accelerare l’adozione del cloud computing facendo leva sul potere d’acquisto del settore pubblico. A tal fine saranno lanciate delle azioni ‘pilota’ nell’ambito della European Cloud Partnership, per contribuire a creare il più grande mercato digitale del mondo che nascerà, però, solo smantellando le attuali ‘fortezze’ nazionali, come le ha chiamate il Commissario Neelie Kroes;
• Nuova strategia industriale per la micro e nano elettronica così da accrescere l’attrattiva dell’Europa per gli investimenti nella progettazione e produzione, nonché la sua quota di mercato globale.
17 dicembre 2012 Il Consiglio AGCOM approva uno schema di regolamento per l’assegnazione delle frequenze del dividendo digitale. Non andranno più all’asta i lotti U1, U2, U3, le frequenze più pregiate, che avevano un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata, per consentirne l’uso agli operatori tlc, così come stabilito anche in sede ITU, per i servizi di banda larga mobile. Rai, Mediaset e TI Media non potranno più partecipare alla gara, perché sono stati ritirati quei lotti ai quali potevano accedere solo i broadcaster che detenevano tre o più mux digitali. L’asta per queste frequenze si farà in un momento successivo e non sarà più riservata all’attività televisiva. L’Autorità lavora adesso a una gara che considera solo i multiplex del sottoinsieme L (lotti L1, L2, L3), di qualità inferiore e non in grado di trasmettere in tutte le regioni, destinati alla sola TV per 20 anni. Asta riservata ai soli operatori nuovi entranti o piccoli (ossia che detengono un solo mux), come Sky Italia o Discovery Channel.
18 dicembre 2012 Vengono pubblicate la Comunicazione del 18 dicembre 2012;della Commissione europea “Content in the Digital Single Market”– COM(2012) 789 final e la Comunicazione del 18 dicembre 2012della Commissione europea al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni “The
Digital Agenda for Europe – Driving European growth digitally” – COM(2012) 784
final che rivede la comunicazione “Un’agenda digitale europea” – COM(2010) 245 def/2;
20 dicembre 2012 Scissione nel PDL I deputati Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto lasciano il partito per fondare Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, dichiarando che la nuova formazione politica sarebbe stata comunque alleata del PDL alle imminenti elezioni.
21 dicembre 2012. Legge di Stabilità e di missioni di Mario Monti. Conclusosi l'iter parlamentare di approvazione della Legge di stabilità, Monti rassegna le dimissioni da Presidente del Consiglio. Il Governo rimarrà comunque in carica per gli affari correnti fino all'insediamento delle nuove Camere e la nascita del nuovo Governo.
27 dicembre 2012 In Egitto viene aperta un’istruttoria contro tre oppositori del Presidente Morsi, leader del Fronte di salvezza nazionale (FSN), istituito nel novembre 2012, accusati di incitamento al rovesciamento del presidente in carica. Si tratta del premio Nobel per la pace ed ex capo dell’Agenzia nucleare dell’ONU, Mohamed El Baradei, l’ex capo della Lega araba, Amr Moussa, e il leader della sinistra nazionalista, Hamdine Sabahi. Il FSN divenuta la principale coalizione dell’opposizione, inizia un aspro combattimento contro il progetto di nuova costituzione sostenuto dalle forze islamiste
28 dicembre 2012 Dopo aver partecipato alle primarie di coalizione, Bruno Tabacci, già esponente dell’Alleanza per l’Italia e Massimo Donadi già membro dell’Italia dei Valori annunciano la nascita del Centro Democratico, quarto soggetto politico promotore della Coalizione Italia Bene Comune intorno a Pier Luigi Bersani
29 dicembre 2012 Viene ufficializzata la candidatura alle elezioni del magistrato Antonio Ingroia alla guida di una lista con il contrassegno "Rivoluzione Civile" sostenuta da Italia dei Valori, Movimento Arancione, Nuovo Partito d'Azione, Verdi, Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani
1-31 dicembre 2012 A dicembre 2012 la tv non generalista supera il 35% di share nel totale giorno, con una crescita negli ascolti pari al +21% sull’omologo 2011. In seguito al completamento del processo di switch-off, sottolinea Starcom, il pubblico si fa più numeroso in tutte le fasce orarie, soprattutto all’ora di pranzo tra le 12 e le 15 dove si registra un ottimo +29% di ascolti sul 2011. Circa il 5% di share appartiene al gruppo sat pay Sky+Fox: +1% di ascolti nel totale giorno contro dicembre 2011. Anche qui la fascia oraria che registra il maggior incremento di telespettatori è quella meridiana con il +10% di ascolti rispetto all’anno precedente. Del 35% di share complessivo ottenuto dalla tv non generalista, quasi il 30% appartiene ai canali del gruppo Altre Tv digitali (terrestri + satellitari) che in un anno guadagnano il +27% di ascolti. Fascia meridiana (+35%), pomeriggio (+25%), prima serata (+25%) mettono a segno le migliori performance nel confronto con l’anno precedente. Ricordiamo che rientra in questo gruppo Cielo (circa 0.7% di share nel totale giorno a dicembre 2012), canale del gruppo Sky on air su digitale terrestre free.
31 dicembre 2012 Secondo stime D’Arco, Facebook disporrebbe nel 2012 di 1 miliardo e 70 mila utenti collegati generando ricavi per 1 miliardo e 262 milioni di dollari. Google pur disponendo di una base di utenti collegati alla propria piattaforma Google Plus pari a 400 milioni di utente, per le sue molteplici attività a cominciare dalla principale, ovvero come motore di ricerca, raccoglierebbe 14 miliardi e 101 milioni di dollari, mentre Twitter con “soli” 140 milioni di utenti avrebbe ricavi per 260 milioni di dollari. Si prevede che il mercato dei servizi OTT arrivi nel 2017 a 37 miliardi di dollari
31 dicembre 2012 Gli abbonati a SkyB nel Regno Unito salgono a oltre 10 milioni740 mila abbonati mentre l’utile netto è cresciuto del 10% a 487 milioni di sterline (circa 567 milioni di euro) nel secondo semestre del 2012 in forte crescita a dispetto di una congiuntura economica che resterà difficile anche per l’anno in corso. Il gruppo, di cui il magante dei media Rupert Murdoch possiede una quota del 39%, ha registrato 88 mila nuovi clienti nell’ultimo trimestre
31 dicembre 2012 News Corp annuncia risultati nell’ultimo trimestre 2012 oltre le attese, con un utile netto più che raddoppiato (2,38 miliardi) e ricavi in aumento (+5%, a 9,43 miliardi). Le difficoltà maggiori restano per Sky Italia costretta a operare in un Paese dove la crisi economica si fa sentire e dove il gruppo ha fatto un’importante campagna d’acquisti per i diritti sportivi, per i quali è ancora presto per raccogliere i frutti.
31 dicembre 2012 Uno studio di Digital TV Research registra 1 miliardo 439 milioni di famiglie televisive nel mondo. Di esse ben 772 milioni sono abbonati a servizi a pagamento che generano redditi per 144 miliardi di euro. Con 433 milioni di abbonati l’area Asia-Pacifico ha conosciuto la crescita maggiore negli ultimi quattro anni (+126 milioni) e precede largamente l'America del Nord, con 112 milioni di abbonati (+ 4 milioni). In termini di fatturato il mercato rimane dominato dai cavo operatori che raccolgono 68 miliardi di euro precedendo gli operatori via satellite e gli operatori IPTV saliti da 2,2 a 9,4 miliardi di euro. Le famiglie televisive digitali sono passate da 404 a 786 milioni mentre quelle analogiche sono scese da 956 a 652 milioni.
31 dicembre 2012 L’Europa, e in particolare la zona euro, stanno attraversando una prolungata crisi economica che riguarda tutti i settori industriali. Anche la TV ovviamente ne ha sofferto e nel 2012 il mercato è cresciuto dello 0,9%, rispetto al 2,7% dell’anno precedente, raggiungendo €95.1 miliardi.La pubblicità, che più di altre ha risentito della crisi di consumi e investimenti, è diminuita del 3,7%, nonostante il richiamo di due importanti eventi nel corso dell’anno, come il campionato europeo di calcio e le Olimpiadi di Londra. Questa diminuzione è stata compensata dalla pay TV (+3,7%), che si conferma come il segmento più vivace del mercato, con un valore di quasi €43 miliardi. Il risultato è che le tradizionali fonti di ricavi – pubblicità dei canali terresti e canone TV – stanno perdendo terreno rispetto alle risorse da pay TV e pubblicità digitale. Nel 2012 tutta l’offerta multichannel (pay e canali tematici) rappresenta il 56% dei valore del mercato. La digitalizzazione delle abitazioni europee continua senza sosta: alla fine del 2012, secondo ITMedia Consulting, il 91% delle abitazioni TV in Europa occidentale riceveva la TV digitale. Il totale, 165 milioni di abitazioni, supera di quasi 10 milioni il valore dell’anno precedente. L’Italia, insieme alla Spagna e alla Finlandia, sono i paesi europei realmente all digital (>99% di penetrazione). La distribuzione tra infrastrutture digitali, però, è rimasta sostanzialmente invariata. In seguito agli ultimi switch-off, la ricezione digitale terrestre risulta la prima tra le forme di ricezione televisiva, con una quota del 36%. Segue a breve distanza il satellite, utilizzato da quasi 53 milioni di famiglie, quindi il cavo digitale (36 milioni di abitazioni, pari al 22% del totale), mentre l’IPTV ha fatto registrare il tasso di crescita più veloce: +15%, pari a 3,2 milioni di nuove abitazioni IPTV. Dopo gli ultimi switch off, la maggior parte delle abitazioni europee approfitta dei vantaggi della TV digitale. Tra questi, l’alta definizione è già diventata parte dell’offerta standard nella maggior parte dei paesi. Il prossimo stadio sarà la Ultra High Definition TV, che consente una risoluzione dell’immagine tra le 4 e le 8 volte superiore.
31 dicembre 2012 TI Media registra ricavi per 222,3 milioni di euro, in calo del 6,7% rispetto all’esercizio 2011 (238,2 milioni di euro). Su tale risultato incidono: la contrazione dei ricavi di La7 (-16,1 milioni di euro) dovuta anche alla minore raccolta pubblicitaria lorda dei canali (-3,5%); i minori ricavi del gruppo Mtv (-18,6 milioni di euro); l’incremento del fatturato dell’Operatore di rete TIMB (+20,2 milioni di euro) che ha solo parzialmente compensato il risultato. EBITDA negativo per 44,8 milioni di euro, in peggioramento di 72,1 milioni di euro rispetto all’esercizio 2011 (positivo per 27,3 milioni di euro). Su tale risultato incide inoltre il significativo incremento dei costi di palinsesto di La7. L’indebitamento finanziario netto è pari a 260,1 milioni di euro, in aumento di 121,4 milioni di euro rispetto a fine 2011 (138,7 milioni di euro). I ricavi di La7 sono pari a 123,2 milioni di euro (-11,6%) e la raccolta pubblicitaria lorda complessiva è di 179,1 milioni di euro (-3,5%), “pur in un contesto di estrema criticità per l’intero comparto televisivo nazionale”. Prosegue inoltre la crescita dell’audience share di La7d che passa dallo 0,28% del 2011 allo 0,41% del 2012 e che ha chiuso il mese di gennaio con lo 0,47 %. Su tale risultato influisce significativamente l’incremento dei costi di palinsesto dei canali La7 e La7d per l’arricchimento dell’offerta, oltre che il mancato apporto di redditività delle attività di Competence Center. I ricavi di MTV nell’esercizio 2012 sono pari a 55,2 milioni di euro, in riduzione del 25,2% rispetto all’esercizio 2011 (73,8 milioni di euro). Su tale andamento influisce in particolare la contrazione della raccolta pubblicitaria netta che si attesta a 39,8 milioni di euro, in riduzione del 19,8% rispetto all’esercizio 2011, oltre che i minori ricavi di Playmaker. Bene invece l’Operatore di Rete (TIMB) che registra ricavi per 75,1 milioni di euro, in aumento di 20,2 milioni di euro rispetto all’esercizio 2011 (54,9 milioni di euro). I tre multiplex digitali di TIMB coprono il 94,9% della popolazione italiana.
31 dicembre 2012 Cresce la fibra ottica in Europa ma l’Italia con la Spagna rimane fanalino di coda. Le connessioni in fibra ottica cominciano a guadagnare trazione nel mercato della banda larga: lo rivelano una serie di analisi presentate alla decima edizione della FTTH Council Europe Conference in corso a Londra. Secondo Point Topic tra ottobre 2011 e ottobre 2012, su 54 milioni di nuovi utenti broadband, 26 milioni hanno scelto connessioni in fibra ottica (48%) che, complessivamente, hanno superato il cavo e rappresentano il 19,7% del mercato broadband, che si avvicina a raggiungere quota 635 milioni di utenti. Secondo Idate, gli utenti FTTH sono cresciuti del 15% in Europa (820 mila nuovi utenti per un totale di 6,24 milioni), con Lituania e Svezia in cima alle classifiche. Più sostenuta la crescita della Russia(42%), che nella seconda metà del 2012 ha registrato 2,2 milioni di nuovi abbonamenti - oltre la metà di quelli dei 27 Stati membri messi insieme – toccando la soglia di 7,5 milioni di abitazioni connesse in fibra. Il 26% dei nuovi abbonamenti della Ue sono stati sottoscritti in Scandinavia, Paesi Baltici e Paesi Bassi. Le economie dell’Est Europa si attestano al 33%, Francia e Portogallo al 30%. Le 5 economie più dinamiche sono Turchia, Ucraina, Spagna, Bulgaria e Russia. In Turchia lo scorso anno gli utenti sono più che raddoppiato nel 2012. Italia e Spagna restano in fondo alla classifica, ma fanno comunque meglio di Regno Unito e Germania che non si sono proprio classificate (Idate considera infatti quei paesi con almeno 200 mila collegamenti in fibra). In termini di diffusione, la nazione dominante resta la Lituania, con una copertura FTTH del 100% e oltre il 31% delle abitazioni connesse. 10 le nazioni che hanno superato la soglia del 10% di penetrazione: Lituania, Svezia, Bulgaria, Lettonia, Norvegia, Russia, Slovacchia, Slovenia, Danimarca e Portogallo. Per quanto riguarda, nello specifico l’FTTH/B, la copertura è cresciuta del 12%: nella Ue-35, le sottoscrizioni alla tecnologia sono circa 7,3 milioni con 33,8 milioni di case coperte. L’Italia, che Idate include tra i pionieri nel rollout dell’FTTH/B, sta accumulando un certo ritardo: i progetti collegiali degli operatori non sono ancora entrati nella fase operativa e la strategia dell’operatore storico non è incentrata sulla tecnologia. L’aumento del numero di utenti è tra i più bassi d’Europa (10%) ma, sottolineano gli analisti, il potenziale è ampio, con un tasso di utilizzo del 12,7% contro una media Ue del 21,6%. “I paesi leader nell’FTTH – come quelli dell’est Europa e della Scandinavia – hanno un vantaggio economico sui vicini meno connessi perché buone infrastrutture di comunicazione aiutano a mantenere le aziende che già ci sono e ad attrarne di nuove Secondo i dati di Point Topic, l’FTTH, tra ottobre 2011 e ottobre 2012, i collegamenti FTTx sono cresciuti del 26,8%, quelli wireless fissi del 14,9%, il cavo del 7,9%, il satellite del 10,2% e il rame del 4,8%.
31 dicembre 2012 Secondo Idate, sembra ormai poco probabile che si torni ai livelli di crescita della metà degli anni 2000, salvo per i nuovi servizi OTT che registrano tutti crescite nell’ordine del 20%. Dopo due anni di ripresa, i mercati del digitale – telecomunicazioni, informatica, Tv ed elettronica di consumo – hanno registrato una vistosa frenata a livello mondiale. È quanto rileva il Rapporto annuale dell’Istituto dell'audiovisivo e delle telecomunicazioni in Europa (Idate) che stima in 3.169 miliardi di euro il fatturato complessivo, in crescita del 2,7% nel 2012, a fronte di una crescita del 4,3% nel 2011. La crescita, sottolinea il direttore generale dell’istituto, Yves Gassot, presenta evidenti disomogeneità, con l’area dell’Africa e del Medio Oriente che fa segnare un +8,2%, seguita dall’America Latina (+5,2%) e dall’Asia Pacifico (+3,9%). Il Nord America segna una crescita del 2,5% mentre l’Europa è ancora in stagnazione (+0,1%, contro lo 0,9% del 2011). In termini di ‘valore’, il mercato più importante resta comunque il Nord America, che ha generato 939 miliardi di euro, mentre l’Europa, con 869 miliardi di euro, è stata superata dall’Asia Pacifico con un fatturato di 913 miliardi di euro. Nonostante la forte crescita, i mercati dell’America Latina e dell’Africa Medio Oriente restano marginali con, rispettivamente, un valore generato di 272 e 176 miliardi di euro. Guardando nel dettaglio i diversi settori che compongono il mercato del digitale, si nota una “severa contrazione del segmento delle apparecchiature”: i televisori pagano lo scotto più pesante, con un calo del 7%. Per quel che concerne, infine, il mercato dei servizi, sembra ormai poco probabile che si torni ai livelli di crescita della metà degli anni 2000, “salvo per i nuovi servizi OTT” che registrano tutti “crescite nell’ordine del 20%”.
31 dicembre 2012 Nel contesto macro-economico instabile che ha caratterizzato in Europa l’intero 2012, il settore dell’advertising online ha registrato una crescita dell’+11,5%, pari a un valore di 24,3 miliardi di euro. Video e mobile sono gli ambiti di maggiore crescita: il primo ha fatto registrare un +50,6% nel 2012 (circa 661,9 milioni di euro), il secondo ha messo a segno un exploit del 78,3% (circa 392 milioni di euro). E’ quanto emerge dall’annuale rapporto AdEx Benchmark, realizzato da IAB Europe – punto di riferimento sullo stato del mercato europeo della pubblicità su internet. Tra i principali driver di questo successo, spiega una nota di IAB, la costante migrazione degli investimenti in pubblicità sul web – che rispecchia l’evoluzione dell’intero settore media – ma anche la varietà e la flessibilità dell’online, particolarmente efficace in contesti in rapida evoluzione, caratterizzati dall’adozione di nuove tecnologie e dispositivi e da cambiamenti nelle abitudini di consumo. Il mercato dell’advertising online vede al primo posto il Regno Unito con un valore di 6,6 miliardi di euro, seguito dalla Germania con 4,6 miliardi di euro e dalla Francia con 2,8 miliardi di euro. L’Italia si trova al quinto posto con un valore di mercato dell’advertising online pari a 1,4 miliardi di euro. La crescita di mercato individuale più forte è stata invece registrata in Russia (+34%) e in Turchia (+30%).
31 dicembre 2012 Le Tv private resistono alla crisi europea. In Italia, Sky meglio di Mediaset Dai dati dell’Osservatorio europeo dell’audiovisivo emerge, infatti, che il crollo della pubblicità ha colpito diverse aziende, mentre vanno meglio le pay-Tv e i broadcaster che hanno puntato su servizi di VOD e digitale. Le Tv private europee procedono bene nonostante la crisi economica che attanaglia il Vecchio Continente:mentre la Ue ha perso lo 0,3% del PIL nel 2012, le 20 principali aziende televisive hanno registrato un fatturato in crescita dell’1,9%. Ancor meglio la situazione per le pay-Tv in aumento del 3,7% a dispetto dei gruppi televisivi finanziati dalla pubblicità, le cui entrate sono diminuite dell’1%. Mentre i broadcaster controllati da azionisti americani hanno messo a segno un +2,9%. In testa alla classifica (dati 2012), la divisione britannica di Sky, BSkyB, con un fatturato in crescita del 5,4% a 8,5 miliardi di euro, segue l’americana Liberty Global (7,8 miliardi, +6,3%) e la lussemburghese RTL group (5,99 miliardi, +4%). La società francese Vivendi (Canal Plus) occupa il quarto posto della classifica con un fatturato di 5 miliardi, in crescita del 3,2%. Al quinto posto Mediaset, con entrate per 3,7 miliardi di euro e una crescita dello 0,7%. Al settimo posto troviamo Sky Italia con 3 miliardi di fatturato in aumento del 5%. Le aziende televisive finanziate principalmente dalla pubblicità hanno avuto risultati contrastanti. RTL e ProSiebenSat.1 Media AG hanno vissuto una crescita significativa (rispettivamente 4% e 7,7%) grazie alle attività di diversificazione (canali tematici, servizi on-demand, produzione e vendita di programmi in Europa e sul mercato americano). Fremantle, divisione di produzione di RTL Group, ha visto uno sviluppo delle proprie entrate del 19,7 %. Per ProSiebenSat.1 Media AG, le revenue sono aumentate del 61,8% e quelle provenienti dal digitale del 38,1 %. Sebbene piccola, anche la crescita di ITV è dovuta alla diversificazione. Per contro, invece, per il secondo anno consecutivo non è cresciuto il fatturato del broadcaster francese TF1 e la crisi della pubblicità ha avuto conseguenze importanti in Italia, Spagna ed Europa dell’est con ripercussioni negative sui bilanci di Mediaset (-12,5%), Antena 3 (-7,9 %), CME (-10,7 %) e TVN (-7,8%)-
31 dicembre 2012 Internet: il 2012 in cifre. Su Twitter 123 capi di Stato mentre su YouTube è record per Gangnam Style 2,4 miliardi gli utenti internet nel mondo; Il messaggio più retweettato è stato “Four more years” di Barack Obama; 1,3 miliardi il numero di smartphone in uso nel mondo. Questi alcuni dati sul 2012 del web.
Utenti internet: 2,4 miliardi gli utenti internet nel mondo, dei quali 1,1 miliardi in Asia; 519 milioni in Europa; 274 milioni in Nord America; 255 milioni in America Latina; 167 milioni in Africa; 90 milioni in Medio Oriente; 24,3 milioni in Oceania. La Cina si conferma il paese col maggior numero di utenti internet (565 milioni per una penetrazione del 42,1%).
Social media: Il Paese più attivo su Facebook è il Brasile con 85.962 mensili post per pagina. Oltre 1 miliardo gli utenti del social network, dei quali il 47% è di sesso femminile. L’età media è di 40,5 anni. 2,7 miliardi i ‘Like’ ogni giorno. Gli utenti attivi mensili di Twitter sono 200 milioni (età media 37,3 anni), con 175 milioni di tweet postati mediamente ogni giorno nel 2012 e una media di 307 tweet per utente. Ogni utente ha in media 51 follower. Sul sito di microblogging sono presenti 123 capi di Stato. Il messaggio più retweettato è stato “Four more years” di Barack Obama (819 mila retweet). Sempre la rielezione di Obama ha toccato il picco di tweet al minuto (oltre 327 mila). 9,66 milioni il numero di tweet durante l’apertura dei Giochi olimpici di Londra. 200 milioni gli utenti LinkedIn, con un’età media di 44,2 anni. Il numero di utenti mensili di Google+ è invece di 135 milioni.
Ricerca in rete: 1,2 trilioni le ricerche su Google nel 2012, che detiene il 67% del mercato Usa. la domanda dell’anno su Ask.com è stata: ‘Rob (Robert Pattinson) e Kristen (Stewart) torneranno insieme?’
Mobile: 1,3 miliardi il numero di smartphone in uso nel mondo nel 2012; 6,7 miliardi gli abbonamenti ai servizi mobili per 5 miliardi gli utenti e 5,3 miliardi di cellulari. Domina il mercato il sistema operativo Android, con 465 milioni di smartphone pari a una quota del 66%. Il 31% degli americani possiede un tablet o un eReader, mentre la quota mobile del traffico internet è del 13% per 1,3 exabytes di traffico mensile (500 megabytes la quantità di traffico dati consumata mensilmente dallo smartphone medio). Il 59% del traffico mobile è costituito da video.
Video: 14 milioni gli utenti Vimeo. Oltre 150 milioni i visitatori unici dei siti Google. Il video più visto (oltre 1,1 miliardi di visualizzazioni) è stato Gangnam Style di PSY, record raggiunto in 5 mesi; 4 miliardi il numero di ore di video guardati su YouTube al mese.
Foto: Ogni giorno su Facebook vengono aggiunti 300 milioni di nuove foto; 5 miliardi quelle caricate su Instagram dalla sua nascita (dato di settembre) al ritmo di 58 nuove foto al secondo.
Email: 2,2 miliardi gli utenti della posta elettronica nel mondo, per un traffico giornaliero di 144 miliardi di email, il 61% delle quali, però, è considerato ‘non-essenziale’. Il 68,8% del traffico è catalogabile come spam, categoria dominata da pubblicità di prodotti pseudo-farmaceutici.
Pagine web: 87,8 milioni il numero di blog Tumblr per 17,8 miliardi di pagine viste; 59,4 milioni i siti WordPress nel mondo per un numero di pagine visualizzate mensilmente pari a 3,5 miliardi. 191 milioni i visitatori dei siti Google nel mese di novembre.
Nomi di dominio: 246 milioni di Tld registrati; 104,9 milioni i domini di primo livello nazionali (country code top-level domain o ccTLD) registrati. 100 milioni i domini .com alla fine del 2012. Il dominio più caro del 2012 è stato Investing.com, pagato 2,45 milioni di dollari.
31 dicembre 2012 Scade il contratto di servizio triennale 2010-2012 e in previsione del rinnovo sono esaminati i risultati dell’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo avviata dall’Autorità.
Il rinnovo del contratto di servizio. In base alle disposizioni dell’art. 45, comma 4, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, prima di ciascun rinnovo triennale del Contratto nazionale di servizio tra l’operatore pubblico e il Ministero dello sviluppo economico, l’Autorità, d’intesa con lo stesso Ministero, fissa le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e locali. A tal fine AGCOM nella sua Relazione annuale osserva: Come è noto, i mutamenti della fruizione dei contenuti indotti dalla digitalizzazione e dalla veicolazione degli stessi sulle diverse piattaforme di trasmissione hanno innescato, in numerosi Paesi europei quali, ad esempio, Francia, Germania e Regno Unito, il riposizionamento dei servizi pubblici radiotelevisivi. Il nuovo scenario, che vede molti Stati dell’Unione europea impegnati nel rinnovamento degli obiettivi del servizio pubblico (politiche di ridefinizione della missione e dell’identità di servizio pubblico, riorganizzazione, strategie di innovazione, ecc.), ha suggerito di far precedere la stesura delle nuove linee-guida da una indagine conoscitiva, volta a intercettare le istanze e le aspettative sul contenuto degli obblighi di servizio pubblico del prossimo triennio. L’opportunità dell’indagine trova ulteriore motivazione nel quadro giuridico comunitario. I cambiamenti prodotti dall’innovazione tecnologica richiedono, infatti, che gli operatori pubblici ridefiniscano, nel rispetto del mercato e della concorrenza, gli obiettivi di politica pubblica, demarcando i nuovi confini del servizio pubblico radiotelevisivo in termini di prestazioni e servizi. In tale direzione, con la Comunicazione 2009/C 257/01 relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di emittenza radiotelevisiva, la Commissione europea ha previsto che gli Stati membri, rispetto alla diversificazione dei servizi pubblici di emittenza radiotelevisiva nello scenario digitale, verifichino, attraverso una procedura di consultazione aperta, la coerenza di ogni nuovo servizio che si valuti come “rilevante” per i compiti di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il sistema legislativo italiano già ricomprende, nella concessione ex lege del servizio pubblico radiotelevisivo disposta in capo alla Rai fino al 2016 (art. 49, comma 1, del Testo unico), sia la diffusione circolare di programmi televisivi e radiofonici con qualsiasi mezzo tecnico sull’intero territorio nazionale, sia l’offerta di servizi innovativi (art. 45, comma 2, del Testo unico). L’esigenza rappresentata nella citata Comunicazione 2009/C 257/01 viene soddisfatta dall’indagine conoscitiva propedeutica alla fissazione delle nuove linee-guida, che costituisce un’occasione di riflessione pubblica nella prospettiva di sviluppo dell’offerta della televisione pubblica nei tre ambiti tematici ai quali la legge ancora la fissazione degli ulteriori obblighi del servizio pubblico, cioè, come già detto, lo sviluppo dei mercati, il progresso tecnologico e le mutate esigenze culturali, nazionali e locali. L’indagine conoscitiva propedeutica alla definizione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo per il triennio 2013-2015 ai sensi dell’art. 45, comma 4 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici ha affrontato diversi quesiti proposti che riguardano, in particolare, i mutamenti tecnologici e di mercato; i bisogni formativi indotti dalle nuove tecnologie, a cominciare dall’alfabetizzazione all’uso dell’internet; il fenomeno definito cultural divide; l’opportunità di programmi atti a favorire un rinnovamento socio-culturale del Paese (ad esempio, senso civico, legalità, trasparenza, ecc.); gli elementi che attribuiscono qualità all’informazione e, più in generale, alla programmazione televisiva.”
2013
Con la fine del governo Monti e le convocazioni di nuove elezioni si chiude la fase di intermezzo virtuoso. Investita negli ultimi mesi del 2012 dagli scandali che travolgono i governatori della Regione Lazio Renata Polverini e soprattutto della Regione Lombardia Roberto Formigoni accusato di associazione per delinquere, l’Italia conosce in piena campagna elettorale una nuova stagione di scandali: in primis quello del terzo gruppo di credito italiano il gruppo Monte dei Paschi di Siena che rischia la bancarotta per un’avventata acquisizione la Banca Antoneveneta acquistata nel 2007 ad un prezzo eccessivo dal Banco di Santander, quindi l’emergere di tangenti per commesse all’estero da parte di aziende del gruppo Eni e di Finmeccanica che coinvolgono direttamente i loro amministratori delegati Scaroni e Orsi (quest’ultimo posto in custodia cautelare), gli arresti eccellenti il giorno di San Valentino di Angelo Rizzoli, del sindaco di Quartu Massimo Cellino e del giovane immobiliarista Alessandro Proto, vedono la magistratura impegnata su fronti diversi. A pochi giorni dal voto il Presidente del Consiglio uscente Mario Monti conferma che l’Italia si trova in una vera e propria nuova Tangentopoli
Con le dimissioni di Mario Monti in seguito al ritiro della fiducia da parte del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e lo scioglimento delle Camere da parte del Presidente Giorgio Napolitano in leggero anticipo rispetto alla scadenza naturale della Sedicesima Legislatura finisce l’intermezzo fra la Seconda e la Terza Repubblica. Con le elezioni legislative indette con il sistema elettorale cd Porcellum finisce lo scontro bipolare “muro contro muro” fra centrodestra e centrosinistra che aveva caratterizzato gli ultimi due decenni a favore di un più composito sistema triangolare con la salita in campo del Senatore a Vita Mario Monti a capo di una Lista Scelta Civica espressione della società civile apparentata all’UDC di Ferdinando Casini e al FLI di Gianfranco Fini che si propone di contrastare sul centro sinistra l’asse costruito attorno al Partito Democratico di Pier Luigi Bersani con il sostegno di Sinistra Ecologia e Libertà del governatore della Puglia Nicki Vendola del Partito Socialista Italiano di Nencini e di liste minori e sul suo fianco destro l’asse attorno al Popolo della Libertà del redivivo Silvio Berlusconi con il sostegno della Lega Nord di Maroni e di Forza Sud di Gianfranco Miccichè e della Destra di Francesco Storace.
Il tentativo di Monti fallirà ottenendo Scelta Civica un risultato deludente al di sotto del 10% conquistando solo 47 deputati e 21 senatori. Delle altre due coalizioni che si contendono i voti il 24 e 25 febbraio quella di Rivoluzione Civile promossa dall’ex magistrato Ingroia con il sostegno di arancioni, verdi, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, si rivelerà un flop lasciando per la seconda volta l’estrema sinistra al di fuori del parlamento, mentre quella guidata dal comico genovese Beppe Grillo a capo del Movimento Cinque Stelle sarà la sorpresa delle elezioni: Rivoluzione Civile sotto la soglia di sbarramento rimarrà esclusa dalla Diciasettesima legislatura: con oltre il 25% dei suffragi il Movimento di Grillo sarà la terza forza politica in Parlamento con 109 deputati e 54 senatori. Il Centrodestra in rimonta al 29,1% sfiorerà la vittoria ma dovrà accontentarsi di 97 deputati per il PdL, 20 per la Lega, 9 per Fratelli d’Italia e - grazie alle vittorie in regioni importanti come Lombardia Veneto, Campania e Sicilia - di 91 senatori per il PDL e 16 per la Lega. Il centrosinistra pur con solo il 29,5% sarà il principale beneficiario del premio di maggioranza garantito alla Camera del Porcellum conquistando 293 deputati per il PD, 37 per Sinistra Ecologia e Libertà e 5 per il Centro Democratico mentre al Senato si dovrà accontentare di 107 senatori per il PD e 7 per SEL senza disporre pertanto di una maggioranza. Da qui la situazione di stallo che si protrarrà sino a primavera inoltrata
Solo a due mesi dalle legislature si insidierà un governo politico tripartito presieduto dal cattolico Enrico Letta (Pd) con Angelino Alfano (PDL) vice-premier e ministro dell’Interno, la radicale Emma Bonino ministro degli Esteri, Flavio Zanonato (PD) allo Sviluppo Economico, Maurizio Lupi (PDL) alle Infrastrutture e trasporti, Mario Mauro (scelta Civica) alla Difesa e i tecnici Fabrizio Saccomanni all’Economia, e Anna Maria Cancellieri alla Giustizia. Un governo politico composto sotto l’attento sguardo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a pochi giorni dal suo giuramento per il secondo straordinario mandato ricevuto all’età di 88 anni nelle condizioni eccezionali richieste dalla situazione di’emergenza. Dopo due mesi dalle elezioni del 25 e 25 febbraio il 27 aprile è stato superato lo stallo che ha tenuto prigioniero il nuovo Parlamento, incapace di esprimere una maggioranza che sostenesse il governo. Dopo il fallimento del capo della prima coalizione Bersani, la svolta è infatti avvenuta con la rielezione di Giorgio Napolitano e l’incarico a Enrico Letta a capo di una compagine governativa molto ringiovanita e priva dei maggiorenti di PD e PdL. Il risultato del 24 e 25 febbraio non produce un vero vincitore disattendendo le previsioni dei sondaggi grazie alla rimonta del centrodestra e all’affermazione al di sopra di ogni attesa del movimento di Beppe Grillo.
Dalle urne escono tre blocchi con percentuali di voto simili: centrosinistra (PD-SEL) 29,5%, centrodestra (PDL-Lega) 29,1% e M5S 25,5% Alla Camera il centrosinistra ha la maggioranza grazie al premio fornito dal Mattarellum, al Senato no. Alla luce dei risultati elettorali il segretario del PD Pier luigi Brsni cerca di ottenere voti che servono per sostenere un governo dal M5S. Da Beppe Grillo arrivano però segnali di chiusura. Silvio Berlusconi da parte sua propone un governo di larghe intese: l’alternativa per il centrodestra è tornare al voto. Il 21 marzo a una settimana dall’insediamento delle Camere dopo la nomina azzeccata di Laura Boldrini e Pietro Grasso alla loro presidenza Napolitano avvia le consultazioni per la formazione del governo. La situazione non si sblocca. Napolitano affida un pre-incarico a Bersani. Dopo consultazioni durate una settimana , il segretario del PD riferisce l’esito: è negativo.
A altro un mese dal voto Napolitano prende atto dello stallo: non si riesce a formare un governo, né il Capo dello Stato che è nel semestre bianco può sciogliere le Camere. Esclusa l’ipotesi di dimissioni il 2 aprile Napolitano nomina due gruppi di saggi per proposte condivise su economia e riforme istituzionali. Si arriva al 18 aprile quando il Parlamento riunito in seduta comune deve eleggere il successore di Napolitano al Quirinale. Nelle prime votazioni i franchi tiratori del PD affondano le candidature prima di Marini poi di Romano Prodi. Per il PD è una vera Caporetto né la candidatura di Stefano Rodotà lanciata da Beppe Grillo e sostenuta da Sinistra Ecologia e Libertà può costituire un’alternativa vincente a causa dei veti incrociati interni al PD. A questo punto i partiti tranne M5S e SEL chiedono a Napolitano la disponibilità ad un secondo mandato che il presidente accetta a precise condizioni. Napolitano viene così rieletto il 20 aprile con 738 voti su 997 votanti e fallisce la “marcetta su Roma” di Grillo che grida al golpe. Il discorso di insediamento alle Camere di Napolitano dopo il giuramento è una dura reprimenda ai partiti incapaci di trovare una via d’uscita allo “stallo fatale”. Il suo ritorno deve servire a far nascere un governo: se i veti non cadranno – avverte – è pronto a dare le dimissioni. Dopo un rapido giro di consultazioni il 24 aprile Napolitano affida l’incarico a Enrico Letta e avverte: “Nessuna alternativa al successo” del suo tentativo. “Governo al servizio del Paese” lo chiama il neo premier Letta che il 27 aprile dopo una giornata di trattative riservate scioglie la riserva e presenta al Quirinale la lista dei suoi ministri.
Sul versante televisivo negli ultimi anni abbiamo assistito alla progressiva trasformazione della figura dell’editore, che in ambiente Web ha dovuto ripensare la propria funzione configurandosi sempre di più come un aggregatore. Le capacità d’investimento e le economie di scala generate dalla singola emittente televisiva si rivelano spesso troppo limitate rispetto alle potenzialità delle grandi Internet Companies, che intanto spingono per entrare nel mondo della produzione e distribuzione dei contenuti, mirando a scalzare gli attori tradizionali. Queste tendenze portano inevitabilmente a strategie difensive e di cooperazione tra i player tradizionali. Guardando al mercato inglese, YouView, la piattaforma catch-up che aggrega le offerte di BBC, ITV, Channel4 e Channel5, sembra rispondere proprio a uno spirito di autoconservazione della tv generalista. I quattro broadcaster hanno deciso di sviluppare la piattaforma con standard comuni per arricchire reciprocamente la quantità e la qualità della loro offerta e renderla più appetibile per gli utenti. La cooperazione serve ad arginare, senza alcuna garanzia assoluta di riuscita, la rapida diffusione delle piattaforme OTT TV a pagamento, come LoveFilm (2,5 milioni di utenti unici a marzo 2012) o Netflix (1,2 milioni di utenti unici a marzo 2012), che offrono in abbonamento mensile una vasta library di film e serie tv, spesso molto recenti, facendo saltare la classica distribuzione per finestre e accelerando l’incontro tra domanda e offerta di contenuti premium. Una recente ricerca dell’Autorità Antitrust britannica ha confermato, infatti, come simili piattaforme pay VoD possano essere considerate a tutti gli effetti dei concorrenti diretti degli operatori di pay tv e in particolare di BSkyB, leader di mercato.
Insomma, l’OTT TV sta impattando a tutti i livelli sulla filiera televisiva, costringendo attori potenzialmente concorrenti a cooperare. In questa logica BSkyB ha bisogno della BBC, così come le generaliste si aggregano dentro un unico spazio online comune, YouView. Il futuro dei contenuti digitali si gioca, perciò, da un lato, sulle capacità dei singoli attori di acquisire diritti premium in esclusiva e, dall’altro, sulla capacità di attrarre gli utenti con offerte ad alto valore aggiunto, soprattutto attraverso logiche di produzione originale Web native. Gli aggregatori OTT e le grandi Internet Companies si stanno consolidando bene sul versante dell’acquisizione diritti, ma minacciano di sottrarre alle emittenti televisive anche il know-how sulla produzione.
Secondo quando rilevato da Augusto Preta nel suo saggio Televisione e mercati rilevanti, “l’industria dell’intrattenimento e, in particolare, il settore della TV, sta subendo un processo di profonda trasformazione, guidato da fattori di natura globale, come la digitalizzazione dei contenuti audiovisivi e la convergenza dei media con le telecomunicazioni e internet. La digitalizzazione dei contenuti audiovisivi ha ampliato la capacità di trasmissione e l’offerta di contenuti: il processo di switch-off dalla TV analogica a quella digitale in molti paesi europei ha permesso lo sviluppo di nuovi canali, di servizi a pagamento non lineari e di nuovi modelli di business.
Il processo di convergenza sta provocando una vera rivoluzione: livelli mai raggiunti prima d’innovazione e possibilità di scelta per il consumatore, nuovi fornitori di contenuti e aggregatori a livello globale (i cosiddetti operatori “Ove-The-Top”, come Facebook, Apple, Google, Netflix), nuove forme di contenuti (come user generated content e social media). I contenuti video online sono diventati un fattore chiave nel determinare la crescita del traffico internet. Oltre a questo, nuovi dispositivi (smartphone, tablet, smart TV) e nuovi servizi di distribuzione online che si collocano tra cinema e pay-TV, spingono i consumatori a guardare la TV ovunque, in ogni momento e su ogni apparato – anywhere, anytime, on any device. Le indagini delle Autorità antitrust e di regolamentazione in Europa hanno finora generalmente confermato la definizione di uno specifico mercato rilevante della pay-TV, distinto dal mercato della TV in chiaro.
Ciononostante, l’evoluzione tecnologica derivante dalla digitalizzazione dei contenuti e il fenomeno della convergenza nei mercati della comunicazione (media, internet e telecomunicazioni) hanno generato profonde trasformazioni nel settore televisivo, a tal punto da spingere il legislatore comunitario a intervenire più volte negli ultimi anni per adeguare il quadro giuridico, attraverso l’emanazione di direttive europee sui servizi di media audiovisivi. Contestualmente, alcuni recenti contributi della teoria economica (ad esempio, la teoria dei mercati a due o più versanti) hanno contribuito a una maggiore comprensione del settore televisivo e delle interazioni tra i diversi gruppi di agenti, dall’altro hanno messo in evidenza alcune criticità nell’applicare i tradizionali strumenti antitrust al settore televisivo – tipicamente lo SSNIP test.
Alla luce di questi cambiamenti e dei nuovi modelli economici – secondo Preta occorre - rileggere e reinterpretare, anche sulla base delle decisioni adottate dalle Autorità di concorrenza e di settore in ambito europeo e nazionale, le scelte in materia di definizione del mercato rilevante, evidenziando quei fattori di cambiamento che, secondo le stesse autorità antitrust avrebbero potuto favorire una revisione delle definizioni stesse e dei criteri sottostanti A tale fine vengono identificati alcuni indicatori, in grado di determinare concretamente, all’interno del mercato geografico di riferimento, l’esistenza o il superamento della distinzione tradizionale.
Come osserva Augusto Preta “Il settore televisivo, sia in chiaro che pay, sta emergendo da uno dei momenti più difficili della sua storia. Non solo la crisi economica ha ridotto le risorse che affluiscono al sistema, ma vi sono anche tendenze strutturali che minacciano di sopraffare gli operatori che non abbracceranno – e non accelereranno la propria trasformazione digitale verso una prospettiva multipiattaforma.In pochi anni, la collisione tra domanda dei consumatori e innovazione tecnologica ha alterato drammaticamente il panorama del settore televisivo. I consumatori si stanno allontanando dalla visione lineare della TV per dirigersi verso un mondo multiscreen. Siamo entrati in una nuova era, nella quale se la TV rimane lo schermo privilegiato per il consumo video, nel lungo periodo la frammentazione della fruizione metterà a rischio i tradizionali modelli business in una nuova fusione tra media. Se il contenuto continua a essere il re, acquista sempre maggior importanza il contesto. In altre parole, l’intera esperienza del consumatore deve essere tenuta in considerazione. Offrire un servizio convincente multi schermo e multi dispositivo è cruciale per un’offerta OTT. I nuovi attori di successo, come Netflix, si sono dimostrati molto abili in quest’ambito, e anche su questo fondano il loro esito. E questa diventa ora una priorità anche per i broadcaster. I broadcaster tradizionali negli ultimi mesi non sono stati a guardare e hanno investito in contenuti online e distribuzione multi schermo: i siti degli stessi operatori TV sono tra i più visitati per il consumo di video in molti paesi europei. Il settore televisivo ha dimostrato capacità di recupero rispetto a un ecosistema dinamico. Il settore nel complesso tiene: in media il consumo di TV lineare è in aumento in quasi tutti i paesi europei. Ma la rivoluzione digitale e l’avvento della visione connessa sta modificando radicalmente le regole del gioco.”
2013
Gennaio 2013 Nel corso del mese più di 50 persone sono uccise in Egitto in seguito a violenti scontri di piazza. Il capo dell'esercito avverte che la lotta politica sta portando l'Egitto al collasso.
In Germania in sostituzione del GEZ - Gebühreneinzugszentrale der öffentlich-rechtlichen Rundfunkanstalten in der Bundesrepublik Deutschland ente pubblico per la riscossione del canone, tale raccolta viene assicurata dall’ARD ZDF Deutschlandradio Beitragsservice un’organizzazione comune ai tre organismi con sede a Cologna
1 gennaio 2013 Entra in vigore il quindicesimo emendamento al Trattato interstatale in materia di radiodiffusione (Rundfunkänderungsstaatsvertrag), approvato dalla Conferenza dei Capi di governo dei Laender del dicembre 2010, in base la quale si completano le modifiche al cambiamento di modello nel finanziamento della radiodiffusione. La cosiddetta tassa di famiglia prevede che dal 1 gennaio 2013 il canone debba essere percepito per ogni abitazione e / o ufficio, indipendentemente dalla presenza effettiva e dal numero di apparecchi di ricezione radiotelevisiva. Alla base delle nuove regole vi sono il maggior numero e tipo di terminali che possono ricevere segnali radio-tv; l’esigenza di ridimensionare i costi per la riscossione del canone; la speranza di ottenere un maggiore grado di accettazione sociale del canone.
3 gennaio 2013 Harri Batasuna, braccio politico dell’ETA proibito in Spagna dal 2003, annuncia la sua dissoluzione
4 gennaio 2013 Il Presidente del Consiglio uscente Mario Monti dopo aver annunciato la sua salita in campo presenta la lista Scelta Civica - Con Monti per l'Italia, formata da esponenti della società civile, che si presenterà alle elezioni in coalizione con l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) e Futuro e Libertà per l'Italia (FLI). Al Senato invece la coalizione parteciperà con una lista unica denominata Con Monti per l'Italia
8 gennaio 2013 Eutelsat lancia in Europa il primo canale in Ultra Alta Definizione Il formato 4K sarà quello del futuro e, secondo Eutelsat, i primi canali commerciali arriveranno sul mercato nel 2015-2016. Eutelsat Communications ha lanciato oggi in via sperimentale un canale interamente dedicato al formato ultra high definition (UHD), che sarà trasmesso dal satellite Eutelsat 10A. Il principale operatore satellitare europeo ha informato che “il nuovo canale messo a disposizione da Eutelsat permetterà a tutti i player del settore – società di produzione, operatori di pay-tv, aventi diritto e produttori di televisori – di sviluppare le loro competenze nell’ultra HD (4K)”. L’ultra alta definizione offre una risoluzione di otto milioni di pixel, con 50 fotogrammi al secondo, quattro volte superiore a quella della normale High Definition Tv e al momento necessita di una banda passante otto volte maggiore di quella attuale, in attesa che si arrivi a un miglioramento degli standard di compressione. Secondo quanto dichiara Eutelsat, i primi canali commerciali in UHD dovrebbero cominciare ad arrivare sul mercato nel 2015-2016. trasmette circa 4.400 canali televisivi. A settembre, Eutelsat Communications Eutelsat Communications ha annunciato la nascita di una joint-venture con la società belga di servizi cinematografici dcinex per accelerare, grazie al satellite, la diffusione di film digitali nelle sale europee
9 gennaio 2013 Monica Maggioni subentra a Corradino Mineo alla guida di Rai News 24 che accorpa la redazione di Televideo
10 gennaio 2013 Servizio pubblico il talk show politico di Michele Santoro approdato dall’autunno 2012 su La Sette ospita il candidato Silvio Berlusconi in una corrida senza esclusione di colpi. Con oltre 9 milioni e mezzo di telespettatori è il programma più visto nella storia televisiva italiana su un’emittente non appartenente al servizio pubblico né a Mediaset. Il programma dà l’avvio alla campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento italiano.
Grazie alla performance dell’ex premier inizia la rimonta del cavaliere nei sondaggi che lo porterà come nel 2006 a sfiorare il sorpasso nonostante lì’affermazione di Grillo
11 gennaio 2012 La Francia interviene militarmente in Mali con successo per fermare l'avanzata dei ribelli islamici legati ad al-Qaida.
13 gennaio 2013 Grande manifestazione a Parigi contro il progetto di legge per legalizzare il matrimonio fra coppie di omosessuali
14 gennaio 2013 BBC World News si trasferisce dalla Broadcasting House al BBC Television Centre.
15 gennaio 2016 Discovery Italia acquista cinque nuovi canali televisivi diventando secondo taluni il terzo operatore televisivo italiano L’azienda ha annunciato l’acquisizione di quattro canali gratuiti e di uno a pagamento trasmessi sul digitale terrestre. I cinque canali appartengono a Switchover Media. Si tratta di due destinati a un pubblico adulto - uno per soli uomini (Focus) e per l’altro più orientato al target femminile (Giallo) – e due per i bambini (K2 e Frisbee). Il quinto canale, GXT, sempre per gli uomini e a pagamento. Marinella Soldi, amministratore delegato di Discovery Italia, ha dichiarato: “L’operazione con cui il gruppo Discovery ha acquisito il 100% della romana Switchover Media ci pone come terzo editore italiano in termini di share e ciò ci rende estremamente fieri”. L’intenzione, ha aggiunto, è voler dar vita al terzo polo televisivo italiano
17 gennaio 2013 La Rosa per l'Italia, il gruppo che fa riferimento a Savino Pezzotta dopo la fuoriuscita di Bruno Tabacci, annuncia l'uscita dall'Unione di Centro e l'adesione al Gruppo Misto della Camera
21 gennaio 2013 21 gennaio 2013 Esce il rapporto finale del Grupppo di alto livello su Libertà dei media e pluralismo: A free and pluralistic media to sustain European democracy redatto dal Professor Vaira Vīķe-Freiberga (Presidente), la Professoressa Herta Däubler-Gmelin, Ben Hammersleye e il Professor Luís Miguel Poiares L’Unione Europea deve avere maggiori poteri per fare in modo che la libertà di stampa venga rispettata in tutti i suoi Paesi membri, pure su internet. E’ questo il passaggio fondamentale del Rapporto consegnato a Neelie Kroes, Commissario per la Digital Agenda. Questo documento, commissionato dalla Kroes e redatto sotto la direzione dell’ex presidente lettone Vaira Vike-Freiberga, propone di affidare alla Ue le competenze per proteggere la libertà e il pluralismo dei media negli Stati membri. Indica anche la necessità di un’armonizzazione delle legislazioni nazionali, in particolare per gestire un contesto dove i gruppi media sono sempre più transfrontalieri, concentrandosi, tra l’altro, sulle questioni riguardanti la privacy e la diffamazione. Gli autori del Rapporto ritengono, inoltre, che “la posizione dominante di alcuni fornitori di accesso internet non dovrebbe limitare la libertà e il pluralismo dei media” e che “bisogna garantire l’accesso aperto e non discriminante di tutti i cittadini all’informazione online” se necessario “anche ricorrendo alle norme sulla concorrenza e/o applicando il principio della neutralità della rete”. Il Rapporto raccomanda, inoltre, di consentire l’adesione alla Ue solo a quei Paesi che garantiscono media liberi e pluralisti e propone che la questione della libertà di stampa venga affrontata in tutte i negoziati con Paesi terzi, anche in materia di commercio. Propone tra l’altro d’istituire delle borse europee per finanziare alcuni progetti di giornalismo d’inchiesta e suggerisce finanziamenti pubblici per alcuni settori specifici, economicamente trascurati per ragioni geografiche, linguistiche o altro.
Un solo scarno sottocapitolo del rapporto (il paragrafo 5.1) affronta la questione del Public service broadcasting in quattro paragrafi con due raccomandazioni finali
Not-for-profit media (such as public service broadcasters) play an important role in maintaining media pluralism, although marked differences exist in their operation between the North and South of Europe, as well as between East and West. In countries where public service broadcasting has been thoroughly institutionalised over several decades, it was established in order to support civil society, serve as a tool for distance education, as an agent of enlightenment, and as a means for strengthening national cohesion.
Traditionally, public service broadcasters have constituted a critical component of pluralism by providing a range of opinions, including catering to minority interests. They may be particularly important in smaller markets where it may not be possible for several private broadcasters to be commercially viable. However, public service broadcasters can also restrict pluralism if their privileged position restricts market access for private operators and reduces the number of commercially viable providers.
There is an on-going debate in several European Union countries about the level of government support that public service broadcasters should be allowed to receive, as well as about the funding mechanisms (for instance direct grants versus obligatory subscription fees) to be used. One country (Portugal) has even started proceedings to privatise public service broadcasting, by “contracting out” the services it is meant to provide. This is interpreted by some as an innovative way out of situations where government budgets have become severely restricted, but by others as a contradiction in terms, for how can “public” remain public, if you decide to privatise it?
As regards Public Service Broadcasting, the 'Amsterdam Protocol' annexed to the EU Treaties acknowledges the important and positive role of these broadcasters for democracy and pluralism and sets at the same time some limits to the national funding systems. These have been further developed in the Commission's Communication on state aid rules applying to Public Service Broadcasters. At the same time, it is evident that public ownership of the media is not synonymous with government propaganda (as it clearly is in many non-democratic countries) and the editorial and artistic independence of Public Service Broadcasters must rigorously be respected by the governments in power.
Recommendation 26: There should be a provision of state funding for media which are essential for pluralism (including geographical, linguistic, cultural and political pluralism), but are not commercially viable. The state should intervene whenever there is a market failure leading to the under-provision of pluralism, which may be considered as a key public good.
Recommendation 27: Any public ownership of the media should be subject to strict rules prohibiting governmental interference, guaranteeing internal pluralism and placed under the supervision of an independent body representing all stakeholders.
21 gennaio 2013 FLI presenta liste autonome alla Camera con capolista Fini in tutte le circoscrizioni, in coalizione con la lista "Scelta civica" e l'Udc. Al Senato presentano propri candidati all'interno della lista unica per Monti
21-25 gennaio 2013 Nel corso del 103° MPEG Meeting di Ginevra Digital Media Project di Leonardo Chiariglione annuncia la disponibilità del software Open Connected Tv (OCTV). annunciando altresì il completamento del nuovo standard High Efficiency Video Coding (HEVC) che dimezza la velocità di trasmissione necessaria per fornire video d'alta qualità. Il Moving Picture Experts Group (MPEG) attraverso il software OCTV intende arricchire i servizi televisivi unidirezionali con accesso e distribuzione bidirezionale dei contenuti interoperabile e multichannel. La specifica permette la creazione e il software accelera lo sviluppo di un ampio mercato di prodotti, servizi e applicazioni che arricchiscono l'accesso e la distribuzione di servizi Tv unidirezionali con contenuti bidirezionali interoperabili e multichannel.
22 gennaio 2013 David Cameron annuncia un référendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea nel caso in cui il Partito Conservatore vinca le prossime elezioni legislative britanniche
22 gennaio 2013 In Israele la coalizione Likoud-Israel Beytenou del Premier Benyamin Netanyahou arriva in testa alle elezioni legislative nonostante la crescita del centro e dell’estrema destra
22 gennaio 2013 Per quanto riguarda gli eventi sportivi di grande interesse, i cui diritti sono stati acquistati da broadcaster privati, e la possibilità per le emittenti televisive pubbliche di ritrasmetterne dei brevi estratti, la Corte di Giustizia dell’Unione Europa si pronuncia a favore di brevi estratti ma solo nei Tg e a prezzi di costo sottolineano come la Direttiva ‘Servizi di media audiovisivi’ n. 13 del 2010 consenta a qualsiasi emittente televisiva stabilita nell’Unione di realizzare brevi estratti di cronaca su eventi di grande interesse pubblico che sono oggetto di diritti esclusivi di ritrasmissione. Tali brevi estratti possono essere scelti liberamente a partire dal segnale del titolare dei diritti esclusivi, il quale può pretendere un compenso economico corrispondente unicamente ai costi supplementari direttamente sostenuti per la fornitura dell’accesso al segnale stesso
31 gennaio 2013 Il Parlamento lettone approva l’adesione della Lettonia all’euro dal 2014
1 febbraio 2013 Accordo fra Google e gli editori della carta stampata francesi per finanziare un fondo di aiuto alla transizione della presse verso il mondo digitale.
6 febbraio 2013 Liberty Global acquista Virgin Media per 23,3 miliardi di dollari. Un accordo molto importante, sul mercato delle televisioni via cavo, che fa di Liberty Global il più grande network globale di trasmissioni su banda larga con oltre 25 milioni di clienti in 14 Paesi di cui 13 milioni raggiunti grazie all’implementazione dei servizi su fibra ottica. L’operazione ha subito avuto una vasta eco nel mondo dei media, dando vita ad un nuovo gruppo più agguerrito e competitivo, soprattutto nei confronti dell'impero BSkyB del magnate australiano Rupert Murdoch. Liberty Media sposterà il suo quartier generale dal Delaware al Regno Unito, per seguire da vicino il processo di integrazione con Virgin e per curare il mercato europeo (anche dell’Est) e asiatico. Oltre alla televisione, l’accordo consentirà di sviluppare ulteriormente il mercato dei servizi di telecomunicazioni e in particolare di quelle mobili, in virtù dell’esperienza di Virgin. Dopo l’accordo, gli azionisti di Virgin Media riceveranno 47,87 dollari per azione con una plusvalenza del 24% rispetto alla chiusura del fine settimana scorso. Per John Malone, che nel 2008 aveva rilevato il 16% del capitale della News Corp e aveva negoziato la sua uscita scambiando la partecipazione con il controllo di DirecTv, non sarà facile scalzare il suo competitor dal primo posto sul mercato britannico della Tv a pagamento. Virgin Media conta, infatti, quasi 4 milioni di abbonati mentre BSkyB la distacca di gran lunga con 10,3 milioni di clienti. E su questo Chase Carey, Chief operating officer di News Corp, è stato molto chiaro: “L’ingresso di John Malone sul mercato inglese non cambierà molto dal punto di vista della competizione”. E per il futuro, ha aggiunto che News Corp per ora “mantiene la rotta” attuale per BSkyB, ma “nel tempo dovrà decidere se cedere la quota o cercare di assumere il controllo della società”. Il COF ha anche delineato una nuova offensiva nell'offerta televisiva in America: il lancio di un nuovo canale nazionale solo sportivo, unendo assieme canali regionali che già possiedono e programmi originali, capace di fare concorrenza a Espn, il colosso di Disney. Liberty Global non dispone effettivamente di una gran liquidità. Il suo CEO, Michael Fries, ha sottolineato che Virgin Media non si lancerà in una guerra dei prezzi per accaparrarsi contenuti e non cambierà un equilibrio che definisce ‘razionale’. Ad aver la peggio, insomma, saranno soprattutto i piccoli operatori, in particolare BT. Per loro le cose si mettono male. Numero due al mondo nel cavo dietro Comcast, Liberty Global ha sede in Colorado, ma produce il 90% delle proprie entrate in Europa, specie in Germania e Belgio che rappresentano 18 dei suoi 20 milioni di abbonati.
6 febbraio 2012 In Tunisia Chokri Belaïd, fra i leader dell’opposizione al regime islamico al potere e capo del Movimento dei patrioti democratici è assassinato davanti a casa. In seguito all’omicidio il premier Hamadi Jebali rassegna le dimissioni del suo governo. Un esecutivo di tecnocrati dirigerà la Tunisia sino alle elezioni previste nel giugno 2013.
11 febbraio 2012 Joseph Ratzinger annuncia al Concistoro dei cardinali la sua abdicazione da capo della Chiesa Cattolica. Dal 29 febbraio 2013 Benedetto XV diventa papa emerito
12 febbraio 2013 In Francia l'Assemblée Nationale adotta il matrimonio fra copie di persone dello stesso sesso
12-16 febbraio 2013 Polemiche intorno all’edizione del Festival di Sanremo in piena campagna elettorale di cui Berlusconi chiede invano il rinvio.
18 febbraio 2013 - Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia riunitosi sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha esaminato le offerte e ''ha approvato l'avvio di una fase di negoziazione in esclusiva con Cairo Communication per la cessione dell'intera partecipazione in La7 Srl con l'esclusione della quota di MTV Italia (51%) detenuta dalla stessa La7''. Alla fine di una lunga discussione, l'offerta dell'editore piemontese, presidente del Torino Calcio, è prevalsa su quella avanzata dal fondo Clessidra di Claudio Sposito e sulla manifestazione di interesse di Diego Della Valle, patron di Tod's, arrivata lo scorso sabato. Della Valle si era inserito nella trattativa già intavolata con Cairo, ex assistente di Berlusconi e manager Pubblitalia, e Sposito, ex manager Fininvest. L'imprenditore marchigiano aveva poi confermato il proprio interesse per l'emittente, chiedendo per qualche giorno in pi per studiare i conti dell'azienda.
19 febbraio 2013 La notizia della vendita de La Sette piccola emittente con uno share medio del 3,46% nel 2012 ma con un alto valore aggiunto ed indice di credibilità grazie alla sapiente direzione del telegiornale da parte di Enrico Mentana protagonista dei migliori confronti con i candidati durante la campagna elettorale, ad un imprenditore giudicato vicino a Silvio Berlusconi (e come tale soprannominato “Berluschino”) scatena le immancabili polemiche alla vigilia del voto: Bersani chiede che le decisioni siano prese in assenza di conflitto di interesse e senza costruire posizioni dominanti” Parole giudicate da Berlusconi “un avvertimento mafioso
18 febbraio 2013 A fronte della crisi nella raccolta pubblicitaria la Sipra (che verrà ribattezzata Rai Pubblicità) annuncia il ritorno di Carosello. A fine marzo attorno alle 21-21.10 su Rai1, andranno in onda 210 secondi di "spot" d'autore (probabilmente tre da un minuto e uno da mezzo) con musiche, stile e confezionamento simili alla versione originale. L'operazione è stata messa a punto in gran segreto dalla Sipra, la concessionaria del gruppo che il direttore generale Luigi Gubitosi proporrà di ribattezzare Rai Pubblicità. Carosello non è l'unico programma "vintage" riesumato dalle teche. Sugli schermi delle reti pubbliche tornerà pure l'Intervallo. La musica sarà la stessa dell'originale degli scorsi decenni (con un piccolo arrangiamento per attualizzarla) ma invece delle pecore o degli scorci del Belpaese sul video sfileranno le foto (a pagamento) degli inserzionisti. "Carosello reloaded" e l'Intervallo sono solo i fiori all'occhiello di una strategia del nuovo management, guidato da Lorenza Lei e Fabrizio Piscopo, che punta a fermare l'emorragia di spot (il budget prevede un -5% nel 2013) facendo lavorare di più la società con la Rai e targettizzando più le offerte.
20 febbraio 2013 Il cda della Rai ha dato il via libera all'unanimità - a quanto si apprende - alla nomina di 12 vicedirettori di Rai, Rai2 e Rai3, su proposta del dg Luigi Gubitosi. Un terzo sono donne. A Rai1 sono due le nuove nomine, quella di Roberta Enni e Rosa Anna Pastore, mentre sono stati confermati alla vicedirezione della rete Ludovico Di Meo, Maria Pia Ammirati e Daniel Toaff. Vicedirettori di Rai2 sono stati nominati Patrizia Cardelli e Massimo Lavatore, e confermati Roberto Giacobbo e Marco Giudici. Tutti di nuova nomina i neo-vicedirettori di Rai3: Stefano Coletta, Luca Mazzà, Andrea Valentini
21 febbraio 2013 In occasione dei Mondiali di Sci Nordico in Val di Fiemme, un’utenza selezionata di sperimentatori avrà la possibilità di provare il nuovo servizio di diretta in HD che utilizza la rete 4G di TIM. Dopo l’annuncio della copertura LTE nelle principali località turistiche del Trentino, Telecom Italia rilancia con l’avvio di una sperimentazione in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e la Rai, con l’obiettivo di mostrare le potenzialità dell’ultra-broadband mobile sulla fruizione di nuovi servizi. Oscar Cicchetti, Responsabile Strategy di Telecom Italia, ha indicato che “L’uso sinergico della rete LTE insieme ai nuovi paradigmi del web, quali l’HTML5, consente di semplificare ancora di più l’esperienza di utilizzo dei nuovi e potenti smartphone e tablet”. “. La Rai metterà a disposizione 7 flussi Live in HD, alimentati da telecamere a elevata qualità poste in punti significativi dei percorsi di gara e coordinate da una cabina di regia. Gli utilizzatori potranno selezionare direttamente il flusso desiderato ed entrare, quindi, virtualmente sul percorso d’interesse, realizzando una regia personalizzata della gara oltre che accedere più rapidamente e direttamente ai siti d’interesse della manifestazione e del territorio. Il servizio utilizza le performance dell’LTE e si basa su una tecnologia denominata Overbrowser che, grazie al nuovo paradigma dell’HTML5, consente di utilizzare applicazioni residenti sul web senza la necessità di accedere a specifici App Store e senza richiedere l’installazione o la configurazione di software particolari sul proprio terminale. L’obiettivo è quello di mostrare come l’ultra-broadband mobile non significhi solo maggiore velocità e maggiori performance negli attuali usi, ma rappresenti anche un formidabile abilitatore di nuovi format di informazione ed entertainment.
22 febbraio 2013 Viene varato un decreto interministeriale del Ministero per lo sviluppo economico e del Ministero per i beni e le attività culturali del 22 febbraio 2013, in materia di criteri di qualificazione delle opere cinematografiche di espressione originale italiana e quote di riserva nell’ambito delle percentuali previste dall’articolo 44, commi 2 e 3, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni
24 25 febbraio 2013 Si svolgono le elezioni politiche per la Diciassettesima Legislatura..Come nel 2006 si svolgono sotto il segno dell’imprevedibilità grazie alla imponente rimonta di Berlusconi e all’imponente successo del Movimento5Stelle che diventa in valori percentuali alla Camera la prima forza politica del Paese con il 25,55% dei suffragi espressi in Italia. In valori assoluti è un terremoto con quasi 4 milioni di voti persi dal PD e 6 milioni dal PDL..La coalizione Italia bene Comune di Pierluigi Bersani conquista la maggioranza assoluta alla Camera (340 seggi) con solo il 29,54% precedendo di 124 mila voti la coalizione di centrodestra che con il 29,18% conquista 124 seggi. Terza forza parlamentare il M5S conquista 108. Delude la coalizione guidata da Mario Monti che non va oltre il 10,56% 45 seggi Rimangono fuori dal parlamento la lista di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, ferma al 2,25%, Fare per fermare il declino di Oscar Giannino, al 1,12%, La Destra al 0,64%, Futuro e Libertà di Fini al 0,46%, Grande Sud di Miccichè al 0,43% il Partito Comunista dei Lavoratori al 0,26%, Forza Nuova al 0,26 e la lista Amnistia Giustizia e Libertà promossa dai radicali che non va oltre lo 0,19%. Dietro al movimento di Grillo, il PD scende al 25,47% ma a differenza di Grillo, grazie al premio di coalizione conquista 292 seggi, mentre al terzo posto il PDL conquista il 21,56 e 97 seggi. Quarta forza politica è Scelta Civica con Monti che con l’8,30% conquista 37 deputati precedendo la Lega Nord, scesa al 4,08% che conquista solo 18 seggi, mentre Sinistra Ecologia e Libertà sebbene con solo il 3,20% beneficia del premio di coalizione conquistando 37 seggi a pari merito con Scelta Civica per Monti. Sebbene sotto la soglia del 2% grazie al miglior quoziente entrano in Parlamento 9 deputati di Fratelli d’Italia, ferma all’1,95%, 8 deputati dell’Unione di Centro di Casini scesa all’1,78%e grazie al premio di coalizione 6 deputati del Centro Democratico di Tabacci al 0,50% e 5 deputati della SVP al 0,43%. Al Senato invece con il premio di coalizione assegnato su scala regionale il quadro si presenta ingovernabile nessuna coalizione ottenendo la maggioranza assoluta nemmeno alleandosi con la lista Monti per l’Italia. La coalizione di Bersani, conquista il 31,63% ma conquista solo 113 seggi (di cui 105 al PD, 7 a Sinistra Ecologia e Libertà e 1 Il Megafono di Crocetta) ai quali si aggiungono i 5 seggi conquistati in Trentino Alto Adige Friuli. Italia. Il centrosinistra vince in Liguria, Piemonte, Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Sardegna, Molise e Basilicata ma perde nelle regioni più importanti (Lombardia, Veneto, Campania, e Sicilia, oltre ad Abruzzo Puglia, Calabria) dove vince la coalizione di centrodestra che con il 30,72% conquista 116 seggi (di cui 9 al PDL e 17 alla Lega Nord), mentre al terzo posto con il 23,79% il Movimento 5 Stelle conquista 54 senatori decisivi per la stabilità della Camera Alta, mentre la lista unitaria di Centro Con Monti per l’Italia non va oltre il 9,13% conquistando solo 18 seggi Fra gli italiani all’Estero sia alla Camera che al Senato vince il Partito Democratico che, al di sopra della media ottenuta in patria, con il il 29,32% conquista 5 seggi alla Camera e con il 30,69% conquista 4 seggi al Senato, precedendo la lista centrista di Mario Monti che con quasi il doppio dei consensi, con il 18,39% conquista 2 seggi alla Camera e con il 19,81% conquista 1 seggio al Senato , mentre il Popolo della Liberà scende al terzo posto conquistando con il 14,84% 1 seggio alla Camera e con il 15,18% 1 seggio al Senato, davanti al movimento Associativo degli Italiani all’estero, che con il 14,30% conquista 2 seggi alla Camera e e con il 13,45% conquista un seggio al Senato, mentre il movimento 5 stelle al quinto posto con il 9,67% conquista 1 seggio alla Camera dove entra anche l’USEI che conquista 1 seggio con il 4,46%, mentre con il 9,98% il Movimento 5 Stelle non conquista seggi al Senato nelle circoscrizioni all’estero.
26 febbraio 2013 Alle elezioni regionali vince nettamente il centrodestra in Lombardia sotto la guida di Maroni eletto presidente della giunta regionale lombarda con il 42,81% dei voti contro il 38,24% ottenuto da Umberto Ambrosoli, secondo classificato tra i candidati presidenti. Il centro sinistra vince nettamente nel Lazio con Zingaretti e in Molise con Paolo Di Laura Frattura nonostante l’affermazione dei candidati grillini. La Lega Nord grande sconfitta alle politiche dove non va oltre il 4%, governa la prima regione italiana e si trova alla guida delle tre principali regioni dell’Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia e Veneto) che Maroni vuole federare in una Macroregione.del Nord
Bersani, sebbene a capo del primo partito in Parlamento, appare il principale sconfitto. Berlusconi, seppure sconfitto, grazie alla spettacolare rimonta non può essere messo da parte ma non è chiamato a governare e quindi appare nelle migliori condizioni per preparare nuove elezioni che potrebbero coincidere con le elezioni europee previste nel 2014. Napolitano in semestre bianco non può sciogliere le camere di nuovo. Un governo di salute pubblica potrebbe ulteriormente rafforzare il Movimento5Stelle. Il governo Monti nel frattempo rimane in carica per espletare gli affari correnti. L’Italia dopo il voto sembra ripiombata nell’era delle defatiganti trattative della prima repubblica. Si torna a parlare di governi monocolori che chiedono la non sfiducia alle altre forze parlamentari. Grillo esulta
27 febbraio 2013 A Berlino si sfiora l’incidente diplomatico in occasione della visita di Stato del presidente Napolitano che cancella una cena con il candidato cancelliere dell’opposizione socialdemocratica Peer Steinbrueck, dopo che quest’ultimo ha tacciato di clown i leader di due delle tre principali formazioni parlamentari Silvio Berlusconi e Beppe Grillo
28 febbraio 2013 Napolitano a Berlino dichiara che l’Italia non è allo sbando e che il governo Monti rimarrà in carica sino al giuramento di quello successivo
28 febbraio 2013 Avviso di garanzia per voto di scambio contro Silvio Berlusconi. Avrebbe comprato il sostegno del sen. De Gregorio eletto all’estero. Insorgono i maggiorenti del PdL denunciando un clima da golpe strisciante
28 febbraio 2013 Ultima apparizione pubblica di Joseph Ratzinger da Castelgandolfo. Alle ore 20 ha inizio la sede apostolica vacante dopo l'abdicazione di papa Benedetto XVI.
28 febbraio 2013 Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM approva la Delibera n. 186/13/CONS adottando il Regolamento concernente le modalità e i criteri di svolgimento della verifica degli obblighi di programmazione e investimento a tutela della produzione audiovisiva europea e indipendente e i criteri per la valutazione delle richieste di deroghe ai sensi dell’art. 3 del Decreto Legislativo 28 giugno 2012, n. 120
Marzo 2013 In Egitto un tribunale amministrativo annulla le elezioni parlamentari indette da Morsi per il 22 aprile, per non aver trasmesso alla Corte Costituzionale la legge elettorale emendata dalla Camera alta.
1 marzo 2013 Dopo la pesante sconfitta elettorale dove Futuro e Libertà ottiene solo lo 0.47% dei consensi su base nazionale, trovandosi escluso dalla Camera non avendo raggiunto il quorum necessario per far accedere i propri candidati, esce la notizia che potrebbe chiudere la sede nazionale del Partito che contra ormai solo due senatori eletti nella lista Con Monti per l'Italia: Benedetto Della Vedova in Lombardia e Aldo Di Biagio nella circoscrizione Estero.
4 marzo 2013 Telecom Italia conferma il via libera all’accordo con Urbano Cairo per l’acquisizione de La Sette. Quanto ai dettagli finanziari dell’intesa, Telecom Italia Media informa in una nota che l’accordo prevede il riconoscimento alla società “di un corrispettivo pari a 1 milione di euro” e che, “prima del trasferimento della partecipazione, La7 sarà ricapitalizzata per un importo tale per cui la Società avrà, a quella data, una posizione finanziaria netta positiva non inferiore a 88 milioni di euro” “Tale ricapitalizzazione contribuirà altresì a raggiungere il livello di patrimonio netto concordato, pari a 138 milioni di euro”, informa ancora il gruppo, aggiungendo che gli accordi prevedono inoltre la sottoscrizione di un contratto di fornitura di capacità trasmissiva di durata pluriennale tra La7 e Telecom Italia Media Broadcasting.“L’operazione – sottolinea ancora la nota - permette a Telecom Italia Media di terminare il sostegno finanziario a favore di La7, mantenendo al contempo all’interno del proprio perimetro l’operatore di rete Telecom Italia Media Broadcasting”.
4 marzo 2013 Un rogo distrugge la Città della scienza di Napoli. Sembra appurata la mano dolosa della criminalità
6 marzo 2013 Il Grupo Antena 3 cambia denominazione in Atresmedia Corporación. Dopo la fusione il 1 ottobre 2012 con la Gestora de Inversiones Audiovisuales La Sexta possiede sette canali nella televisione digitale terrestre Antena 3, laSexta, Neox, Nova, Nitro, Xplora e laSexta3, di cui le due emittenti generaliste trasmesse anche in alta definizione Antena 3 HD e laSexta HD.e un canale a pagamento, Gol Televisión
13 Marzo 2013 Alla quinta votazione per l'elezione del successore di Benedetto XVI il Conclave elegge il gesuita Jorge Mario Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires Papa con il nome di Francesco
15 marzo 2013 Si insedia il parlamento della XVII legislatura
16 marzo 2013 In un clima di grande convulsione e incertezze si insedia la XVII legislatura Laura Boldrini (SEL) con 323 voti viene eletta con il solo sostegno della coalizione di centrosinistra Presidente della Camera dei Deputati al terzo scrutinio. Al Senato il ballottaggio fra il candidato delle sinistre Pietro Grasso e quello del PdL l’uscente presidente Renato Schifani vede sconfitto il presidente uscente grazie ad un piccolo soccorso di deputati del Movimento Cinque Stelle
21 marzo 2013 Il Consiglio AGCOM approva il Piano di numerazione definitivo della televisione digitale terrestre L’impianto del provvedimento, come spiega una nota dell’Authority presieduta da Angelo Cardani, “in primo luogo recepisce i rilievi delle sentenze del Consiglio di Stato che, nell’annullare il precedente piano (delibera n. 366/10/CONS), aveva imposto all’Autorità di ripronunciarsi sull’attribuzione dei numeri 7, 8 e 9 alle tv nazionali ex analogiche a seguito di una nuova indagine di mercato e di definire nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, non più basati sull’utilizzo delle graduatorie dei Corecom”.La nuova numerazione, in un’ottica d’impiego razionale ed efficiente delle risorse e di semplicità d’uso da parte dei telespettatori, è strutturata nei seguenti archi: I arco (1-99): canali nazionali e locali; II arco (101-199): canali nazionali e locali; III arco (201-299): canali locali; IV arco (301-399): canali a pagamento; V arco (401-499): canali a pagamento; VI arco (501-599): canali nazionali; VII arco (601-699): canali locali; VIII arco (701-799): canali nazionali; IX arco (801-899): canali radiofonici e altri servizi; X arco (901-999): canali locali. In base ad una ricerca sulle abitudini dei telespettatori conferma l’attribuzione delle numerazioni 7, 8 e 9 ai canali generalisti ex analogici, ferma restando la competenza del Ministero dello sviluppo economico circa l’effettiva attribuzione dei numeri ai soggetti richiedenti. Per evitare disservizi all’utenza la risintonizzazione automatica avverrà in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale. Infine, in previsione dell’obbligo d’integrazione del DVB-T2 nei decoder e nei televisori integrati a partire dal 2015, l’Autorità ha deciso di istituire un Tavolo tecnico con l’obiettivo di condividere tra gli operatori le soluzioni relative allo standard dei decodificatori e alla navigazione tematica tra i canali attraverso le guide elettroniche ai programmi (EPG). Il Piano sarà revisionato entro un biennio sulla base dello sviluppo del mercato, della tecnologia e delle abitudini degli utenti.
Dopo una pausa di riflessione di 24 ore a seguito delle consultazioni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano assegna un incarico condizionato al leader della coalizione di centrosinistra Pierluigi Bersani
22 marzo 2013 Pier Luigi Bersani viene incaricato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di formare un Governo, verificando prima una maggioranza stabile sia alla Camera che al Senato.
22 marzo 2013 Iniziano le trasmissioni digitali terrestri dei 3 canali per adulti Hot Time trasmessi nel mux Mediaset 1.
28 marzo 2013 Il Presidente della Repubblica annuncia di voler cercare soluzioni alternative per la formazione di un nuovo Governo dopo che Pier Luigi Bersani non è riuscito a trovare la maggioranza stabile richiesta al Senato.
30 marzo 2013 Il Presidente della Repubblica forma due gruppi di lavoro per i contatti con i gruppi parlamentari, il primo di tipo istituzione formato da Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante; mentre il secondo per la materia economico-sociale ed europea è formato da Salvatore Rossi, Giovanni Pitruzzella, Enrico Giovannini, Giancarlo Giorgetti, Filippo Bubbico e dal ministro del governo Monti Enzo Moavero Milanesi.
1º aprile 2013 Chiude il canale Steel lanciato il 19 gennaio 2008 con un brand edito da NBC Universal e distribuito nel pacchetto Premium Cinema, Serie & Do di Mediaset Premium. Viene sostituito nella medesima piattaforma da Premium Action di cui Mediaset assume direttamente il controllo editoriale
9 aprile 1913 La Rai approva il suo piano industriale triennale 2013-2015. Il piano, illustrato dal DG Luigi Gubitosi, ha identificato dodici aree di intervento: pubblicità, ricavi commerciali, ottimizzazione palinsesto, sviluppo all news, rilancio radio, sviluppo web, modello e assetto produttivo, digitalizzazione, revisione processi, risorse umane, assetto immobiliare, efficacia ed efficienza acquisti. Uno dei primi target di Gubitosi, scrive il quotidiano Italia Oggi, sarà tuttavia l’elaborazione urgente di una strategia unitaria sul digitale terrestre, sia in termini di target che di offerta. Intervento che potrebbe essere affidato, secondo alcune indiscrezioni, a Giorgio Gori, fondatore della casa di produzione Magnolia ed ex direttore di Canale 5. L’offerta digitale della Tv pubblica italiana è sicuramente abbondante: consta di 15 canali (inclusi Rai 1, 2, 3 ed Euronews), ed è molto più ampia rispetto a quella di altri broadcaster pubblici europei: in Inghilterra sono otto, in Francia cinque, in Germania 12, in Spagna 7. Il punto è, però: visto che riempire di contenuti questi canali costa e che il 2012 si è chiuso con un rosso da 230 milioni di euro, la Rai può permettersi le spese per sostenere tale offerta, a fronte dei bassi risultati in termini di audience e fatturati e del continuo calo della raccolta pubblicitaria che nel 2012 è scesa del 23%? Gli 11 canali non generalisti (eliminando, quindi, Euronews e Rai 1,2 e 3) hanno registrato tra marzo 2012 e marzo 2013 uno share complessivo nelle 24 ore pari al 6,28% e 670.947 spettatori, ovvero, “85 mila in meno di rai 2, il meno visto dei tre canali storici della Rai” “Se canali del DTT sono sotto lo 0,5% di share e solo 4 dei canali non generalisti superano lo 0,8%. Cinque fanno, insieme, l’ascolto di rai Premium (1,29%), che è il più visto dell’offerta”. Alla luce di questi dati, è dunque evidente che Gubitosi deve capire se la Tv pubblica può continuare a permettersi un’offerta tanto ampia. A pesare sui conti, oltre che sull’immagine del servizio pubblico, anche i molti sprechi che hanno caratterizzato la precedente gestione e che sono diventati oggetto di un corposo dossier che il Codacons ha depositato alla Corte dei Conti. Sul fronte dei costi, il piano industriale continuerà a concentrarsi su azioni di efficientamento che porteranno a un progressivo contenimento dei costi esterni, prevede già dal 2014 un ammontare di ricavi complessivi sostanzialmente in linea con i livelli registrati nel 2012. Un obiettivo che si cercherà di raggiungere ottimizzando l'utilizzo dei quattro centri di produzione, con l'internalizzazione delle attività e con un forte controllo sui costi volto alla razionalizzazione della spesa. Cinema e fiction continueranno a rappresentare una componente importante del palinsesto: sarà pertanto mantenuto il forte impegno finanziario in questi settori. Il piano prevede infine anche importanti investimenti finanziari volti a colmare il gap tecnologico che la Rai ha accumulato nei confronti dei principali operatori europei e che restituiranno, da qui al 2015, una Tv pubblica completamente digitalizzata.
11 aprile 1913 via libera dall’Agcom alle regole per l’asta delle frequenze televisive Il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati ed esclude dalla gara gli operatori che detengono 3 o più mux. Il Consiglio dell’Agcom, presieduto da Angelo Cardani, ha approvato all’unanimità il provvedimento definitivo sulle regole per l’asta delle frequenze televisive del digitale terrestre, introducendo una serie di modifiche rispetto allo schema approvato il 14 novembre 2012, sottoposto a consultazione pubblica tra i soggetti interessati e oggetto di una continua, approfondita interlocuzione con la Commissione europea. All’asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d’uso ventennale. Per rispondere all’obiettivo di garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento; esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex. In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’LTE, Agcom ha deciso inoltre di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento. Attraverso questo provvedimento – che verrà ora trasmesso al ministero dello Sviluppo economico al quale la legge n. 44 del 2012 affida il compito di approvare il bando di gara e di gestire la procedura - l’Autorità ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse frequenziali nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo. L’Autorità, nell’ambito dei propri poteri e fino al mutare delle attuali condizioni tecnologiche e di mercato, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara.
18 aprile 2013 Si riunisce in Congresso il Parlamento a camere unite e con grandi elettori espressioni dei Consigli Regionali per eleggere il decimo Presidente della Repubblica. Il democratico Franco Marini non raggiunge la maggioranza dei due terzi richiesta per i primi tre scrutini a causa di un elevato numero di dissidenti dentro il Partito Democratico e di franchi tiratori
19 aprile 2013 Anche Romano Prodi non ce la fa a causa di 101 franchi tiratori nelle file del Partito Democratico pur ricevendo il sostegno di Sinistra e Libertà La segreteria di Pier Luigi Bersani alla guida del Partito Democratico vacilla
20 aprile 2013 Giorgio Napolitano accetta la richiesta congiunta di candidarsi venuta da Presidenti delle Regioni, Partito Democratico Popolo della Libertà e Scelta Civica. Viene eletto trionfalmente al sesto scrutinio con 738 voti contro i 213 andati al candidato del Movimento 5 stelle Stefano Rodotà sostenuto da Sinistra e Libertà di Nichi Vendola
22 aprile 1913 Giuramento in Parlamento di Giorgio Napolitano. In un discorso di tono gollista il Presidente confermato denuncia l’incapacità dimostrata dalla classe politica in materia di riforme invitando le forze politiche responsabili alle grandi intese per un governo di scopo, pena lo scioglimento della legislatura o le sue dimissioni irrevocabili. Lo stesso giorno avvia le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e con le forze politiche.
23 aprile 2013 La Rai approva il Bilancio 2012 “A livello consolidato – scrive il direttore generale Gubitosi - la perdita prima delle componenti straordinarie e delle imposte è risultata pari a € 175 Milioni, a cui debbono aggiungersi oneri straordinari netti per € 50,9 Milioni principalmente ascrivibili ai costi del piano incentivazione all’esodo del personale approvato lo scorso dicembre. Al netto delle imposte la perdita netta consolidata è stata pari a € 244,6 Milioni” aggiungendo: “Al fine di razionalizzare le aree di crescita così come quelle che richiederanno interventi di miglioramento ed ottimizzazione, abbiamo varato il piano industriale 2013-2015 della Rai, strumento essenziale di navigazione per il triennio a venire. Nonostante il difficile contesto, si tratta di un piano di importanti investimenti, che punta allo sviluppo con tre macro obiettivi: eccellenza dell’offerta, avanguardia tecnologica ed equilibrio economico-finanziario. Caratteristica qualificante del piano, che sarà oggetto di diffusione all’interno dell’azienda a tutti i livelli, è un approfondito diagnostico delle principali aree aziendali, su cui sono stati fondati dei cantieri di lavoro che definiranno le linee prioritarie di sviluppo aziendale. Dal mero elenco dei titoli dei cantieri, 12 in tutto, traspaiono già quelle che questa Direzione Generale, questa Presidenza e questa Consiliatura hanno inteso identificare come le priorità strategiche per il divenire del Gruppo: Turn-around Rai Pubblicità, Sviluppo Ricavi Commerciali, Ottimizzazione Palinsesto, Sviluppo All-News, Rilancio Radio, Sviluppo Web, Ripensamento Modello e Assetto Produttivo, Digitalizzazione, Revisione Processi e Modello di Controllo, Risorse Umane, Assetto Immobiliare, Efficacia ed Efficienza Acquisti”
23 aprile 2013 Muore Antonio Maccanico padre della prima legge di disciplina del sistema delle comunicazioni
24 aprile 2013 Internet e Tv, la Ue presenta Libro Verde sulla convergenza. Cinque i nodi da sciogliere La vicepresidente della Commissione Ue e Commissario per la Digital Agenda Neelie Kroes presenta un Libro Verde sui media convergenti. Il digitale ha sfumato i confini tra media, telecomunicazioni e ICT, rivoluzionando i tradizionali modelli di business, la catena di valore e modificando i ruoli di tutti, dagli editori ai paperboy. I profondi cambiamenti in atto hanno reso meno distinte le separazioni tra pura informazione e giornalismo, anche perché è cambiato il modi di fruire delle persone che oggi pretendono servizi anything, anywhere e anydevice. Oggi bisogna pensare a “come innovare i media”, “ma dovete farlo - ha precisato la Kroes rivolgendosi ai player - liberandovi dal passato, senza pensare ai vostri vantaggi competitivi, ma solo a come dovrebbe essere il futuro", accumunati dall'interesse di creare un mercato media "forte, libero e digitale". "Datemi le vostre idee e sarò pronta a realizzarle in questo mandato", ha detto la Kroes, sottolineando "Voglio creare un quadro regolamentare per cogliere le opportunità del futuro, ma non voglio proteggere vecchi schemi del passato”. "Stimolate l'economia... contribuite alla nostra società culturale e creativa e sostenete la democrazia. Proteggere tutto questo – ha concluso la Kroes - non significa tutelare lo status quo. Sistemi e strutture che servivano bene questi obiettivi nel 20° secolo non possono più farlo oggi. In Europa ci sono oggi più di 40,4 milioni di Tv connesse ed entro il 2016 potrebbero entrare nella maggior parte delle case dei cittadini dell’UE. Sono ormai milioni gli europei che seguono le loro serie Tv preferite sullo smartphone mentre vanno al lavoro, guardano contenuti online sul televisore del salotto o caricano sul web contenuti da loro creati. Questi cambiamenti stanno riducendo sempre più le distanze tra i consumatori, le emittenti radiotelevisive e internet. La Commissione vuole analizzare le possibili implicazioni di questa convergenza tra tecnologia e contenuti per la crescita economica e l’innovazione europee e misurarne l’impatto in termini di diversità culturale e sui consumatori, in particolare i minori: “La TV connessa è la prossima rivoluzione nel mondo creativo e digitale. La convergenza tra i settori offre ai cittadini una più ampia scelta di contenuti, ma crea al contempo difficoltà e sfide. Un dibattito a livello dell’UE ci permetterà di affrontare questi cambiamenti, di contribuire alla crescita delle imprese, di incoraggiare la creatività e di difendere i nostri valori”. Il Libro verde che la Commissione ha adottato oggi invita le parti interessate e il grande pubblico a condividere le loro opinioni (entro la fine di agosto 2013) su alcuni aspetti fondamentali: a) le regole del gioco: come creare le giuste condizioni per consentire alle imprese dinamiche dell’UE di affrontare la concorrenza internazionale (soprattutto quella statunitense), tenendo conto in particolare del fatto che le concorrenti possono essere soggette a regole diverse? b) la protezione dei valori europei (inclusa la libertà dei media) e degli interessi degli utenti (per es., la tutela dei minori, l’accessibilità per gli utenti disabili): i cittadini si aspettano un livello di protezione maggiore per i programmi TV rispetto ai contenuti internet? Dove sta la linea di demarcazione? c) Mercato unico e norme comuni: a quanto pare alcuni dispositivi non funzionano allo stesso modo nei diversi Stati membri. Come promuovere un contesto tecnologico adeguato? d) Finanziamenti: in che modo la convergenza tecnologica e l’evoluzione del comportamento dei consumatori influenzeranno il finanziamento di film, spettacoli televisivi e altri contenuti? Quale sarà il contributo dei diversi soggetti coinvolti nella nuova catena del valore? e) Apertura e pluralismo dei media: è opportuno che le autorità pubbliche intervengano sui meccanismi di filtraggio predefiniti, per esempio nei motori di ricerca? Le attuali pratiche in materia di contenuti di grande richiamo (grandi eventi sportivi o film di successo recenti) sono tali da ostacolare, a livello di prezzi all’ingrosso, l’accesso al mercato e la sostenibilità delle attività delle imprese? Le piattaforme sono sufficientemente aperte? Questa nuova realtà è già oggetto di discussioni in molti Stati Membri e al Parlamento europeo. I pareri sono discordanti per quanto riguarda il modo di procedere: alcuni chiedono di modificare subito la normativa, altri si ritengono per il momento soddisfatti dello status quo, mentre altri ancora auspicano un sistema di autoregolamentazione e coregolamentazione. Il Libro verde non prevede alcuna azione, ma, nel darvi seguito, la Commissione potrebbe vagliare diverse risposte normative e politiche, tra cui l’autoregolamentazione
24 aprile 2013 Atresmedia Corporación cambia denominazione in Atresmedia Corporación de Medios de Comunicación, Sociedad Anónima. In questo modo il gruppo dispone di una propria identità nelle sue grandi aree di attività (televisione, radio, multimedia, pubblicità e cinema), A partire da questo momento il suo azionariato è così suddiviso: Planeta-D'Agostini (41,7%), RTL (19,2%), Autocartera (7%), La Sexta (7%), mentre il restante 25,1% è collocato in borsa []
24 aprile 2013 Enrico Letta viene incaricato dal Presidente della Repubblica Napolitano di formare un governo delle grandi intese Nasce il tentativo di un governo di servizio al Paese con un programma con alcuni scopi precisi per una moralizzazione della vita pubblica attraverso le riforme costituzionali.
27 aprile 2013. Enrico Letta sale al Quirinale nel pomeriggio, scioglie la riserva e annuncia la lista dei ministri.
28 aprile 2013 Si insedia il Primo Governo Letta a capo di un governo di larghe intese fra PD, Scelta Civica, Radicali e PdL. Ministro degli Esteri è Emma Bonino, Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Ministro delle Attività Produttive Flavio Zanonato PD. Il governo di Enrico Letta rimarrà in carica sino al 14 febbraio 2014….
29 aprile 2013 Enrico Letta ottiene la fiducia della Camera con 452 si (Partito Democratico, Popolo della Libertà, Scelta Civica, Centro Democratico, SVP), 153 no (Sinistra Ecologia e Libertà, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia) e 17 astenuti (Lega Nord).
30 aprile 2013 Con 233 voti favorevoli 59 contrari e 18 astenuti anche il Senato conferisce la fiducia al Governo Letta Nel pomeriggio si reca a Berlino dove incontra la cancelliera tedescaAngela Merkel
L'esecutivo ancora non è nel pieno delle sue funzioni che già scoppia la prima grana, e su un punto sensibile come la sorte dell'Imu. Letta resta sulla posizione espressa ieri ("A giugno proroga, in attesa della riforma"), ma Silvio Berlusconi avverte: "O c'è la cancellazione e la restituzione del 2012, o non ci stiamo"
30 aprile 2013 Nel ventennale della nascita del World Wide Web di prima generazione quando gli scienziati del CERN di Ginevra aveva deciso di liberalizzare il codice www, il suo fondatore Berners Lee spiega: “Se avessi creato la Web Inc. avrei semplicemente dato vita ad un nuovo standard e la diffusione universale del www non si sarebbe mai verificata. Perché esista qualcosa come il web è necessario che tutto il sistema si basi su standard aperti, pubblici”. Come chiarisce Dan Noye responsabile della comunicazione del CERN Se avessimo deciso diversamente a vent’anni di distanza oggi non avremmo avuto cose simili al web ma sarebbero appartenute a Microsoft Apple o Vodafone”
Maggio 2013 Torna a crescere Wall Street . A cinque anni dal crac della Lehman Brothers le banche americane sono di nuovo in crescita mentre quelle europee inizialmente messe meglio mostrano ancora segni di fragilità
2 maggio 2013 Il governo Letta nomina 40 Sottosegretari senza stipendio. Dei nuovi Sottosegretari, dieci assumeranno le funzioni di Viceministro. Gli uffici di diretta collaborazione dei Viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei Sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina.Di seguito l’elenco dei nuovi Viceministri e Sottosegretari che si dovranno occupare del settore ICT e, più in generale, del digitale per dare piena attuazione agli impegni che l’Italia ha preso con la Ue nella realizzazione della Digital Agenda. Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma) e Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione). Sviluppo Economico: Carlo Calenda (Viceministro) Antonio Catricalà (Viceministro); Simona Vicari e Claudio De Vincenti. Infrastrutture e Trasporti. Vincenzo De Luca (Viceministro). Erasmo De Angelis e Rocco Girlanda. Istruzione, Università e Ricerca. Gabriele Toccafondi, Marco Rossi Doria e Gianluca Galletti. Tante le misure che dovranno essere adottate in tempi rapidi, tutte quelle necessarie e colmare il digital divide ed estendere la copertura a banda larga in tutta Italia Importante avviare la completa digitalizzazione del Paese, dalla PA alle scuole, alla giustizia, alla sanità, senza tralasciare la necessità di investire più decisamente in ricerca e sviluppo, incentivando la nascita di startup innovative e di città intelligenti. Non dimenticando che sul tavolo del Ministero dello Sviluppo economico giace il dossier sull’asta del digitale terrestre che, stando alle previsioni, dovrebbe essere indetta per fine maggio
6 maggio 2013 Muore Giulio Andreotti l’ultimo cavallo di razza democristiano della Prima Repubblica, fra i più longevi al governo dal dopoguerra ai primi anni Novanta
6 maggio 2013 Cambio al vertice delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai, dove – al posto di Marco Simeon, che resterà consulente Rai per tre anni in vista dei Mondiali di calcio del 2014 in Brasile – subentra Alessandro Picardi, attuale responsabile dei rapporti istituzionali di Wind e già consulente delle relazioni istituzionali di Sky. La direzione affidata a Picardi riporterà alla direzione Comunicazione e Relazioni esterne guidata da Costanza Esclapon.
11 maggio 2013 In seguito alle dimissioni di Pier Luigi Bersani l’ex segretario socialista della CGIL Guglielmo Epifani viene nomionato segretarario pro tempore del PD, ricevendo dall'assemblea del partito 458 voti, pari all'85,8% dei voti validi, su 534. Rimarrà in carica sino al 15 dicembre 2013
15 maggio 2013. La Camera approva con 505 sì, nessun no e 107 astenuti (Movimento 5 Stelle), il decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione varato dal Governo Monti.
17 maggio 2013. Letta nomina Marco Minniti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti. Nella riunione del Consiglio dei ministri viene decisa la sospensione del pagamento per la rata di giugno dell'IMU in attesa di una sua completa revisione e rivisitazione, e vengono sbloccati ed erogati nuovi fondi per la cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, alle aziende e imprese in difficoltà economiche e che ne hanno assoluta necessità.
23 maggio 2013 Il Parlamento europeo adotta a larghissima maggioranza una risoluzione nella quale si chiede di proteggere l’eccezione culturale nei negoziati di libero scambio con gli Stati Uniti, escludendo chiaramente i servizi culturali e audiovisivi, ivi compresi quelli on line dai futuri negoziati.
24 maggio 2013 Il Cda di News Corporation approva la separazione in due società distinte: News Corp e 21st Century Fox. Rupert Murdoch sarà a capo di entrambe le aziende a partiore dal 28 giugno 2013 John Elkann entra nel Cda del nuovo gruppo editoriale di Rupert Murdoch, nato dalla scissione dalle attività di Entertainment, che manterrà il nome di News Corp. Al vertice della società, come emerge dal documento depositato presso l’Autorità USA di borsa (SEC), oltre al magnate australiano e ad alcuni suoi due figli, James e Lachlan, entrano anche nomi della finanza internazionale come lo spagnolo Josè Maria Aznar. Murdoch e i figli faranno parte dei consigli di amministrazione di entrambe le aziende, una si occuperà solo del business dell'Editoria (in particolare l’agenzia di notizie finanziarie Dow Jones, i giornali tra cui il Wall Street Journal e il londinese Times, e la casa editrice Harper Collins) e continuerà a chiamarsi News Corp mentre l'altra sarà focalizzata sulle attività di Entertainment – i canali Fox, gli studios 20th Century Fox e le due pay-Tv Sky Italia e BSkyB –e prenderà il nome di 21st Century Fox, per rendere omaggio “al grande patrimonio dei nostri studi cinematografici”, come ha spiegato lo stesso magnate australiano. Nel primo trimestre dell’anno in corso, l’holding di Rupert Murdoch ha triplicato i profitti grazie ai network televisivi via cavo e a voci straordinarie. Al 31 marzo scorso, la società ha registrato utili netti per 2,85 miliardi di dollari in rialzo dai 937 milioni di dollari dell’anno precedente. La divisione Entertainment ha segnato una crescita dei ricavi del 17% grazie alla distribuzione di alcuni film di successo come “La vita di Pi”
26-27 maggio 2013 Al primo turno delle elezioni comunali vince il centro sinistra che conquista 5 comuni al primo turno fra cui Massa, Pisa, Sondrio e Vicenza, presentandosi in condizioni molto favorevoli nei ballottaggi fra i quali Roma, Ancona, Siena e Treviso. Testa a testa PD-PdL a Brescia. Più che dimezzato il risultato dei grillini del M5S che rimangono esclusi dagli 11 ballottaggi
27 maggio 2013 Dopo oltre 80 anni di supporto alla crescita del servizio pubblico radiotelevisivo, la Sipra - storica concessionaria della pubblicità Rai - “cambia nome e prospettiva” e diventa ‘Rai Pubblicità’. Il cambio del nome, spiega la Rai, apre la strada a una “fase di consolidamento, valorizzazione ed espansione delle potenzialità commerciali dei propri prodotti editoriali”. Una trasformazione che implicherà una diversa visione di relazione con il mercato, con gli inserzionisti anzitutto, e con la Rai, ma anche una migliore integrazione coi diversi strumenti oggi disponibili: Tv, radio, Web e cinema insieme a tutte le piattaforme digitali, satellitari, mobile. Rai Pubblicità resta concessionaria esclusiva gli spazi commerciali della Rai su tutti i mezzi (radio, tv, web) e le piattaforme (analogica, digitale terrestre, satellitare, Ip-Tv e mobile). Inoltre offre agli investitori il più importante circuito di pubblicità cinematografica (530 schermi nei principali comuni italiani), proponendo un’offerta audiovisiva di altissima qualità. Ma in un contesto sempre più multimediale, multi-screen e interattivo, in cui cambiano i linguaggi della comunicazione e le esigenze di un pubblico sempre più attento alle nuove tecnologie, l’obiettivo della concessionaria è quello di sviluppare una maggiore sinergia con il mondo Rai e di rispondere con tempestività ed efficienza alle diverse richieste degli inserzionisti.
31 maggio 2013 Il Consiglio dei ministri approva il ddl per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e un decreto-legge sui bonus fiscali le quote di detrazione per interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico realizzati nelle case
Giugno 2013 In Egitto il presidente Morsi nomina governatori islamisti in 13 dei 27 governatorati. Grandi proteste suscita la nomina di un membro di un gruppo islamista armato legato al massacro di turisti a Luxor del 1997. In seguito alle proteste il neo governatore di Luxor si dimette. Nel corso del mese cresce il movimento Tamarod (Ribellione), istituito in aprile, che lancia una petizione a favore delle dimissioni di Morsi e di nuove elezioni presidenziali che raccoglie 22 milioni di firme con tanto di indirizzi e di numeri delle carte di identità dei firmatari.
3 giugno 2013. Il Senato approva con 247 sì, nessun no e 7 astenuti, il decreto modificato sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione
4 giugno 2013 Con la Ley 3/2013, de 4 de junio, de creación de la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia il governo Rajoy cancella l’ìistituzione del Consejo Estatal de los Medios Audiovisuales previsto dalla Ley General de la Comunicación Audiovisual del 31 marzo 2010
4 giugno 2013. Il Governo, per voce dei ministri dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato e dell'Ambiente Andrea Orlando, decide il commissariamento dell'ILVA per una durata di 24-36 mesi e l'incarico, viene affidato all'amministratore delegato dell'azienda siderurgica, Enrico Bondi. Nel decreto approvato dall'esecutivo, è previsto che la famiglia Riva rimanga comunque azionista di riferimento di maggioranza dell'acciaieria; inoltre, al termine del mandato di Bondi, l'intera proprietà dell'azienda tornerà nuovamente sotto il controllo dei Riva. In serata Letta, tramite un apposito DPCM, sceglie i 35 componenti della Commissione per le riforme costituzionali che elaborerà delle proposte da sottoporre al Parlamento quando discuterà la revisione della seconda parte della Costituzione.
5 giugno 2013 Viene varato dalla Camera all'unanimità in seconda lettura definitivamente, il decreto modificato sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.
6 giugno 2013 Roberto Fico del Movimento 5 Stelle è nominato Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza e di Indirizzo sul servizio pubblico radiotelevisivo. Alla Commissione spettano funzioni di indirizzo e vigilanza sulla attuazione della missione di servizio pubblico della Rai. L’organo ha competenze in materia di accesso al mezzo radiotelevisivo, da parte di organismi collettivi portatori di interessi socialmente rilevanti (articolo 6 della legge n. 103 del 1975). Lee competenze sono esercitate attraverso un'apposita Sottocommissione; uno specifico regolamento per l'accesso al mezzo radiotelevisivo pubblico è stato approvato dalla Commissione il 30 gennaio 2001
9-10 giugno 2013 Al secondo turno delle comunali assistiamo al tracollo del centrodestra, della Lega e del Movimento 5 Stelle. Il PD vince in tutti i capoluoghi strappando alle destre città simbolo come Treviso e Viterbo. A Roma trionfa il democratico Marino sconfiggendo largamente il sindaco uscente Gianni Alemanno. Stessa tendenza al primo turno delle elezioni Comunali in Sicilia. A Catania Enzo Bianco torna ad essere sindaco eletto al primo turno
11 giugno 2013 All’improvviso sotto la pressione della Troika Europea il governo greco annuncia la chiusura del servizio pubblica radiotelevisivo ERT con il licenziamento di 2600 persone. ERT verrà privatizzata nei prossimi mesi.
11 giugno 2013 Il Ministero dello Sviluppo Economico presenta alla IX Commissione della Camera la Relazione programmatica sull’attività di Governo nel settore delle comunicazioni
11 giugno 2013 Il Ministero dello Sviluppo Economico presenta alla IX Commissione della Camera la Relazione programmatica sull’attività di Governo nel settore delle comunicazioni
13 giugno 2013 Il Senato approva per alzata di mano l'istituzione di un comitato bicamerale di 20 deputati e 20 senatori che hanno come obiettivo quello di modificare la parte seconda della Costituzione, avviando così l'Iter per una riforma costituzionale. Tra le opposizioni si schiera a favore la Lega Nord, mentre forti critiche al governo arrivano dal Movimento 5 Stelle
14 giugno 2013 Il presidente Letta incontra a Palazzo Chigi, assieme ai titolari dell'Economia Fabrizio Saccomanni e del Lavoro Enrico Giovannini, i colleghi omologhi di Francia, Germania e Spagna nel vertice informale Jobs for Youth - Building Opportunities, Opening Paths sul contrasto alla disoccupazione giovanile e sul rafforzamento del coordinamento tra politiche finanziarie e del lavoro.
15 giugno 2013 Il Consiglio dei ministri dopo una riunione-fiume di 6 ore, vara il cosiddetto "decreto del fare", con misure anticrisi, per rilanciare l'economia e lo sviluppo del paese.
16 giugno 2013 Il ministro dell'ambiente Orlando nomina l'ex ministro Edo Ronchi subcommissario per l'ILVA affiancando così il commissario straordinario Enrico Bondi nel periodo transitorio di gestione, in un ruolo di tutela ambientale. Ronchi seguirà in particolare i lavori di una speciale commissione di esperti, incaricata di contribuire a formulare un nuovo piano ambientale di risanamento per l'azienda siderurgica.
18 giugno 2013. La Camera dei Deputati approva il primo decreto sull'IMU che sospende la rata di giugno e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga con 447 sì, nessun no e 21 astenuti.
19 giugno 2013 Sky pensa in grande: nasce la Direzione Programming sotto la guida di Andrea Scrosati. L’azienda al lavoro per una riorganizzazione interna che ha l'obiettivo di cogliere tutte le possibili sinergie editoriali e accrescere sempre più la qualità della sua programmazione. Sky punta sulla valorizzazione dei suoi canali e programmi di pregio per restare forte in uno scenario competitivo in cui il contenuto è il principale fattore di successo di un’offerta televisiva. La pay-Tv italiana, che dopo lo spin-off dal 1° luglio farà capo alla 21st Century Fox di Rupert Murdoch, avvia una riorganizzazione interna che ha l'obiettivo di cogliere tutte le possibili sinergie editoriali e accrescere sempre più la qualità della sua programmazione. Nasce così, annuncia l’azienda televisiva in una nota, la Direzione Programming in cui confluiscono le attuali direzioni Cinema, Entertainment, Partner Channels e Sky TG24 che raggrupperà così tutti i contenuti editoriali non sportivi prodotti e distribuiti dalla piattaforma Sky. La guida della nuova direzione viene affidata ad Andrea Scrosati che viene promosso Executive Vice President Programming. La Direzione Programming gestirà dunque tutti i canali a brand Sky: SkyUno, SkyArte, Sky3D, l'offerta cinema dei canali SkyCinema, l'offerta news di SkyTg24, i rapporti e la gestione dei canali partner presenti sulla piattaforma, l'offerta in chiaro del canale Cielo. “Un modello organizzativo – spiega l’azienda - già collaudato dalle pay tv del Gruppo in Gran Bretagna e in Germania, dove si è dimostrata tutta la sua efficacia nel garantire agli abbonati un’eccellente offerta televisiva”. In questa nuova struttura Sarah Varetto, promossa Vice President News, oltre a continuare a guidare SkyTg24, affiancherà Andrea Scrosati nelle attività strategiche della direzione.
21 giugno 2013 Viene definitivamente approvato dalla Camera dei deputati il ddl Emergenze, con 383 sì, 154 no e nessun astenuto su un totale di 537 deputati sul voto di fiducia. E' la prima volta da quando si è insediato, che l'esecutivo ricorre, per l'approvazione di un provvedimento, al voto di fiducia. Al voto finale il testo passa con l'astensione delle opposizioni: 336 sì, nessun no e 133 astenuti.
24 giugno 2013 Berlusconi condannato in primo grado a 7 anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per aver intrattenuto rapporti sessuali con una minorenne marocchina Karima El Mahroug detta “Ruby rubacuori”
24 giugno 2013. Colazione di lavoro a Palazzo Chigi, fra il presidente Letta e i leader di CGIL, CISL e UIL: al centro del vertice le politiche sull'occupazione giovanile. Nel corso del colloquio, il presidente ha garantito anche l'impegno per affrontare e risolvere la spinosa questione sugli esodati, attuando modifiche alla Riforma Fornero.
24 giugno 2013 Josefa Idem, Ministro per le Pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, si dimette dopo un colloquio con il Presidente del Consiglio Letta. Le rispettive deleghe, vengono ridistribuite ad altri esponenti del governo senza procedere alla nomina di un nuovo ministro
24 giugno 2013 Vodafone conquista Kabel Deutschland con offerta da 7,7 miliardi di euro. Il cda di Kabel Deutschland ha accettato la nuova offerta da 7,7 miliardi di euro presentata da Vodafone, che si contrapponeva – nella scalata alla società tedesca – alla statunitense Liberty Global. Vodafone ha offerto 87 euro per azione in contanti, dopo che la prima proposta da 80 euro era stata respinta dal gruppo tedesco e la società di John Malone ne aveva offerti 85. L’offerta Vodafone include anche una quota di 2,5 dollari per azione che verrà pagata sotto forma di dividendi agli azionisti di Kabel Deutschland e 3 miliardi di euro di debito, portando l’enterprise value a 10,7 miliardi di euro.
24 giugno 2013 Siglata a Cagliari, presso la sede del Consiglio regionale della Sardegna, la convenzione triennale per l’esercizio delle funzioni delegate tra Agcom e Corecom. Il documento definito "un passo fondamentale verso l’affermazione del sistema decentrato delle comunicazioni in tutto il territorio nazionale in considerazione del ruolo dei Corecom nel delicato passaggio del sistema radiotelevisivo al digitale terrestre - sottolinea il commissario dell'Autorità - nonché nella prospettiva di estendere l’ambito di competenza degli organi regionali al monitoraggio delle iniziative in materia di reti di nuova generazione” è stato sottoscritto dal Commissario dell’Autorità Antonio Preto, dal Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dal Presidente del Consiglio Regionale, Claudia Lombardo e dal Presidente del Corecom Sardegna, Giorgio Atzori. I Corecom sono stati qualificati dalla legge 249/97, istitutiva dell’Agcom, “organi funzionali dell’Autorità”. Essi vengono istituiti con legge regionale e hanno come missione quella di “assicurare sul territorio le necessarie funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni”, in difesa degli interessi dei cittadini.
24-25 giugno 2013. In vista del ravvicinato appuntamento con il Consiglio Europeo di Bruxelles, e in previsione delle misure che saranno messe a punto per fronteggiare le emergenze più stringenti, il premier Letta decide d'avviare un giro di consultazioni per incontrare i leader della maggioranza Mario Monti (Scelta Civica), Guglielmo Epifani (Partito Democratico) e Silvio Berlusconi (Popolo della Libertà), che confermano pieno sostegno all'esecutivo valutando positivamente il lavoro sin qui svolto, invitando nuovamente il premier a proseguire il cammino intrapreso sulle riforme.
26 giugno 2013 Il Consiglio dei ministri approva lo stop all'aumento dell'Iva dal 21 al 22% fino a ottobre 2013, e il dl sull'occupazione che prevede 1,5 miliardi di euro dal fondo europeo per fronteggiare la disoccupazione giovanile e incentivi per le assunzioni.
28 giugno 2013. Durante la conferenza stampa a conclusione del Consiglio dell'Unione europea a Bruxelles, il presidente del Consiglio rende noto che dal fondo europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile arriveranno all'Italia un miliardo e mezzo di euro
28 giugno 2013 “Gli Over-the-Top potranno entrare sul mercato televisivo a parità di condizioni quando avranno parità di obblighi”. Lo ha detto chiaramente il Viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Antonio Catricalà, intervenendo a Roma alla presentazione del libro di Augusto Preta "Televisione e Mercati Rilevanti. Convergenza e concorrenza nell'era di internet".Il Viceministro è così intervenuto sul tema dell’eccezione culturale, sul quale s’è aperto lo scontro tra Francia e Ue per i contenuti del mandato di negoziazione dei trattati di libero scambio con gli Stati Uniti. François Hollande ha poi ottenuto che l’audiovisivo fosse escluso, per proteggere le produzioni europee dalla concorrenza americana, specie quella della web company. Catricalà ha, infatti, precisato che “l'identità culturale va difesa” perché ci sono soggetti che hanno investito ed “è giusto che siano tutelati”. Sulla convergenza dei mercati, Catricalà ha indicato che se questo è vero “tutti devono rispettare le stesse regole” sulla tutela dei minori e sulle quote di investimenti nell'audiovisivo, “solo così si sarà più liberi di agire sul mercato". “Se televisione e internet sono la stessa cosa – ha poi spiegato - devono avere le stesse regole e i soggetti attivi sul web devono investire in Italia e in Europa come investono i nostri produttori dell'audiovisivo: a quel punto avremo un mercato rilevante più grande e avremo attori attivi alle stesse condizioni”. Ma “fino a quando non ci sarà questa regolamentazione, dovremo proteggere sul mercato chi ha investito, ha creato occupazione e che per queste ragioni storicamente riveste una certa posizione”. “La tv italiana – ha aggiunto - deve rispettare una serie cospicua di regole. Ci sono quote da rispettare, obblighi da contratto di servizio, norme sui minori. Su Internet, invece, si può fare quel che si vuole. Questo non è corretto".
30 giugno 2013 Decine di migliaia di manifestanti si riuniscono in Piazza Tahir al Cairo e intorno al Palazzo presidenziale, mentre contemporaneamente analoghe manifestazioni ad Alessandria, Port-Saïd e Suez da pacifiche si trasformano in violente dopo la morte di alcuni degli oppositori al Presidente Morsi
30 giugno 2013 Ascolti Rai Nel primo semestre del 2013, lo share Rai si attesta al 39,8% (-0,5%) sull’intera giornata – aumentando il vantaggio in termini di ascolti sul principale concorrente - e al 41,0% (-0,7%) nella fascia prime time tra le 20:30 e le 22:30) con una platea televisiva giornaliera pari a 11,1mm (+0,2mm rispetto allo stesso periodo del 2012). Scende la quota di ascolto dei canali generalisti che perdono l’1,3% attestandosi al 33,4% nell’intera giornata ma al 35,6% nel prime time (-1,3%). Rai Uno scende al 18,7% (-0,6%) ma nel prime time rimane al 19,8% (-0,5%). Rai Due scende al 6,9% (-0,6%) ma nel prime time si attesta al 7,5% (-0,6%). Rai Tre tiene al 7,8% (-0,1%) mantenendo nel prime time l’8,3% (-0.2%). I canali specializzati si confermano in crescita, con uno share sull’intera giornata del 6,4% (+0,8%) e del 5,4% (+0,6% in prima serata. I primi canali in termini di share (totale individui) sono: Rai YoYo: 1,22% intera giornata e 0,93% prima serata. Rai Premium: 1,12% intera giornata e 1,11% prima serata. Rai Movie: 0,92% intera giornata e 0,86% prima serata. Rai 4: 0,91% intera giornata e 1,03% prima serata.
Risultati economici. Nonostante un’ulteriore riduzione dei ricavi di circa € 50 milioni rispetto allo scorso anno, il primo semestre 2013 si chiude con una modesta perdita pari a € 3,2 milioni rispetto ai € 129 milioni del primo semestre 2012 grazie ad efficaci azioni di contenimento dei costi e all’assenza di grandi eventi sportivi (Campionati Europei di calcio). Inoltre, in un contesto esterno ancora molto difficile, il secondo trimestre 2013 mostra ulteriori interessanti progressi e chiude in positivo, consuntivando un risultato operativo pari a € 21,2 milioni ed un risultato netto positivo per € 3,2 milioni. Senza considerare l’impatto sui costi dei Campionati Europei nel 2012 e delle partite della nazionale di calcio, il processo di riduzione dei costi esterni ha portato ad una ottimizzazione del conto economico di € 30 milioni rispetto ai valori del secondo trimestre 2012”. Comunica il DG Gubitosi. Il fatto èp che i conti rimangono sempre in rosso per la Rai. Nel primo semestre 2013 l’azienda pubblica ha registra un risultato netto con una perdita 3,2 milioni di euro. I ricavi complessivi del gruppo si sono ridotti di circa 50 milioni di euro rispetto al 2012. Il risultato operativo è stato di 28,6 milioni. L’indebitamento è stato di 70,3 milioni. Il risultato netto del semestre – spiega la Rai in una nota – ha riportato una perdita 3,2 milioni di euro a fronte di un risultato negativo, nello stesso periodo dello scorso anno, di 129 milioni di euro. ”Al miglioramento gestionale – precisa la Rai – hanno concorso l’assenza dei grandi eventi sportivi (Campionati Europei di calcio) e importanti azioni di controllo sui costi. Questo nonostante una riduzione dei ricavi complessivi del gruppo di circa 50 milioni di euro rispetto al 2012, determinati principalmente dall’ulteriore contrazione del mercato pubblicitario”. Il risultato operativo del primo semestre – si legge ancora – è stato pari a 28,6 milioni di euro (115,2 perdita operativa 2012) con un miglioramento di 143,8 milioni. In particolare il consuntivo del secondo trimestre 2013 ha fatto segnare un utile netto pari a 3,2 milioni di euro in miglioramento sia rispetto al primo trimestre, nel quale si era registrata una perdita di 6,4 milioni di euro, sia rispetto al secondo semestre del 2012 in cui la perdita fu di 117 milioni di euro. Nel complesso, prosegue l’azienda, “tali risultati confermano l’andamento indicato nel piano industriale che prevede per il 2013 un risultato operativo positivo e un pareggio del risultato netto nel 2014”. L’indebitamento netto consolidato al 30 giugno è stato pari a 70,3 milioni di euro – conclude la nota – rispetto ad una posizione di 366,2 milioni di euro al 31 dicembre 2012, ”in riduzione principalmente per motivi stagionali”.
Mercato pubblicitario Gli investimenti pubblicitari in Italia si riducono complessivamente del 17,5% rispetto al primo semestre 2012 come conseguenza della situazione economica nazionale: quelli in tv scendono del 16,4% quelli della stampa del 24%, della radio del 14,4% e del web del 2,1%. Le quote di mercato di Rai 23% (+0,4%) e di Sky Italia, 9,6% (+0,6%) nel mercato pubblicitario televisivo sono in crescita rispetto al primo semestre 2012 complessivamente di 1 punto percentuale, principalmente a scapito di Mediaset (-0,6%) ma anche La 7 scende leggermente dal 4,6% al 4,5% e gli altri dal 2,4% al 2,1%
Luglio 2013 in Egitto dopo le continue manifestazioni di piazza i militari del Consiglio supremo delle Forze Armate destituiscono il Presidente Morsi dal suo incarico. Il calendario per nuove elezioni presidenziali viene rifiutato dai Fratelli musulmani, che continuano le proteste e gli scontri con le forze di sicurezza
1 luglio 2013 In Egitto alcuni manifestanti assalgono il quartiere generale dei Fratelli musulmani al potere mentre contemporaneamente diversi ministri del governo islamista rassegnano le dimissioni
1 luglio 2013 Da oggi viene ufficialmente perfezionato lo spin-off della News Corp di Rupert Murdoch. News Corp raggruppa i giornali e l’editoria (Harper Collins) mentre alla nuova entità, 21st Century Fox, fanno capo il business cinematografico e quello televisivo, che comprende anche le pay-Tv Sky E quest’anno ricorre anche il decimo anniversario di Sky Italia, nata dalla fusione tra le due Tv a pagamento Stream e Tele+ Al momento la News Corp detiene il Wall Street Journal, il Sun, il Times di Londra e il New York Post e molto presto forse anche una quota del Financial Times oltre al canale televisivo Fox e gli studioso cinematografici 20th Century Fox. Murdoch, che controlla l'impero dei media, diventa presidente e amministratore delegato di 21st Century Fox e presidente esecutivo di News Corp. Quest'ultima, secondo indiscrezioni, potrebbe avviare nuove riorganizzazioni con tagli nei costi e nei posti di lavoro. Dovrebbero essere coinvolti, in particolare, il Wall Street Journal e l’agenzia finanziaria Dow Jones, per i quali si prevede una ‘ristrutturazione limitata’ che si tradurrà nella creazione di nuove posizioni e nell'abolizione di altre. Altre modifiche: il magnate ha già cambiato il nome di News International in News Uk, con un’operazione di “rebranding” del marchio, per restituire un’immagine rinnovata al suo impero media, dopo lo scandalo delle intercettazioni telefoniche che lo aveva coinvolto.
Al vertice della News Corp, come emerge dal documento depositato presso l’Autorità USA di borsa (SEC), oltre al magnate australiano e i suoi due figli James e Lachlan, entrano il numero uno di Fiat, John Elkann, e anche nomi della finanza internazionale come lo spagnolo Josè Maria Aznar. Nel Cda di 21st Century Fox siederà, oltre alla famiglia Murdoch, anche Delphine Arnault, la figlia di Bernard Arnault, il numero uno di LVMH.
1 luglio 2013 Parte oggi la nuova promozione Premium Everywhere che offre in un’unica soluzione, a partire da 39,90 euro al mese, il meglio dei contenuti TV e della serie A e B di Mediaset Premium, da poter fruire sulla televisione di casa o in mobilità su tablet grazie alla rete veloce Vodafone. L’offerta comprende il nuovo iPad Mini e 7GB di navigazione internet al mese, ad una velocità fino a 42.2 Mbps. Premium Everywhere è sottoscrivibile fino al 18 agosto presso tutti i negozi Vodafone, contattando il numero Mediaset dedicato 199.309.309, oppure sui portali online delle due aziende.
2 luglio 2913 Il Vice Ministro con delega alle Comunicazioni Catricalà per quanto riguarda il finanziamento alla cultura, dopo il taglio del tax credit, ha indicato che è sua intenzione lavorare con il Ministro dei MIBAC Massimo Bray per individuare nuovi strumenti di finanziamento magari, ha suggerito, “una tassa di scopo per il rilancio dell’industria audiovisiva”, ma anche per “limitare l’invadenza degli aggregatori di contenuti, soggetti che, come ho già avuto modo di sottolineare, dovranno assoggettarsi alle norme del nostro ordinamento”, specie agli “obblighi d’investimento”. Il viceministro ha precisato: “Non è mia intenzione frenare e limitare l’uso di internet, ma ritengo necessario che ci siano regole simmetriche per tutti i protagonisti del settore delle comunicazioni”, soprattutto per i cosiddetti OTT che “non investono e non producono, utilizzando il lavori di altri, e pagano le tasse nei paesi di comodo”.
3 luglio 2013 Un colpo di Stato militare che beneficia del sostegno politico diretto dell'Imam dell'Università-Moschea di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, del Papa della Chiesa ortodossa copta Tawadros II di Alessandria e dell'esponente politico Muhammad al-Barade'i, depone in Egitto il Presidente Morsi e il premier Hecham Qandil. I militari annunciano prossime elezioni sia presidenziali sia legislative. A Morsi nel frattempo subentra ad interim l’ex ministro delle finanze Adli Mahmud Mansur come Presidente provvisorio della Repubblica Araba d'Egitto, nella sua veste di Presidente della Suprema Corte Costituzionale dell'Egitto.
3 luglio 2013 Mediaset annuncia che da dicembre l’azienda offrirà un servizio di video on-demand a pagamento, basato su un catalogo di 5.000 film e telefilm, che includerà anche titoli appena usciti dal circuito dei cinema. Gli utenti dovranno comunque sottoscrivere un contratto, ma non ci saranno i vincoli di abbonamento della pay-tv tradizionale. Il nuovo servizio si chiamerà Infinity e permetterà la visione dei film anche attraverso pc, tablet e console per videogiochi come Xbox. Il gruppo manterrà comunque anche il servizio Premium Play, riservato però agli abbonati della tv a pagamento Mediaset Premium. E proprio per quest’ultima attività, Il vicepresidente ha detto che il gruppo non è in cerca di un partner internazionale, ma ha ammesso che un'eventuale alleanza con operatori desiderosi di entrare nel mercato italiano "farebbe comodo" per avere più risorse da investire e fronteggiare meglio la concorrenza di Sky. "Siamo stati contattati da due o tre partner internazionali, abbiamo fatto degli incontri, ma non c'è niente di caldo sul tavolo".
4 luglio 2013 L’ex Presidente egiziano Morsi viene tratto in arresto dall’esercito
4 luglio 2013 TI Media cede il proprio 51% di MTV Italia a Viacom che diventa unico proprietario del canale musicale, detenendo già una quota del 49% del capitale. Con questa operazione da 10 milioni d euro Telecom Italia si disfa anche dell’ultimo asset televisivo, dopo aver ceduto La7 a Urbano Cairo. Le parti hanno anche concordato il rinnovo, per una durata pluriennale, del rapporto di fornitura di capacità trasmissiva e servizi da TI Media Broadcasting (TIMB) a MTV Italia. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il mese di settembre.Grazie a questa acquisizione Viacom accrescerà il suo portfolio all’interno del mercato italiano arrivando ad un totale di 7 canali televisivi compresi Nickelodeon, Nick Jr e Comedy Central. MTV Italia ha chiuso il 2012 con ricavi per 55 milioni e un Ebitda negativo per circa 11 milioni. In un primo tempo l'asset era stato inserito in un pacchetto insieme a La7 e ai multiplex del digitale terrestre per essere ceduto tutto insieme. Successivamente Ti Media ha preferito optare per uno spacchettamento e cedere separatamente le attività. Al momento però le frequenze restano ancora sotto il suo controllo mentre La7 è passata alla Cairo Communications.
5 luglio 2004 In Egitto il Consiglio supremo delle Forze Arnmate scioglie il parlamento. Un conflitto a fuoco fra soldati dell’e4sercito e militanti dei Fratelli musulmani provoca diversi morti in un campo come nell’altro
5 luglio 2013 Dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del decreto varato dal Governo Monti e approvato nella scorsa legislatura che prevede l'abolizione delle Province il Consiglio dei Ministri approva due provvedimenti: un ddl costituzionale per l'eliminazione dell'ente Provincia dalla Carta e un decreto per la trasformazione delle province in «enti territoriali di secondo livello» guidati da organismi eletti esclusivamente dai sindaci dei comuni della provincia.
5 luglio 2004 Parte l’asta per la vendita dei canali televisivi Sportitalia, Sportitalia 2 e Sportitalia 24, trasmessi su digitale terrestre e Sky, che fanno capo al gruppo Edb. Il prezzo di partenza è di 1 milione di euro, con rilanci di almeno 50 mila euro. Il termine ultime per le presentazioni è il prossimo 26 luglio. Nel maggio scorso la società editrice dei canali televisivi, Maroncelli 9 (ex Interactive Group, di cui faceva parte Tarak Ben Ammar) di Bruno Bogarelli ha dichiarato fallimento mentre a marzo era stata aperta la data room e, stando alle indiscrezioni, almeno dieci potenziali acquirenti hanno preso visione dei dati sensibili aziendali. “L’apertura del bando di gara informale – ha dichiarato Vito Potenza, curatore del fallimento - è certamente un passo importante e atteso dalla procedura. I canali 60, 61,62 rappresentano un asset importante da realizzare e lo dimostra l’attenzione degli operatori televisivi che si sono interessati alla ipotesi di acquisto delle quote delle società Edb Media ed Edb Service”. Le due società Edb Media, che riunisce i giornalisti sportivi, ed EDB Service, che gestisce gli studi televisivi e il personale tecnico, contano circa 50 dipendenti. Il destino delle due società e dei tre canali televisivi appare, quindi, legato all’individuazione di un nuovo investitore, in grado di rilevare le società e far proseguire l’attività delle tre reti, che coprono una serie di eventi sportivi, solitamente tralasciati dai grossi broadcaster, come la Ligue 1 francese, l’EuroLega Basket, il Campionato Italiano Primavera Calcio o il rugby.Tempo fa si era parlato di un possibile interessamento della Tv araba Al-Jazeera, che però non ha al momento ufficializzato alcuna offerta mentre si parla con insistenza della proposta di un operatore televisivo italiano.
5 luglio 2004 La prima questione da affrontare, ha indicato Catricalà, è quella del finanziamento della Tv pubblica e, per quanto riguarda il canone, bisogna intervenire “studiando forme praticabili e ragionevoli che consentano un recupero dell’evasione”.“Ma la vera questione di fondo – ha sottolineato - è forse l'unica vera grande ragione per giustificare non solo la lotta all'evasione, ma addirittura le motivazioni del pagamento di un canone, non può prescindere da un recupero di credibilità della Rai e della sua missione di servizio pubblico”. In occasione del rinnovo della concessione nel 2016, ha ricordato Catricalà, il Ministero intende avviare una grande consultazione sulla missione di servizio pubblico. Le misure prospettate potrebbero quindi essere oggetto anche di un intervento legislativo.“E’, infatti, chiaro che, in assenza di ipotesi di rinnovo implicito, sarà una legge – di una riga o di cento articoli – a dire cosa si dovrà fare il 7 maggio 2016. Altrimenti sarà il caos totale, con la Corte dei Conti che potrebbe intervenire contro chi, senza titolo, potrebbe beneficiare di risorse pubbliche”. “Nessuno – ha ribadito - ha intenzione di togliere la concessione alla Rai. Quello che però non è più tollerabile, è l’esistenza di un partito Rai e di un mondo Rai incapaci di guardare oltre la siepe”. L'idea di conferire la Rai a una Fondazione, come consigliato dall’Upa, “è certamente degna della massima considerazione. Ed è probabilmente un sistema efficace per governare un'azienda complessa che deve fornire al tempo stesso una programmazione di servizio e di qualità senza trascurare gli ascolti e la sua presenza nell'ambito di un mercato fortemente competitivo”. Per quanto riguarda, invece, la seconda proposta dell’Upa per la Rai, quella di ipotizzare una rete generalista senza pubblicità, “ha dei pregi”, ma il “tema è complesso” ed è di competenza del legislatore. Passando all’importanza di tutelare la produzione di contenuti, ha sottolineato la necessità di difesa della produzione italiana ed europea dalla “crescente egemonia degli aggregatori di contenuti che fatturano miliardi di pubblicità in Europa, non investono un euro in prodotto originale, occupano poche centinaia di persone rispetto alle centinaia di migliaia di lavoratori europei del settore e non pagano le tasse, se non in misura molto ridotta in alcuni paesi a tassazione limitata”. Cosa fare? “Prevedere un contesto di norme in grado di attuare un assetto equo e leale nel confronto con i colossi di Internet che, diversamente, potrebbero diventare gli unici interlocutori per mettere domani a disposizione i contenuti editoriali e audiovisivi a livello mondiale, spazzando via gli attuali equilibri della distribuzione”. E ancora: “Occorre che la contaminazione tra piattaforme venga disciplinata in un contesto regolamentare appropriato che deve tener presenti le pesanti asimmetrie oggi esistenti in favore degli operatori over-the-top nei confronti del mondo delle telecomunicazioni e del settore televisivo”.
7 luglio 2013 L’ex Premier britannico Tony Blair, membro del quartetto per la Palestine, invita la comunità internazionale a sostenenre la «destituzione» di Mohamed Morsi.
8 luglio 2013 Approvata dal Senato la Legge Comunitaria 2013 con 130 sì, nessun no e 108 astenuti. L'Aula aveva in precedenza aveva approvato la legge di delegazione europea 2013 per il recepimento delle direttive Ue con voto unanime e la sola astensione della Lega Nord.
8 luglio 2013 All’alba di un sit-in davanti al complesso della guardia repubblicana nella quale si trova detenuto Mohamed Morsi, alcuni soldati egiziani aprono il fuoco sui manifestanti pro-Morsi che ne chiedevano la liberazione e una re-investitura. Secondo l'esercito si tratta di un « gruppo terrorista» che ha cercato di aggredire il complesso mentre secondo i manifestanti invece la gente si trovava raccolta in preghiera sulla strada subendo inaspettatamente i colpi di fuovo dell’esercito. I Fratelli musulmani e il partito salafista Al-Nour denunciano quello che considerano un vero e proprio massacro
9 luglio 2013 In seguito alla deposizione del Presidente Morsi il Consiglio Supremo delle forze armate egiziano nomina Hazem-el-Belawi primo ministro egiziano. Belawi lancia un appello a favore di un governo di unione nazionale proponendo ai Fratelli musulmani di entrare nella nuova compagine governativa. L’offerta verrà subito respinta dai Fratelli musulmani
9 luglio 2013 Hulu, tre offerte ufficiali per il pioniere del video streaming In pole position ci sarebbe la Tv satellitare DirecTV, che aveva già messo sul piatto 1 miliardo di dollari per la piattaforma. Le altre due proposte d’acquisto arriverebbero dall’operatore telecom AT&T in partnership con la società guidata da un ex manager della News Corp, Peter Chernin, e da un consorzio di due fondi d’investimento, KKR e Guggenheim Partners. Hulu, fondata nel 2007 e controllata da Disney, 21st Century Fox (ex-News Corp) e Comcast, è stata un pioniere della distribuzione a pagamento in streaming di contenuti online. I suoi grandi competitor sono Netflix e Amazon. Nel 2012, il gruppo ha prodotto circa 700 milioni di dollari di fatturato, ma il prezzo di vendita dipenderà soprattutto dalla decisione degli attuali proprietari del sito se continuare o meno a consentire la distribuzione dei loro programmi sulla piattaforma
10 luglio 2013 A due giorni dal “massacro del Cairo” quattro mandati di arresto sono spiccati nei confronti di Mohammed Badie, accusato dall’esercito egiziano di aver incitato la popolazione a scendere in piazza e a manifestare contro di esso
10 luglio 2013 La Tv pubblica greca è tornata in onda stamattina, dopo la brusca chiusura decisa quasi un mese fa dal governo nell’ambito della politica di risanamento dei conti del Paese. Sugli schermi è apparso questa mattina un logo rappresentante un globo con sopra delle onde colorate e la scritta Televisione pubblica greca (EDT) sulle stesse frequenze dove prima veniva trasmessa ERT. “Si tratta di una fase transitoria, molto presto una nuova televisione pubblica trasmetterà i propri programmi”, ha dichiarato il Ministro incaricato della riforma della Tv di Stato, Pantelis Kapsis, in un’intervista rilasciata all’emittente privata Mega. Si tratta di un palinsesto provvisorio che darà modo di preparare la nuova squadra che lavorerà nella nuova società dell’audiovisivo pubblico che succederà a ERT, probabilmente entro il prossimo autunno. Il Primo Ministro greco, Antonis Samaras, aveva deciso lo scorso 11 giugno, senza alcun preavviso, di oscurare la Tv pubblica a causa della cattiva gestione. Un provvedimento che consente alla Grecia di economizzare 300 milioni di euro l’anno, mandando a casa i 2.700 dipendenti pubblici che facevano parte del vecchio organigramma dell’azienda televisiva. Anche se successivamente è stato raggiunto un accordo che prevede la riassunzione di 2000 impiegati che dovranno lavorare per un periodo transitorio di due mesi rinnovabili finché non entrerà in funzione la nuova televisione statale.
10 luglio 2013 Camera e Senato approvano la sospensione giornaliera dei lavori chiesta dal PdL a causa della decisione della corte di Cassazione di calendarizzare per il 30 luglio l'udienza del processo Mediaset che vede imputato Silvio Berlusconi. Il PdL ottiene anche la cancellazione del vertice di maggioranza sulle questioni economiche.
11 luglio 2013 La Camera approva con 299 sì, 112 no e 34 astenuti, il ddl Ilva bis (dopo quello approvato dal precedente Governo Monti nella scorsa legislatura) recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale che prevede il commissariamento dell'Ente da parte di Enrico Bondi. Opposizioni divise: Movimento 5 stelle e Lega contrari, Sel e Fratelli d'Italia astenuti.
11 luglio 2013 RCS, mistero sull’acquirente che è divenuto il secondo azionista del gruppo editoriale Gli occhi restano puntati su Rupert Murdoch, anche se John Elkann aveva escluso un’alleanza con il magnate dei media. Rimane ancora misterioso il nome di chi ha comprato la quota dell’11% di RCS nel corso dell’asta sull’inoptato, dopo la smentita di Axel Springer. Una fonte ha negato anche che sia stato Diego Della Valle, che alcuni giorni fa aveva detto di essere disposto a salire fino al 20% dal suo 8,8%, salvo poi auspicare più tardi un'uscita di tutti gli azionisti forti del gruppo, lui compreso. A comprare non sarebbe stata neanche la FIAT che nelle scorse settimane con una mossa a sorpresa di John Elkann è divenuta primo socio con una quota del 20,1%. Nella partita non sarebbe neanche entrato Andrea Bonomi, numero uno del fondo Investindustrial ed ex consigliere di Rcs. Si dovrebbe a questo punto escludere anche un’operazione da parte della News Corp, visto che nei giorni scorsi Elkann, che fa parte del Cda della new co di Rupert Murdoch, ha fatto sapere di non avere in programma alcuna alleanza con il tycoon australiano per RCS.
12 luglio 2013 Il Senato approva, con 203 sì, 54 no e 4 astenuti, il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali dei 35 saggi con poteri consultivi sulle riforme della Carta nominato un mese prima dal Presidente Letta.
13 luglio 2013 Il Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, durante una manifestazione della Lega Nord, rivolge da un palcoscenico degli insulti contro il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge, definendola come Orango. L'episodio scatena reazioni di condanna da parte di esponenti di ogni area del mondo politico e istituzionale, anche internazionale. Diversi esponenti di partiti politici italiani, e lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta[83], chiedono le dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.
15 luglio 2013 MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà, presentano una Mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano, in merito alla vicenda Shalabayeva. Anche i renziani del PD chiedono le dimissioni di Alfano provocando forti divisioni nel partito.
15 luglio 2013 Costituito presso l’Agcom, con delibera 367/13/CONS, il tavolo tecnico per l’individuazione delle soluzioni relative allo standard dei decoder e alla navigazione tematica dei canali (EPG) in previsione dell’obbligo di integrazione del DVB-T2 in tutti i dispositivi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti a partire dal 1 gennaio 2015 (come stabilito dall’art. 3-quinquies, comma 5 della legge 44/2012). Scopo di tale tavolo sarà quello di individuare, anche mediante procedure di coregolamentazione, le soluzioni relative allo standard dei decodificatori e alla navigazione tematica dei canali attraverso le guide elettroniche ai programmi (EPG). Il coordinamento dei lavori, che dovranno concludersi entro 180 giorni dall’insediamento del tavolo, è stato affidato ad Antonio Provenzano, dirigente dell’Ufficio pluralismo, concorrenza e autorizzazioni della Direzione Servizi Media dell’Agcom. A partire dal 1° gennaio 2015, quindi, le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard, DVB-T2 e Mpeg4. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter essere commercializzate. Gli standard DVB-T2 e Mpeg4 necessitano, inoltre, di un numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una quantità più ampia e avanzata di contenuti. Il DVB-T2 consente, infatti, una maggiore ampiezza di banda e la trasmissione della tv digitale terrestre in alta definizione mentre lo standard Mpeg4 assicura una maggiore qualità audio-video.
16 luglio 2013 Al Senato viene presentata una mozione di Sel per chiedere il blocco dell'acquisto dei cacciabombardieri F35 bocciata con 58 sì, 199 no e 17 astenuti (Lega Nord). Subito dopo il Governo, per bocca del Ministro della Difesa Mario Mauro, dà parere favorevole alla mozione del PD che non prevede il blocco dell'acquisto degli aerei, ma esige l'approvazione del Parlamento a qualsiasi futuro operazione di spesa in merito agli F35. Il testo è approvato con 202 sì, 55 no e 15 astenuti (Lega Nord).
17 luglio 2013 In Israele a Jaffa il gruppo France Médias Monde lancia un canale all news in francese inglese e per sei ore al giorno in arabo, I24news visibile via satellite in chiaro attraverso Hot Bird e Astra a 300 milioni di famiglie europee. L’emittente appartiene all’uomo d’affari franco-israeliano Patrick Drahi, azionista in Francia di Numericable e proprietario in Israele del gruppo editoriale Hot
17 luglio 2013 Relazione del ministro dell'Interno Angelino Alfano al Senato, sul caso Shalabayeva. In mattinata il Senato approva in via definitiva il primo decreto sull'Imu, con le modifiche apportate dalla Camera che sospende la rata di giugno e rifinanzia la Cassa integrazione in deroga, con 245 sì, 3 no e 16 astenuti.
23 luglio 2013 Il ministro dei rapporti col Parlamento Dario Franceschini annuncia che il Governo porrà la fiducia sul "decreto del fare" alla Camera il giorno successivo. L'intervento del ministro fa saltare la mediazione con le opposizioni.
24 luglio 2013 Il "decreto del fare" incassa la fiducia alla Camera con 427 sì (Pd, PdL, Scelta Civica) e 167 no (M5S, Sel, Lega, Fratelli d'Italia). A causa dell'ostruzionismo dell'opposizione il voto finale per il provvedimento slitta in una seduta fiume che supera le 50 ore di durata. Il Senato approva il decreto "svuotacarceri" con 195 si e 57 no.
24 luglio 2013 Facendo seguito alla richiesta dell’Unione Europea a favore della liberazione dell’ex presidente Morsi intervenuta il 17 luglio, il generale Abdel Fattah al-Sissi, in un discorso invita tutti gli Egiziani onesti a manifestargli il loro sostegno massiccio per farla finita con il terrorismo. Per i partigiani di Morsi si tratta di un appello alla guerra civile
25 luglio 2013 Il Consiglio AGCOM approva la delibera n. 452/13/CONS del 25 luglio 2013, recante “Consultazione pubblica sullo schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70”
26 luglio 2013 L’esercito egiziano dichiara che l’ex presidente Mohamed Morsi rimane in prigione in attesa del suo processo per collusione con il movimento di resistenza palestinese Hamas
26 luglio 2013 La Camera approva in via definitiva il "decreto del fare" dopo l'ostruzionismo dei deputati Cinque Stelle. Il voto arriva dopo due giorni e due notti di seduta fiume alla Camera.
31 luglio 2013. Approvato dal Senato con 203 sì, 35 no e 32 astenuti, il ddl Lavoro-Iva dopo l'ostruzionismo dei 5 Stelle. La Camera approva in via definitiva la Legge di delegazione europea 2013 per il recepimento delle direttive comunitarie Ue con voto quasi unanime: 438 si e 14 no (Lega Nord).
Agosto 2013 In Egitto centinaia di persone (migliaia per i Fratelli musulmani) vengono uccise dai militari nello sgombero degli accampamenti dei sostenitori del deposto Presidente Morsi. Viene dichiarato lo stato di emergenza e imposto il coprifuoco. Adly Mansour è il nuovo Presidente ad interim
1 agosto 2013 Berlusconi condannato in via definitiva a 4 anni di carcere di cui tre condonati per frode fiscale sui diritti Mediaset. La Cassazione conferma le due precedenti pene. La Cassazione ha annullato la pena accessoria di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici calcolati dalla Corte di Appello ma non si potrà candidare alle prossime elezioni in base al Decreto Monti approvato nel dicembre 2012
1º agosto 2013 Sì definitivo del Senato al ddl Ilva bis con 206 si, 19 no e 10 astenuti. I senatori 5 Stelle abbandonano la seduta per protesta.
1 agosto 2013 Eurosport e Mediaset stringono un accordo per la trasmissione di Eurosport 1 ed Eurosport 2 anche sul digitale terrestre sulla piattaforma Mediaset Premium a partire dal novembre 2013 nel pacchetto Calcio e senza nessun costo aggiuntivo per gli abbonati
5 agosto 2013. Sì della Camera al ddl Svuotacarceri con 317 si, 106 no e un astenuto.
6 agosto 2013 Il governo è battuto per la prima volta al Senato, con 143 sì, 118 no e 10 astenuti, su un emendamento della Lega Nord riguardante l'abolizione della tassazione sui telefonini.
7 agosto 2013 Il Senato approva in via definitiva il Decreto del fare con 190 sì, 67 no e un astenuto. In mattinata il governo è battuto due volte su un emendamento della Lega Nord sulla giustizia, sostenuto anche dal PdL, per abolire l'accesso al concorso in magistratura per chi ha fatto uno stage negli uffici giudiziari
8 agosto 2013 Approvato in via definitiva dalla Camera il ddl Lavoro-Iva con 265 sì e 118 no. Sì definitivo del Senato in seconda lettura al ddl Svuotacarceri con 195 sì, 57 no e nessun astenuto.
9 agosto 2013 La Camera dei Deputati approva in via definitiva il "decreto del fare" con 319 sì, 110 no e 2 astenuti.
10 agosto 2013 Il Consiglio dei Ministri approva il decreto cultura del Ministro Bray.
12 agosto 2013 Il presidente Letta annuncia in una conferenza stampa tagli, per un ammontare di 50 milioni, su auto blu in disponibilità della Presidenza e aerei blu della flotta di Stato
14 agosto 2013 Il Consiglio dei Ministri approva un dl contro il femminicidio. Il CdM nomina Francesco Paolo Tronca nuovo Prefetto di Milano che lascia quindi il vertice del Dipartimento dei Vigili del Fuoco che sarà retto dal Prefetto di Torino Alberto Di Pace.
14-16 agosto 2013 In Egitto l’esercito decide di disperdere con la forza i manifestanti pro-Morsi, provocando la morte di oltre 600 persone. I Fratelli musulmani denunciano l’ennesimo «massacro» chiamando due giorni dopo gli egiziani a rispondere manifestando in maniera massiccia la propria contrarietà all’operato del Consiglio supremo delle forze armate
17 agosto 2013 Fox International Channels lancia Fox Sports detentrice dei diritti della Premier Ligue britannica, della Liga spagnola e della Eredivisie olandese. Il canale è disponibile sia nella piattaforma satellitare italiana Sky Italia sia nel mux Dfree alla posizione 382 della piattaforma digitale terrestre di Mediaset Premium
26 agosto 2013 Il Consiglio dei ministri approva un decreto legge su pubblica amministrazione e precariato.
29 agosto 2013 Il Consiglio dei ministri formula e approva il ddl che prevede la cancellazione della prima rata dell'Imu sulla prima abitazione e l'agricoltura e della seconda rata. Tuttavia, con l'abolizione dell'imposta municipale unica, prevede l'entrata in vigore della Service Tax dal 1 gennaio 2014 che ingloberà la Tares. Nel Ddl si stanziano fondi per la Cig e gli esodati. Il Governo porrà la fiducia in Parlamento sul decreto il 15 ottobre
30 agosto 2013 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo Mario Monti, completa le proprie nomine di senatori a vita con quattro esponenti del mondo della ricerca e della cultura: Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia
Settembre 2013 In vista della scadenza del Patto su Telco, la società che controlla il 22,4% di Telecom Italia, iniziano i negoziati fra i soci Banca Intesa (11,6%), Mediobanca (11,6%), Generali (30,58%) e il numero uno di Telefonica, primo azionista di Telco con il 46,18% delle azioni, Cesar Alierta, che presenta un’offerta per assumere il controllo della cassaforte di Telecom Italia, in cui resterebbero anche i soci italiani, ma con quote ridotte
4 settembre 2013. Maurizio Dècina rassegna le dimissioni da Commissario dell’AGCOM conferma il ‘forte sostegno alle decisioni prese dal nuovo Consiglio dell’Agcom in particolare per quanto riguarda le frequenze televisive, i prezzi del rame e della fibra nonché il diritto d’autore’.
5 settembre 2013 Il governo e' battuto al Senato nella votazione di una mozione della Lega Nord, approvata a larga maggioranza, che vieta per 1 anno l'apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo elettronici on line e nei luoghi aperti al pubblico. Il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti rimette la delega ai Giochi d'azzardo. Il ministro dell'Economia e delle Finanze Saccomanni giudica tuttavia "inapplicabile" la mozione votata dall'aula.
5-6 settembre 2013 G20 a San Pietroburgo, al termine di questo il Presidente Letta esprime la propria soddisfazione per le valutazioni positive sull'Italia e sulla portata a compimento degli impegni presi con l'Europa.
9 settembre 2013 Il Consiglio dei ministri formula e approva un decreto legge che prevede una serie di interventi sulla scuola e gli studenti.
9 settembre 2013 Si riunisce la giunta per le elezioni del Senato che deve votare la decadenza di Berlusconi da Senatore a seguito della condanna definitiva della Cassazione e delle norme sull’incandidabilità prevista dalla Legge Severino. Subito scoppiano tensioni fra il PDL - che chiede approfondimenti sulla costituzionalità della norma - e il PD, contrario a qualsiasi rinvio del voto.
10 settembre 2013 Anche la Camera approva con 397 sì, 132 no e 5 astenuti, il ddl costituzionale sulla realizzazione del comitato bicamerale di 40 parlamentari volto a riformare la seconda parte della Costituzione. Votano col governo anche Lega Nord e Fratelli d'Italia, contrari Sinistra Ecologia Libertà e il MoVimento 5 Stelle.
10 settembre 2013 Secondo l’amministratore delegato Andrea Zappia il 55% degli abbonati di Sky Italia possiede MySky HD o MySky, oltre il 10% degli ascolti totali provengono dalla visione differita e non lineare. Circa 700 mila clienti utilizzano il nuovo Sky On Demand. E la library sempre aggiornata, visibile collegando il My Sky HD a internet, conta quasi 3.000 contenuti, di cui circa 900 film, 1.100 tra episodi di serie tv e programmi d’intrattenimento, oltre 700 documentari e ancora programmi per bambini, sport, news e contenuti Primafila. Già completati 28 milioni di download. E Sky Go, poi, vanta oltre 1 milione 600 mila clienti possono accedere ai 28 canali trasmessi in diretta.
13 settembre 2013 Eutelsat Communications e Samsung Electronics lanciano un canale satellitare Ultra HD dedicato, da vedere direttamente sugli ultimissimi televisori Samsung Ultra HD con incluso ricevitore satellitare e con incorporato l'Evolution Kit di Samsung, che abilita l'apparecchio agli standard di trasmissione attuali e futuri. Con oltre otto milioni di pixel, una risoluzione quattro volte quella degli attuali schermi Full HD, l'Ultra HD permette ai telespettatori di sedersi più vicino al monitor e godere di immagini totalmente avvolgenti.
16 settembre 2013 La CSU sfiora di nuovo la maggioranza assoluta nelle elezioni regionali in Baviera. Male i liberali della FDP fuori dal parlamento regionale unitamente a Die Linke. In lieve ripresa i socialdemocratici
17 settembre 2013 Lodo Mondadori ultimo atto. Respingendo i quindici motivi di ricorso presentati dalla Fininvest la Corte di Cassazione conferma la condanna della Fininvest concedendo peraltro un ulteriore sconto di 70 milioni di euro sul rimborso con interessi e rivalutazione: la Fininvest che dovrà risarcire la CIR per 494 milioni di euro
18 settembre 2013 In un video discorso trasmesso poche ore prima che la Giunta per le immunità e le elezioni bocciasse il testo del relatore Augello - che chiedeva di confermarne l’elezione a senatore dichiarandosi contrario alla sua decadenza -, Silvio Berlusconi conferma la rinascita di Forza Italia, attacca la magistratura ribadendo che proseguirà il proprio impegno politico anche se il Senato voterà a favore della sua destituzione da senatore
19 settembre 2013 La Camera approva con voto segreto, con 228 sì, 57 no e 108 astenuti, la legge contro l'omofobia e la transfobia che aggiunge le nuove aggravanti nella Legge Mancino.
20 settembre 2013 La Commissione Europea, dopo il Bundeskartellamt, l’ufficio anticoncentrazioni federale tedesco, autorizza l’acquisizione di Kabel Deutschland, primo cavo operatore tedesco con 8,5 milioni di abbonati e un fatturato di 1,7 miliardi di euro, da parte dell’operatore britannico di telefonia mobile Vodafone per la somma di 7,7 miliardi di euro. L’operazione di acquisizione verrà completata il 14 ottobre
22 settembre 2013 Angel Merkel trionfa alle elezioni federali tedesche per la Diciottesima Legislatura confermandosi per la terza volta Cancelliere. I cristiano democratici e cristiano sociali dell’Unione CDU/CSU guadagnano ben il 7,7% salendo al 41,5% e sfiorando la maggioranza assoluta al Bundestag con 311 seggi, mentre i socialdemocratici del SPD di Peer Steinbruek recuperano solo il 2,7% fermi al 25,7% con 192 seggi. In calo sia la Linke Katja Kipping e Bernd Riexinger che perde il 3,3% scesa all’8,6% con 64 seggi, sia i Verdi di Katrin Göring-Eckardt e Juergen Trittin perdono il 2,3% scendendo all’8,4% con 63 seggi mentre i Pirati non vanno oltre il 2,2% guadagnando solo lo 0,2%. Clamorosa la sconfitta di liberali della FDP che perdono il 9,8% scendendo al 4,8% rimanendo esclusi dal Parlamento alla stregua degli antieuro di Alternative fur Deutschland che conquistano il 4,7%. In lieve calo anche l’estrema destra della NPD scesa all’1,3% (-0,2%).
Polemiche politiche in seguito all’accordo per la cessione a Telefonica di Telecom Italia: l’industria telefonica italiana è da oggi interamente controllata da gruppi esteri: Telecom Italia spagnola Vodafone è britannica, Wind russa (dopo un breve periodo egiziano), Tre è in mano cinese e Fastweb svizzera
23 settembre 2013 Telefonica prende il controllo di Telecom Italia L'intesa che consegna a Telefonica la maggioranza relativa di Telecom prevede una prima fase in cui gli spagnoli saliranno dal 46 al 66% di Telco, con un'opzione per incrementare a breve la partecipazione al 70 per cento. Telefonica potrà successivamente acquistare il 100% della holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia e nomina la maggioranza dei membri del cda. In seguito dell’integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte di TEF, il capitale sociale di Telco risulterà così suddiviso: Generali 19,32%; Intesa Sanpaolo 7,32%; Mediobanca 7,34% e Telefonica 66%. Contestualmente all’esecuzione dell’aumento di capitale, Telefonica acquisterà, al valore nominale, “dai soci italiani - pro quota - una parte del prestito obbligazionario emesso da Telco, cosicché la quota di tale prestito detenuta da TEF dopo la compravendita sarà pari al 70% del totale, ed il restante 30% sarà ripartito tra Generali (17%), Intesa Sanpaolo (6,5%) e Mediobanca (6,5%)”.Il corrispettivo sarà costituito da azioni ordinarie di Telefonica quotate alla Borsa di Madrid, valorizzate 10,86 euro ciascuna. La seconda fase prevede la sottoscrizione di un ulteriore aumento di capitale sociale di Telco, da liberarsi mediante versamento in denaro, per un ammontare complessivo di 117 milioni di euro, sempre con emissione di azioni prive del diritto di voto (azioni di Classe C). In seguito dell’esecuzione di tale secondo aumento di capitale, che sarà subordinata all’ottenimento da parte di Telefonica di tutte le autorizzazioni regolamentari e antitrust, la partecipazione di Telefonica in Telco salirà al 70%, senza alcuna modifica nei diritti di governance.
25 settembre 2013 Il Presidente del Consiglio visita Wall Street per la presentazione di "Destinazione Italia", un piano del governo per favorire gli investimenti stranieri. Annuncia anche una serie di interventi per scendere sotto il 3% nel rapporto deficit-pil, oltre alla nomina di un commissario per la spending review. Poi, all'ONU, chiede la riforma del Consiglio di sicurezza.
27 settembre 2013 La Camera approva unanimemente la delega fiscale contenente tra le novità la riforma del catasto, avviata già dal precedente governo nella scorsa legislatura, e altre novità.
I ministri del PDL rassegnano le loro dimissioni irrevocabili da Governo dopo l’invito di Berlusconi a lasciare il governo delle larghe intese. Nel mirino la decisione di non rinviare l’aumento IVA. E’ crisi
28 settembre 2013 In seguito alla decisione del presidente Letta di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA al 22%, i ministri del PdL si dimettono su ordine di Silvio Berlusconi, aprendo di fatto una crisi di governo. Il Presidente del Consiglio annuncia che si presenterà a breve davanti alle camere per chiedere il rinnovo della fiducia al suo governo.
29 settembre 2013 Il premier Letta si reca al Colle, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per fare il punto della situazione dopo le dimissioni dei ministri del PdL
30 settembre 2013. A palazzo Chigi pervengono le dimissioni irrevocabili dei ministri PdL. Nel frattempo, la data per il voto di fiducia è fissata al 2 ottobre: in mattinata si voterà al Senato, nel pomeriggio alla Camera.
30 settembre 2013 Manifestazione di Grillo che occupa la Rai denunciando “TG1, TG2 e TG3 che depistano informazioni per milioni di cittadini”. Con il leader il presidente della Commissione di vigilanza Roberto Fico. Proteste dell’USIGRAI
30 settembre 2013 Trimestrale sopra le attese per Google, che nel terzo trimestre ha registrato profitti per 2,97 miliardi di dollari (8,75 dollari per azione), in crescita del 36% rispetto ai 2,18 miliardi, (6,53 dollari ad azione) del terzo trimestre 2012. Il fatturato è stato di 14,89 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Esclusi i ricavi dei siti partner, il fatturato si è attestato a 11,92 miliardi di dollari, contro gli 11,7 attesi dal mercato. I risultati resi noto a metà ottobre hanno fatto balzare il titolo in Borsa facendo schizzare il valore di mercato del gruppo a 330 miliardi di dollari – in aumento di 35 miliardi - a ridosso del colosso petrolifero Exxon, la cui cui capitalizzazione è scesa a 385 miliardi.
30 settembre 2013 Netflix fa il pieno di clienti e insidia la tv via cavo Il servizio on demand di video e noleggio di dvd chiude il terzo trimestre con risultati sopra le stime: ricavi sopra al miliardo di dollari, in crescita del 18%, e 31,09 milioni di clienti. La performance del trimestre pone Netflix al primo posto per numero di clienti di video on demand, con il sorpasso ai danni di Hbo di Time Warner, una delle emittenti via cavo di maggior successo negli Usa, specializzata in serie di successo. Sui mercati internazionali extra Usa, Netflix ha raggiunto 1,44 milioni di nuovi clienti a quota 9,19 milioni, A trainare la crescita internazionale degli abbonati sono stati in primo luogo la Scandinavia e l’Olanda, oltre che l’incremento dei clienti che in Sud America hanno sottoscritto dei contratti di prova.
1º ottobre 2013 Il presidente Enrico Letta respinge le dimissioni dei ministri del Popolo della Libertà.
Resa di Berlusconi. Il Governo Letta esce dalla crisi rafforzandosi: ottiene una larga fiducia in Senato con 235 voti favorevoli e soli 70 contrari. Scontata quella della Camera con 435 favorevoli e 162 contrari Con un colpo di scena dell’ultimo minuto e nonostante la grave spaccatura emersa in seno al Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi annuncia la fiducia del PdL al governo Letta che nel frattempo ha respinto le dimissioni dei cinque ministri del PDL. “Il cavaliere ancora abbaia ma non morde più” titola un giornale straniero
2 ottobre 2013 Il premier Letta riferisce in mattinata al Senato della Repubblica e chiede la fiducia. Il Popolo della libertà, dopo l'annuncio della nascita di gruppi autonomi di parlamentari PdL (capitanati da Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello) favorevoli alla fiducia, decide, diversamente da quanto stabilito nelle ore precedenti, di votare la fiducia al governo. Presenti 305 senatori su 321, il governo ottiene la fiducia con 235 sì (PD, PdL , SC , UdC, GS, Il Megafono e Per le Autonomie: SVP-UV-PATT-UPT-PSI-MAIE), 70 no (M5S , SEL e Lega), e nessun astenuto. Votano a favore anche gli ex M5S passati al Gruppo Misto: Fabiola Anitori, Adele Gambaro, Paola De Pin e Marino Mastrangeli ed i tre senatori a vita presenti: Mario Monti, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia. In serata anche la Camera dei Deputati, presenti 597 deputati su 630, conferma la fiducia al governo con 435 sì (PD, PdL, SC, UdC, CD, PSI-PLI, MAIE-ApI e Minoranze linguistiche) e 162 no (M5S, SEL, Lega e Fratelli d'Italia).
4 ottobre 2013 La Giunta per le elezioni del Senato, dopo sei ore di camera di consiglio, si esprime a maggioranza per la decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore della Repubblica.
11 ottobre 2013 L’aula del Senato approva in via definitiva, con 143 sì e 3 no, il decreto legge con le misure per la sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, la protezione civile e il commissariamento delle Province. Lega Nord, SEL e MoVimento 5 Stelle non partecipano al voto, dal momento che l'astensione al Senato ha il valore di voto negativo.
15 ottobre 2013 Il consiglio dei ministri approva la legge di stabilità che prevede interventi per 11,6 miliardi di euro nel 2014, e per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016. Il testo passa così all'analisi delle Camere.
16 ottobre 2013. In un’audizione alla Commissione Parlamentare di Vigilanza, Il Presidente AGCOM Cardani presenta le linee-guida, elaborate dall’Autorità e approvate d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, ponendo l’accento sulla preminente necessità di aggiornare la missione di servizio pubblico nel nuovo contesto digitale. Tali Linee-guida hanno individuato tredici obiettivi strategici connessi alla fornitura del servizio pubblico radiotelevisivo: Assicurare che l'intera gestione della RAI sia ispirata ai principi del servizio pubblico. Recuperare agli occhi del cittadino/utente il valore e l’identità del servizio pubblico radiotelevisivo. Migliorare la qualità della programmazione nella sua accezione più vasta. Promuovere l’innovazione tecnologica estendendo al maggior numero di cittadini i benefici delle nuove tecnologie, in un contesto concorrenziale. Promuovere l’alfabetizzazione digitale e, più in generale, la fruizione consapevole delle nuove tecnologie. Stimolare la creatività e la cultura. Promuovere l’immagine dell’Italia all’estero. Promuovere la conoscenza dell’Europa e dell’Unione Europea nonché dello scenario internazionale. Promuovere il senso etico e civico dei cittadini. Garantire il corretto sviluppo dei minori. Ampliare la fruizione della programmazione di servizio pubblico da parte delle persone affette da disabilità sensoriali. Garantire la trasparenza e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse derivanti dal canone. Rafforzare il rapporto con i cittadini/utenti. Tali obiettivi – ha chiarito Cardani - sono stati poi declinati attraverso tre direttrici principali: il recupero della qualità dell’offerta, l’impegno sul fronte dell’innovazione tecnologica e la trasparenza nell’erogazione del servizio.
17 ottobre 2013 Prima Assemblea di Confindustria Radio Televisioni, l’associazione costituita lo scorso giugno tra Rai, Mediaset, Sky, La7, Telecom Italia Media e Frt (Federazione Radio Televisioni), che per la prima volta riunisce in un nuovo soggetto le principali aziende radiotelevisive italiane: dal servizio pubblico agli operatori privati nazionali, alle piccole e medie imprese operanti sul territorio. Altre società, in questi mesi, hanno aderito all’Associazione, che rappresenta così la quasi totalità del mercato televisivo italiano. L’Assemblea ha dato effettiva esecuzione agli organi rappresentativi dell’Associazione nominando i suoi vertici: Rodolfo de Laurentiis è stato eletto Presidente, Emilio Carelli, Maurizio Giunco e Vincenzo Prochilo sono i tre Vice Presidenti. Confindustria Radio Televisioni è nata, si legge nella nota, con la mission di “promuovere un nuovo approccio di sistema che permetta agli operatori di affrontare congiuntamente le tematiche del settore, l’evoluzione dell’offerta audiovisiva e gli sviluppi dello scenario competitivo, favorendo la creazione di un mercato che garantisca concorrenza leale e corretta tra tutti i soggetti”.
19 ottobre 2013 La Corte d'Appello di Milano ricalcola l'entità della pena accessoria alla condanna per frode fiscale nel processo Mediaset per Silvio Berlusconi. L’interdizione dai pubblici uffici scende a due anni
23 ottobre 2013 Ritorna al Senato il testo per l'istituzione del comitato bicamerale di 40 parlamentari, divenuti nel frattempo 42, per predisporre la riforma della seconda parte della Costituzione. I sì sono 218, contro 58 no e 12 astenuti. Il testo passa dunque alla Camera dei Deputati per l'ultima votazione, prevista nei primi di dicembre.
30 ottobre 2013 Il Consiglio di Amministrazione della Rai presieduto da Anna Maria Tarantola ha nominato Vincenzo Morgante è il nuovo direttore della Testata giornalistica regionale (Tgr) della Rai al posto di Alessandro Casarin. Lorenza Lei diventa Presidente di Rai Pubblicità. Al suo posto Amministratore Delegato diventa Fabrizio Piscopo, attuale Direttore Generale di Rai Pubblicità, posto assegnato a Luciano Flussi che lascia a Valerio Fiorespino l’incarico di Direttore delle Risorse Umane. Il Consiglio di Amministrazione, ha preso atto dei risultati economico finanziari al 30 settembre 2013. Nel terzo trimestre 2013 è stato registrato un risultato positivo per (+0,7 milioni). Il conto economico nei primi nove mesi ha riportato una perdita di 2,5 milioni di euro, con un miglioramento di 182 milioni di euro rispetto ad un risultato negativo, nello stesso periodo dello scorso anno, di 184,5 milioni di euro. La raccolta pubblicitaria ha dato segni di recupero nel mese di settembre e tale recupero è continuato anche nel mese di ottobre. Alla luce dei risultati fin qui conseguiti e le prospettive per il resto dell’anno, si conferma l’obiettivo di un ritorno all’utile operativo per l’anno in corso, come previsto dal piano industriale.
Novembre 2013 Annamaria Cancellieri, ministro della giustizia, finisce al centro di forti polemiche in merito alla scarcerazione di Giulia Ligresti.
1º novembre 2013 L’offerta digitale terrestre a pagamento del pacchetto sport, unito al pacchetto calcio di Mediaset Premium, si arricchisce con i canali Eurosport e Eurosport 2 alle LCN 384 e 385 nel mux La3.
4 novembre 2013 Il MoVimento 5 Stelle presenta una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri in seguito alla vicenda Ligresti.
5 novembre 2013. Il ministro Cancellieri riferisce al Senato sul caso Ligresti. Le opposizioni ne chiedono le dimissioni dal Governo.
7 novembre 2013 Il Senato approva con 150 sì (Pd, PdL, Sc), 15 no e 61 astenuti il dl istruzione. Il ministro dell'istruzione Carrozza annuncia che i decreti attuativi sono già pronti.
14 novembre 2013 La Commissione Europea approva la Comunicazione relativa agli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive 2013/C 332/01. Aggiorna quella del 2001 in scadenza alla fine dell’anno adottando nuovi criteri per la valutazione dei regimi di aiuto degli Stati membri a favore dei film e di altre opere audiovisive alle luce delle norme UE in materia. La nuova comunicazione sul cinema permette una gamma più ampia di attività, lascia agli Stati membri la responsabilità di stabilire quali siano le attività culturali che meritano di essere sovvenzionate, dà la possibilità di erogare maggiori aiuti per le produzioni transfrontaliere e promuove il patrimonio cinematografico.
Prosegue la frammentazione del quadro politico: con le scissioni interne a Scelta Civica e al Popolo delle Libertà le componenti parlamentari che sostengono il governo diventano cinque
A dieci giorni dal voto sulla destituzione da parlamentare de. Senatore Silvio Berlusconi il quadro politico si frammenta ulteriormente. La componente popolare unitamente all’UDC si stacca da Scelta Civica
15 novembre 2013 La maggioranza dell'Assemblea nazionale di Scelta Civica, guidata da Mario Monti e da Alberto Bombassei, decide di porre fine all'alleanza con l'Unione di Centro (UDC) di Pier Ferdinando Casini. L'area popolare-democratica cristiana, guidata dal Ministro della Difesa Mario Mauro, e con tra gli altri Lorenzo Dellai e Andrea Olivero, in disaccordo con questa decisione, abbandona i lavori dell'assemblea, e decide di lasciare Scelta Civica
Silvio Berlusconi scioglie il Popolo delle Libertà PDL e per acclamazione ricostituisce Forza Italia. Dopo la separazione di Futuro e Libertà per l’Italia (FLI), di Gianfranco Fini e di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, anche l’ala cosiddetta “governi sta” del segretario del PdL Angelino Alfano e Fabrizio Cicchitto decide di non aderire a Forza Italia dando vita a due gruppi parlamentari autonomi del Nuovo Centro Destra
16 novembre 2013 Il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi, approvano la sospensione delle attività del PdL e il rilancio di Forza Italia, al nuovo partito non aderisce la corrente guidata da Angelino Alfano, che forma il Nuovo Centrodestra continuando a sostenere il Governo Letta.
20 novembre 2013 La Camera respinge, con 154 sì, 405 no e 3 astenuti, la mozione di sfiducia sul caso Ligresti, presentata dal MoVimento 5 Stelle nei confronti del ministro della Giustizia Cancellieri.
21 novembre 20113 Scoppia in Ucraina la cosiddetta Euromaidan, una serie di manifestazioni e disordini civili, subito dopo la sospensione, da parte del governo ucraino filorusso, di un accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Unione europea
23-27 novembre 2013 Nasce Per l’Italia. I fuoriusciti da Scelta Civica Mario Mauro, Lorenzo Dellai e Andrea Olivero, organizzano un convegno insieme all'UdC, per varare il cantiere di un nuovo soggetto politico ispirato al Partito Popolare Europeo, a ispirazione democratica cristiana ed europeista. Al Senato la maggioranza del gruppo di SC (12 su 20) aderisce a questo progetto, cambiando il nome del gruppo in "Per l'Italia" il 27 novembre 2013, e provocando così la fuoriuscita, il 9 dicembre successivo, degli esponenti intenzionati a rimanere in Scelta Civica. Alla Camera, viceversa, sono i 20 deputati "popolari", il 10 dicembre, a uscire dal gruppo di SC per crearne uno nuovo. L’11 dicembre i due capigruppo di "Per l'Italia" alla Camera (Lorenzo Dellai) e al Senato (Lucio Romano) hanno confermato la piena fiducia dei gruppi al Governo Letta."Per l'Italia" conta inoltre sull'appoggio di sei eurodeputati italiani, appartenenti al Gruppo del Partito Popolare Europeo
Forza Italia dichiara la fine delle larghe intese alla vigilia del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore della Repubblica
26 novembre 2017 I gruppi parlamentari di Forza Italia annunciano il ritiro della loro fiducia al Governo Letta decidendo di passare all’opposizione. Lo annunciano i capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani. Considerano il totale fallimento della politica economica annunciando il voto contrario alla Legge di stabilità
26 novembre 2013 Il Governo pone la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxiemendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, annuncia la sua contrarietà e l'uscita dalla maggioranza di governo.
27 novembre 2013 Il Senato della Repubblica dichiara decaduto Silvio Berlusconi. Non approvando i nove ordini del giorno presentati contro le conclusioni della giunta per le elezioni del Senato, l'assemblea di Palazzo Madama ha decretato la perdita dello status di parlamentare per Berlusconi che sarà anche sostituito dal primo dei non eletti nella regione Molise.
27 novembre 2013 Dopo una lunga e convulsa seduta, in nottata l'aula di Palazzo Madama approva prima il maxiemendamento e in seguito la nota di variazione del bilancio, deliberata dal Cdm all'alba. Il Senato approva il ddl di Stabilità con 162 sì e 115 no. In serata il Senato, con 192 sì, 113 no e 2 astenuti, approva, con voto palese, la decadenza da senatore diSilvio Berlusconi, per effetto della "Legge Severino", in seguito alla condanna del 1° agosto 2013 per frode fiscale.
30 novembre 2013 A Kiev i manifestanti pacifici sono costretti a evacquare in maniera violenta piazza Maidan, con un'azione che provoca un coro di proteste internazionali, un appello allo sciopero generale l'occupazione della città di Kiev e il blocco dei siti governativi. I manifestanti, calcolati in più di 100 mila unità, chiedono la deposizione del presidente filorusso Viktor Janukovyč.
4 dicembre 2013 Con insolita celerità la Corte Costituzionale ritiene incostituzionale il Porcellum, la legge elettorale vigente per Camera e Senato in vigore dal 31 dicembre 2005. Due norme delle legge sono ritenute incostituzionali: a) il premio di maggioranza alla Camera e al Senato, privo di soglia; b) le liste bloccate di candidati, considerate illegittime perché non consentono all’elettore di esprimere una preferenza su un candidato
Come chiarisce una nota della stessa Consulta sulla propria sentenza « La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza. »
5 dicembre 2013 Muore a 95 anni l’ex presidente sudafricano e premio Nobel per la Pace Nelson Mandela. Liberato dopo 27 anni di carcere l’11 febbraio 1990 tre anni dopo nel 1993 con l’ultimo presidente bianco Frederik de Klerk, Mandela pone fine senza spargimenti di sangue al regime segregazionista. Eletto presidente nel 1994 si dimette dopo un solo mandato di cinque anni nel 1999
6 dicembre 2013. Il sottosegretario al lavoro e le politiche sociali Jole Santelli, dopo averle annunciate all'indomani della nascita di Forza Italia, ufficializza le proprie dimissioni.
8 dicembre 2013, A Kiev, durante una manifestazione, la folla decapita una statua di Lenin. Centinaia di migliaia di persone tornano in piazza per dire sì all’Europa e prendere le distanze dalla Russia.
8 dicembre 2013 Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico. Notevole affermazione del sindaco di Firenze investito con oltre 1 milione 700 mila voti pari a quasi il 68% degli elettori delle Primarie del Partito Democratico. Gli sfidanti Gianni Cuperlo e Pippo Civati non vanno oltre il 18 e il 14,2%
8 dicembre 2013 Silvio Berlusconi lancia i Club “Forza Silvio”, strutture territoriali che hanno l’obiettivo di reclutare volti nuovi per Forza Italia, per la cui gestione punta su figure estranee alla politica
9 dicembre 2013 All'indomani del successo nelle primarie del Partito Democratico, il segretario in pectore Matteo Renzi annuncia collaborazione col governo e ribadisce la fiducia all'esecutivo in un incontro col premier Enrico Letta a Palazzo Chigi.
Il Governo Letta dopo la fine del sostegno di Forza Italia ottiene la fiducia in Parlamento, alla Camera con 379 favorevoli, 212 contrari e 2 astenuti e al Senato con 173 favorevoli e 127 contrari.
11 dicembre 2013. Letta riferisce prima alla Camera e poi al Senato per ottenere la fiducia. La Camera conferma la fiducia all'esecutivo con 379 sì, 212 no e 2 astenuti. In tarda serata anche il Senato approva la fiducia con 173 sì e 127 no. La maggioranza è composta da Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Per l'Italia, mentre l'opposizione da Forza Italia, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Sinistra Ecologia Libertà.
11 dicembre 2013 Mediaset lancia il servizio Infinity, dal costo mensile di 9,99 euro, che consente di fruire degli oltre 5 mila film, serie e fiction in catalogo, non solo sulle smart tv, ma anche su altri dispositivi. La nuova piattaforma di video streaming in abbonamento consente all’utenza di accedere a determinati contenuti video, senza disporre di un abbonamento “pay TV” con canali esclusivi né essere vincolati dal possesso di un decoder o un televisore come nel caso di SkyGo e Premium Play che sono semplici client dai quali possiamo fruire canali televisivi in diretta, oppure contenuti on demand disponibili normalmente anche su decoder.
12 dicembre 2013 Nella Commissione Affari Costituzionali del Senato viene deciso, con i voti favorevoli di PD, SEL e M5S, che l'iter per la modifica alla legge elettorale partirà dalla Camera dei Deputati, il Senato discuterà invece la riforma del bicameralismo. Il ministro delle riforme Quagliariello, del Nuovo Centrodestra, minaccia una crisi di governo in caso non si trovi un rapido accordo di maggioranza su questi due temi.
17 dicembre 2013 Dopo una lunga trattativa si insedia il governo di Groesse Koalition fra l’Unione di CDU-CSU e i socialdemocratici dell’SPD che approvano la partecipazione al governo attraverso un referendum fra gli iscritti. Si insedia il Terzo Governo Merkel. Ministro degli Esteri diventa il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier Il Terzo Governo Merkel rimarrà in carica sino al ……
18 dicembre 2013 Mediaset annuncia a sorpresa di preparare la fusione delle pay Tv in Italia e Spagna. L'operazione punta a creare una nuova società con il 100% di Mediaset Premium (Italia) e il 22% di Digital+ (Spagna) e successivamente l’apertura del capitale a nuovi soci industriali o finanziari. L’operazione di fusione delle pay tv in Italia e Spagna potrebbe chiudersi entro giugno 2014. In lizza Canal+, Rtl, Al Jazeera e Telefonica, ma anche i fondi di investimento BlackRock, Kkr e Permira. Mediaset potrebbe, una volta realizzata l'integrazione, allearsi con Telefonica per rilevare il resto di Digital+, (di cui anche Telefonica detiene il 22%) adesso controllata al 56% da Prisa, editore di El Pais, che da qualche mese ha iniziato a valutare la vendita della quota di riferimento al fine di ridurre il forte indebitamento di gruppo.
19 dicembre 2013 Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni approva la Delibera n. 680/13/CONS Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70
20 dicembre 2013 La Camera rinnova la fiducia al governo con 350 sì (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Per l'Italia), 196 no (Forza Italia, MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d'Italia e Sinistra Ecologia Libertà) e un astenuto. Poi l'aula approva la legge di stabilità con 258 si, 103 no e 3 astenuti. Il testo passa ora al Senato per l'ultimo esame. Nel frattempo, il ministro per gli affari regionali Delrio, annuncia un decreto per correggere le detrazioni Tasi per le famiglie e coprire il mancato gettito ai Comuni di circa 1,2-1,3 miliardi.
23 dicembre 2013 La legge di stabilità incassa la sua terza fiducia ottenendo il via libera definitivo dal Senato con 167 sì e 110 no. Approvato anche il ddl bilancio con 158 sì, un no e un astenuto. L'esecutivo ottiene anche la fiducia della Camera sul testo modificato del decreto legge che contiene diversi interventi sulle finanze degli enti locali, a cominciare dalla gestione del debito di Roma capitale, con 340 sì e 155 no.
24 dicembre 2013 Il ministro per i rapporti con il parlamento Franceschini annuncia alle camere che il governo intende rinunciare alla conversione del decreto "salva Roma" in scadenza il 30 dicembre.
Napolitano interviene per bloccare il Decreto Mille Proroghe
27 dicembre 2013 Il consiglio dei ministri, dopo la rinuncia al dl Salva Roma, approva il decreto "Milleproroghe" contenente fondi per contrastare la povertà e la disoccupazione; inoltre il decreto consente la ricollocazione dei fondi europei per 6 miliardi e 200 mila euro non utilizzati dal 2007 al 2013. Il premier Letta, in conferenza stampa, annuncia che nel "Milleproroghe" sono contenute anche le norme essenziali del dl "Salva Roma".
29-31 dicembre 2013 Per la prima volta viene esplicitamente contestato il discorso del Presidente della Repubblica Napolitano tradizionalmente trasmesso a reti unificate
31 dicembre 2013 Pay Tv Fatturato in flessione negli Usa, compensato dalla crescita della regione Pacifico. Secondo stime di Digital Tv Research il mercato globale della pay Tv passerà da 193 miliardi di dollari nel 2013 a 209 miliardi nel 2020. I ricavi globali derivanti dagli abbonamenti alla pay tv, comprensivi di film on demand e episodi di serie tv, raggiungerà quota 209 miliardi di dollari nel 2020, a fronte di 193 miliardi totalizzati nel 2013. Queste le previsioni di Digital Tv Research, citate da Telecompaper.com. La società di analisi aggiunge poi che la crescita del fatturato della pay tv dal 2010 al 2013 è stata di 24 miliardi di dollari. In particolare, secondo le previsioni, i ricavi in Nord America nel periodo 2013 – 2020 diminuiranno di 9 miliardi, una flessione del 9,2%, mentre in Europa occidentale caleranno dell’1,6%. Trend inverso invece nell’area Pacifica, dove il giro d’affari della pay tv aumenterà di 15 miliardi, con un incremento del 47%. Nella regione sub shariana i ricavi raddoppieranno a 5 miliardi.Nei prossimi 7 anni, gli Usa resteranno il maggior mercato globale della pay tv, anche se i ricavi complessivi secondo Digital TV Research subiranno una contrazione. I ricavi della tv via cavo diminuiranno, mentre crescerà la tv satellitare e l’IPTV. Nel 2014, secondo lo studio, il giro d’affari della Tv satellitare opererà il sorpasso ai danni della Tv via cavo. I ricavi della Tv satellitare raggiungeranno quota 99,9 miliardi di dollari nel 2020, a fronte di 69,3 miliardi nel 2010 e 87,8 miliardi nel 2013.I ricavi della Tv via cavo hanno raggiunto il picco di 90,9 miliardi di dollari nel 2011, e si attesteranno a quota 80,3 miliardi nel 2020.
31 dicembre 2013 Si chiude l’annus horribilis dell’economia italiana con il tasso più alto di persone al di sotto dell’indice minimo di sostentamento e il più elevato tasso di disoccupazione giovanile il Italia, mentre emergono i primi segnali di ripresa puntualmente registrati anche dall’andamento delle inserzioni pubblicitarie
31 dicembre 2013 In Italia tiene la tv e in particolare quella generalista nel 2013 con una media quotidiana di oltre 10,5 milioni di italiani davanti alla Tv. Nelle due ore della classica prima serata (20:30-22:30), le persone attente a quanto programmato in tv sono state 26,1 milioni. La rete preferita dalla popolazione nel suo complesso è ancora una volta Raiuno, lo è ininterrottamente dal 1995 e, da che esiste la rilevazione Auditel, non lo è stata soltanto negli anni 1992 – 1993 e 1994. Canale 5, con l’eccezione dei tre anni sopra indicati, è l’eterna seconda e chiude il 2013 ad una quota d’ascolto del 14,9% a tre punti di distanza dalla prima rete Rai. Da tre anni nelle preferenze degli italiani al terzo posto si piazza Raitre, seguono Raidue e Italia 1 che chiudono entrambe il 2013 con una quota d’ascolto per la prima volta inferiore al 7% nel giorno medio. Tutte le sei reti generaliste subiscono un calo della loro quota d’ascolto, tuttavia il loro seguito è sempre molto superiore a quanto prodotto dagli altri canali. Occupa la settima posizione, con il 3,8% nel giorno medio, La7. Tra i nativi digitali è Real Time il successo dell’anno, con una quota d’ascolto dell’1,5% nel giorno medio migliora la propria perfomance del 2012. Un altro alloro per il successo ottenuto va a Rai Yo Yo, che pur essendo un canale segmentato sul target bambini, target meno numeroso di altri, occupa la seconda posizione, e con una quota d’ascolto dell’1,3% sorpassa Rai 4, Rai Premium, Rai Movie, Boing e Iris, quest’ultimo al terzo gradino del podio dei nativi digitali nel giorno medio e conquista il primato in prima serata. Cresce in ascolti Discovery che, con l’acquisizione nel 2013 di Switch Over Media, produce una quota del 5,5%
31 dicembre 2013 Presentando il 10 aprile i risultati finanziari 2013 il direttore generale della Rai Gubitosi sottolinea che il risultato operativo è stato di +231 milioni sul 2012, con un saldo positivo di 66 milioni. Il Mol registra +169 milioni anno su anno, attestandosi a 663 milioni lo scorso anno. La posizione finanziaria netta registra -75 milioni anno su anno, toccando nel 2013 quota 441 milioni. Riguardo agli ascolti, Gubitosi lo share è in torno al 40% nel prime time ma scende verticalmente nelle altre fasce orarie. Quanto ai costi, una flessione del 12% come media oraria, mentre il costo del lavoro ha registrato un -2% nonostante il rinnovo del contratto. Nell’esercizio 2013 sono stati tagliati per 98 milioni. I centri di produzione televisiva Rai hanno incrementato la loro attività, sono state 11.393 le ore lavorate e il costo medio esterno è calato del 12%.Per quanto riguarda l’andamento della pubblicità è in corso una ripresa delle quote di mercato da parte della Rai: lo si nota analizzando anche l'andamento trimestrale: dal -19% di ricavi pubblicitari nel primo trimestre 2013 si è arrivati al -14% nel secondo trimestre, quindi al -2% nel terzo e a +6% nel quarto, “e siamo cresciuti ancora nel primo trimestre 2014”.
31 dicembre 2013 Il mercato televisivo in Europa nel 2013 Dopo un lungo periodo di recessione, iniziato nel 2008, nel 2013 la Commissione europea ha ravvisato segnali di una ripresa più durevole in Europa e nella zona euro. Sembrava che la regione avesse ripreso a crescere. Tuttavia, dopo una lenta espansione dell’attività economica nel 2013, buona parte dei paesi europei stanno tentando ancora di riprendersi dall’impatto della crisi. In questo contesto, il mercato televisivo ha risposto in modo diversi sul territorio europeo, crescendo infine di un modesto 0,4%. Alla fine del 2013 il mercato TV in Europa occidentale valeva € 95,5 miliardi, una crescita del 45% dal 2001, quando ITMedia Consulting ha iniziato a monitorare il mercato, e con un tasso di crescita annuo del 3%. In tutta l’area gli investimenti pubblicitari sono stati colpiti dai rovesci economici. Anche per l’assenza di grandi eventi, i mercati televisivi europei hanno visto declinare i ricavi pubblicitari dell’1,6% nel 2013, a €30,4 miliardi. La pay TV, secondo ITMedia Consulting, pur rappresentando la parte maggiore del mercato, continua a rallentare, a causa della crescente competizione da parte degli operatori online e dalle loro politiche di prezzo aggressive. Nel 2013 i ricavi da pay TV hanno raggiunto €43,6 miliardi, +1,5% rispetto al 2012. Per quasi 80 anni la TV si è caratterizzata come un mercato verticalmente integrato. Le reti televisive commissionavano e finanziavano la creazione di contenuti, distribuendo l’output in un contesto lineare, vale a dire il canale tv. Nel corso degli ultimi 20 anni i costi di produzione si sono ridotti, il numero di sistemi distributivi alternativi è aumentato e i costi di distribuzione sono diminuiti fortemente. La consequenza è che i contenuti sono diventati abbondanti, la TV multichannel praticamente ubiqua e la distribuzione dei contenuti via internet sempre più popolare. L’alta definizione è diventata una proposta di mass market, con elevati livelli di penetrazione di televisori HD-ready e adozione di servizi HD. Nel Regno Unito la penetrazione di televisori HD è arrivata al 68%, secondo Ofcom, ed è la più alta in Europa. La sfida successiva è il 4K, o l’ultra HD. Dato il probabile interesse dei consumatori in contenuti ultra HD, l’ostacolo principale sarà un’ampia adozione da parte del settore, che dipende da diversi fattori: la creazione di contenuti 4K, la scarsità di banda, l’adeguatezza di base installata di apparati Ultra HD.
Tendenze Le dinamiche di mercato attuali stanno cambiando alla base il settore. I ricavi tradizionali sono in declino, emergono nuovi modelli di business. Singoli modelli di business vengono sostituiti da un complesso ecosistema di attori. I marchi digitali stanno guadagnando importanza, grazie alla capacità di concedere al consumatore una esperienza multicanale avvincente. I contenuti internet sono entrati sullo schermo TV, che a sua volta non è più l'unico modo per fruire di contenuti audiovisivi. Le possibilità di visione si espandono da televisori dotati di connettività, a set top box in grado di distribuire contenuti “over the top”, fino a servizi media audiovisivi offerti via computer, tablet e altri dispositivi mobili. Molte media company globali stanno già approfittando di questi trend relativi alla visione online, e offrono servizi on demand come BBC iPlayer, che permettono di accedere a contenuti premium ovunque da smartphone e tablet. Questi dispositivi sempre connessi offrono quindi nuovi modi di accedere ai contenuti, e questo significa che gli operatori devono adottare una approccio più integrato alle proprie attività online, allo scopo di coinvolgere il pubblico.
Prospettive Nonostante i timori dei player tradizionali, non sembra che il video online stia cannibalizzando gli ascolti televisivi. Secondo indagini e ricerche condotte negli Stati Uniti, non c’è una differenza significativa negli ascolti televisivi tradizionali tra chi è abbonato a Netflix e chi invece non lo è. Anzi, la maggior parte dei consumatori è abbonato a più di un servizio OTT oltre a Netflix (50% Amazon Prime, 18% Hulu Plus, 8% a tutti e tre). Di fatto, mentre Netflix pare non avere un impatto rilevante sui consumi televisivi, chi è abbonato al servizio è una consumatore più avido anche di altri contenuti premium. La scelta è tutto. Poter accedere ai contenuti in mobilità o in casa è ugualmente importante, TV e video stanno diventando esperienze cross mediali continue che si estendono tra piattaforme e servizi nel tempo. Il consumo a richiesta sta crescendo rapidamente, sebbene la live TV resti importante, specialmente per gli eventi sportivi. I consumatori vogliono decidere come pagare per i propri servizi TV e video, e chiedono una vasta gamma di modelli di abbonamento e spacchettamento dei contenuti. Lo sviluppo di potenti marchi digitali e l’incursione nell’arena di nuovi entranti rapidi e finanziariamente forti pone sfide importanti ai business model degli operatori tradizionali. Finora questi hanno reagito lanciando servizi online in ottica difensiva, con limitata integrazione o capacità di sfruttare le sinergie tra le varie piattaforme distributive. Ma il successo richiede molto più dell’integrazione della tradizionale catena del valore nei vari canali digitali. Per andare oltre gli operatori devono sviluppare nuove e diverse competenze digitali. Diversamente, rischiano di non essere in grado di seguire il cambiamento, mentre il mercato si sposta decisamente verso il video digitale.
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